A proposito di idoli, che monumenti vorreste per Fidenza?
Una statua dell’ex presidente americano Ronald Reagan è stata inaugurata il 29 giugno a Budapest, sulla piazza di fronte all’ambasciata americana. Alla cerimnonia erano presenti il premier Viktor Orban e l’ex segretaria di Stato americana Condoleezza Rice. Reagan, agli occhi degli ungheresi «vincitore della guerra fredda», è molto popolare nel Paese per il suo determinante contribuito determinante alla svolta democratica del 1989 e al successivo crollo dell’Unione sovietica.
Un’altra statua del defunto presidente americano Ronald Reagan è stata inaugurata lunedì 4 luglio al centro di Londra per onorare colui che ha «condotto milioni di persone verso la libertà», secondo le parole della sua fedele alleata Margaret Thatcher, l’ex premier britannica che si è idealmente associata all’omaggio.
Domenica 3 luglio, numerosi fans di Jim Morrison si sono riuniti attorno alla sua tomba nel cimitero parigino del Père-Lachaise. Il cantante dei Doors bello e dannato è morto esattamente 40 anni fa.
Nella città di Québec, canada francofono, il principe William si è abbandonato con la giovane moglie Kate a un bagno di folla stringendo le mani dei tanti simpatizzanti.
Cari lettori,
non trovate anche voi che i monumenti di Fidenza siano alquanto discutibili? Retorici o semplicemente brutti quelli dedicati ai caduti delle due guerre, militari e partigiani. Incomprensibili e inguardabili i pochi altri. Vi siete mai chiesti chi li ha voluti e perché sono lì? Quanto sono costati alla comunità e quanto continuiamo a costare a una certa idea del bello pubblico. È ancora epoca di piedistalli agli eroi o presunti tali, come sembrano pensare inglesi e ungheresi? A chi vorreste che la cittadinanza borghigiana elevasse un omaggio in bronzo o pietra pregiata? Qual è l’idolo della vostra città che vi accontentereste invece di riprodurre su di una maglietta o cui sareste onorati di stringere la mano? Chissà che i vostri desideri non diventino progetti.














Io proporrei il grande Enrico Manghi mentre cammina e fuma.
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Ci associamo alla proposta. La città dovrebbe onorare tutti i suoi personaggi più popolari, piccoli o grandi che siano stati. Come Pippo Campanini seduto su una panchina di via Primo Maggio mentre legge o scrive; come don Camillo con il suo sorriso ironico-bonario davanti alla canonica di San Pietro diventata la casa dell’accoglienza; come Nino Denti in sella alla sua bici eccetera. Monumenti senza piedistallo, ad altezza d’uomo.
Passanti tra i passanti, come si vedono nelle città del Nordeuropa o nella stessa Parma, che ha dedicato una statua al «matt» Sicuri, matto per modo di dire. Solo così si può rinsaldare il legame tra chi se ne è andato e chi è rimasto ancora per un po’ a godersi la vita, rinfrescare la memoria e offrire ai meno giovani lo spunto per raccontare una storia o un aneddoto ai ragazzi. L’idea è da coltivare, caro Jonas, degna di una petizione all’amministrazione comunale, ma che ne penserebbe la giunta, come la prenderebbe il sindaco?
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UN SOLO NOME, ENRICO MANGHI
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Beh, perchè non altri grandi del passato: Kùciaròn chi lo ricorda? Pènèdè…
Ma, seriamente, sarei per l’avv. Denti senza dubbio. Un vero borghigiano amante del proprio Paese.
Ma tanti sono i personaggi, ed il Vescovo Mons. Giberti che tornò ad abitare in città, tra le macerie, adattandosi in un locale del seminario distrutto, risparmiato dal bombardamento. Dove vivrà in povertà per sette anni fino alla morte.
Bravi, complimenti per l’idea.
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Io penso che Enrico Manghi e l’avvocato Denti siano figure assolutamente borghigiane. Eppure son sicuro che la statua di Manghi ci toglierebbe un vuoto, perchè la sua presenza in Piazza per trent’anni era una certezza piacevole alla quale non si sfugge. Quando era ancora in vita gli dedicammo una festa dal titolo “Manghi solo tu”, dopo aver chiesto il permesso a lui e ai servizi sociali. E già allora fu un gesto di puro omaggio al personaggio. Persino i volantini divennero oggetto di collezione, ne fu fatta incetta. Senza nulla togliere a Denti, col quale da adolescente mi soffermavo a far due chiacchiere (ad ascoltarlo, per lopiù), non tutti incontrandolo statuario lo riconoscerebbero, mentre Enrico sfugge al tempo, dai 20 agli 80 per tutti sarebbe un consueto personaggio da Piazza.
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L’idea delle statue senza piedistallo è veramente bellissima. Una di Manghi su una panchina in piazza con il suo sorriso ed una paglia in bocca, sarebbe fantastica come anche quelle da voi suggerite. Le persone “normali” che ci devono far riscoprire i valori veri, tanto lontani dalla politica e dalla immagine che i falsi “personaggi” televisivi hanno oggi. ANDATE AVANTI!!!!!
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manghi per fidenza, jhonson per salsomaggiore.
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Ma il grande Johnson sta ancora bene in salute, che io sappia, ed è un monumento vivente di se stesso; non portiamogli sfiga.
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eh, proprio in salute non direi, povero Johnson… però sarebbe meglio aiutarli in vita, invece di farle icone da morti.
Per quanto riguarda invece una statua, io vedrei bene un ricordo di don Mellini, o altrimenti l’ufficiale paracadutista cap.Denti avv. Nino, che quando veniva in caserma, prelevava le rose del capitano Innocenti… sino a quando non lo ho becccato..
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minghia, johnson è ancora vivo che si fa a piedi montauro – salso e ritorno!
qualcuno lo avvisi di toccarsi!!!!
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qualcuno di voi si ricorda di pipo al pularòl con il suo pick up d’antan col cassone pieno di gabbie di conigli e di pollaia varia?
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beh, allora possiamo anche passare a Carnevali quando vendeva le noccioline allo stadio di Salso (1970), credo invece che il messaggio sia quello di persone che hanno lasciato qualcosa di concreto, un segno che possa servire come esempio e come riflessione.
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Io di Salso, mi ricordo un ciclista che incontravi sempre andando o tornando da Fidenza, ma ero bambino sono passati quasi 40 anni, lo si vedeva sempre col cappello in testa e il tabarro d’inverno, sempre più curvo sulla bici con il passare degli anni.
Quando avevo chiesto perchè lo facesse, mi avevano risposto che aveva avuto una “morosa” a Fidenza e anche se l’aveva persa non si era mai rassegnato fino alla fine.
Il Johnson è sicuramente il sindaco onorario di Salso, degno collega di Enrico Manghi, che ho incontrato parecchie volte in giro per Fidenza, due uomini che non si sono mai piegati al sistema e hanno vissuto sempre come volevano con grande dignità, il Johnson però lo vedo ancora bene Salso- Montauro tutti i giorni a piedi.
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