Val di Susa, il leader dei No Tav: abbiamo perso una battaglia, non la guerra. In diretta, la cronaca degli scontri
Fiaccolata anti Tav in Val di Susa nella notte tra domenica 26 e lunedì 27 giugno 2011.
Chiomonte (Torino). I fuochi di artificio hanno lanciato l’allarme generale per i manifestanti all’arrivo dei reparti delle forze dell’ordine che schierano oltre 2000 uomini. Chiusa l’autostrada dove sono posizionati decine di mezzi della polizia che fanno da scorta agli operai che dovrebbero aprire il cantiere dell’alta velocità.
10:49
Ferrero: «Successo solo militare»
«Un successo militare del governo, ma non un successo politico» dichiara il segretario di Rifondazione comunista Paolo Ferrero.
10:40
I no Tav si ritrovano a Bussoleno
Un punto di ritrovo per i manifestanti del movimento No Tav è stato fissato a Bussoleno (Torino), in bassa Valle di Susa, dove la strada statale 25 è bloccata. Lo si apprende dal sito ufficiale del movimento www.notav.eu.
10:34
Scioperi in alcune fabbriche della Val di Susa
Scioperi spontanei si sono registrati questa mattina in numerose fabbriche della val Susa appartenenti al settore metalmeccanico, a seguito dell’intervento delle forze dell’ordine al presidio della Maddalena.
10:31
Perino: «Persa la battaglia, non la guerra»
«Abbiamo perso un round, non la guerra». È il commento a caldo, dopo lo sgombero dell’accampamento dei No Tav a Chiomonte, del leader del movimento, Alberto Perino. «Oggi – dice – è andata come di pensava che andasse. Noi abbiamo resistito poi le forze dell’ordine hanno sparato migliaia di lacrimogeni. Adesso dobbiamo portare via tutti i materiali dalla Maddalena. Poi vedremo il da farsi, di certo non siamo sconfitti».
10:25
Tafferugli manifestanti camionisti
Tafferugli sulla Statale 25 all’altezza di Sant’Ambrogio di Susa, dove il blocco alla circolazione da parte di una cinquantina di manifestanti No-Tav ha provocato la reazione degli automobilisti e dei camionisti.
10:24
Quattro manifestanti sono rimasti feriti, non gravemente, nelle operazioni per l’apertura del cantiere della Maddalana. Molto più’ numerose sono state le persone che hanno avuto bisogno di assistenza per essere state intossicate dal fumo dei lacrimogeni che sono stati lanciati verso il campo.
10:20
Bloccata la statale 24 del Monginevro
Un gruppo di manifestanti ha bloccato la Statale 24 del Monginevro. La polizia precisa che all’interno della valle Clarea sono presenti circa 500 antagonisti, mentre attestati al check point sulla strada dell’Avanà si registra la presenza di circa un centinaio fra amministratori locali e manifestanti aderenti al movimento No Tav.
10:18
Grillo: «Polizia Maroni attacca i cittadini»
«Questa notte alle ore 4.30 I blindati della polizia sono entrati in val di Susa. Le forze dell’ordine contro la popolazione inerme di una valle. I blindati li ha mandati Maroni, quello di “padroni a casa nostra”, quello che fu condannato a 4 mesi e 20 giorni per resistenza a pubblico ufficiale. Come si cambia per una poltrona… Con questa azione la Lega rinnega se stessa. È un partito ormai morto». Lo scrive sul suo blog Beppe Grillo.
10:03
Venticinque agenti delle forze dell’ordine sono rimasti feriti nelle operazioni per l’apertura del cantiere della Maddalana. Lo si apprende da fonti della Questura di Torino. Cinque agenti sono stati portati in ospedale in ambulanza; venti sono stati medicati sul posto.
09:51
I no tav che sono fuggiti sulla montagna hanno ottenuto un salvacondotto per ridiscendere al piazzale della Maddalena e lasciare cosi’, in sicurezza, il piazzale ora zeppo di forze dell’ordine
09:21
Polizia al piazzale della Maddalena
Le forze dell’ordine, due ore dopo avere forzato il primo sbarramento, sono arrivate sul piazzale della Maddalena di Chiomonte dove fino a poco prima c’erano centinaia di No Tav e hanno occupato l’ area. I manifestanti si sono rifugiati nei boschi e di tanto in tanto esplodono grossi petardi. Tra poco arriveranno i mezzi delle due aziende incaricate di recintare l’area per aprire in tempo utile il cantiere della Torino-Lione
09:20
Pietre e vari oggetti sono stati lanciati contro una ruspa che si è avvicinata a uno dei tre punti di accesso (quello vicino alla galleria Giaglione dell’autostrada A32 Torino-Bardonecchia) presidiati dai manifestanti No Tav nella zona di Chiomonte (Torino). Un vetro della cabina di guida della pala meccanica è stato rotto dal lancio di pietre e oggetti e lo scarico degli estintori, fatto da alcuni dei manifestanti sistemati sulla campata della galleria, ha infastidito il conducente. Nel punto di accesso è stata realizzata una barricata con pietre, alberi e reti metalliche. All’arrivo della pala meccanica, decine di militanti No Tav si sono accalcati ma la ruspa non ha bloccato il lavoro.
09:08
“Avanti con la resistenza passiva”
Giorgio Vair, il vicesindaco di San Didero, un comune della Valle di Susa, ha chiesto ai manifestanti di proseguire l’azione di resistenza passiva alla Maddalena.
09:06
Rimossi blocchi verso area Maddalena
Per ritardare l’azione delle forze dell’ordine i manifestanti hanno dato fuoco al penultimo sbarramento prima della sommità della Maddalena. Una densa colonna di fumo nero si è levata dalla strada dell’”Avana”. I No Tav hanno tirato anche alcune pietre. Per disperderli le forze dell’ordine hanno lanciato una nuova batteria di lacrimogeni.
09:02
Lancio di pietre contro la polizia
I manifestanti hanno lanciato pietre contro le forze dell’ordine lungo la Torino-Bardonecchia.
08:56
La polizia e carabinieri lanciano lacrimogeni anche sul piazzale della maddalena dove si erano radunati i manifestanti. Situazione resta molto tesa.
Legali dei No Tav tentano la trattativa
L’atto che prevede lo sgombero alla Maddalena è un’ordinanza di requisizione dell’area in base all’articolo 2 del testo unico sulla sicurezza. I legali dei No Tav hanno chiesto che l’atto fosse depositato a tutti i sindaci e alla comunità montana. Ora gli avvocati sono ora radunati sul piazzale del presidio e stanno tentando una trattativa con le forze dell’ordine per “risparmiare” una parte del piazzale della Maddalena dove è radunata la parte più pacifica del Movimento.
08:41
Sulla strada dell’”Avana” il fronte più caldo
E’ la strada dell’”Avana” in questo momento il fronte più caldo di Chiomonte. Le forze dell’ordine hanno lanciato decine di fumogeni e stanno avanzando sulla strada che porta al presidio. Sono ora a metà percorso e si fanno strada con una ruspa in grado di smantellare le numerose barricate che i No Tav hanno costruito per rallentare la loro avanzata.
08:30
Manifestanti arroccati in cima all’area
I manifestanti hanno raccolto tutti i resti delle barricatee si sono arroccati in cima all’area occupata da 23 giorni
08:22
Interrotto il traffico verso la Francia
Da oltre quattro ore è chiusa al traffico l’autostrada Torino-Bardonecchia in entrambi i sensi. Il transiti da e verso la Francia è perciò interrotto.
08:17
I manifestanti cercano di bloccare le forze dell’ordine
Al momento dello sfondamento, i manifestanti hanno tentato di bloccare le forze dell’ordine segando un grande albero di pino, ma la persona che stava tentando di tagliare l’albero è stata allontanata e non è riuscita a completare l’operazione. Dopo il lancio dei lacrimogeni, i manifestanti che in quel momento si trovavano vicino alla barricata (due o trecento persone), si sono subito allontanati dalla strada correndo verso la parte alta dei pendii e disperdendosi nei boschi.
08:16
La polizia avanza con i lacrimogeni
Durante la risalita lungo la strada che porta al presidio No Tav della Maddalena le forze dell’ordine rimuovono tutti gli ostacoli che erano stati frapposti dai manifestanti per impedire l’accesso all’area dove è prevista la realizzazione del cantiere per la linea ferroviaria Torino-Lione. Lanciati lacrimogeni.
08:07
La polizia sfonda la barricata
Le forze dell’ordine hanno sfondato la barricata eretta dai manifestanti No Tav alla centrale idroelettrica di Chiomonte. Sono stati lanciati alcuni lacrimogeni. Gli agenti stanno risalendo verso la Maddalena scortando una ruspa.
07:49
Al via l’ordinanza di sgombero, manifestanti si preparano a reagire. Le forze dell’ordine hanno cominciato a sgomberare l’area. I manifestanti -alcuni hanno indossato caschi difensivi- si preparano a difendere il presidio e con spranghe ed estintori si avvicinano alla barricata dove un blindato con la forbice sta «tagliando» il guardrail.
07:42
La polizia si prepara a sfondare
Su uno dei fronti la polizia sta indossando le maschera e si prepara a sfondare la prima barricata detta “quella della Diga”
07:41
In arrivo l’ordinanza di sgombero
Sale la tensione a Chiomonte. Dopo una fase di stallo gli amministratori riuniti nell’unità di crisi hanno annunciato l’arrivo di un’ordinanza di sgombero. Le frequenze di Radio Maddalena Libera che trasmette dal presidio hanno lanciato l’allareme generale perché “tra dieci minuti ci sarà un’altra Venaus”, riferendosi agli scontri tra No Tav e polizia nel 2005. Tutti i manfestanti sono ammassati sui tre fronti aperti con le forze dell’ordine. Hanno indossato i caschi e alzato i foulard sul volto e sono pronti a difendere fino all’ultimo il presidio e a non consentire l’ingresso alla polizia.
07,29
La Prefettura di Torino ha emesso un’ordinanza secondo la quale l’area della Maddalena di Chiomonte (Torino), occupata dagli attivisti che si oppongono alla realizzazione della linea ferroviaria Tav, è nella disponibilità delle forze di Polizia. E’ quanto è stato comunicato agli amministratori locali che, al punto di accesso noto come ‘Centrale idroelettrica’, dove è stata creata una delle barricate, stanno trattando con le forze dell’ordine. Alla centrale sono accorsi un centinaio di attivisti. L’ordinanza – si è saputo – è stata emessa dal Prefetto di Torino lo scorso 22 giugno
07:28
Tenta di fermare una ruspa, bloccato manifestante
Un manifestante, Turi Vaccaro, è stato bloccato dalle forze dell’ordine mentre tentava di fermare una ruspa che si avvicinava al cantiere. L’uomo, secondo quanto afferma la Federazione Anarchica Torinese, si era lanciato sull’autostrada per fermare l’avanzamento del mezzo e sarebbe portato via di peso dalla polizia.
06:55
Urla e insulti si sono levati contro gli operai che si trovano sull’autostrada A32 per l’apertura del cantiere della linea ferroviaria Tav Torino-Lione. Uno degli operai è a bordo di un mezzo con una grossa pinza meccanica, gli altri sotto la galleria in attesa di iniziare i lavori per la recinzione del cantiere. “Servi”, “Vergogna”, “Giù le mani dalla Valsusa”, hanno gridato due-trecento persone mentre il mezzo si muoveva in autostrada. Altri hanno intonato la canzone partigiana “Bella ciao”.
06:49
Manifestante scavalca barriera dell’autostrada ed è stato fermato dai carabinieri
06:49
Una ruspa sta cercando di aprire un passaggio nella barricata della Maddalena
06:48
A mezz’ora dall’inizio delle operazione a Chiomonte le forze dell’ordine si stanno posizionando su tutti gli accessi. Alcune decine di uomini sono scesi dall’autostrada in direzione Bardonecchia attraverso una stradello di servizio. Dall’altra parte un mezzo cingolato con tenaglia davanti sta prendendo le misure per tagliare la barriera in plexiglass che separa l’autostrada dal luogo in cui si sono radunati alcune centinaia di No Tav. Dall’altro lato, sulla strada comunale dell’Avana, dove i No Tav sono posizionati con una barricata all’altezza della centrale elettrica sono stati avvistati mezzi dei vigili del fuoco e draghe. (Mariachiara Giacosa e Diego Longhin, la Repubblica, 27 giugno 2011)
La battaglia della Valsusa
Tutte le foto sono di Alessandro Contaldo.
Tag:Alta velocità, Chiomonte, No Tav, Val di Susa
SOTTO TIRO

CREDENZE POPOLARI
Nei centri commerciali,
i consumatori credono
di risparmiare.
In democrazia, gli elettori credono di contare.
QUELLO CHE NON HA GIULIANO
«Può darsi che Saviano sia banale e scriva male, ma se non piace
a Giuliano Ferrara qualcosa
di buono ce l’avrà». (Lia Celi)
SIRENE E CENTAURE NELLA GIUNTA BERNAZZOLI
«Giunta con metà donne», titola la Gazzetta di Parma, per significare che Bernazzoli vuole riservare il 50 per cento del suo esecutivo alle assessore. Ma detto così sembra che voglia amministratrici metà carne e metà pesce, metà umane e metà giumente. Strafalcione o lapsus?
MONTI LEI
Vista la situazione, è normale che la rabbia Monti. (Mario Mantovani)
ULTIMA CHIAMATA PER I PARTITITemo che i partiti italiani non abbiano capito il senso e lo scopo della formula adottata dal presidente della Repubblica dopo le dimissioni del governo Berlusconi. Mario Monti e i suoi tecnici avrebbero dovuto restaurare la credibilità finanziaria dell'Italia, riformare il mercato del lavoro, creare le condizioni per una economia più libera e competitiva. I partiti avrebbero dovuto assecondare il governo ma dedicarsi contemporaneamente ad altri compiti che non possono essere, in una democrazia, «tecnici». Avrebbero dovuto modificare la legge elettorale, ridurre il numero dei parlamentari, rompere l'incantesimo del bicameralismo perfetto, dare a se stessi uno statuto giuridico corrispondente alle loro responsabilità, dare al Paese un esempio di rigore finanziario riducendo drasticamente il denaro pubblico di cui si sono spensieratamente serviti dopo un referendum che diceva chiaramente quale fosse, a questo proposito, il pensiero del Paese. Ebbene, nulla di ciò che avevamo il diritto di attenderci in materia di riforme istituzionali è stato fatto. È questa una delle ragioni del malumore del Paese, che soffre la crisi e sopporta il peso delle tasse, e del successo di Grillo. Se i partiti vogliono rimediare, il tempo stringe e la porta attraverso la quale dovranno passare per avviare il cantiere delle riforme non resterà aperta più di tre o quattro settimane. Una riforma costituzionale richiede, infatti, una doppia lettura fra Camera e Senato e mancano dieci mesi alla fine della legislatura. Se non ne approfitteranno, il prossimo voto sarà peggio dell'ultimo. (Sergio Romano, Corriere della Sera, 10 maggio 2012)
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Per quel che vale esprimo la mia convinta e totale solidarietà ai manifestanti NO TAV,se la mia sciatalgia me lo permettesse sarei in prima linea a manifestare contro la demente ,premeditata e delittuosa inutilità di un opera che sconvolge l’equilibrio di una intera regione.
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Deduco che il signor Cenci vada a piedi e in bicicletta e non usi nessun altro mezzo di trasporto. Così pure neanche un elettrodomestico e via dicendo.
Ma faccia il piacere…..
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