Family campus: il progetto raccontato (solo in parte) alla città
Bernhard Scholz, presidente della Compagnia delle Opere, braccio economico di Comunione e Liberazione.
Il 10 maggio 2011, nel Salone Moresco del Palacongressi, è stato presentato ai salsesi il progetto del Family campus, che ospiterà la nuova sede della scuola paritaria Sant’Agostino.
Il progetto prevede la costruzione, in un’area di circa 22 mila mq limitrofa alla curva Micheli, di tre edifici: uno destinato alla scuola, uno destinato alla palestra e un terzo destinato a ospitare attività commerciali legate alle finalità del campus. Attorno, parcheggi, giardini e un campo da calcio.
All’incontro erano presenti due presunti finanziatori dell’opera: l’imprenditore parmigiano Luca Barilla e il presidente della Compagnia delle opere Bernhard Scholz.
L’incontro è stato ricco di contenuti pedagogici, ma poverissimo di informazioni sulle modalità di realizzazione del progetto che chiamano in causa la vile «pecunia».
È stato detto dalla dirigente scolastica Elena Romanini che i costi dell’opera non determineranno un aumento delle rette a carico delle famiglie. Condivido pienamente questa scelta. Resta il fatto che l’opera costa e parecchio. Quanto costa (partendo dall’acquisto del terreno fino alla realizzazione compiuta del progetto)? Chi sono i finanziatori? Qual è l’entità del contributo della Compagnia delle Opere (braccio economico-finanziario di Comunione e Liberazione)?
Non ritiene la dirigente scolastica Elena Romanini che il racconto alla città, declinato secondo i principi della verità e della trasparenza, debba comprendere anche questi non trascurabili dati?
L. O.
Probabile sponsor. L’imprenditore Luca Barilla.














senza contare l’immensa colata di cemento: ci sono edifici fatiscenti in ogni dove, perché non ristrutturare quelli?
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Chiedo scusa ai lettori se ritorno su un argomento che mi sta a cuore e per cui ho messo la faccia ed il mio voto favorevole in consiglio comunale. Da laico volterriano non sono pentito in quanto ritengo che ognuno sia libero di scegliere il tipo di istruzione e di religione che vuole,lo sono invece da consigliere comunale eletto che ha creduto ad assicurazioni che si sono rivelate non veritiere,mi riferisco in particolare allo stigma confessionale che caratterizzerà molto probabilmente questa scuola paritaria ,il perchè lo spiega esaustivamente il signor Orlandini nell’articolo.Mi sembrava che si potesse arricchire il tessuto sociale di Salsomaggiore, invece una scuola gestita come un’azienda e per di più da una compagnia che tutti conosciamo per il suo attivismo nel mondo degli affari non serve al paese, a questo punto,invece di consumare territorio, tanto valeva insistere sulla ristrutturazione e il recupero di qualche edificio preesistente, non c’era che l’imbarazzo della scelta( a domanda mi era stato riferito di vari dinieghi da parte dei proprietari interpellati). La scuola deve essere per tutti e di tutti,scenario di conquiste ed errori,di piccole miserie e grandi orizzonti.La scuola dell’obbligo è quella che si finanzia con le tasse dei cittadini,anche quelli che non hanno figli o li mandano alle scuole private dove magari imparano tre lingue,ma poi non sono in grado di parlare con il diverso da sé.E’ una conquista come l’acqua potabile,ognuno può comprarsi l’acqua minerale,ma l’acqua potabile deve essere accessibile a tutti,è una questione di vita o di morte come direbbe Celentano.E’ una conquista di civiltà e quindi va difesa ,curata,migliorata e non ostacolata o vilipesa.Per questo chiedo al vice sindaco Barral di darsi da fare per iniziare al più presto i lavori per il nuovo polo scolastico pubblico,se vorrà avrà la mia più completa e convinta collaborazione.
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ma non eravate forse voi, quando eravate al potere, a deliberare quella futura colata di cemento presso la curva di Micheli e preferire del commerciale all’implementazione del polo scolastico pubblico (zona Bertanella) ?
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….e se così fosse, caro Luigi, quella del gruppo consigliare Salsomaggiore Democratica. Prima di tutto l’istruzione pubblica, che insieme alla salute e all’acqua rappresentano beni collettivi non negoziabili.
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E’ l’ennesima colatona di cemento. Da lì i co(muni)struttori edili avranno agio ed opportunita’ di edificare a pioggia. Tanto ci sono già gli allacci, i parcheggi e le strade.
Senza contare i costi “logistici” che comporta un polo decentrato. PIu’ traffico, piu’ spese di trasporto per le famiglie. Spero poi che il comune non istituisca linee apposite di pullman PUBBLICI (pagati dai contribuenti) per agevolare una scuola PRIVATA.
Un appello ai Borghigiani: quanti soldi volete per riprendervi indietro l’Ing. Massimo?
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Intanto dico che tutti dovremmo rallegrarci perchè all’interno della nostra città sorgera una struttura così importante.
Punto primo: la mia idea è che una famiglia possa liberamente scegliere dove far educare i propi figli, quindi o scegli di mandarli alla scuola pubblica o scegli di mandarli alla scuola privata.
E poi basta con i continui attacchi a Cl o alla Compagnia delle Opere: ce ne fossere di associazioni o movimenti che operano in maniera corretta e che hanno fatto tante opere di bene. Se ovviamente la scuola fosse stata fatta da un altro movimento andava tutto bene no?
C’è tanta gente che continua ad attaccare certi movimenti, ma avete mai provato a fare qualche cosa per gli altri??
Io sono stato al momento di presentazione del Family Campus al Salone Moresco del Palazzo dei Congressi e vi devo dire che tutto è stato trasparente al 100 per cento.
Il fulcro del mio pensiero è liberale: lo Stato deve poter porre le famiglie in grado di scegliere: o mandare i figli alla scuola pubblica oppure porterli mandare in una scuola privata, la famiglia deve poter determinare al propio interno se educare la prole in un certo modo oppure in un altro.
Per me sono da cassare certe idee per cui o si mandano i figli alla scuola pubblica o non li si manda da nessuna parte.
Quindi non vedo nulla di male anche nei bonus o contributi che vengono elargiti alle famiglie che ne fanno richiesta per potersi iscrivere alla scuola privata in varie regione d’Italia: è la libertà signori la libertà di poter fare ciò che si ritiene giusto nei limiti della legge.
Anche qui c’è stata una polemica infondata: i contributi vengono dati per realizzare quel principio di libertà fondamentale per l’individuo di cui dicevo sopra, non facciamo polemiche inutili.
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sì, ed è pure bello e giusto che gli asini volino.
giusti i contributi pubblici alla scuola privata in nome della libertà? ma stiamo scherzando?
se vuoi mandare i tuoi figli in una scuola privata apri il portafoglio e ce li mandi!
p-u-b-b-l-i-c-o. p-r-i-v-a-t-o. trova le differenze.
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Esatto, “lo Stato deve poter porre le famiglie in grado di scegliere: o mandare i figli alla scuola pubblica oppure poterli mandare in una scuola privata, la famiglia deve poter determinare al propio interno se educare la prole in un certo modo oppure in un altro.” Tradotto: lo Stato deve permettere a soggetti terzi la possibilità di aprire sul proprio territorio scuole private (che garantiscano un livello di istruzione pari a quello garantito dalla scuola pubblica, rispondendo obbligatoriamente a crismi dettati dal MIUR.)
Ma la scelta è appunto delle famiglie: fatta la loro scelta, queste se ne devono assumere tutti gli oneri e le conseguenze, senza mettere mani in tasca a comuni, province, regioni, stato e quindi ai cittadini che magari mandano i figli alla scuola pubblica.
Se poi, parliamo di finanziamenti PRIVATI, allora è tutta un altra storia!!
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In questo modo la libertà è solo per chi ha i soldi ,per gli altri quello che passa il convento!
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SB MA VA A DURMIR !!!!!!!!!!!!!!
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Bertorelli ed i cosidetti “liberisti” dimenticano un piccolo ed insignificante problema.La scuola pubblica ha ” l’obbligo” di garantire a tutti i ragazzi il diritto alla scuola e quindi deve essere attrezzata a tale finalità.Questo vuol dire che devo ad esempio
avere posti,attrezzature e laboratori per tutti.Se certi studenti in nome della libertà di scelta un anno vanno nel privato e l’anno successivo sempre per la libertà di scelta ritornano nel pubblico non possono non creare una grande confusione che impedisce ovviamente una elementare programmazione che rimane un criterio fondamentale per garantire efficienza alla struttura scolastica.Inoltre i “bonus” dati ai privati sono soldi che poi fatalmente mancheranno per mantenere in efficienza la struttura pubblica. Cioè per mantenere le scuole parificate in definitiva lo stato deve spendere di più perchè deve pur sempre mantenere una struttura capace di recepire “tutti” gli studenti che sempre per il diritto di scelta volessero tornare in quella pubblica. La libertà quando nega l’efficienza si chiama privilegio.
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Signor Fetonti posso chiederle se ha bambini ,e quindi conosce la realtà scolastica attuale?
I laboratori,le attrezzature sono fantascienza ,prima ancora servono insegnanti ,ma non qualsiasi,insegnanti veri ,quelli come esistevano una volta che sceglievano questa professione per amore,non come un posto di lavoro fisso garantito fino alla pensione .
Io ho tre figli e ne ho viste di tutti i colori, un anno nella classe di uno dei tre ,l’insegnante era assente per maternità ,ebbene le supplenti sono state dieci perchè c’era la supplente della supplente ,della supplente ,della supplente etc……
Per non parlare di certi insegnanti che sinceramente hanno ancora molto da imparare e quindi non sono decisamente adatti all’insegnamento,in compenso c’è un mercato di lezioni pomeridiane che spaventa , un insegnante con cui mi stavo lamentando del fatto che nella classe per certe materie quasi tutti gli alunni stavano facendo lezioni private ,mi rispose che a lezione si va per prendere la sufficienza e per prendere l’ottimo,mi è rimasto il dubbio di cosa si va a scuola a fare,forse per mantenere il loro posto di lavoro?
Fin che certe categorie saranno privilegiate ,penso che il servizio sarà sempre più scadente .
Purtroppo ci si rivolge all’offerta privata anche per questo,visto che nelle scuole private se non ci sono i risultati, gli insegnanti vengono lasciati a casa.
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e ci mancherebbe altro, con quel che costa.
per il resto sono d’accordo, per fare gli insegnanti ci vuole pazienza e dedizione, certo però le condizioni di lavoro sono pessime. sfido chiunque a tenere a bada classi di 20/30 bambini, che siano delle elementari o delle superiori (basti vedere scuolazoo).
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Una commistione di risorse pubbliche e private e’ comprensibile ed auspicabile per istituti di alto livello, non certo per le scuole dell’obbligo . Forse e’ la costruzione dell’ultimo baluardo in difesa della educazione cattolica DOP. I germi della contaminazione multiculturale sono ormai troppo diffusi nella scuola pubblica. O forse il Don Bosco è troppo “cheap” per una retta mensile decente. In Salso avrei giustificato altro cemento per un ultramoderno istituto secondario, che in effetti manca. Ma gli adolescenti sono più difficili da plasmare…..
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B.B
Se la scuola dovesse essere come dici tu,cosa che ovviamente a parte il tuo caso personale di cui prendo atto non credo sia realistica, vorrebbe dire che tutta la scuola pubblica compresi il corpo insegnante dovrebbe essere mandato a casa. Ma allora il corpo insegnante per fare il privato dove lo prendi?Ci saranno pochi laboratori ma gli edifici scolastici ci sono a si fa scuola nelle tende?Tu guardi al tuo caso personale e gli altri si attaccano al tram?Tu mi contrapponi un fatto soggettivo cioè un tuo modo di vedere “l’insegnante” contro un fatto oggettivo cioè il fatto che la libertà di pochi che va scapito dei molti quindi si chiama privilegio.Ti faccio inoltre notare che il pubblico ,come la sanità, o l’acqua se vuoi, viene gestito dalla politica e quindi da chi se non i partiti? Compreso il tuo ovviamente, cioè dalla partitocrazia.Digita su “cerca” “differenza tra democrazia e partitocrazia” ed avrai la risposta per cui la partitocrazia è una struttura che fa a pugni con la razionalità.Ma con il privato avrai la razionalità per pochi cioè il privilegio.
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Fetonti
Posso chiederti nuovamente della tua esperienza personale riguardo la scuola attuale?
Io parlo per esperienza e non solo mia ,informati da qualcuno che ha figli a scuola e ne sentirai delle belle.
Fuori la politica e parliamo di fatti per piacere.
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A b.b
Non ho messo in discussione il fatto che la scuola Italiana abbia dei problemi ,quello che è inaccettabile ,perchè fa comodo, “parliamo di fatti e non di politica”.Perchè i fatti di cui stiamo discutendo non appartengono alla politica?
Spero che tu stia scherzando.E ciò che è pubblico viene gestito dalla politica e ciò che è politico viene gestito dalla partitocrazia compreso il tuo partito.E questo non è un fatto? Perchè non mi smentisci e perchè non rispondi al documento che ti ho suggerito nel precedente post.Non è anche questo un fatto? Non è la tua diagnosi che contesto ma la terapia che bene che vada è solo è per pochi, cioè i privilegiati.E anche questo è un fatto.
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