Carancini, se non fai saltare qualche testa tutto resterà come prima. Vuoi che te lo dica io da dove cominciare?

Pubblicato da Redazione il 21 giugno 2011 in Salsomaggiore |

Lo stabilimento di Villa Igea.

di Doctorenry

Un lettore, in un commento al post intitolato «Habemus Junctam. Consigli per gli acquisti 1», sul mio blog, fa riferimento a quello che lui chiama «il partito di Villa Igea». E lo fa rivelandoci che il «capomanipolo» di questo partito che non c’è apparirebbe in questi giorni più ridanciano del solito. Fatto abbastanza inspiegabile, vista la sconfitta della candidata sindaco sostenuta da questo movimento e la tremenda stangata subita dalla sua lista al primo turno, quando non riuscì ad andare oltre un misero 3,88%.
E si che nella lista uscita dalla sin troppo fertile mente del dottor Giorgio Varacca, direttore sanitario delle Terme Spa (ah, si fosse applicato solo la metà per risolvere la crisi scientifica delle acque salsobromoiodiche!) i personaggi teoricamente capaci di bucare il tabellone elettorale non mancavano. Una specie di arco costituzionale post prima repubblica.
Apriva infatti la lista il duo gemellare siamese (hanno pure lo stesso nome proprio) Beppe Franchi-Gorreri, ex uomini di potere e tessere del centrodestra che fu. In due, 60 voti giusti: bocciati con ignominia!
Seguivano poi i membri del folto manipolo dei medici, rappresentanti la longa manus del megadirettore sulla sanità salsese (promemoria per i nuovi amministratori: verificare, please, i rapporti lavorativi tra costoro e Terme Spa): innanzitutto i tre ex consiglieri comunali Roberta Ceriati, Angelo Mazza (provenienti dal Pd ma de-localizzati per l’occasione nella lista della casa di cura) e Libero Walter Sellaro: 140 voti in tre, la maggioranza a carico di Sellaro evidentemente il terminale dei voti etnici.

Medici pure Giuseppe Marletta ed Edoardo Tarditi: 51 voti di preferenza in due, 50 dei quali a carico del primo. Respinti con perdite. Tanto per non sbagliare erano stai inseriti nella lista anche alcuni rappresentanti di Fli tra i quali spiccavano i centurioni Barbara Peveri della Rocca (15 voti), Antonio Rozzi (12 voti) e Damiano Sebastio (voti 19):testimonianze viventi del duro percorso che attende Gianfranco Fini quando il popolo sovrano sarà chiamato alle urne.

Infine, a completare i 16 nominativi richiesti, un ex segretario comunale di Salso, Giorgio Lovili, storico militante della sinistra Dc, che ha lasciato un ricordo talmente indelebile della sua opera di servitore dello Stato, della sua cordialità con il pubblico e della sua simpatia da meritare ben 8 voti di preferenza; un ex vigile del fuoco prepensionato baby (visto che pur dovendo ancora compiere il 51° genetliaco gode già da qualche anno del trattamento di quiescenza), noto più che per la sua attuale carica di consigliere provinciale di un movimentino autonomo dal lungo nome ma dai pochi consensi o per la velocità con cui domava le fiamme, per la rapidità con cui salta di qua e di là sugli scranni dei vari consessi in cui miracolosamente riesce a farsi eleggere.
Non a Salso, dove ha racimolato la miseria di 23 voti. Non tutto il male vien però per nuocere: potrà così dedicarsi a tempo pieno al tentativo di scalzare il direttore generale dell’Istituto Baistrocchi dal suo posto di lavoro, cosa che pare stargli particolarmente a cuore.
E per realizzare un 16 tondo altri quattro nominativi cha hanno apportato alla lista 13 voti di preferenza. Non male per degli absolute beginners.
Dopo questa rapida ma credo esauriente disamina dei risultati elettorali disastrosi per chi si era proposto di governare dopo le Terme pure la città, si fa sempre più fitto il mistero sulla «ridancianità» del leader di questo partito che non c’è. Anche perché nei giorni scorsi girava insistente la voce che vedrebbe in pericolo la sua posizione dirigenziale insidiato alla guida della maggior azienda cittadina da un collega dalle spalle larghe (grazie alla palestra) che, contrariamente al solito, da perdente nato ha stavolta saputo collocarsi dalla parte del vincente.
Tanto per non far nomi, ma nomi e cognomi,t ratterebbesi del dottor Giampaolo Lavagetto ex enfant prodige delle giunte Ubaldi-Vignali a Parma, costretto a dimettersi causa infortunio «penal-telefonico».
Dopo aver assaggiato l’acre sapore della sabbia al termine del suo duello malamente perduto con Vincenzo Bernazzoli per la guida della provincia, stavolta ha saputo piazzare due (o tre) suoi seguaci nella formazione vincente il palio di Salsomaggiore.
Luca Musile Tanzi, salvo sorprese dell’ultima ora, alla guida del consiglio comunale, Valentina Bellengi ripescata nell’assise della Salamandra grazie alla nomina ad assessora di Laura Gerra, anch’ella qualche mese fa in odore di lavagettismo.
Spero di aver instillato nei miei lettori il germe della curiosità: per scoprire cosa abbia da ridere un tizio che dopo aver malamente perso le elezioni starebbe pure per perdere il posto di lavoro.
Bene ve lo dico io, da disinformato e malizioso malpensante quale sono.
In sogno, un folletto mi ha sussurrato nell’orecchio destro, che è quello dal quale sento meglio, che sarebbe in atto uno scambio di favori. Una potente autorità comunale neo nominata, supponiamo un vicesindaco, starebbe facendo di tutto per ostacolare l’ambizioso progetto di un suo compagno di partito, militante però in una corrente avversaria della propria, volto ad assumere un importantissimo ruolo in una società partecipata al 66% dal comune di cui è appunto vicesindaco.
In cambio, uno dei candidati trombati della lista potrebbe togliere il cannello della fiamma ossidrica da sotto una delle poltrone su cui comodamente giace il neovicecomandante comunale.
Fuori di metafora, i soliti noti starebbero facendo i soliti giochini per fare in modo che, dopo essere cambiato tutto (la gestione del comune alle destre dopo 66 anni di sinistra ) nulla cambi.
Nell’ultimo post, facevo notare come la vittoria elettorale di Giovanni Carancini e delle sue truppe potrebbe essere vanificata se questi non riuscissero a impadronirsi in fretta del funzionamento della macchina comunale. Come si può seriamente pensare di riuscire a cambiare radicalmente il destino di una Salso in crisi economica e di identità avendo contro coloro che sono chiamati per i ruoli che svolgono a prendere le decisioni «operative» per mettere in pratica le decisioni «politiche» prese dai nuovi amministratori? Per essere ancora più chiari, come sarà possibile lavorare fianco a fianco con dirigenti che in campagna elettorale distribuivano santini per conto di ex amministratori ora relegati all’opposizione?
Lo stesso discorso lo si può trasferire fuori dalle stanze del palazzo di piazza della Libertà, in via Roma.
Com’è possibile sperare in una davvero fattiva collaborazione con la nuova giunta di un personaggio che riunisce nella propria persona due incompatibili funzioni: quella di dirigente che dovrebbe essere volto a qualificare il più scientificamente possibile l’azienda termale e quella di ispiratore e padre nobile di coloro che non più tardi di un mese fa tentarono di opporsi alla vittoria elettorale di chi ora legittimamete comanda?
Fatemi capire: quando Obama vinse le elezioni in Usa, non saltò nessuna testa tra coloro che avevano servito Bush?
In ogni caso, io voglio continuare a essere propositivo. Penso che la testa del direttore sanitario delle Terme debba saltare. Per motivi quantomeno di opportunità politica se non scientifica. Alla pari di quelle dei dirigenti comunali di cui parlavo ieri.
A differenza di ieri, quando indicai un nome beccandomi qualche sospetto di aver sponsorizzato un amico, oggi non farò pubblicamente nessun nome. A disposizione però di chi me li volesse privatamente chiedere. Gli interessati non sono al corrente delle mie idee.

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9 Commenti

  • avatar Hulk scrive:

    da cambiare c’è tanto, questo chiedon i salsesi, quindi poca fretta e molta incisività. Importante il risultato, fuori i militanti e avanti chi suda e porta risultati senza preclusioni. ci son tanti costretti a portar santini che debbon sottostare al superiore…cerchiamo non sia più così!

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  • avatar emmecibi scrive:

    scommettiamo che finirà tutto a tarallucci e vino?

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  • avatar beppe franchi scrive:

    …e adesso vatti a leggere che dice il cavadenti. Non condivido il riferimento alla professione del dottor Enrico che immagino impegnato in altri contributi di maggior spessore. Piuttosto quando mi si evoca questo personaggio fra il serio ed il faceto (nel senso che gli piace far sorridere o sghignazzare, a seconda) pedante onnisciente portatore di acidume stantio nel quale sguazza supponente ammirato e invidiato da tanti anonimi ciambellani, mi viene in mente “L’uomo senza qualità” di R. Musil. Basta un attimo per scacciare qualsiasi parentela del dentista con Ulrich protagonista scrupoloso che, con esemplare dignità ancorchè caustico e corrosivo, non trova una ideologia che assicuri alla Morale il più solido fondamento. Figuriamoci parlare di tensione alla sacralità, fondamentali etici, ideologia, scrupoloso rispetto al nostro minuscolo Harry Potter. La signora J.K. Rowling che lo ha ideato non si offenda se la tiro in ballo dopo Musil, ma che male c’è se l’0nni-tuttolo evoca – che ne so – il Principe mezzosangue o il lupo mannaro che male non fa e, invece del bianchino, palpeggia pozioni o inciampa in magie (altra e ultima evocazione Mauriizio Nichetti sul carozzone). A parte gli scherzi – che proprio scherzi non sono – se il dentista si degnasse di accettare il mio reiterato invito ad un confronto – a lui la scelta dei padrini (io ne faccio a meno) gli spiegherei le ragioni della civica “Salso e Tabiano al centro” dalla recentissima origine fino ai giorni nostri, battezzata “Salso Democratica” e condivisa da due giovani PD. Questi, al di là delle rispettabilissime ideologie vedono, come quelli che il dottore, mastodonte dal curriculum esculapiano, tratta come deficienti e sprovveduti, Salso attravero progetti reali e sostenibili, piuttosto che in ingorghi di chiacchiere senza senso compiuto detti “Programmi elettorali”. Ma al dottore Enrico cosa gliene frega di tutto questo. Si crede interessante-creativo-essenziale. Allora lasciamolo alle sue Lectio Magistralis da operetta con impellente prurito offensivo. E chissà che fra una esternazione ariosa e l’altra, in un sussulto di Musiliana qualità, si renda finalmente conto che “non è la coscienza che determina la vita, ma la vita che determina la coscienza” (l’aforisma non è mio, il dottor Enrico ne conosce certo la paternità, il significato, invece…. non si può pretendere tutto da un bravo dentista.

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    • avatar Redazione scrive:

      Per dovere di informazione, ricordiamo a chi non è del posto che Giuseppe Franchi guidò l’amministrazione di centro-destra di Salsomaggiore per circa due anni, prima dell’avvento di Massimo Tedeschi.

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      • avatar Franco 64 scrive:

        Guido’ ..? è tutto dire Ivano ( fà un caldo.. di questi giorni )
        Un saluto a voi in redazione Ciao.

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      • avatar Ruggero Acque scrive:

        Gentile redazione, penso che l’ex sindaco Franchi sia rimasto non due anni ma otto mesi(giugno 2005 gennaio 2006), per la cronaca,per quanto mi riguarda sono stati anche troppo.

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      • avatar Ruggero Acque scrive:

        Voce dal sen fuggita, poi richiamar non vale( ma io tento lo stesso), avete ragione voi, 2004 giugno 2005 gennaio, capita…

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      • avatar Ruggero Acque scrive:

        GENNAIO 2006, sono in confusione, ferie………eeee

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    • avatar Doctorenry scrive:

      «Ciapa su e porta a ca’», direbbe qualcuno dopo quella montagna di insulti mascherati da dotte citazioni, prelevate un attimo prima da Wikipedia, sotto la quale sono stato sepolto dall’ex sindaco Franchi in un commento apparso in calce al mio pezzo su Villa Igea.
      Evidentemente devo stargli proprio sulle gonadi se mi sono meritato quel profluvio di offese che mi dedica (cavadenti, pedante, onnisciente, portatore di acidume, stantio, uomo senza qualità, mastodonte etc etc).
      Il tutto perché l’ho solo nominato en passant commentando la sua inequivocabile sconfitta elettorale, anzi la sua disfatta, anzi la fine dei suoi sogni di gloria politica essendosi aggiudicato la bellezza di 25 voti di preferenza contro i 35 del gemello biovulare Gorreri. 60 voti in due. Contro i 285 del 2006.
      Se questo non è motivo per nascondersi nei boschi di Cangelasio, che cosa lo è?
      Invece, che fa l’ex primo cittadino di una breve stagione? Prende carta, penna, calamaio, PC ed inizia a prendermi a male parole. Forse accortosi di stare esagerando a metà lettera tenta di offrirmi un ramoscello d’ulivo, invitandomi a un confronto con lui per spiegarmi le ragioni di «Salso e Tabiano al centro», che non è una squadretta dei campionati giovanili di calcio, ma lista civica emanazione del partito di Villa Igea.
      Ribadisco in questa sede che, non essendo un necrofilo, non mi interessano confronti o interviste coi «cadaveri» politici, né ritengo che Lei pur facendo sfoggio di cultura enciclopedica (da Wikipedia, Franchi, da Wikipedia o se preferisce da «Il libro degli aforismi» Mondadori Editore, collana Oscar) possa spiegarmi alcunché. Non ho mai visto in Università un docente semplicemente diplomato far lezione a laureati.
      Detto questo, La saluto e le auguro una buona pensione. Magari ai giardinetti così ben ristrutturati dal suo successore.
      Grazie all’infaticabile azione di Matteo Orlandi i parchi sono dotati di copertura Wi-Fi. Col portatile potrà così magari leggere la mia cronaca del suo breve mandato. Edita coi tipi di doctorenry.blogspot.com. È gratis.

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  • avatar beppe franchi scrive:

    Egregio dottore, vikipedia non mi è familiare e non vedo come lei, molto disinvoltamente, possa collegare le mie letture giovanili a questo strumento inusuale.
    Per quanto riguarda lezioni “ex cathedra” sono sempre stato dalla parte del discepolo. Peraltro maestri come lei,ebbene si, mi sono mancati.
    Non so se sia stato un bene, certamente mi sarebbe stato utile vaccino contro patologie peggiori (sorrida, prego).
    Ma non se ne abbia a male, io non l’ho cercata e non devo darle nessuna giustificazione, come pretenderebbe il mio risultato elettorale da lei ripetutamente sottolineato. Ad abundantiam le confesso – sottovoce – che io non mi sono votato perchè il protagonista non potevo essere io ……non le è chiaro vero?
    Se non fosse così perchè avrei lasciato la campagine politica a tutti gli effetti data sicura vincitrice? (con un filo di ingenua libido ledirò che ho ancora, a futura memoria, tutti i santini e i facsimile delle schede).
    Se avesse una sana legittima curiosità mi chiederebbe quale fosse il mio progetto politico, non se ne ha a male se aggiungo “strategico”?
    Ha idea? No?
    Ebbene, sempre per abbondare glielo dico io: una puntuale aggiornata sequenza del programma avviato in quei 18 mesi e che il signor Acque e tanti altri ignora (ma non è coplevole di ciò, se gli piace…dovrebbe solo documentarsi).
    Ma siccome nemmeno la sua collega dottoressa Ceriati le interessa, le è sfuggito quello che è successo lunedì 20 in consiglio comunale.
    Se avesse prestato attenzione avrebbe risolto un suo dilemma, avrebbe capito, forse condiviso, visto che non la sottovaluto come lei crede.
    Infine se lei ha inteso le mie parole per offese, ebbene non era mia intenzione. Se volessi offenderla la ignorerei, se le propino, magari incautamente, qualche risposta è perchè, dormendo pochissimo, ho le giornate lunghe. Addio dottore, no, non ho tempo per i giardinetti e mi manca lo stimolo per il “magnum gaudere” (vikipedia?) che trarrei dalla lettura delle sue summe. Finchè i neuroni me lo permetteranno, valicherò il confine di Ponte Ghiara, sempre con lo stupore di un neofita, senza sentir il bisogno di laureati precettori simpaticamente prestati al gossip. e così sia, in pace, se vuole.
    ps. per qualche tempo sarò fuori salso, non si preoccupi se non troverà mie tracce. e sarà bene per i vari interlocutori ai quali lei ed io stiamo rubando spazio seza valido motivo.

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  • avatar Ruggero Acque scrive:

    Signor Franchi, visto che sono stato brevemente citato nella vostra diatriba,mi permetto di esprimere la mia opinione,lei ci gira attorno ma il suo schierarsi col centrosinistra non e’ una questione di programma, ma riguarda il suo problema esclusivamente personale(o politico) con la segretaria dell’Udc(Mietta Castagnoli), che infatti al ballottaggio si e’ schierato col centrodestra, vincendo non poche resistenze interne.
    Lei signor Franchi politicamente e’ finito, lei aveva in mano la citta’ quando nel 99 ha avuto un bellissimo exploit, lei era il vero leader del centrodestra, poi tutto e’ finito, forse per sfortuna, o altro.
    Io non mi sarei presentato a queste elezioni,si e’ fatto del male da solo, e forse non se lo meritava.
    Il sottoscritto un paio di volte l’ha anche votata, quindi moralmente mi sento di farle un consiglio: segua i consigli di Doctorenry.

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  • avatar F.M.M. scrive:

    Molla la presa, Beppe.
    Sei preso in mezzo tra un dentista e un dantista.
    Entrambi, coi loro sturmenti, possono fare molto male.

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