La sindrome di Tafazzi torna a colpire la sinistra
Davanti al successo dei referendum che hanno inflitto un’energica «sberla» ai partiti di governo e in particolare al suo presidente c’è chi si chiede chi siano i veri vincitori della kermesse referendaria. Invece di gioire per un risultato che fino a pochi giorni fa sembrava impensabile ci si divide.
Le critiche più pesanti vengono rivolte al Pd e a Bersani, reo di non aver avuto inizialmente fiducia nei referendum e di averne spostato la causa solo all’ultimo minuto.
Lo stesso Antonio Di Pietro, pur sforzandosi di voler mantenere bassi i toni della vittoria ci tiene a far presente che all’inizio nessuno credeva ai referendum accusandolo addirittura di essere un perditempo.
Sarà senz’altro tutto vero ma non voglio discutere del passato, vorrei per una volta tanto guardare avanti.
Condivido chi dice che in queste elezioni (sia amministrative che referendarie) non ha vinto il Pd ma tutti quei comitati o gruppi che in queste cose ci hanno creduto e hanno messo in campo tutta la loro forza.
Ma va comunque detto che in molte di queste articolazioni c’erano anche tanti iscritti o simpatizzanti che hanno spinto il partito su questa strada e il partito alla fine non si è tirato indietro ma ha fatto il suo dovere.
Senza il Pd si sarebbe perso ovunque ma il Pd da solo, senza tutta la società civile, quella vera che è fiorita in questo periodo non ce l’avrebbe fatta.
Cercare adesso di fare della dietrologia non serve, occorre guardare avanti soddisfatti dei risultati raggiunti ma al tempo stesso consapevoli di esser solo agli inizi di un cammino che potrebbe risultare molto più lungo del previsto.
Rimproverare il Pd per aver imboccato in ritardo la strada giusta mi sembra sinceramente quanto di più sbagliato si possa fare.
Sarà invece opportuno che iscritti e simpatizzanti siano sempre con l’occhio e l’orecchio molto vigili per far sì che il Pd torni in mezzo alla gente com’ era una volta.
L’esperienza, anche quella recente, ci ha insegnato che la gente è stanca di accordi poco chiari ma vuole essere ascoltata e soprattutto vuole partecipare.
È una sfida importante per i prossimi anni e spero che i partiti della sinistra, Pd in testa si mostrino all’altezza della situazione.
Questo può voler dire scelte radicali, scomode che comunque vanno fatte. Vuol dire fare pulizia da tutta una serie di persone che fanno politica come mestiere e che senza non hanno un lavoro; vuol dire scegliere alleati di cui non doversi vergognare, vuol dire scegliere davvero l’ambiente e non solo quando si tratta di andare contro Berlusconi, vuol dire opporsi al nucleare, credere nel fotovoltaico, ma non sistemato sui campi di grano, vuol dire combattere la cementificazione, vuol dire battersi per una legge elettorale dignitosa, vuol dire mettere al primo posto della lotta politica il lavoro, i giovani per dare loro un domani… vuol dire insomma cambiare un sistema che si è mostrato inadeguato e corrotto e questo, purtroppo, non solo per colpa di Berlusconi.
Giovanna Galli (direttivo Pd Fidenza)
Il mitico Tafazzi, eroe eponimo dell’autolesionismo.
Tag:Elezioni amministrative 2011, Referendum del 12 e 13 giugno 2011, Unità della sinistra
SOTTO TIRO

CREDENZE POPOLARI
Nei centri commerciali,
i consumatori credono
di risparmiare.
In democrazia, gli elettori credono di contare.
QUELLO CHE NON HA GIULIANO
«Può darsi che Saviano sia banale e scriva male, ma se non piace
a Giuliano Ferrara qualcosa
di buono ce l’avrà». (Lia Celi)
SIRENE E CENTAURE NELLA GIUNTA BERNAZZOLI
«Giunta con metà donne», titola la Gazzetta di Parma, per significare che Bernazzoli vuole riservare il 50 per cento del suo esecutivo alle assessore. Ma detto così sembra che voglia amministratrici metà carne e metà pesce, metà umane e metà giumente. Strafalcione o lapsus?
MONTI LEI
Vista la situazione, è normale che la rabbia Monti. (Mario Mantovani)
ULTIMA CHIAMATA PER I PARTITITemo che i partiti italiani non abbiano capito il senso e lo scopo della formula adottata dal presidente della Repubblica dopo le dimissioni del governo Berlusconi. Mario Monti e i suoi tecnici avrebbero dovuto restaurare la credibilità finanziaria dell'Italia, riformare il mercato del lavoro, creare le condizioni per una economia più libera e competitiva. I partiti avrebbero dovuto assecondare il governo ma dedicarsi contemporaneamente ad altri compiti che non possono essere, in una democrazia, «tecnici». Avrebbero dovuto modificare la legge elettorale, ridurre il numero dei parlamentari, rompere l'incantesimo del bicameralismo perfetto, dare a se stessi uno statuto giuridico corrispondente alle loro responsabilità, dare al Paese un esempio di rigore finanziario riducendo drasticamente il denaro pubblico di cui si sono spensieratamente serviti dopo un referendum che diceva chiaramente quale fosse, a questo proposito, il pensiero del Paese. Ebbene, nulla di ciò che avevamo il diritto di attenderci in materia di riforme istituzionali è stato fatto. È questa una delle ragioni del malumore del Paese, che soffre la crisi e sopporta il peso delle tasse, e del successo di Grillo. Se i partiti vogliono rimediare, il tempo stringe e la porta attraverso la quale dovranno passare per avviare il cantiere delle riforme non resterà aperta più di tre o quattro settimane. Una riforma costituzionale richiede, infatti, una doppia lettura fra Camera e Senato e mancano dieci mesi alla fine della legislatura. Se non ne approfitteranno, il prossimo voto sarà peggio dell'ultimo. (Sergio Romano, Corriere della Sera, 10 maggio 2012)
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Cara Giovanna se la parte finale e’ un progetto programmatico mancano parecchie cose.
Manca l’auspicio di una nuova politica dell’immigrazione , del welfare e delle pensioni, dell’opposizione alla finanza speculativa, della lotta all’evasione.
Temo pero’ che su alcuni punti il Pd non sappia o non voglia capire le istanze della gente.
Piu’ che sindrome di Tafazzi mi e’ sempre parsa la sindrome del taglio dei genitali.
Ops , si puo’ dire su NC taglio?
Con speranzoso affetto.
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Si, Giovanna, dici cose assolutamente sottoscrivibili. Però resto del parere che forse è una nostra vittoria, ma di certo è una sconfitta di Colui che ha. Insomma più merito suo che nostro.. Aggiungo che vedo affiorare, finalmente, un voto di opinione. In questo senso direi che anche il risultato di Salso rientra nello stesso solco.. (paradossalmente, se vuoi)
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Faccio notare a Giovanna che non c’è futuro se non si fanno i conti con il passato.Troppo comodo “guardare solo al futuro”.Per la cronaca sono quasi cinquant’anni che sento il partito ex PCI (perchè ha cambiato nome,forse perchè la parola comunista non andava bene e si vergognavano?) poi ex DS (forse perchè la parola sinistra non andava più bene e si vergognavano? E non si capisce allora perchè voi continuate ad usare la parola sinistra) e tutti gli altri partiti ripetere gli stessi ritornelli.Non ti sfiora il dubbio che esiste allo stato attuale un conflitto d’interessi tra la parola partecipazione o se vuoi pluralismo ed il partito in quanto tale.Come fa un partito a “ricercare” il pluralismo o la partecipazione in assemblea visto che il pluralismo o partecipazione in assemblea uccidono il partito ,qualsiasi partito?Inaltre parole se i componenti di un partito di maggioranza vanno in assemblea e propongono liberamente proposte diverse (quando li hanno ovviamente) cosa succede del partito di maggioranza?
Per finire tu dici “Senza il Pd si sarebbe perso ” ma non ti sfiora il dubbio che la gente poi finisce per votare quello che voi gli permettete di votare.Perchè ad esempio non permettete le candidature indipendenti cioè senza liste? Perchè per fare il sindaco ci vuole la lista, non gli bastano le firme, i voti ed il cervello? E per quanto riguarda i referendum sei sicura che poi la gente voti come dice il partito?
Stai mettendo il cappello sul referendum?
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io ho votato secondo la mia opinione, e dei diktat di partito non mi frega niente. La classe politica e strana: cerca sempre il merito o la colpa al suo interno: davvero pensate che la gente abbia la testa vuota o si uniformi ogni volta ai dettami? non pensate che se ha vinto il si’ e’ semplicemente perche’ il nucleare non piace ecc. ecc.?
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Angrla condivido in toto la sua opinione e la invito a leggere l’altro mio intervento sul vento che cambia, postato sotto questo. Io qui volevo semplicemente dire che, a mio avviso, non si sarebbe potuto vincere senza una forza come il Pd ma che questo non deve far credere a Bersani di aver vinto. Il Pd deve fare ancora della strada per convincere. Io ero ai seggi e ho visto venire a votare tanta gente del Pdl e della Lega o di nessun partito e quindi non posso che darle ragione.
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Ad Angela
1) I partiti cercano sempre il merito all’interno e le colpe all’esterno che poi sono rispettabilissime opinioni di maggioranze interne dei partiti per cui cambiando queste i meriti possono diventare colpe e viceversa.
2) Tu voti quello che i partiti ti permettono di votare, ad esempio lo sai che se tu volessi candidarti a fare il consigliere Comunale o il Sindaco o il parlamentare tu non potresti farlo.Perchè?
3) I referendum non piacciono ai partiti infatti in questi 63 anni non hanno mosso un dito per togliere il quorum ,un meccanismo antidemocratico che lo rende difficile.Su quest’ultimo che è stato promosso in gran parte dalla società civile ovviamente poi cercano di metterci su il cappello.
4) C’è differenza tra democrazia e partitocrazia? Quale?
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A Giovanna
a votare ci vanno i cittadini non il PD che non esiste dentro la cabina elettorale.
Domani mattina i cittadini non votano più il PD ed il PD scompare mentre i cittadini cioè gli elettori, cioè le persone rimangono.Quindi il sistema politico e quindi il sistema elettorale deve basarsi sulle persone che sono cose certe e non sui partiti che sono optional ,cioè cose facoltative.O no?
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A Giovanna
a votare ci vanno i cittadini non il PD che non esiste dentro la cabina elettorale.
Domani mattina i cittadini non votano più il PD ed il PD scompare mentre i cittadini cioè gli elettori, cioè le persone rimangono.Quindi il sistema politico e quindi il sistema elettorale deve basarsi sulle persone che sono cose certe e non sui partiti che sono optional ,cioè cose facoltative.O no
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Lunedi 13 il MoVimento 5 Stelle ha depositato 5 interrogazioni in tutti i Comuni dove è presente nel reggiano (Reggio, Castelarano, Guastalla, San Martino, Rubiera) per lo scorporo del settore idrico da Iren Spa passando ad una società interamente pubblica proprietaria delle reti già da in affido ad Iren Spa, la Agac infrastrutture. Agac andrebbe a sua volta trasformata (proposta M5S e Comitato Acqua Bene Comune) in un Consorzio Pubblico partecipato dove i cittadini ed i lavoratori di qeusta partecipano nelle scelte (elezioni del cda, bilanci in rete, autocandidatore tra cittadini etc…).
Interrgazioni simili stanno per essere presentate sul fronte Iren Spa di Parma da consiglieri di Salso e Sala Baganza del M5S.
Pronta la risposta del Pd(menoelle) con il sindaco di Reggio Delrio che ha detto subito “NO” già lunedi pomeriggio…
Si sta prospettando un referendum consultivo comunale promosso dai Comitati Acqua Bene con l’appoggio di M5S e del Prc. Il Pd (menoelle) è in tilt e non ha saputo dir di meglio che “Cosi vince la destra”…
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