Le veline di don Marek
«Una mano en la cintura…» e la mano monella tastava il sedere, «una mano para abajo» e la mano scendeva all’inguine, «y ahora empeza a menear», a quel punto l’ubbidiente bacino iniziava a dimenarsi con inequivocabile roteazione erotica illustrata da parole esplicative per i più duri di comprendonio: «Un movimento sexy… muy sensual».
Questi, per chi non ne fosse al corrente, sono le parole chiave della canzone La bomba, che non è esplosa in una qualsiasi discoteca ma sul sagrato della chiesa di Cabriolo domenica 12 giugno attorno all’ora di cena davanti a un folto pubblico di mini ballerini (dai due anni in su) accompagnati dalle devote mamme. A cantare, una vivace ragazzina pseudo-ispanica malamente rivestita da un abitino succinto e in odore di minore età.
A bordo pista, in attesa di entrare in scena, gli sbandieratori di Quattro Castella, ululavano come lupi affamati e incitavano la ballerina mostrarsi nuda, ché tanto le ci sarebbe voluto un niente a liberarsi di quei due straccetti scintillanti.
Cornice della coreografia, l’affollatissima festa medievale organizzata da don Marek, il parroco polacco vicino a Comunione e liberazione e a Lina Callegari. Due passi più in là, infatti, l’assessore alla Cultura e alle Politiche giovanili cenava a un tavolo insieme al marito Giovanni Capece e al presidente del Consiglio comunale Francesca Gambarini. I tre, intenti a parlottare intensamente di chissà quale urgente e vitale questione politica, erano estranei e sordi al festevole trambusto.
Non è certo il caso di scandalizzarsi e neppure c’è da stupirsi dell’accaduto. Da anni, nelle tv berlusconiane convivono il sacro e il profano, il diavolo e l’acqua santa, don Mazzi e Mara Venier in spettacoli che dire scollacciati è poco, con Santa Madre Chiesa che tace e incassa l’obolo dal padrone di quegli show. Che il Vaticano sia più sensibile al soldo che all’etica non è una novità. Ma la pecunia che non puzza è una faccenda da alte gerarchie ecclesiastiche, mentre i preti «di base» continuano a predicare la morale e a fare il bene. Perciò mi si conceda un po’ di stupore per questa manifestazione di berlusconismo nella nostra piccola cittadina, in una delle parrocchie più amate e frequentate dai giovani, e proprio al cospetto della chiesa dove la nuova giunta di centro-destra fece celebrare dal cappellano don Marek la beneaugurante messa d’insediamento.
Se si è giunti a tale punto di amorale tolleranza, perché meravigliarsi dell’Inghilterra protestante dove vengono organizzati corsi di lap dance per bambine in età da scuola materna? I cattolici, sempre più avanti, faranno presto entrare i corsi di spogliarello negli oratori?
Morale della favola: meglio così di quando la Chiesa bruciava le streghe. Vive, in un Medioevo molto meno festaiolo.
Mara Meo
Gli sbandieratori di Quattro Castella entusiasti dell’erotico Zecchino d’oro di Cabriolo.
Tag:Cabriolo, Don Marek, Festa medievale, Francesca Gambarini, Giovanni Capece, Lina Callegari, Sbandieratori di Quattro Castella
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Vista la situazione, è normale che la rabbia Monti. (Mario Mantovani)
ULTIMA CHIAMATA PER I PARTITITemo che i partiti italiani non abbiano capito il senso e lo scopo della formula adottata dal presidente della Repubblica dopo le dimissioni del governo Berlusconi. Mario Monti e i suoi tecnici avrebbero dovuto restaurare la credibilità finanziaria dell'Italia, riformare il mercato del lavoro, creare le condizioni per una economia più libera e competitiva. I partiti avrebbero dovuto assecondare il governo ma dedicarsi contemporaneamente ad altri compiti che non possono essere, in una democrazia, «tecnici». Avrebbero dovuto modificare la legge elettorale, ridurre il numero dei parlamentari, rompere l'incantesimo del bicameralismo perfetto, dare a se stessi uno statuto giuridico corrispondente alle loro responsabilità, dare al Paese un esempio di rigore finanziario riducendo drasticamente il denaro pubblico di cui si sono spensieratamente serviti dopo un referendum che diceva chiaramente quale fosse, a questo proposito, il pensiero del Paese. Ebbene, nulla di ciò che avevamo il diritto di attenderci in materia di riforme istituzionali è stato fatto. È questa una delle ragioni del malumore del Paese, che soffre la crisi e sopporta il peso delle tasse, e del successo di Grillo. Se i partiti vogliono rimediare, il tempo stringe e la porta attraverso la quale dovranno passare per avviare il cantiere delle riforme non resterà aperta più di tre o quattro settimane. Una riforma costituzionale richiede, infatti, una doppia lettura fra Camera e Senato e mancano dieci mesi alla fine della legislatura. Se non ne approfitteranno, il prossimo voto sarà peggio dell'ultimo. (Sergio Romano, Corriere della Sera, 10 maggio 2012)
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I soliti bigotti e finti moralisti….
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posso esprimere un cordiale giudizio?
Mara Meo: mo va a cagher con ele!
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In un sistema politico allo sfacelo, come quello Italiano, la caduta di stile del Dott.Capece , secondo me ci sta , altro che se ci sta.
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Veramente il mio commento era riferito a chi ha scritto l’articolo e non a chi ha organizzato la festa…anche perchè credo che ci sia solo da parlar bene di persone come Don Marek, ad averne così!!!!! Consiglio a Mara Meo: cerchi di conoscere meglio certe persone prima di parlarne male e veda di frequentare altre feste tipo quelle che organizzano ad Arcore, quelle si che sono feste di tutto rispetto (?????)
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dottor capece, mo da qund’è che parla, ansi scrive, in bolognese?
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Ma da quando i fans di Pisapia e Vendola & Co. sono diventati così puritani e bacchettoni?
Neanche Don Marek avesse organizzato un Gay Pride…
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Gentile Signor Jonas,
qualcosa mi dice che lei è un politico in attività. Se non lo è, la pensa allo stesso modo. Come tutti i politici mi pare infatti propenso a credere che si debba tutti avere in tasca una tessera o militare in uno schieramento o essere fan di questo o quel leader. Non vorrei guastarle la sua visione del mondo e della società, ma ci tengo ad avvertirla che esistono persone perfettamente in grado di vivere e di pensare con la propria testa e camminare sulle proprie gambe, senza guide spirituali e meno ancora politiche. Poche, ma ci sono. Alcuni di queste fanno parte della redazione di Nave Corsara, dove non mi risulta vi allignino simpatizzanti di Pisapia, di Vendola & tanto meno di Co.
In ogni caso, alla prossima riunione chiederò e, se ve ne sarà qualcuna, sarà mia premura informarla oltre che invitare l’interessato a fare outing. Giusto per compiacerla. Ma se le sembriamo in odore di vendolismo et similia solo perché abbiamo gioito per le vittorie di De Magistris a Napoli e di Pisapia a Milano, beh anche in questo caso la pregherei di togliersi gli occhiali «politici» per guardare alla realtà con «ottica» più naturale.
Come può credere che gli elettori di questi due candidati fossero iscritti o simpatizzanti dei loro partiti? Sarebbe come sostenere che gli elettori di Mario Cantini a Fidenza erano tutti del Pdl, il che non è vero. Sappiamo bene che lo hanno votato molti ex socialisti e cani sciolti di sinistra e infatti parte della sinistra borghigiana si aspetta molto da lui. Non mi meraviglierei se il nostro sindaco fosse stato votato addirittura da qualche corsaro. Ma sono cose che tra di noi, per pudore, non ci diciamo. Probabilmente si tratta di corsari stanchi dei predecessori o forse convinti dell’onestà dell’uomo o forse semplicemente costretti dal fatto che il convento elettorale non passava di meglio. Dunque, signor Jonas che ci segue da tanto tempo e pertanto dovrebbe sapere quanto siamo autonomi oltre che irriverenti, perché vuole a tutti i costi appiopparci una etichetta. Per comodità polemica? Suvvia, non è da lei.
Infine, lei ci taccia di bacchettonismo e di puritanesimo, termini riesumati dall’incontinente Giuliano Ferrara cui si sente magari vicino. Ci invita a considerare che dopotutto non si è trattato di un gay pride. Allora le rivolgo una domanda e rifletta bene, prima di rispondere: è più trasgressiva una festa dell’orgoglio omosessuale fatto da adulti in territorio neutro, cioè pubblico e laico, o uno spettacolino scollacciato messo in scena da adulti per una platea di bambini, perdipiù davanti a una chiesa? Roma, checché se ne dica non è una città santa (certe definizioni bigotte con conseguenti effetti sociali lasciamole agli islamici), mentre un sagrato, lo dice la parola stessa, è un’area sacra. E come tale esige un certo decoro.
Ciò detto, lei, signor Jonas, ha figli? Ha nipoti? Glielo chiedo perché ne conosco tanti che, trasgressivi quando c’è da fare i moderni in piazza, tra le mura domestiche con la prole regrediscono fino al medioevo.
Dunque, paziente lettore nostro, ci conceda la libertà non ipocrita di manifestare quello che non sarà sdegno, e neppure scandalo, ma è soltanto incredulità e sorpresa come suggeriva peraltro il tono svagato dello scritto a differenza del suo, che è piccato.
Tutto qui, per ora. Perché su questa cosa qui della morale, che alcuni disonesti definiscono moralismo, torneremo a battere. Anche se temiamo che sarà lo stesso che battere chiodi nel legno di gaggia ai baracconi di San Donnino. Cioè energia sprecata. Ma è per questo che abbiamo aperto bottega, per batterci martellate sulle dita con la scusa di martellare Lorsignori. Ma lei non è uno di loro sotto mentite spoglie, vero? Ad maiora.
mm
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Esimio signor Gildo,
non avendo fatto l’asilo ho imparato le parolacce facendo il servizio militare. Adempimento che ho onorato nell’arma dei Carabinieri proprio a Bologna in uno dei periodi peggiori, quelli della uno bianca (giusto per sottolineare che non ero neppure tanto raccomandato!)per la precisione a inizio novembre 1988 sono stato assegnato alla stazione CC di Castelmaggiore (confronti i periodi, i luoghi e la cronaca del tempo e capirà la situazione). Ciò detto, Gildo Mara Meo mi consenta la ripetizione: mo va a cagher! altra espressione liberamente tratta dal Benigni pensiero potrebbe essere: scendi in campo! (cfr. Roberto Benigini spettacolo del 1995)
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Allora ha lavorato dottor Capece, io ero convinto che Lei nella sua vita non avesse effettuato nemmeno un giorno di lavoro( al netto dei numerosi incarichi politici)..
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Se Le può interessare, Ruggero Acque, nella mia biografia c’è molto di più: quarto di cinque figli di un postino e di una casalinga ho imparato a utilizzare i mezzi agricoli a 11 anni (un volgarissimo trattore a cingoli il fiat 451 C) e dall’età di 14 anni mi sono pagato gli studi fino alla laurea lavorando; d’estate non ho negato le mie spalle all’agricoltura e dai 14 anni ai 19 facendo l’artiere ippico (lo stalliere) in un circolo ippico. La mia prima pancetta è apparsa quanto la motorizzazione agricola ha “rottamato” le imballatrici e lasciato spazio alle rotopresse. Le basta la storia della piccola fiammiferaia o vuole di più? ha analoga “triste” giovinezza da raccontare? se poi le interessa le racconto anche il mio presente. mi faccia sapere!!! e comunque verifichi se Mara Meo ha lasciato campo libero e .. va a cagher anca ti! o meglio: vada a cagare anche lei! (p.s. Davide ti è piaciuta questa?)
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Acqua, acqua, acqua Dottore Capece, come il mio cognome (ma chi e’ sto Davide), noto che la sua attività lavorativa( che parolone)e’ molto intensa fino ai 19 anni , poi visto che lui era cosi alto e la terra cosi bassa, decise di farla come acerrima nemica.
Non c’e niente di male dottore Capece, lei e’ in ottima compagnia, Fini, D’Alema, Formigoni, Gasparri, Veltroni, e i locali Fecci, Peri, Ubaldi, Lavagetto( pur essendo medico) ah si anche Bossi non hanno mai lavorato.
Purtroppo per lei dottore Capece, hanno fatto una carriera diversa dalla sua.
Il nostro attore parti dall’Asinello (vi era un po, di tutto comunque il centrosinistra che non si riconosceva nel PDS…c’era anche Rutelli …. Un altro sgobbone) come portaborse di Borri, poi venne imboscato come presidente a Varsi in qualcosa che falli’ non mi ricordo cosa. Comunque una resistibile carriera iniziata con i cattolici democratici, e attualmente in essere con i cattolici integralisti (complice la parentela della moglie con un parroco di Salso noto come esponente di Cl)…. Dottore Capece nel salutarla se le interessa sto andando in quel posto.
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La attendevo Ruggero Acque, ha dei riferimento un pò sballati, il mio inizio fu nella Dc come giovane segretario della sezione di Fornovo Taro. Per il resto posso fornirle l’elenco delle mie contribuzioni INPS. a diciannove ho solo smesso di occuparmi di cavalli mentre tutt’ora relaziono con gli asini più che con gli asinelli. Per il resto posso agigungere che sempre a 14 anni ho iniziato a fare volontariato all’assistemza pubblica, attività che svolgo tuttora: Lei , Ruggero Acque, a 14 anni cosa faceva? solo pippe? deve avere degli occhiali molto spessi, sa: si perde la vista!
se le può interessare da alcuni anni do anche da lavorare a un pò di persone: 14 sono i dipendenti della mia azienda privata ed aoltre 50 quelli della cooperativa sociale che presiedo gratuitamente; lei per aiutare il prossimo produce posti di lavoro o si limita a manifestare il suo livore su nave corsara ed altri blog?
mi dica, mi dica, la cosa mi interessa.
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Prima di risponderle le ho affibbiato la manina rossa,ovviamente contorta,lei pero’ svicola su Borri e su Varsi, prendero’ le dovute informazioni su come Lei ha operato….vedendo il suo profilo Fb in cui appare la tv Valtaro non mi pareva molto entusiasta.
Detto questo Lei ha mangiato nella mensa del centrosinistra in più’ di un Consiglio d’Amministrazione,poi quando la cuccagna e’ finita ha voltato bandiera(certamente non sara’ ne il primo n’è l’ultimo),poi ha scoperto la Compagnia delle Opere nota per il suo disinteresse (leggasi a tal proposito la “lobby di Dio”) e totalmente dedita al volontariato.
E sono sicuro che le sue “presunte attivita’” sono legate a suddetta Compagnia, complimenti voltagabbana.
Io caro Dottore Capece non sono pieno di livore come lei sostiene, anzi,pero’ non amo le persone che si abbuffano di politica con e Lei, io dico quello che molti pensano ma non hanno il coraggio di sostenerlo.
Un consiglio dottore Capece cambi il profilo Fb, non e’ venuto bene.
Per quanto mi riguarda io lavoro in un industria conserviera il cui titolare appena vede un politico gli da un calcio nel culo e gli dice “mo’ va a cagher”
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Bene, bravo, Ruggero Acque, si informi meglio, e si informi anche quando ho abbandonato il centrosinistra. Si informi anche del mio rapporto con Andrea Borri e di Varsi scoprirà che è totalmente fuori strada. Per il resto non si preoccupi il mio lavoro nulla deve alla politica, anzi, ben conscio che dalla politica posso ricevere solo sgambetti i miei cantieri sono ben lontani da tutto ciò che la riguarda. Chissà, magari lavoro anche per il suo datore di lavoro. Per quanto riguarda il mio profilo facebook si diletti pure, scoprirà che mi piace la nutella. Ma la foto è la prima che ho torvato sul web perchè di farne una apposita non ci penso proprio, almeno per ora.
In ogni caso da ragazzino deve proprio essersi dato da fare molto ed oggi la vista la inganna.
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Battutona…dai Giovanni (passiamo al confidenziale)se lo viene a sapere don Callegari ti disereda….
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Carissimo Dot. Capece “ma va medar va …..”
sappiamo del suo rapporto stretto con il prete Polacco, d’altronde è stato proprio lui a mandare i ragazzi della parrocchia a fare campagna elettorale per la dottoressa Callegari, quindi capiamo il suo stare sulla difensiva d’altronde deve molto a Don Marek .
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Se dovessi proseguire sul trend inizio dovrei rispondera a newgeneration2013 con un solo termine: “sfigato” ma voglio essere un signore e esimermi dal farlo. mi limito a dire che in 5 righew sono statre detto molte aporie (cazzate mi pare troppo volgare) il fatto però che le roda ancora il volantino e continui ad accusare don Marek di cose che non ha fatto (mandare i ragazzi della parrocchia a fare campagna elettorale) dimostra il suo livore ed il suo pregiudizio e non le fa certamente onore. personalmente a don marek devo solo di avermi fatto conoscere la polonia, una nazione che non avrei mai immaginato così bella e affascinante.
Per quanto riguarda l’ander a medar ho già espresso in altro lugo la mia inclinazione per l’automazione. Se fa piacere nei prossimi giorni mi cimenterò ma a bordo di una ormai consumata mietitrebbia autolivellante della Arbos e non con la ‘msora. come si chiama nel mio paesello (se parlo di falce mia moglie si infuria!!)
con l’augurio che la new generation 2014 sia più sveglia di quella del 2013 porgo i miei più cordiali saluti
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Caro Giovanni,
scusami se ti chiamo per nome e ti do del tu, ma non posso farne a meno: mi sei simpatico e nulla potrà attenuare questo mio sentimento nei tuoi confronti.
Ti scrivo non tanto per replicare a un’obiezione che non ho capito e forse neppure esiste, ma per ringraziarti e perché tu mi tolga una curiosità.
Innanzi tutto, grazie per avermi augurato per ben due volte nel giro di poche ore, anche con la magnifica citazione di Benigni che ben conosco, di andare ad evacuare. Fatto! E con ottimi risultati, considerato che soffro di stitichezza. Posso farti imbufalire anche in futuro, ogniqualvolta avessi problemi di tale natura?
Ora, la curiosità: ma che cos’è che ti ha tanto irritato da provocare la tua smodata reazione? Non si può più scherzare? Non è da te reagire come quelli che vi hanno preceduto nell’amministrazione della cosa pubblica locale. Bisogna concluderne che il manovratore non va mai disturbato? Sarebbe un peccato.
Vedi, una redattrice addetta alle pagine futili e frivole del blog, cerca sempre di farsi notare per emergere dal ghetto della cronaca minore e qualche volta deve aggrapparsi a un filo sperando che sia un filone. Questa volta ci sono riuscita attirando la tua attenzione. E di ciò ti sono grata. Chissà che qui in redazione non mi passino di grado togliendomi dalle cronache rosa per affidarmi quelle nero pece, come la politica. A proposito, sai niente dei progetti della precedente amministrazione su Cabriolo?
Quelli di prima la volevano snaturare con la scusa della “riqualificazione”. E questi? Ecco vorrei occuparmi di Cabriolo per cose così, non per le apprendiste veline del parroco. Se hai qualche informazione, non esitare a passarmela. Non dirò che me l’hai detto tu. Una mano lava l’altra e tutte e due lavano la faccia.
Con immutata stima e ammirazione
mm
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A quanto pare devo delle scuse a ele! per il resto se il tono non fosse stato di ilarità avrei usato delle espressioni ben differenti da quelle che ho proposto.
Non mi turba essere citato tra coloro che banchettavano ad un festa molto gradita ai fidentini. ele dice: “I soliti bigotti e finti moralisti…” in definitiva a ragione, nel momento in cui lo rivolge a chi ha scritto l’articolo. in definitiva a farmi sbottare è lo stereotipo che si propone. l’articolo da il senso di un pre-giudizio che non fa onore a chi lo esprime, proprio perchè pre.
Ho sentito preti cantare “sex bomb” senza sapere cosa volesse dire ma solo per esprime la gioia di stare in relazione con dei ragazzi guidati su sani principi. Alla fine la Chiesa è più moderna di quando non si voglia dare a vedere ed è una modernità che non si esprime con don Gallo. Ecco la differenza ed è quello che da fastidio a molti, mostrare un volto della Chiesa che sa stare con i giovani con gioia e coerenza. Questo vale per CL così come per don Marek a Fidenza.
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Nooo Capecione! Non cascarmi chiedendo scusa…
Va a caghér era perfetto, intonato, contestuale. Senza una sbavatura.
Rimangiati queste scuse scurrili! Sii serio.
Un po’ di bon ton porca puttana…
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Nooo Capecione! Non cascarmi chiedendo scusa…
Va a caghér era perfetto, intonato, contestuale. Senza una sbavatura.
Rimangiati queste scuse scurrili! Sii serio.
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tranquillo Davide, il “va a cagher” è confermato per Mara Meo che pare aver apprezzato.
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Caro Capece, non entro nel merito del suo curriculum professionale che francamente non mi interessa . A differenza di Mara Meo non mi sono scandalizzata più di tanto della musica sensual perchè penso che tante volte cantiamo canzoni di cui manco immaginiamo il contenuto. Desidero però dirle che non mi è piaciuto il riferimento a Don Gallo. Ognuno esprime la sua fede con le modalità che la sua esperienza e la sua sensibilità gli consentono. Don Gallo è certamente uno che grazie alla sua fede in Cristo ha fatto una scelta politica. Lei contrappone Don Marek (che non ho il piacere di conoscere) a Don Gallo allora dobbiamo dedurre che quest’ultimo ha fatto una scelta politica contrapposta. Don Gallo l’ha resa pubblica mentre per Don Marek è certamente più nascosta. Se così fosse lo riterrei cosa ben più grave di qualche velina che canta la bomba
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Caro Dottor Capece, penso che tutti quelli che scrivono e leggono qui, oltre alla gran parte degli Italiani, sappiano perfettamente che CL è prima un’associazione economica, poi politica, poi immobiliare, poi editoriale, e forse dopo tutte queste cose dà uno sguardo al Signore; è una vera e propria (ricchissima) casta che controlla svariati settori come meglio crede.
Non so se a Cabriolo sia così o meno, mi auguro di no, ma in Lombardia soprattutto, e nel resto d’Italia la verità è sotto gli occhi di tutti.
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Io che non voto mai ho dato una manina verde alla risposta di Mara Meo al sig Jonas e purtroppo ,perchè non ho potuto farne a meno, a quella di Puke 58.
Francamente non ho capito, quale sarebbe il pregiudizio di Mara Meo….forse perchè pensa che ci siano gli atei fedeli impersonati dal Belusconismo? Sarà “forse” un pensiero sbagliato ma non ha il diritto di pensarlo? O forse è il modo di esprimere la cultura “partecipativa” di cui avevate riempito i vostri manifesti elettorali? Da un leghista me lo potevo aspettare,non sarà mica che andando insieme al lupo avete imparato ad ululare?
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Cara Giovanna, non mi pare d’essermi detta «scandalizzata».
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Secondo me Dott. Capece c’e’ piu’ bisogno di contadini bravi che di politici scarsi. Veda Lei.
Il Suo curriculum pende piu’ per le attivita’ agricole imho.
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le posso assicurare che continuo a non far mancare il mio contributo all’agricoltura.
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