Brunetta ai precari: «Siete la peggiore Italia, grazie»
Quattro milioni di italiani nella trappola della precarietà
«Siete l’Italia peggiore», così Il ministro Brunetta ha apostrofato mercoledì 15 giugno un gruppo di ragazzi. Ed è stato subito sommerso da una valanga di critiche. Non si era forse reso conto di essersi rivolto, non a uno sparuto manipolo di rivoltosi, ma, numeri alla mano, a un esercito di giovani e meno giovani schiacciati in quella che l’Istat ha chiamato, nel suo ultimo Rapporto annuale, “la trappola della precarietà”. Una ragnatela in cui rimangono catturati, per la difficoltà ad uscirne, lavoratori del settore privato ma anche della pubblica amministrazione. Impiegati e insegnanti ma anche medici, operatori della sanità o Vigili del fuoco.
Il peso dei precari – Secondo il rapporto Istat 2011, nel 2010 gli occupati in Italia erano 22 milioni e 872mila persone, i lavoratori atipici – a tempo determinato e collaboratori – oltre 2 milioni e mezzo, cioè l’11,29% della popolazione occupata. Una piaga quella della precarietà che,secondo il Governatore della Banca d’Italia Mario Draghi, andrebbe rimarginata per avere un Paese più competitivo.
La Cgia di Mestre ne ha contati invece quasi 4 milioni, precisamente 3.941.400. Secondo una ricerca dell’Ufficio Studi, il 56% dei precari, cioè quelli che gravitano nel macromondo dei contratti flessibili – part-time, a termine, di stage, interinali, parasubordinati – è occupato nelle regioni del Centro Sud e tra il 2008, all’inizio della crisi economica, e il 2010 sono aumentati del 4%. Questi lavoratori sono concentrati soprattutto nel settore della ristorazione, degli alberghi e nei servizi pubblici e sociali. Tra gli under 35 il livello retributivo mensile netto è di 1.068 euro, importo inferiore del 25,3% rispetto a quanto percepisce un lavoratore che svolge le stesse mansioni ma assunto con un contratto a tempo indeterminato.
Bamboccioni per necessità – Se si pensa poi a tutti i giovani che non sono in grado di uscire di casa a causa di un lavoro precario e di uno stipendio troppo basso, la trappola della precarietà arriva a coinvolgere fino a 7 milioni di persone. Sono i cosiddetti “bamboccioni” per necessità, quelli della generazione “Mille euro”. Cioè ragazzi tra i 18 e i 34 anni che, secondo una ricerca Cgil-Sunia, vivono ancora sotto il tetto dei genitori perché non si possono permettere un affitto o un mutuo a causa della mancanza di lavoro fisso. E’ la Banca d’Italia, in particolare, a sottolineare nel suo ultimo Bollettino economico dell’aprile 2011, che, se nel 2010 sono riprese le assunzioni, è perchè sono aumentati i contratti di lavoro interinale e di collaborazione. Sono rimasti invece contenuti quelli a tempo indeterminato e le trasformazioni dei contratti a termine in posizioni permanenti.
La fase di precarietà si allunga – Per i giovani, poi, si è ridotta la probabilità di passare da un lavoro atipico a uno standard. Secondo l’ultimo rapporto annuale dell’Istat, ogni 100 giovani con contratto atipico nel primo trimestre 2009, solo 16 sono occupati stabilmente dopo un anno (10 in meno dell’anno precedente). Mentre è cresciuta l’incidenza di quelli rimasti occupati a tempo determinato o con un rapporto di collaborazione (da 51 nel 2008-2009 a 60 nel 2009-2010).
Per l’Istat, gli atipici che, pur avendo un contratto di durata inferiore ai 36 mesi, svolgono lo stesso lavoro da almeno tre anni sono 511 mila, il 2,8 per cento in più rispetto al 2009. E il fenomeno è particolarmente rilevante nel campo dell’istruzione, della sanità e della pubblica amministrazione.
Pubblica amministrazione: 450 mila precari – Se infatti si butta l’occhio sul mondo della pubblica amministrazione, quello guidato dal ministro Brunetta, si scopre che, secondo il Conto annuale della Cgil – gli ultimi dati risalgono al 2009 – sono quasi 450mila i contratti precari (a tempo determinato, interinali, a progetto, coordinati e continuativi, incarichi o consulenze). Di questi, 200mila solo nel mondo della scuola. Il restanti sono medici, operatori sanitari e della Croce rossa, Vigili del fuoco, impiegati che prestano quotidianamente servizi essenziali con contratti a tempo determinato (92.738), in formazione lavoro (2.198), interinale (11.948), lsu, cioè lavoro socialmente utile, (21.478). E poi ancora come Co.co.pro (48.649), con incarichi e consulenze (67.670). La manovra correttiva 2010 (il decreto 78) prevede, nel 2011, il taglio del 50% su tutti questi contratti flessibili nella Pa, esclusa la scuola, per ridurre le spese. I 200mila precari della scuola, invece, sono ancora in attesa di un piano di assunzioni annunciato dal Governo poche settimane fa. (www.sky.it)
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CREDENZE POPOLARI
Nei centri commerciali,
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In democrazia, gli elettori credono di contare.
QUELLO CHE NON HA GIULIANO
«Può darsi che Saviano sia banale e scriva male, ma se non piace
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«Giunta con metà donne», titola la Gazzetta di Parma, per significare che Bernazzoli vuole riservare il 50 per cento del suo esecutivo alle assessore. Ma detto così sembra che voglia amministratrici metà carne e metà pesce, metà umane e metà giumente. Strafalcione o lapsus?
MONTI LEI
Vista la situazione, è normale che la rabbia Monti. (Mario Mantovani)
ULTIMA CHIAMATA PER I PARTITITemo che i partiti italiani non abbiano capito il senso e lo scopo della formula adottata dal presidente della Repubblica dopo le dimissioni del governo Berlusconi. Mario Monti e i suoi tecnici avrebbero dovuto restaurare la credibilità finanziaria dell'Italia, riformare il mercato del lavoro, creare le condizioni per una economia più libera e competitiva. I partiti avrebbero dovuto assecondare il governo ma dedicarsi contemporaneamente ad altri compiti che non possono essere, in una democrazia, «tecnici». Avrebbero dovuto modificare la legge elettorale, ridurre il numero dei parlamentari, rompere l'incantesimo del bicameralismo perfetto, dare a se stessi uno statuto giuridico corrispondente alle loro responsabilità, dare al Paese un esempio di rigore finanziario riducendo drasticamente il denaro pubblico di cui si sono spensieratamente serviti dopo un referendum che diceva chiaramente quale fosse, a questo proposito, il pensiero del Paese. Ebbene, nulla di ciò che avevamo il diritto di attenderci in materia di riforme istituzionali è stato fatto. È questa una delle ragioni del malumore del Paese, che soffre la crisi e sopporta il peso delle tasse, e del successo di Grillo. Se i partiti vogliono rimediare, il tempo stringe e la porta attraverso la quale dovranno passare per avviare il cantiere delle riforme non resterà aperta più di tre o quattro settimane. Una riforma costituzionale richiede, infatti, una doppia lettura fra Camera e Senato e mancano dieci mesi alla fine della legislatura. Se non ne approfitteranno, il prossimo voto sarà peggio dell'ultimo. (Sergio Romano, Corriere della Sera, 10 maggio 2012)
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Quest’uomo i tornelli li ha al cervello…
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cervello???
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un altro grande ministro della repubblica italiana… BUFFONE!
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Hai sbagliato gozzo BUFFINO
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Chiamarlo uomo è un complimento. è un nano, e come tale corto in altezza e corto in cervello. Millantatore senza pari.
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Non bisogna più assolutamente fare riferimento al suo apetto fisico perchè non è giusto. Va mandato a casa perchè è una persona ignobile umanamente e moralmente
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Non vorrei andare controcorrente, ma Brunetta è un grande uomo, uno che ha la testa sulle spalle. Quindi insultarlo è un offesa alla democrazia. Basta ascoltarlo per capire che rappresenta la democrazia in Italia. Prendersela con lui è come picchiare un bambino che caga.
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Bravo Dan Dellabassa non condivido che si vada a prendere in giro uno per la sua statura. Brunetta è inqualificabile proprio come persona: è arrogante e intollerante, ha approfittato di un certo malessere nella gente verso alcuni comportamenti criticabili dei dipendenti pubblici, ha parlato alla pancia della gente per gettare veleno su questi … Io spero solo che questo vento che cambia mandi in pensione anche questo ministro assolutamente indegno per il ruolo che interpreta
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Convengo con lei nel giudicare inqualificabile l’atteggiamento del Ministro, ma che Brunetta abbia approfittato del malessere popolare per gettare veleno sui dipendenti pubblici colpevoli di “alcuni comportamenti criticabili” mi pare troppo…..Che mi dice di quanto accaduto nel comune di Boscoreale ( comune di 27.000 abitanti in provincia di Napoli) dove 41 dipendenti sono stati interdetti dai pubblici uffici e per altri 20 sono in corso le procedure di contestazione disciplinare?
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http://youtu.be/LnZ449yKrAQ questa è la replica del ministro Brunetta… il bel tacer …..
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Sommessamente chiedo:può continuare a fare il ministro(si fa per dire) della repubblica italiana strapagato coi nostri soldi tal personaggio detto” il fantuttone”(condensato semantico di fannullone indaffarato)sedicente mancato premio Nobel e disturbato da evidenti problemi personali irrisolti?
va a lavurér barbòn!
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