La rivoluzione salsese: cadono le teste
Vittoria inebriante. Giovanni Carancini brinda con la squadra. Alla sua destra, con uguale giacca blu, il deus ex machina Luigi GIuseppe Villani.
Smaltito l’effetto elettrizzante della caduta delle mura della Bastiglia, ora mi tocca il compito di analizzare gli effetti del terremoto elettorale che ha colpito la nostra cittadina.
Avviso prima però i naviganti in agguato.
Tutto quanto scritto qui di seguito è da intendersi in senso bonariamente ironico. A mo’ degli sfotto’ che le opposte schiere di tifosi si lanciano tra loro al bar sport quando a prevalere è una squadra sull’altra.
Stavolta ha prevalso la mia, nel senso che dopo essere stato espulso dall’arbitro nel primo tempo, ho guardato la seconda metà della partita dagli spalti, tifando per la squadra che poi si è aggiudicata il titolo senza farne per nulla parte.
Navigante avvisato, navigante salvato.
La prima testa è già caduta. A rotolare, metaforicamente,nel cesto è stata quella di Ernesto Cocconi. Autoghigliottinatosi nella notte, ha lasciato una postuma e straziante lettera d’addio, pubblicata stamani sul sito del Pd salsese. Tutto sommato, una lettera dignitosa nella quale riconosce che non esistono uomini validi per tutte le stagioni. Soprattutto lui. Peccato se ne sia accorto troppo tardi dopo aver invano per anni tentato di accreditarsi come l’uomo del rinnovamento del Pd con tutti i mezzi. Perfino con la tinta dei capelli come un Silvio qualsiasi.
Sarebbe interessante leggere anche le memorie dell’ex segretario per tentare di capire come mai un sessantenne possa essere incorso in errori da pivellino al momento dell’individuazione del candidato sindaco, della formazione della lista e della scelta dei candidati consiglieri. Per non parlare delle mancate primarie di coalizione.
A questo proposito, la seconda testa che mi procurerà fremiti di godimento supremo nel vederla «decollata» sul patibolo è quella del suo superiore gerarchico Roberto Garbi. O meglio, mi piacerebbe se fossi un iscritto al Pd. Di più, non solo ne sarei felice, ma addirittura mi proporrei come boia. Perché?
Perché è grazie al suo illuminato intervento che il partito di cui è segretario provinciale ha perso anche Salso dopo Fidenza, in entrambi i casi scegliendo all’ultimo momento utile due candidati sicuramente degni del ruolo ma non certo in grado di entusiasmare le folle, quindi sbagliati. Questo tipo di candidato lo si sarebbe dovuto presentare alle primarie con mesi di anticipo in modo che se le avesse vinte avrebbe avuto il tempo di scaldare il cuore delle folle. Agendo invece in questo modo in entrambi i casi è stato sconfitto. E in un paese normale, nell’ambito di un partito normale, chi perde paga e se ne va a casa. Scommettiamo che l’anno prossimo Casper Garbi sarà ancora li a tramare e a far perdere le elezioni al suo partito pure a Parma?
Terza testa la cui caduta nel cesto farà fremere di gioia non solo me ma anche la grande maggioranza dei cittadini salsesi è quella di Giorgio Varacca. Conosciuto dai più solo di nome, questo Richelieu in trentaduesimo, si agita da anni per tentare, in passato riuscendovi, di manovrare I fili della politica salsese. Senza mai esporsi più di tanto salvo quest’ultima volta, quando ci ha messo la faccia ed à stato duramente punito dagli elettori. Così come magno cum gaudio meo sono stati puniti con pene ugualmente pesanti, quali la caduta nel ridicolo, tutti i suoi uomini paravento. A iniziare da quel Libero Walter Sellaro, suo sottoposto in quel di Villa Igea che sarà fuori dal nuovo consiglio comunale, coinvolto nel disastro della lista del suo padrone nonostante le molte (troppe) preferenze racimolate non si sa come né dove, visto che a Salso al di fuori degli ambienti medici è un perfetto sconosciuto. E continuando col compagno di professione Angelo Mazza, superondivago muto di Gallura, o meglio di Reggio Calabria, peraltro già condannato dalla sua stessa natura a scaldare per anni, in silenzio, i banchi del consiglio comunale dove fu di volta in volta seduto tra i Ds e i varacchiani sotto plurime spoglie.
A marcire sempre metaforicamente sempre nelle galere del ridicolo, anche i mercenari stranieri Massimo Pinardi e EdoardoTarditi e Angelo Rozzi e Giuseppe Marletta e Giorgio Lovili, tutti a vario titolo cooptati nella legione straniera di Giorgio Varacca con il compito di fare tabula rasa di tutti gli incarichetti di sottogoverno che si fossero resi disponibili in caso di vittoria di Anna Rosa Ceriati.
Gogna mediatica, ma non solo, per tre personaggi dal brillante futuro dietro le spalle: Beppe Franchi, che sedette ove oggi siede Carancini occupando per un breve periodo lo scranno più importante della città termale. Travolto da oscure manovre di palazzo invece di ritirarsi alla Cincinnato ritentò l’avventura dalla stessa parte che lo aveva visto vincitore. Ma nel far dell’ultimo periodo della passata amministrazione, mal consigliato da suoi sodali, in primis il gemello siamese Giuseppe Gorreri che lo ha accompagnato verso il precipizio, aveva iniziato a muoversi in direzione contraria a quella del vento dell’alternanza che soffiava su Salsomaggiore. Ritrovandosi con il sedere per terra dalla parte degli sconfitti, ma non solo. Pure sconfitto tra gli sconfitti con le sue misere 26 preferenze superato anche dal suo uomo ombra. Quasi fosse un ex pugile un po’ rintronato che invece di ritirarsi dignitosamente all’apice della carriera seguisse su ring di periferia con ingaggi men che dignitosi i consigli di un manager fuori di testa per un’impossibile rivincita.
Terza dei tre Barbara Peveri della Rocca, la contessa per amici e nemici, che rimbalzando di qui e di là come una pallina da tennis impazzita ha finito per fermarsi nel posto sbagliato. In quella zona paludosa della città dove si sono arenati i suoi compagni di avventura sopra nominati. E pensare che come presidentessa del circolo della Destra avrebbe potuto salutare i vincitori e la folla da un balconcino di piazza della Libertà adiacente a quello da dove il nuovo sindaco Giovanni Carancini ha brindato alla vittoria.
Ancora due personaggi importanti hanno riportato danni nel crollo delle mura della Bastiglia. L’ex sindaco Massimo Tedeschi e il suo vice Massimo Cavalli.
La pena che i vincitori hanno inflitto al primo è stata veramente crudele: il ritorno a far capo da domani 1°giugno, salvo sempre possibili certificati di malattia, al lavoro. Negli uffici comunali a capo sì, è vero, di uno degli importanti quattro settori in cui si articola il funzionamento della macchina comunale, ma pur sempre sottoposto al duro regime dei lavori forzati cui lo condanneranno i vincitori. Ne vedremo delle belle, soprattutto se il capo dei secondini sarà, come ne ha tutti i diritti Lupo «Robespierre» Barral che deve avere un bel po’ di conti in sospeso con l’uscente.
Dura la pena anche per il braccio destro dell’ex sindaco. Pure lui condannato ai lavori forzati, nel senso che dopo avere vissuto per anni di politica ora gli toccherà per forza trovarsi un lavoro vero: non come quello che gli inventarono nel 2004 quando, vincente a Salso Franchi allora suo avversario politico, gli fu rapidamente trovato un posto in quel di Fidenza, ove trionfava il suo mentore Giuseppe Cerri. Oggi anche a Fidenza governano le truppe che hanno occupato Salso. Speriamo riesca a ottenere la semilibertà in virtù dell’umiliazione. già patita in sede di attribuzione delle preferenze(30), che i suoi giudici potrebbero conteggiare a suo favore nel determinare l’entità della pena.
Contenti
Pesi massimi. I trionfatori sul balcone del municipio. Ma è stato effettuato un collaudo statico per stabilirne la portata?
Ebbrezza. Carancini trinca. Che i salsesi abbiano eletto un sindaco ciucchettone?
Dopo tante bevute, Carancini chiede il permesso di andare a fare la pipì.
Scontenti
Da sinistra, Roberto Garbi, Anna Rosa Ceriati ed Ernesto «Beau Geste» Cocconi.
Soddisfatti
All’ombra. A destra, Doctorenry, all’anagrafe Enrico Dondi, autore dell’articolo, con Gianfranco Biolzi durante la recente campagna elettorale.
SOTTO TIRO

CREDENZE POPOLARI
Nei centri commerciali,
i consumatori credono
di risparmiare.
In democrazia, gli elettori credono di contare.
QUELLO CHE NON HA GIULIANO
«Può darsi che Saviano sia banale e scriva male, ma se non piace
a Giuliano Ferrara qualcosa
di buono ce l’avrà». (Lia Celi)
SIRENE E CENTAURE NELLA GIUNTA BERNAZZOLI
«Giunta con metà donne», titola la Gazzetta di Parma, per significare che Bernazzoli vuole riservare il 50 per cento del suo esecutivo alle assessore. Ma detto così sembra che voglia amministratrici metà carne e metà pesce, metà umane e metà giumente. Strafalcione o lapsus?
MONTI LEI
Vista la situazione, è normale che la rabbia Monti. (Mario Mantovani)
ULTIMA CHIAMATA PER I PARTITITemo che i partiti italiani non abbiano capito il senso e lo scopo della formula adottata dal presidente della Repubblica dopo le dimissioni del governo Berlusconi. Mario Monti e i suoi tecnici avrebbero dovuto restaurare la credibilità finanziaria dell'Italia, riformare il mercato del lavoro, creare le condizioni per una economia più libera e competitiva. I partiti avrebbero dovuto assecondare il governo ma dedicarsi contemporaneamente ad altri compiti che non possono essere, in una democrazia, «tecnici». Avrebbero dovuto modificare la legge elettorale, ridurre il numero dei parlamentari, rompere l'incantesimo del bicameralismo perfetto, dare a se stessi uno statuto giuridico corrispondente alle loro responsabilità, dare al Paese un esempio di rigore finanziario riducendo drasticamente il denaro pubblico di cui si sono spensieratamente serviti dopo un referendum che diceva chiaramente quale fosse, a questo proposito, il pensiero del Paese. Ebbene, nulla di ciò che avevamo il diritto di attenderci in materia di riforme istituzionali è stato fatto. È questa una delle ragioni del malumore del Paese, che soffre la crisi e sopporta il peso delle tasse, e del successo di Grillo. Se i partiti vogliono rimediare, il tempo stringe e la porta attraverso la quale dovranno passare per avviare il cantiere delle riforme non resterà aperta più di tre o quattro settimane. Una riforma costituzionale richiede, infatti, una doppia lettura fra Camera e Senato e mancano dieci mesi alla fine della legislatura. Se non ne approfitteranno, il prossimo voto sarà peggio dell'ultimo. (Sergio Romano, Corriere della Sera, 10 maggio 2012)
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Leggo bene o sto sognando… La didascalia posta in capo alla foto che la ritrae insieme al suo “vate” recita SODDISFATTI: non esistono proprio limiti all’impudenza. Dopo aver ammorbato tutti per oltre un anno con proclami urbi et orbi di vittoria o, quantomeno, di mire di ballottaggio e non essere stati in grado nemmeno di aggiudicarvi un consigliere, ha un proprio un bel coraggio a definirsi soddisfatto, caro signor capolista! Perfino il Movimento 5 Stelle c’è riuscito… Un sincero plauso a lei e un’altrettanto sincera nota di biasimo a me che perdo tempo a leggere i suoi illuminati commenti.
Commento molto apprezzato. Tu cosa ne pensi?
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@ alan ford:se ti brucia il culo per aver perso in un colpo solo sindaco e segretario di sezione sono cacchi tuoi.Se riflettessi,(cosa che leggendo i tuoi scritti giudico improbabile)capiresti che la didascalia della foto e’ una presa per i fondelli del sottoscritto da parte di quel brutto figuro dell’editore.
@marco g:pienamente d’accordo sulla trombatura epica.Io ho fatto quel che ho potuto fedele al principio di non spendere nemmeno un euro,direttamente o indirettamente ,per la campagna elettorale.Che in pratica ho fatto solo col mio blog.Per il resto io non decidevo.
Commento molto dibattuto. Tu cosa ne pensi?
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E’ vero che a volte basta poco per essere soddisfatti e se Doctorenry è contento sono felice per lui. Però non si può dimenticare che la trombatura sua e di Biolzi è stata epica. L’imbianchino salsese ha fatto tutta la campagna elettorale (partendo 2 anni fa) convinto davvero di arrivare al ballottaggio, e alla fine ha raccolta una percentuale di voti molto bassa, nemmeno sufficiente a entrare in Consiglio Comunale. Una stroncatura a tutti gli effetti, a causa probabilmente di due liste di appoggio con candidati improbabili (trannte Doctorenry, uno dei pochi che si salva) che sembravano raccattati qua e là.
A mio avviso gli unici che possono ritenersi soddisfatti (oltre ai vincitori) sono i 5 stelle e la lista di Orlandi, che hanno raccolto un buon consenso e raggiunto il quorum per il seggio comunale.
Comunque meglio così, se Biolzi è felice lo sono anche molti salsesi, specie quelli che non l’hanno votato.
Marco G.
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Bravo Enrico,
ma te ne 6 dimenticato 1 forse il piu’subdolo e spocchioso,quasi al vertice della CUPOLA
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Ne Destra ne Sinistra, una sconfitta per Salsomaggiore che in un momento difficile avrebbe avuto bisogno di un vero cavallo di razza !! ma si deve sempre accontentare di avere fantini azzoppati.
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L’importante e’ che che non siano azzoppati i cavalli,o no ! e poi chi sarebbero questi fantini AZZOPPATI? Tratto dal best seller ” A TAL DIG ME ” sottotitolo
“L’ippica la mia passione”
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Chi sarebbero i fantini azzoppati ???? semplicissimo, gli 8 sindaci che si sono candidati.
Sie è sparato tanto su Tedeschi che mi aspettavo arrivassero le truppe dal fronte invece abbiamo ripiegato miseramente su tutto e tutti.
Ci sarà grande vita adesso che in Salso abbiamo al timone il lupo barral ….. uno che fino ad ieri dispensava denunce per la musica troppo alta…… ma forse se adesso l’incarico che riceverà sarà di suo gradimento sono sicuro che accetterà anche gli U2 in piazza.
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Terremoto politico? Caduta della Bastiglia? Ossignùr.
C’è più prosopopea nel suo articolo che nei comprensibilmente sobri festeggiamenti dei vincitori (quelli “in primis”), che dopo aver sperato fino a pochi mesi fa di sbaragliare il campo con un 60% al primo turno si sono dovuti accontentare di un tutt’altro che bulgaro 53,7% al ballottaggio.
E pensare che se il PD avesse individuato il candidato otto mesi fa e non due e mezzo fa, e si fossero mandati dove diceva Alberto Sordi un po’ di vecchi marpioni, magari non arrivavano neppure al 50% +1.
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E se mio nonno AVREBBE avuto le ruote FOSSE STATO una carriola?
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con i SE e con i MA as magna poc e po a sva a ca!
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Ma un messaggio mi urge: a Garbi, che quando dee essere rieletto chiede aiuto alle sezioni e poi deve rendere il favore: ma perchè non mettete al vertice del PD provinciale uno che non ha altri incarichi e che quindi può fare in modo più “libero” il bene del partito ? Si badi che non vuol essere una critica distruttiva ma costruttiva, quindi …. meditate, gente, meditate. E se non lo si fà quando si perde con la consapevolezza che la sconfitta non l’hanno scritta gli astri, allora quando ?
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@massimo.Eppure c’e’ in testa all’articolo un avviso ai naviganti dove preciso ai ritardati che si tratta di satira politica ,di ironia.C’e’ pure l’invito agli incapienti a passare oltre.
Che devo fare di piu’? Tacere per non turbare la coscienza di lor signori?Gli ex signori delle tessere dolorosamente trasformatisi in aspiranti Renati Mannheimer?
Sempre li a citare numeri e percentuali?I signori del se e del ma?
Avete perso le elezioni comunali di Salso,mica la vita! E non e’ neppure colpa mia.Se i miei articoli non vi piacciono non leggeteli.Oppure scrivetene altri voi.
Io vi ospitero’ sul mio blog e altrettanto son convinto che fara’ qui l’editore.
Marameo
PS:che c’azzecca la prosopopea?cfr Wikipedia:La prosopopea (dal greco antico prósopon, faccia, persona, e poiéin, fare, agire ) è una figura retorica che si ha quando si fanno parlare oggetti inanimati o animali, come se fossero persone. È una prosopopea anche il discorso di un defunto.
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Oh ragazzi, la contesa e finita, non ci sara’ piu’ sfida, non faremo piu’ i conti con il buon Enrico Dondi, Carancini o Ceriati noi sarem sempre fregati,or la gente dice, che fine farà Tedeschi e il suo vice?. Che se han fatto giusti i conti,non finiranno sotto i ponti.
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