Massimo Zedda, il precario che ha battuto Pd e Pdl

Pubblicato da Redazione il 30 maggio 2011 in Amministrazione civica, Attualità politica e sociale, Politica |

Nel curriculum del nuovo sindaco vendoliano di Cagliari impieghi da cameriere e agente di pubblicità

Il suo nome è stato legato più alla possibilità di diventare un leader nazionale che a quella di diventare sindaco di Cagliari. Massimo Zedda, il neoeletto primo cittadino del capoluogo sardo, considerato uno dei più promettenti tra i giovani politici italiani, ha attirato l’attenzione dei media anche nella veste di pupillo di Nichi Vendola e probabile nuovo volto del centrosinistra, e non solo per il suo successo nelle primarie di coalizione che lo hanno coronato come guida dello schieramento.

Ex Ds. Classe 1976, cagliaritano doc, gavetta nella sinistra giovanile, militante di Pds e poi Ds, oggi rappresentante di Sinistra Ecologia Libertà, Zedda è riuscito ad imporsi come leader del centrosinistra battendo nientemeno che il candidato Pd Antonello Cabras nelle primarie di coalizione. Come Pisapia e il suo segretario Vendola, ha sconfitto il favorito indicato dal partito di Bersani, Antonello Cabras. Nel suo caso un ex segretario regionale Pd (2007-2008), un ex governatore della Regione (dal 1991 al 1994), un senatore della Repubblica, già deputato. Un candidato sostenuto incondizionatamente da quel Renato Soru che quattro mesi fa in occasione delle primarie (tenutesi il 30 gennaio) aveva preferito appoggiare l’altro competitor.

Figlio d’arte e precario. «Frequento la politica da quando ero piccolo, ma non vengo vissuto come un potente. Sono un volto nuovo, e non un uomo d’ apparato», diceva all’indomani della vittoria Zedda che oggi si trova in sella ad un comune  martoriato da una disoccupazione giovanile a livelli catastrofici (oltre il 50%) e da una fuga della popolazione verso l’hinterland che ha portato il capoluogo sardo a perdere circa 20mila abitanti negli ultimi 15 anni. «Figlio d’arte», il padre Paolo è stato segretario cittadino e dirigente nazionale del Pci, Zedda vanta nel suo curriculum lavori da precario, cameriere in un ristorante e dipendente di una agenzia di pubblicità. Il nuovo sindaco i caratteri del buon comunicatore li ha tutti. È spigliato, furbo, ha ottima dialettica: lo sguardo fisso, inamovibile, verso la camera di Sky che lo ha intervistato oggi pomeriggio mentre arrivavano i confortanti risultati del ballottaggio ha palesato a chi ancora non lo conoscesse che questo sindaco all’immagine e alla comunicazione dedica la massima attenzione. Ma per lui, ora, oltre le parole, comincia la prova dei fatti.

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4 Commenti

  • L’elezione di Massimo Zedda a sindaco di Cagliari mi ha commosso, forse più di quella di Pisapia a Milano, Pisapia è famoso è da anni nella politica di primo piano lui, Massimo Zedda no, compagni da Cagliari, subito dopo le primarie mi dicevano stupiti e preoccupati:- Raffaele le primarie le ha vinte Zedda, come faremo a vincere con lui candidato sindaco? -
    La risposta è arrivata!!! Ma credetemi erano gli stessi compagni da Cagliari che mi tenevano informati e stupiti, stavolta nel senso positivo del termine, mi dicevano :-Raffaele la gente ci parla, ci ascolta credono in questo ragazzo….
    Concludo riaffermando che chi è uscito vincitore da PRIMARIE VERE, è diventato sindaco….sarebbe stato così anche a Salsomaggiore Terme? Purtroppo non lo sapremo mai….
    Raffaele Pizzati

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    • avatar CHINA65 scrive:

      Già, cosa sarebbe successo se le primarie le avesse vinte, che so io, Matteo Orlandi ? Ho l’impressione che le primarie vengon viste non già come un sensato atto democratico, ma come il pericolo di avere un candidato “scomodo” renitente agli ordini di scuderia. Però succederà quello che è successo a Napoli: che il candidato imposto non andrà più al ballottaggio e che l’outsider possa vincere con 20 punti di vantaggio. Largo ai giovani (con tutto il rispetto per la pediatra) ma mica tutti: largo ai giovani mossi da entusiasmo autentico e dal desiderio di migliorare il proprio paese.

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  • avatar Ruggero Acque scrive:

    Raffaele,
    Ti prego usa il termini ” compagni” con molta parsimonia, sa di vecchio, di cellule, di Breznev, lo metti troppo in tutte le salse,…. I compagni di qua, i compagni di la, ..e’ l’apologia di un mondo sconfitto dalla storia, … Ciao non volermene.
    Ruggero Acque

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  • Ciao Ruggero, ( purtroppo non sono riuscito a riconoscerti ) uso il temine compagna/o/i perchè sia in passato che nel presente ho conosciuto persone che condividono valori a me cari e credimi sia a me che a loro reca un piacere interiore non descrivibile, sarò un “nostalgico” ? Non credo, penso invece alle centinaia di migliaia di persone che vivono la Politica ( si con la P maiuscola ) che si battono quotidianamente nei posti di lavoro, nelle scuole, nelle Università nei quartieri, nel movimento pacifista ai quali basta uno sguardo per capirsi, per dirsi ci abbiamo provato ci stiamo provando e non siamo soli, abbiamo molti compagni in qualsiasi parte d’Italia che stanno facendo le stesse cose ognuno coi propri limiti ma con le proprie passioni e sensibilità… e credimi Ruggero questa condivisione rende il tutto meno amaro.
    Un saluto di pace e fratellanza a te:)
    Raffaele

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