Bernazzoli e Garbi viaggiano contromano

Pubblicato da Redazione il 30 maggio 2011 in Attualità politica e sociale, Editoriali, Salsomaggiore |

Un maestro di efficacia e concretezza. Vincenzo Bernazzoli, presidente della Provincia.

Nel condivisibile e condiviso clima di tripudio ed euforia generale, scivolando sulle pattine tra i salotti tirati a lucido di Lilli Gruber e Gad Lerner, sia consentito a noi rompiscatole e guastafeste in servizio effettivo permanente di compiere il nostro dovere istituzionale. Ossia di parlare male non degli avversari, che si fanno male da soli, quanto dei compagni di cordata che si credevano in testa e invece ce li stiamo trascinando dietro quali pesi morti, Dio non voglia come zavorre. Parliamo del Pd, sia detto per i duri di comprendonio.

Il pubblico e i lettori festanti ci concedano di ritrarci per qualche minuto dalle folle esultanti di Milano e Napoli, Cagliari e Padova, Arcore e Gallarate, dai trionfi, per concentrarci sui nostri tonfi, buon ultimo della serie quello salsese. Sì, perché mentre il Paese marcia verso sinistra, qui in provincia di Parma, per una nostra congenita originalità, si va in direzione opposta. Anche nel ramo politico fa figo essere in  controtendenza e viaggiare contromano. Perciò vorremmo riservare quale parola, non necessariamente buona, ai due dioscuri artefici di tanto anticonformismo.

Vincenzo Bernazzoli sarà anche un buon presidente di Provincia, o in grado di mettere in giro la voce di esserlo, ma come stratega del partito vale zero. Lo stesso dicasi di Roberto Garbi, ufficialmente segretario provinciale del Pd ma suo subordinato. Le due menti combinate hanno provocato le disfatte di Fidenza, Salsomaggiore e Soragna. Il tutto in meno di tre anni. La scelta bislacca dei candidati a Salso e Fidenza, ma soprattutto l’ostinazione di puntellare amministrazioni e politiche che sono la brutta copia del berlusconismo, non poteva che portare a questi risultati. Elevare ottimi professionisti e oneste persone come Enrico Montanari e Anna Rosa Ceriati al rango di concorrenti delle volpi del centro-destra, è stata una scelta avventata.

Erano stati messi in guardia, i due strateghi, ma non hanno dato ascolto alle varie voci della società civile. Salvo gabellare i due candidati, sostenuti dagli elementi più inaffondabili e impresentabili della politica locale, come esponenti della società civile e dare a intendere che guidassero in piena autonomia delle genuine liste civiche. Favole che hanno rasentato l’insulto dell’intelligenza degli elettori. E infatti sono stati ripagati con eguale moneta.

Passi l’accantonamento di idee e ideali al limite del velleitarismo quando ci si candida al governo di una città, ma da qui all’assenza totale di un programma, alla caduta nel pragmatismo per non dire nel cinismo, dove contano solo le alleanze e le promesse finalizzate al mantenimento del potere, nel più pretto stile berlusconiano, ce ne corre. Il finale era già scritto, solo loro speravano nell’happy end.

Possibile che due scafati come Bernazzoli e Garbi credano alle favole e alle loro stesse panzane? Di fronte a tanta inettitudine e faciloneria, gli osservatori si chiedono come sia stato possibile sbagliare un colpo dopo l’altro.

Qualcuno spiega che i due nient’altro siano se non gli esecutori di ordini che vengono dall’alto, cioè da Vasco Errani. Spiegazione traballante. Un presidente di regione recidivo, che si è fatto sfilare il 10 per cento dai grillini, con quale autorità può dare indicazioni vincolanti ai nostri due ras locali? Siamo ancora a questo livello unidirezionale del dibattito in seno al Pd? E poi che volete che ne sapessero i dirigenti regionali di Montanari e Ceriati? Qualcuno deve aver sottoposto al segretario e al presidente regionali i files dei due candidati e perorato la loro candidatura.

I maliziosi avanzano ipotesi che le nostre orecchie non avrebbero voluto udire. Una è: Bernazzoli a Salso voleva perdere. Caspita! E Perché? Primo, per togliere di mezzo definitivamente Massimo Tedeschi mostrandone tutta l’incapacità esercitata in cinque anni di mandato. Secondo, per un accordo con la Lega. Se Bernazzoli si candida a sindaco di Parma potrebbe avere bisogno del sostegno dei leghisti nel frattempo strappati alle grinfie del morituro (politicamente) Berlusconi. Un do ut des degno di una mente sottile e andreottiana. Da non crederci e infatti non ci crediamo.

Preferiamo pensare infatti che vi siano persone salite troppo in alto e ora si trovino nel posto sbagliato a fare cose sbagliate. Per il bene di tutti, ma soprattutto di un centro sinistra che va ripensato da capo a piedi senza che il Pd sia il suo ombelico, queste persone vanno tolte di mezzo. Il più in fretta possibile. Prima che facciano altri danni.

Nessuno è indispensabile e meno di tutti lo è il duo Bernazzoli & Garbi. Con dirigenti di questo tipo, per dirla con Nanni Moretti, non si va da nessuna parte. Se non a una débâcle dopo l’altra.

Roberto Garbi (a destra), consigliere regionale e segretario provinciale del Pd, con Enrico Montanari candidato a sindaco di Fidenza nel 2009.

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17 Commenti

  • avatar shoeless scrive:

    …occhio che tutta la gente che avete citato, mangia pane e volpe a colazione… potrebbe invece far parte di una strategia interna che porti a posizioni di forza, in attesa della disfida di Parma… in politica gli avversari di oggi, diventano gli alleati di domani… molto spesso ;-)

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  • avatar Marco G. scrive:

    Garbi e Bernazzoli hanno sicuramente molte colpe, ma vogliamo parlare del segretario locale Ernesto Cocconi? Con la sua arroganza e prensuzione ha infilato una scelta sbagliata dopo l’altra, consegnando la città alla Lega. E adesso Cocconi a casa!

    Commento molto dibattuto. Tu cosa ne pensi? Thumb up 15 Thumb down 6

  • avatar Hugo scrive:

    la soluzione è la più semplice , i salsesi non ne posson più e sperano che qualcuno cambi strada…in questo tutti devon farsi carico di remare avanti…
    speriamo vengan proposti dei giovani meno avezzi alle patacche di pallazzo e possan sbagliare per inesperienza e non per convenienza…si fan meno danni (quindi il rilancio). Visto che non si può pensare ai miracoli.

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  • avatar federico scrive:

    sarà un caso che in provincia di Parma si continua a perdere , e guarda casa è l’unica provincia dell’Emilia – Romagna a non utilizzare le primarie come metodo di scelta dei candidati delle coalizioni del centro sinistra??

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  • avatar giovanna galli scrive:

    E’ certo che i risultati in controtendenza di Salsomaggiore (e aggiungerei anche di San Secondo) di queste elezioni oltre che a quelli di Fidenza e Soragna del 2009 devono essere analizzati con franchezza e senza ipocrisie. Nei comuni del nostro distretto il Pd non ha convinto i cittadini che hanno premiato i sindaci di centro destra che sono diventati meggioranza assoluta nelle Terre verdiane, nell’Asp e nel Comitato di Distretto. Numeri che rischiano di mettere in difficoltà la Conferenza sanitaria territoriale (l’organo formato dai rappresentanti di tutti i comuni della Provincia che decide il futuro della sanità a Parma). Sarebbe oltremodo riduttivo attribuire le responsabilità solo a Garbi e Bernazzoli (anche se è fuori discussione che molte scelte vengono da loro). Vedo un partito che non sa stare in mezzo alla gente, che non riesce a farsi capire dai cittadini e, cosa ancor più grave, che non è in grado di indignarsi e protestare. Quella di Salsomaggiore è stata la cronaca di una morte annunciata. Tutti dicevano che si sarebbero perse le elezioni ma quanti si sono opposti e hanno dato battaglia a scelte autolesionistiche? Si è criticato per anni il modo di amministrare il Comune da parte di Massimo Tedeschi ma nessuno ufficialmente ha mai espresso pubblicamente il suo dissenso. Fedeli al motto che i panni sporchi si lavano in casa si è voluto far credere che tutto il Pd era compatto quando invece le cose non stavano assolutamente così.

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    • avatar l.cenci scrive:

      cara Giovanna,permettimi una breve chiosa alle tue condivisibili e impietose riflessioni;la sconfitta di Fidenza non viene da tanto lontano,viene in gran parte dall’ospedale di Vaio dove sono stati messi dei dirigenti ”targati Pd”(mi scappa lievemete da ridere)che hanno stufato centinaia di persone per la loro arroganza e incompetenza,trombati o non ripresentati alle elezioni che vengono ricompensati con posti dirigenziali quasi ”a vita”.E’ ora di dire basta a questo vezzo,la nostra gente si è stufata,vuole il merito,la competenza e la trasparenza,troppi maneggioni e mestieranti nella bassa ovest.
      A Salsomaggiore permettimi di dissentire sull’analisi,Tedeschi è stato ripetutamente messo in guardia dal sottoscritto e da alcuni altri consiglieri al punto tale di minacciare la sfiducia sul bilancio nel 2009,se, come ho detto in altre occasioni,ciò non è avvenuto è per il senso di responsabilità verso i cittadini e la mancanza di spreguiudicatezza politica.Sul fatto che abbiamo cercato di coprire le divisioni interne hai ragione,col senno di poi è lastricata la strada per l’inferno.

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      • avatar Geremia scrive:

        Penso che l’ospedale di Vaio non sia il solo ambito dove il Pd ha premiato i fedelissimi,che poi altro non sarebbero che opportunisti saliti sul carro del vincitore che li ripaga con incarichi e cariche. Salvo che quando arriva l’onda d’urto finisce tutto a carte quarantotto. Se moltiplichiamo Vaio per dieci o per cento ecco che abbiamo il clima asfissiante, il predominio della politica su tutto, l’egemonia (gramsciana?) del Pd con un po’ di lottizzazione per la minoranza, ragion per cui se vuoi entrare nell’ente pubblico e poi far carriera è sempre con i politici (spesso mezze tacche non molto differenti dai ras, podestà e federali durante il Ventennio). Il che dà per certi versi ragione alla destra che parla di regime, destra che se ne intende essendo quello berlusconiano un regime in piena regola, arroganmte e provocatorio, mentre quello di sinistra è sempre stato più soft. Il marcio è insomma nella prevalenza della politica, che equivale spesso alla prevalenza dei cretini di cui ci hanno stupendamente scritto Fruttero e Lucentini. Una lettura che consiglio anche al dottore già di Vaio, forse con qualche sassolino nella scarpa, e che ha trovato qui l’occasione per levarselo. Più appropriato sarebbe che questi medici si dessero appuntamento dietro il convento dei carmelitani scalzi per frugarsi tra le dita dei piedi e suonarsele di santa ragione. Quando i regimi, piccoli o grandi che siano, crollano, vengono fuori le magagne e le piccinerie. Insieme a un po’ di verità. Grazie, dottore, per averci confermato nei sospetti che già nutrivamo.

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      • avatar doctorenry scrive:

        Musica per le mie orecchie:abbiamo litigato per 5 anni e ora scopro che la pensavamo allo stesso modo.
        Solo che io ho iniziato a scriverlo cinque anni fa!
        ;-)

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  • Carissima Giovanna,
    mi chiamo Raffaele Pizzati ho 49 anni ne avevo 16 quando rifondammo il circolo della F.G.C.I., a 20 anni ero uno dei più giovani segretari del PCI in Emilia sempre poi tesserato al PDS ed ai DS ed al PD ( di cui sono socio fondatore) ; detto questo che poco interssa, sono, chiudendo gli occhi, a ricordarmi :- “eravamo pochissimi ( 2 ) a dire ufficialmente a Massimo Tedeschi che sulle Terme non tutto filava liscio, anzi che proprio pochino andava bene, ricordo ancora coloro i quali ora sentenziano contro Tedeschi come ci apostrofavano, come poi son venuto a sapere più tardi, che il sindaco ci metteva si la faccia, in qualità di proprietario al 66%, ma come ben immaginerai le leve del “potere” a Terme di fatto non sono a Salsomaggiore… oltre al sindaco chi assecondava gli “indirizzi” parmigiani-bolognesi espressi in incontri presso la sede del circolo?
    Poi Giovanna ti pare naturale lasciare un circolo come quello di Salsomaggiore senza segretario per oltre un anno??? Chi ha voluto questa tragica scelta?
    Come, secondo me, non è stato naturale ( nè etico ) dopo le primarie che sancirono Bersani segretario nazionale e Bonaccini segretario regionale soprassedere sul fatto che nessun rappresentante della mozione Franceschini fosse presente non dico in segreteria.. ma nel direttivo…
    Credo tu conosca lo statuto del PD… pertanto.. non credo che la gestione della scelta del candidato sindaco abbia rispecchiato lo spirito dello statuto di quella meravigliosa creatura che è proprio il PD… La sconfitta a Salsomaggiore ci poteva stare sono d’accordo con te, ma credimi sono convinto che si poteva vincere…e l’ho sempre sostenuto.. come?? Con primarie vere, primarie di coalizione che compattassero e non dividessero… proprio come è accaduto a Milano, Torino, Cagliari, Bologna e altre località, tra l’altro proprio il non avere indetto le primarie legittimerà chiunque, (quindi anche Massimo Tedeschi) a dire con me forse si vinceva… e Giovanna tutto quanto ho scritto (sia le decisioni che le non decisioni) poteva essere frutto del solo circolo di Salsomaggiore???
    Un saluto democratico
    Raffaele Pizzati

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  • http://youtu.be/fBgYR-brryo
    ottimo intervento di Debora Serracchiani prima ancora dei ballottaggi

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  • avatar ivan scrive:

    CERTO che c’ì vorrebbe un bel repulisti nel quadro dirigenziale del p.d di parma e provincia in quanto l’attuale dirigenza ha fallito completamente su tutti i fronti, che intenta con la sua politica di palazzo a riprendersi il comune di parma ha trascurato il resto della provincia .
    così ha inanellato una serie di sconfitee che non hanno eguali nella storia del territorio parmense FIDENZA , SALSOMAGGIORE , S. SECONDO , SORAGNA veramente bravi.
    parma non vale una provincia anche perchè non è ancora detto che si vinca ma se eventualmente si vincesse è come se si fosse conquistato la cattedrale del deserto perchè poi non avrebbe sinergia con il resto del territorio sopratutto con la parte ovest che ora è per la quasi totalità in mano al centrodestra.
    vorrei far notare che tutti i maggiori centri per dimensioni sono ubicati li quindi traggano le loro conclusioni e non è che in montagna vada tanto meglio , almeno che essi pensano che la provincia finisca a s.pancrazio o al più al fiume taro.
    come dice bersani bisogna tenere l’orecchia abbassata al suolo per sentire le persone se non si è in grado di fare questo è meglio andarsene a casa e fare un altro lavoro come fa molta gente delle terre verdiane che vi ha sempre dato il voto e che ora non ve lo dà più perchè delush dal vostro modo di fare politica.
    non tanto tempo fa la sinistra a parma e provincia aveva il 60% dei voti ora è al disotto del 50 % c’è di che riflettere.
    parma ed il suo territorio fanno una provincia ma la sola città di parma non è una provincia.

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  • avatar giovanna galli scrive:

    Sono assolutamente d’accordo con Raffaele Pizzati la dove sottolinea il fatto che le responsabilità siano di chi governa dall’alto ma sia dal suo intervento che da quello di Cenci rimango sempre più convinta che proprio per questo c’è bisogno di più determinazione da parte degli iscritti al partito. Ogni volta che un sindaco o un amministratore compie scelte non condivisibili occorre stopparlo e se non ci si riesce con una discussione interna va portato il dibattito anche fuori. A Salso si è fatta passare l’idea che l’operato del sindaco fosse quello del partito. A Cocconi non è riuscito il miracolo perchè sia chiaro di niracolo si sarebbe trattato. L”unico modo che ha messo in atto per dimostrare una discontinuità col passato è stato quello di non voler le primarie e di non ricandidare Tedeschi. Poco per essere credibili.
    Poi per completare l’opera si è trovata una persona che rispondeva alla moda della politica ( innanzitutto una donna, una professionista conosciuta una brava pediatra, proveniente dalla società civile, lontana dalla politica ufficiale) ma si è scelto di dividersi dagli alleati storici della sinistra per imparentarsi con personaggi che nulla hanno a che vedere con la storia del Pd.
    Pensare di cambiare l’andazzo all’ultimo momento era una follia occorreva agire prima invece di stare a guardare.

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    • avatar Mafalda scrive:

      Mi sembra si stia discutendo intorno a un falso problema, che sa più di alibi che di costruttiva critica ex post: primarie si, primarie no. Chi è in disaccordo con le primarie, in generale, alzi la mano. Nessuno, immagino. Abbiamo importato dagli USA, con successo, un istituto che certamente non abbiamo inventato in casa PD e che rappresenta vivaddio un ottimo esempio di democrazia, l’esaltazione della simbologia della sovranità popolare. Però occorre contestualizzare il tutto. Chi avrebbe vinto le primarie a Salso se si fosse deciso di praticarle? Mi raccomando, prima di rispondere cercate di essere realisti. Orlandi forse? Molti militanti o simpatizzanti della sinistra salsese conoscono vizi e virtù del mago-ballerino, assessore uscente dell’amministrazione Tedeschi che, è probabilmente più bravo “all’orale che allo scritto”. Non credo proprio sarebbe stato premiato alle primarie. Qualche “vecchio notabile” che ha speso, nel precedente mandato assessorile, più tempo ad accarezzare i suoi cari elettori che a pensare a come rimediare alle oggettive difficoltà del paese? Probabilmente si. E allora come pensate che l’elettorato avrebbe accolto questa candidatura, se non come la riproposizione di una minestra fredda e riscaldata? Forza, cerchiamo di essere onesti. Non si poteva vincere e questo lo sanno tutti. Certo è che, se invece di attaccarsi al falso problema delle primarie, riflettessimo un momento sulla composizione della lista del PD (certi nomi fanno rabbrividire…) o sulle alleanze elettorali (qui i brividi diventano parossistici…) probabilmente troveremmo il nome dell’assassino con relativa facilità. Il candidato Sindaco ha rappresentato, a mio giudizio, l’unica nota positiva di tutta questa storia, soprattutto se pensiamo ai modi e ai tempi in cui è stata ufficializzata la candidatura: senza il suo contributo personale quella che si è rivelata come una decorosa sconfitta, sarebbe stata una disfatta senza precedenti. Non avremo mai controprove ai nostri ragionamenti e alle nostre riflessioni, ma l’arrampicarsi sugli specchi e il negare l’evidenza non fanno crescere!

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  • ….Pensare di cambiare l’andazzo all’ultimo momento era una follia occorreva agire prima invece di stare a guardare….
    Cara Giovanna, concordo con questa tua frase di consenguenza sono a dire:- è giunto il Tempo in cui il PD di Salsomaggiore inizi con serenità un dibattito interno, un dibattito aperto a tutti gli iscritti per poter affrontare un confronto costruttivo con le forze politiche ( partiti/movimenti ) a lui affini.
    Addirittura sarei propenso ad una “cosa” interprovinciale (chiamiamola associazione) aperta a tutte le espressioni del centro-sinistra, perchè vi sono alcuni temi che non si possono eludere o ingabbiare in una unica realtà locale (diritti civili, ambiente, welfare) e come tu mi insegni è solo con il dialogo che emergono le idee migliori… e si evita di stare a guardare.
    Con stima
    Raffaele Pizzati
    PS
    Mobilitiamoci per apporre 4 SI ai quesiti referendari il 12/13 giugno :)

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  • Gentile Mafalda,
    lei invita ad essere onesti rispondendo al quesito chi avrebbe vinto le primarie? Onestamente le dico non lo so e nel contempo le chiedo perchè considera scontato un risultato a prescindere??? Perchè non abbiamo l’umiltà di ammettere che i responsi elettorali ( di primarie o elezioni ) vengono decretati dal corpo elettorale? Ormai cosa fatta capo ha… ma dagli errori cerchiamo di migliorarci, condivido con lei sulla composizione della lista elettorale… e ci morsichiamo la coda in quanto con le primarie vi è anche un chiaro indirizzo per la composizione stessa della lista, sui fattori modi e tempi della ufficializzazione della candidatura della dottoressa Ceriati Annarosa il PD ( locale e provinciale ) ha avuto a disposizione più di un anno per pensare al sucessore di Massimo Tedeschi, non possiamo accettare il discorso della candidatura all’ultimo momento starebbe a significare che il caos regnava sovrano all’interno delle rispettive segreterie.
    In merito alla decorosa sconfitta se a Milano e Cagliari avessero pensato (la cito)…Non si poteva vincere e questo lo sanno tutti…. sicuramente si sarebbe perso!!!! A Milano e Cagliari si sono tenute primarie vere ( altro che falso problema ) e son risultati vincitori 2 candidati non indicati dal PD e son diventati sindaci… e questo non è arrampicarsi sugli specchi.
    Cordialmente
    Raffaele Pizzati
    PS
    Mobilitiamoci per apporre 4 SI ai quesiti referendari il 12 – 13 giugno :)

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  • Dal discorso alla direzione nazionale del PD di Pierluigi Bersani …..
    Amministrative. Bersani è il primo a essere consapevole che le ultime amministrative sono state una lezione anche per il Pd. E annuncia “entro fine mese una direzione sul partito per mettersi all’altezza situazione. Abbiamo perso amministrazioni per le nostre frantumazioni. Questo non potrà più accadere. Dobbiamo avviare il percorso verso la conferenza sul partito che non sia burocratico, ma aperto e largamente partecipato che coinvolga il territorio, i circoli e la rete. Serve un partito più federale e più nazionale. E’ necessario il rapporto tra amministratori e gruppo dirigente, il ruolo dell’iscritto e il ruolo dell’elettore. Dobbiamo mettere in sicurezza le primarie. E rendere esigibili i codici etici”.
    Raffaele Pizzati
    PS
    Il 12 e 13 giugno votiamo 4 SI ai quesiti referendari :)

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  • avatar carlo fetonti scrive:

    A Raffaele
    a proposito dei discorsi di Bersani e la Costituzione
    Quundo nel luglio del 2001 a Bersani , che alla festa dell’Unità festeggiava la sua elezione nel collegio uninominale facevo notare ,anche attraverso tre lettere alle quali ovviamente non ha mai risposto, che la Costituzione prevede il Voto Personale, cioè che la persona voti la persona e non necessariamente il partito.Faccio notare che anche con il collegio uninominale il voto non era personale perchè chi votava Bersani votava obbligatoriamente anche le liste(o partiti) alle quali lui era obbligatoriamente collegato.La risposta (disturbata dal Sindaco Tedeschi accorso a soccorrere Bersani in difficoltà), fu che “lo facciamo per evitare dispersioni di voto” detto in altre parole ,la paralisi politica.Con tale risposta Bersani ammetteva (chi si giustifica ammette) che la legge elettorale era ed è anticostituzinale ( ma fino ad ora non ha fatto niente in proposito),che il fine giustifica il mezzo,che diceva una cavolata poichè in Inghilterra ed in Usa il voto è personale e sono sistemi politici molto più stabili del nostro al di la di ogni ragionevole dubbio.Quindi tutti quei discorsi sul partito sono aria fritta se Bersani (con Casini,Fini,Di Pietro ecct..)
    non capiscono che i partiti in assemblea devono fare un passo indietro e lasciare spazio alla persona ,cioè all’individuo, come previsto dalla Costituzione,come già in parte praticato nelle assemblee anglosassoni e come può essere definitavamente realizzato con l’introduzione dei ballottaggi nelle assemblee in questione.IL meccanismo è spiegato nel post già pubblicato e reperibile digitando in “cerca” anche se penso di avertelo già scritto.Leggilo e poi commentalo
    grazie.
    ciao

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