È Berlusconi il proprietario della Lega: ha sborsato tre miliardi di lire per comprare lo spadone di Bossi
«Umberto Bossi vuole le elezioni? Alla fine dovrà fare quello che gli dice Silvio Berlusconi. Anche perché già da qualche anno il simbolo della Lega Nord appartiene al Cavaliere». La storia non è nuova. Un’indiscrezione che gira da tempo a Palazzo: nel 2005 il premier avrebbe finanziato il Carroccio, a un passo dalla bancarotta. In cambio, avrebbe chiesto e ottenuto la titolarità del logo del partito. Lo «spadone» di Alberto da Giussano. A confermare la vicenda è Rosanna Sapori, già consigliere comunale della Lega, membro del direttivo provinciale di Bergamo e, soprattutto, (ormai ex) celebre giornalista di Radio Padania Libera. «Nessuna invenzione – spiega la diretta interessata – l’ho detto più volte, anche in tv. E finora nessuno si è mai permesso di smentirmi».
E dire che fino a pochi anni fa Rosanna Sapori e Umberto Bossi erano grandi amici. «Con lui – continua la giornalista – ho sempre avuto un rapporto bellissimo. Una relazione che, a differenza di altre donne all’interno della Lega, non aveva alcuna implicazione sessuale». Il legame tra i due termina nel 2004, quando Rosanna viene cacciata da Radio Padania. Alla base di quella epurazione, racconta lei, ci sarebbe proprio il legame con il Senatur. «La nostra amicizia aveva creato molta invidia a via Bellerio. Non è un caso che mi licenziarono proprio durante la sua malattia». Nonostante tutto, Rosanna Sapori conserva un ottimo ricordo del leader della Lega: «Nella vita di tutti i giorni non era mica quello di Pontida. Lì recitava un ruolo: urlava e le sparava grosse perché la gente lo voleva così. Ma lui era tutt’altro. Una persona furba e capace. Con una enorme lungimiranza. Figurarsi che già sei anni fa odiava Gianfranco Fini. A Berlusconi lo diceva sempre: “Vedrai che questo qui prima o poi ti tradirà”».
Un politico di razza, insomma. Ma anche un padre padrone. «Era un profondo conoscitore della psiche umana e del linguaggio del corpo. I suoi erano terrorizzati. Se ne prendeva di mira uno, lo massacrava. Lo insultava, lo umiliava. Godeva nel vederli prostrati davanti a lui». La presunta compravendita del simbolo? A sentire la Sapori, i problemi per la Lega iniziarono con la creazione di Credieuronord. «Per carità – rivela la giornalista, che ha raccontato questa vicenda nel libro L’unto del Signore di Ferruccio Pinotti – probabilmente quell’istituto di credito è nato con tante buone intenzioni. Anche se Bossi non ci ha mai creduto più di tanto».
In realtà, in quegli anni il maggior sponsor di Credieuronord è proprio il Senatur. È Bossi a scrivere una lettera in cui invita i vertici del partito a sottoscrivere le quote della banca. «Sarà – continua la Sapori – ma lui in quel progetto ci mise solo 20 milioni di lire. Calderoli, per esempio, investì 50 milioni. Ricordo che molti parlamentari, anche per paura di non essere più ricandidati, ci buttarono un sacco di soldi». Il sogno bancario della Lega sfuma in poco tempo. Il bilancio 2003 dell’istituto di credito si chiude con 8 milioni di euro di perdite. Nello stesso anno, un’ispezione di Bankitalia fa emergere il dissesto. «A quel punto Bossi, che forse aveva perso il controllo della banca – continua la Sapori – chiamò Giancarlo Giorgetti, suo confidente in materia finanziaria. Lo ricordo benissimo. Gli chiese: “Fammi capire cosa sta succedendo”. Giorgetti si recò nella sede della banca, a due passi da via Bellerio, entrò e non ne uscì per una settimana. Quando portò i conti a Bossi, gli disse molto chiaramente che rischiavano di andare tutti in galera». Misteriosamente, la Lega trova una via d’uscita.
Nel 2005, la Banca Popolare di Lodi di Gianpiero Fiorani interviene per rilevare Credieuronord. E Silvio Berlusconi cosa c’entra in tutta questa storia? «Fu lui a permettere l’intervento di Fiorani – spiega la Sapori -. In ogni caso i conti dissestati della Lega non derivavano mica solo dalla banca. C’erano già i problemi finanziari dell’Editoriale Nord, l’azienda cui facevano capo la radio, la tv e il giornale di partito. Il primo creditore di Bossi, poi, era proprio il presidente Berlusconi. Le innumerevoli querele per diffamazione che gli aveva fatto dopo il ribaltone del ’94, le aveva vinte quasi tutte. La Lega era piena di debiti. Si era imbarcata in un’interminabile serie di fantasiosi e poco redditizi progetti come il circo padano, l’orchestra padana. Non riuscivano a pagare i fornitori delle manifestazioni. Ricordo che allora erano sotto sequestro le rotative del giornale e i mobili di via Bellerio».
Così, secondo il racconto della Sapori, il Cavaliere decide di ripianare i debiti del Carroccio. Facendosi dare, in cambio, la titolarità del simbolo del partito. «Glielo suggerì Aldo Brancher – ricorda la Sapori -. La titolarità del logo di Alberto da Giussano era di Umberto Bossi, della moglie Manuela Marrone e del senatore Giuseppe Leoni. Furono loro a firmare la cessione del simbolo. È tutto ratificato da un notaio». E aggiunge: «Fini questa storia la conosce benissimo – taglia corto la Sapori -. Qualche anno fa lui e il premier si incontrarono a cena a Milano. C’erano anche altri parlamentari del centrodestra. Quando qualcuno si lamentò del comportamento della Lega, il Cavaliere si alzò in piedi e annunciò: “Non preoccupatevi di Bossi, lui non tradirà più. Lo spadone è mio”».
Secondo indiscrezioni, il simbolo del Carroccio costò a Berlusconi circa 70 miliardi di lire. Sulla cifra, però, Rosanna Sapori non si espone. «So solo che il Cavaliere tolse le querele, si preoccupò di salvare la banca. Ma non saldò tutto con un unico versamento. Non gli conveniva. Decise di pagare a rate». (Marco Sarti, Il Riformista)














Questa vicenda non e’ vera e’ verissima la Lega Nord e’ il vero scandalo italiano,e’ il partito piu’ vecchio presente(dal 93) salvo qualche eccezione e’ sempre stata al governo del paese,piu’ di sparare delle cazzate contro terroni e immigrati non ha mai fatto, e sfrutta a fondo l’ignoranza degli italiani forse il popolo piu’ ignorante d’Europa,fa opposizione ma qualcuno si ricorda che sono quasi 20 anni che han ministri?
Comunque il “convento” Credieuronord sara’ stato sicuramente povero ma i frati
Leghisti sicuramente non lo erano.
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si è evidente a chiunque ….. la lega parla e parla ma alla fine come un bravo cagnolino scodinzola dietro al berlusconi che tiene il guinzaglio…. mi meraviglio che chi la vota non se ne sia ancora reso conto bene
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Certo che è tutto verissimo…
Le ingerenze del Cavaliere sulla situazione finanziaria della Lega Nord a scopo “benefico” sembrerebbero più vecchie del 2005, si parla del 1998/1999 quando appunto Lega e Forza Italia (dopo insulti e minacce reiterate) si ricongiunsero per la gioia di Bossi e combricola… Silvio tolse il cappio al collo ad Alberto da Giussano. La Lega deve tutto al suo Padrone. La perspicacia degli uomini in verde in merito a manovre finanziarie rese possibile la svendita del carroccio. Un Partito che fonda una banca, l’affida a 4 buzzurri di turno che sperperano i risparmi degli elettori e militanti per poi chiedere aiuto a Fiorani (2005). Grandissimi!
…i media nazionali non ne hanno mai parlato, mai, se non in modo superficiale (anche questo è un accordo fra Bossi e Silvio). Rimase tutto impunito o quasi anche grazie al ministro Castelli che senza alcun motivo valido non consegnò alla Procura di Milano copia dell’ispezione ministeriale non appena saputo del coinvolgimento della Lega.
Silvio si è comprato la Lega; la Lega si è venduta tutto; La Lega pasticciona e INCOERENTE ha tradito il suo elettorato e il suo motto… aggrappati ancora ai soliti slogan razzisti e demagogisti per mantenere i voti che più che mai ora trovano concretezza nei neoelettori ragazzini ma che stanno perdendo invece quella dei più “calibrati” cittadini.
Alla Lega Nord non converrà mai mollare il sultano, il mafioso di Arcore come da sua consuetudine, ha pronto un bel dossier nel cassetto e Bossi lo sa bene. Venissero fuori solo la metà delle marachelle dei celoduristi in questi ultimi 20 anni ce ne sarebbe abbastanza per far appassire il Fiore delle Alpi.
Bossi sembra sempre più un’acrobata in difficoltà e come lui la sua mandria di subnormali seduta sulle poltrone di Roma Ladrona (ora gallina dalle uova d’oro). Si sono abilmente infiltrari nella stanza dei bottoni e negli ingranaggi del sistema, come un virus in un computer… e ora l’unico antivirus in grado di fermarli lo tiene custodito Silvio nel cassetto… speriamo non a casa di qualche mignotta.
La Lega Nord? Basta guardare chi è capolista nella lista della città termale e che incarico riceverà se… ma aspettiamo pure in “silenzio”, il bello arriverà, siatene certi!
Oggi: spariamo ai migranti extracomunitari…. domani: no alle bombe perchè uccidono la gente… posdomani: firmo l’accordo per la guerra a scadenza come se fosse una mozzarella da consumarsi preferibilmente entro il 25.07.2018… ma sì, giochiamo a Risiko dai!
SONO DEI GRANDI….
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Eh no caro Gozzo quando parli del capolista della Lega Nord ti sbagli egli e’ membro onorario dell’Accademia della Crusca, conosce sei lingue tra cui l’esperanto e il dialetto di Scipione Ponte, ed e’ considerato uno dei piu’ grandi latinisti viventi.
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ora si capisce perchè bossi abbaia abbaia ma non morde.
lui sa che se morde il padrone poi le prende.
quindi si rassegnino le opposizioni con la lega silvio non corre pericoli e può stare al sicuro sul seggiolone fino a fine mandato.
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La sintesi del tutto è di una banalità sconcertante: Bugiardoni si fa il partito aziendale (PDL è un eufemismo, è sempre Orgia Italia), paga lo sdoganamento dei fascisti e ripiana i debiti alla Lega: lo sdoganato si ribella ma ne esce con le ali senza penne mentre il Padano sa che deve urlare per gasare il suo popolo analfabeta ma sa anche che non potrà mai più essere autonomo come quando chiamò Bugiardoni fascista e mafioso. Mi sembra che il partito-azienda si sia allargato, e di molto!
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Dove li vedi poi, i fascisti nel PDL, è ancora tutto da capire….
Poi il Berlusca non è l’unico che paga, c’è tanta che paga ancora di più, non è in parlamento, ed è circoinciso.
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1-Dire che non ci sono fascisti nel PDL quando c’è gente come La Russa o Gasparri, sono per fare un esempio, è notevole…
2-Berlusconi paga, e molto, basti vedere la fiducia di Dicembre scorso, dove svariati figuri che gli auguravano le peggiori disgrazie fino al giorno prima hanno improvvisamente fondato il gruppo dei cosiddetti Responsabili, naturalmente non per soldi o poltrone ma per una pura scelta politica e per una coscienza patriottica senza eguali.
A questo proposito: vi ricordate quando il Silvio abbaiava addosso a Prodi per il numero di ministri e di cariche presenti nel suo governo? Bene,il nostro mago di coerenza le ha appena aumentate.
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circoinciso??? togni ?? orfei ??………..posso anche arrivarci lo stesso ma magari un po di sana ortografia non guasterebbe , si anche lui è pagatore ma al momento il ns. primo problema è l’altro B (senza il De)
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Ricorda Pietro che Prodi ne aveva nominati 105 (record mondiale di tutti i tempi), Berlusconi è a quota 65.
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Caro vik, se ti credi che il l’altro B (con il De) sia il problema minore, allora puoi già scavarti la fossa da solo.
Ha fatto più danni, e da più lungo tempo, comincia dall’IRI se vuoi farti una bella cultura dello sfascio!
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A dire che De Benedetti abbia fatto in Italia piu’ danni di B.Oni ci vuole un coraggio da leoni, almeno DB non fa politica,penso non sia possibile affermare certe eresie.
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Ecco un altro navigante arrivato da Marte, si metta comodo!
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Avviso ai naviganti. Dibattete fin che volete sulle qualità imprenditoriali di questo o di quello, ma evitate ogni riferimento subdolo e denigratorio a reali o presunte catalogazioni razziali. Dalla «circoncisione» al naso adunco (e domani la stella gialla?) il passo è breve. Ogni commento che non si attenga a questa regola, sarà cassato. Almeno da questo sito è bandito il linguaggio dell’odio alimentato quotidianamente da B.
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Alimentato quotidianamente da B. ci può stare, ma aggiungerei anche DiP.
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“circoncisi” no e “analfabeti” si?
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Martin Niemöller : PRIMA VENNERO.
PRIMA VENNERO
Prima vennero per i comunisti,
e io non dissi nulla
perché non ero comunista.
Poi vennero per i socialisti
e io non dissi nulla
perché non ero socialista
Poi vennero per i sindacalisti,
e io non dissi nulla
perché non ero sindacalista.
Poi vennero per gli ebrei,
e io non dissi nulla
perché non ero ebreo.
Poi vennero a prendere me.
E non era rimasto più nessuno che potesse dire qualcosa.
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