Pd come ruota di scorta
È Giorgio Napoletano che detta la linea al Pd sulla guerra libica.
Umberto Bossi è incontestabilmente il più rozzo e probabilmente il più incolto (ma in questo settore la concorrenza è spietata) fra i dirigenti politici italiani. Occorre tuttavia riconoscere che è in assoluto il più furbo. Ne dà un’ulteriore prova in questi giorni.
Consapevole della perdita di consensi presso il suo elettorato per il sostegno dato a un Berlusconi ormai «fuori come un balcone» (capriole clownesche sulla Libia, svendita da tappetaro della Parmalat alla Francia, vita e costumi degni della corte di Elagabalo, guerra totale alla magistratura per ragioni ormai note anche ai topi delle chiaviche) e perfettamente conscio che la stragrande maggioranza degli italiani, nel nord come nel sud, è contro la guerra, ha tirato fuori dal cilindro la trovata di un rumoroso smarcamento dal Cavaliere: «No a bombardamenti italiani sulla Libia!», va urlando. Ed ecco tutti pronti a gridare: «Vedete come la maggioranza è divisa!». Divisa un corno! Bossi che conosce bene i suoi polli, ha fatto altrettanto bene i suoi calcoli. Sa perfettamente che – quand’anche si andasse al voto in parlamento sulla questione dei bombardamenti contro la Libia e quand’anche la Lega votasse contro il governo – a salvare Berlusconi ci penserà la brancaleonica armata del Pd, pronta, secondo ben collaudate costumanze (Kosovo, Iraq, Afghanistan docent) a credere nei… bombardamenti umanitari e a far da ruota di scorta al governo, Napolitano ispirante.
Non ci sarà quindi crisi alcuna dell’esecutivo. Agli occhi del suo elettorato il Pd rimedierà una penosa figura, mentre Bossi passerà all’incasso apparendo, agli occhi della gente comune, addirittura come l’erede delle gloriose battaglie del socialismo italiano, che sulle proprie bandiere scrisse: «Non un uomo non un soldo per la guerra!».
Sergio Caroli
Il presidente Giorgio Napolitano con il colonnello Muammar Gheddafi.
SOTTO TIRO

CREDENZE POPOLARI
Nei centri commerciali,
i consumatori credono
di risparmiare.
In democrazia, gli elettori credono di contare.
QUELLO CHE NON HA GIULIANO
«Può darsi che Saviano sia banale e scriva male, ma se non piace
a Giuliano Ferrara qualcosa
di buono ce l’avrà». (Lia Celi)
SIRENE E CENTAURE NELLA GIUNTA BERNAZZOLI
«Giunta con metà donne», titola la Gazzetta di Parma, per significare che Bernazzoli vuole riservare il 50 per cento del suo esecutivo alle assessore. Ma detto così sembra che voglia amministratrici metà carne e metà pesce, metà umane e metà giumente. Strafalcione o lapsus?
MONTI LEI
Vista la situazione, è normale che la rabbia Monti. (Mario Mantovani)
ULTIMA CHIAMATA PER I PARTITITemo che i partiti italiani non abbiano capito il senso e lo scopo della formula adottata dal presidente della Repubblica dopo le dimissioni del governo Berlusconi. Mario Monti e i suoi tecnici avrebbero dovuto restaurare la credibilità finanziaria dell'Italia, riformare il mercato del lavoro, creare le condizioni per una economia più libera e competitiva. I partiti avrebbero dovuto assecondare il governo ma dedicarsi contemporaneamente ad altri compiti che non possono essere, in una democrazia, «tecnici». Avrebbero dovuto modificare la legge elettorale, ridurre il numero dei parlamentari, rompere l'incantesimo del bicameralismo perfetto, dare a se stessi uno statuto giuridico corrispondente alle loro responsabilità, dare al Paese un esempio di rigore finanziario riducendo drasticamente il denaro pubblico di cui si sono spensieratamente serviti dopo un referendum che diceva chiaramente quale fosse, a questo proposito, il pensiero del Paese. Ebbene, nulla di ciò che avevamo il diritto di attenderci in materia di riforme istituzionali è stato fatto. È questa una delle ragioni del malumore del Paese, che soffre la crisi e sopporta il peso delle tasse, e del successo di Grillo. Se i partiti vogliono rimediare, il tempo stringe e la porta attraverso la quale dovranno passare per avviare il cantiere delle riforme non resterà aperta più di tre o quattro settimane. Una riforma costituzionale richiede, infatti, una doppia lettura fra Camera e Senato e mancano dieci mesi alla fine della legislatura. Se non ne approfitteranno, il prossimo voto sarà peggio dell'ultimo. (Sergio Romano, Corriere della Sera, 10 maggio 2012)
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Si premette che quanto segue, “conoscendo il Personaggio” è pleonastico e viene dettato solo per eccesso di preoccupazioni.
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Chiarissimo Cavaliere, come sempre Lei parla e dimostra saggezza e buona volontà; ma per l’amor del Cielo, ora che ha dato le dimissioni non dimentichi il suo impegno Morale verso gli Umili (quelli originali …) che ogni mese, quando vanno a fare la spesa al Supermercato colla loro Carta di Credito (dei 40 Euro), si ricordano da dove è arrivata, La benedicono e giustamente si sentono un poco più importanti già per il solo fatto di avere in tasca la “carta della Banca” e si sentono pure un poco più vicini a Lei che li ha comunque beneficiati, al contrario di chi vuol fare la Rivoluzione solo per accalappiare voti, standosene comodamente a poltrire con tutte le comodità e pagato molto profumatamente col sangue del Popolo.
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Adesso si ricorderà di Lei pure qualche distratto o ingrato che si ritroverà sul groppone l’iniquo balzello della Tassa sulla Prima Casa (ma anche qualche inquilino …) perchè pur stando un poco meglio dei precedenti, essendo proprietario della sola abitazione, lo stesso naviga in brutte acque e specie se in Famiglia ci sono i bambini; certo che “dalla base”, tanti erano fiduciosi che forse avrebbero potuto avere una sorpresa nella calza della Befana, se Lei avesse continuato a Governare, Cialtroni permettendo e senza continue e fastidiose rotture di palle, magari e anche se piccolo, un ritocco della “Cartina” lo avrebbe fatto; purtroppo ora saranno Cavoli amari a merenda a pranzo e a cena; ma per tutti …
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Laborioso Cavaliere, in nome di Dio mi raccomando non dimentichi neanche i più Sfortunati, come la famiglia Guida di Ercolano che aspetta da mesi il recupero dei propri cari, rimasti imprigionati nel relitto del peschereccio Giovanni Padre, speronato ad Ischia dal traghetto assassino Jolly grigio, su una rotta molto frequentata e dove passano anche le barche importanti … e navi di ogni tipo; pensi che disastro potrebbe ancora capitare in caso di un improvviso riemergere di un troncone del relitto, al passaggio di un naviglio; se può, faccia qualcosa o almeno faccia sentire ancora la Sua presenza nel dolore degli Afflitti, anche con una telefonata per pungolare qualcuno a muoversi; origlianti Orecchioni abusivi permettendo.
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Seppur superfluo, Le sovvengo dell’esistenza dei Felloni giudiziari con Usurpata Toga; non abbandoni la Santa Battaglia per la Giustizia e lenisca ogni tanto anche e soltanto con una Sua buona parola le sofferenze di tanta povera gente che non parla, perché non può o non sa neanche come fare a farLe giungere l’afflitta voce; non dimentichi che Lei rappresenta solo la vistosa punta di un enorme iceberg, rispetto alla folla dei tanti Poveri Cristi derelitti che anche e solo per tardivo o mancato scappellamento o inchino, a qualche Eccellentissimo Cialtrone, sono stati vigliaccamente Oltraggiati e Macellati dallo scelleratissimo e turpe GIUDICIUME, che ha impestato i luoghi sacri del Diritto, riducendoli in fetide Fogne dove pullulano i grossi e disgustanti Ratti delle Chiaviche.
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