Vittorio Arrigoni ci ricorda che apparteniamo tutti alla grande famiglia umana
La vicenda di Vittorio Arrigoni con la sua drammaticità interroga ognuno di noi.
In un articolo che ha fatto molto discutere, il nostro editore, si chiede ma soprattutto chiede a ognuno di noi, in modo piuttosto provocatorio, se in questo caso si possa parlare di superbia o di ingenuità. Non ho trovato nulla di irriverente nelle sue parole dove ho letto piuttosto un’amara riflessione, quasi autobiografica. In fondo ci ha voluto un po’ mettere in guardia da facili innamoramenti a giuste cause che alla fine non producono i risultati auspicati e che troppo spesso comportano l’inutile sacrificio di vite umane.
Il suo non associarsi al solito coro per costringerci a riflettere in questo momento di grande emotività, è, a mio avviso, una bella prova di coraggio.
Accetto, quindi, volentieri la sua provocazione e cerco di esprimere le mie idee o meglio le mie sensazioni davanti a questa vicenda.
Escludo categoricamente la superbia, che il dizionario della Treccani definisce come «Esagerata stima di sé e dei propri meriti (reali o presunti), che si manifesta esteriormente con un atteggiamento altezzoso e sprezzante e con un ostentato senso di superiorità».
Non mi sento nemmeno di avvalorare la definizione di ingenuità, il solito stratagemma per diminuire il valore di chi ha coraggio e sprezzo del pericolo.
Io, nell’attività di Vittorio, vedo soprattutto la voglia di eliminare le ingiustizie associata alla speranza di riuscire a farcela. Parole come «impossibile», «non ce la farete mai» vengono cancellate e sostituite da «impegno» e «speranza nella riuscita».
È un modo per ribellarsi allo status quo, per non seguire la strada di chi dice «cosa ci vuoi fare? è il destino».
Assolutamente condivisibile è la sua filosofia di vita «apparteniamo tutti alla stessa grande famiglia umana». E questo per me non è segnale di ingenuità ma di lungimiranza.
Il mondo non può essere solo di una cerchia ristretta di persone e non passerà molto tempo a quando il sud salirà al nord per chiedere il rispetto dei propri diritti.
Avere la consapevolezza di appartenere tutti alla «grande famiglia umana» ci aiuta a vedere il mondo da un’altra angolazione, da un altro punto di vista.
Giovanna Galli














Tra suberbia e ingenuità scelgo vocazione. Ci vedo anche il coraggio di scelte difficili, forse si sceglie una cosa del genere per sfida….
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sfida, parola abusata… più da gioco degli scacchi che da vita umana… anche mettersi in gioco è un’espressione tanto ricorrente quanto svuotata di senso… e poi sfida a chi? al nemico (in questo caso israele)? … a se stessi? sfidano se stessi anche quelli che si buttano da un ponte con un elastico ai piedi… perché non cerchiamo di parlare come camminiamo, cioè con i piedi per terra ?
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Arrigoni ha avuto il coraggio di aiutare chi sta male,malissimo, a casa sua , mentre la sinistra , che NON ha ancora capito perche’ ha perso le elezioni, e ne e’ passato di tempo, preferisce farli venire al nord , preda della malavita ,in una societa’ che finiscono per detestare se gia’ non la detestano, costretti a vivere in ghetti e banlieu che finiscono inesorabilmente ad esplodere .
Giovanna la sinistra ha perso le elezioni e perdera’ anche le prossime anche e soprattutto su questioni di immigrazione, non la volete capire che cosi la gente vi seguira’ sempre meno, avete gettato i vostri /nostri elettori nelle braccia della lega .Arrendetevi o la storia politica dell’Italia vi riserverà un posto completamente negativo.
Arrigoni era realista, voi siete vittime del politicamente corretto.
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Puke se vogliamo continuare con dei luoghi comuni o degli slogan non ci sto. Innanzitutto ho espresso un’opinione mia, non della sinistra nel suo insieme. Da sempre sono convinta di essere una cittadina del mondo, gli stati esistono per organizzarci meglio ma io non credo di avere più diritti di uno che vive nel Congo o in Iran o vattela pesca dove. Vorrei, ma ormai mi annoio a dirlo, essere giudicata per le mie idee e non per tutte le colpe della sinistra.
Se poi vogliamo parlare della politica sull’immigrazione ci andrei piano a dire che la colpa è della sinistra. Quello che è successo a Lampedusa, l’impreprazione totale e premeditata, il trasferimento a Manduria (sede inadeguata e facile da evadere), i permessi temporanei e tante altre cose dovrebbero far pensare bene a chi ha colpa.
La sinistra ha sbagliato molto ma è ora di vedere anche gli errori degli altri
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Cara Giovanna NON sono luoghi comuni.
Un immigrato che non trova da lavorare diventa una pedina delle organizzazioni criminali, quando poi gli vai ad offrire un posto di lavoro , se esiste, a 800 euro al mese , ti fa’ il gesto dell’ombrello , se a spacciare ne guadagna 3000, lo ha dimostrato piu’ di una trasmissione di inchiesta al di sopra di ogni sospetto.
Essere giudicata per le tue idee e’ giusto , ma ricorda che fai parte di un partito che ha grandissime colpe in tema di immigrazione, io ti chiedo, lo chiedo a tutto il Pd piu’ realismo e di essere piu’ vicino alla gente , altrimenti l’esercizio della politica diviene un hobby e non una azione civica.
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In memoria di Vik:
Vittorio Arrigoni è stato vigliaccamente e barbaramente trucidato nella striscia di Gaza. Ora viene indicato dai media come “il pacifista”. Ma per rispetto di Vittorio, per favore, non chiamatelo così. Non era pacifista. Era un combattente. Odiava Israele. Disgustava il sionismo. Lui non voleva la pace. Voleva la morte di Israele.
Non era un pacifista, non combatteva per la pace tra i popoli come abbiamo sentito e letto sui consueti peana che in momenti tragici come questo ci vengono offerti ogni tre secondi alla stregua di improbabili pasti pre-confezionati. No, Arrigoni era un combattente per una causa ben determinata, per la liberazione definitiva e totale della Palestina dalle grinfie israeliane. Basta dare un’occhiata ai suoi pezzi sul Manifesto, basta leggere i post che scriveva sul suo blog. Arrigoni invocava la “dannazione per i demoni sionisti”, parlava sprezzantemente di “Stato ebraico”, definiva “propagandista di crimini” chi aderiva a manifestazioni a sostegno della sicurezza di Israele. Bollava come “disgustoso” il sionismo, tacciava Shimon Peres di essere un criminale di guerra perché “bruciava i bambini con il fosforo bianco”.
Non leggeva neppure i libri scritti da mostri sacri della letteratura mondiale come Oz, Grossman e Yehoshua, semplicemente perché “libri sporchi di sangue”. Ma ce l’aveva anche con quella parte di palestinesi che avevano accettato il negoziato, il confronto con l’altra parte, con il Governo di Tel Aviv: “Al Fatah? Centrale di venduti alla causa di Israele”.
Ecco, definire Vittorio Arrigoni un pacifista sarebbe un errore, un drammatico errore. Significherebbe non comprendere e banalizzare la sua battaglia condotta per anni a Gaza. Dargli sbrigativamente del “pacifista” porterebbe immediatamente a pensare che la sua giusta causa fosse quella di far sedere attorno ad un tavolo i due contendenti, che l’obiettivo finale fosse la rispettosa convivenza in quei pochi chilometri quadrati di Vicino Oriente. No, tutt’altro.
Vittorio Arrigoni aveva le idee ben chiare, il suo auspicio era quello di vedere la vittoria palestinese e la cacciata degli israeliani. Voleva porre rimedio a quello “scandalo storico” che aveva portato alla nascita, nel 1948, dello Stato della Stella di David. La sua era una battaglia convinta e determinata, ma non per la pace. Per l’opposto di quello che noi intendiamo come pace.
Cambiare i termini ed i connotati della sua missione sarebbe il più grande insulto che gli si possa fare, sarebbe l’onta più infamante alla sua memoria. Ricordarlo con le bandiere palestinesi a coprire le sue spoglie, invece, è il giusto modo per testimoniare chi è stato Vittorio Arrigoni. Un moderno combattente per una causa impossibile.
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Un momento di pietà per Arrigoni, con discussioni, tavole rotonde e girotondi.
Quello che non si è visto mai per i tanti missionari e missionarie che sono andati a morire, cercando di aiutare i più bisognosi…
Ah, è vero… Loro non erano di sinistra, pertanto l’intellighenzia li considera impuri… pertanto meno degni di rappresentare l’umanità.
La solita storia…Che pena.
Commento molto dibattuto. Tu cosa ne pensi?
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I missionari morti nell’adempimento della loro missione (chapeau) sono stati santificati (giustamente) dalle loro file.
Ognuno santifichi i propri caduti , io i missionari che muoiono mentre fanno il loro mestiere li rispetto ma nn chiedermi di mescolarmi alle file papiste.
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Eh no… l’umanità non ha colore, fino a prova contraria.
Io non sto parlando si beatificazione, ma di spazio sui media, non si faccia confusione.
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Che l’umanita’ non abbia colore e’ una bella teoria, il colore lo ha dato , purtroppo la societa’ occidentale , ci piaccia o non ci piaccia. Anche a me piace poco ma e’ la realta ‘.
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e ognuno imbalsama i suoi: chi impaglia lenin, chi padre pio…
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a fare la differenza non sono i colori, ma i mezzi di sostentamento: l’umanità è sempre più divisa tra i molto abbienti e i pochissimo abbienti, sempre meno le categorie intermedie
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Marilena, implicitamente mi dai ragione, la colorazione l’ha creata l’occidente, sostenendo regimi corrotti che affamano la gente e rubano ingenti quantita’ di denaro che potrebbero essere investite nei paesi dove si genera.
L’ha inventata l’occidente che al termine della colonizzazione non ha creato una classe dirigente in grado di gestire i loro paesi, e questo faceva molto comodo.
L’hanno creata le multinazionali occidentali, ma ora ci si e’ messa anche la Cina, a sfruttare selvaggiamente le risorse dei paesi “virtualmente poveri” senza alcuna ricaduta economica ai suoi abitanti, salvo rimpinzare il conto del dittatorello di turno.
Immagina buona parte dell’Africa che potrebbe dare da mangiare ai suoi abitanti, mentre non sono nemmeno in grado , spesso, di scavare un pozzo , se non ci pensa una qualche societa’ di assistenza onlus.
Eccccc………..
Comodo essere cittadini del mondo con i Viaggi del Turchese.
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Remembering per Puke
in democrazia non si elegge la “sinistra”(che dovrebbe vincere le elezioni),ma i deputati,i consiglieri regionali,comunali e provinciali.Basta leggersi la Costituzione.Altrimenti si finisce nello schema che Berlusconi ha cercato di costruire con la sua( e di Mussolini) legge elettorale e quindi di fatto dai ragione a Berlusconi.Questa non è un’opinione ma un fatto,ma contento te…..
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