Morire per Gaza: ingenuità o superbia? Il sacrificio «inutile» di Vittorio Arrigoni
Il rapimento e l’impiccagione del volontario Vittorio Arrigoni dovrebbe indurre a qualche riflessione sull’opportunità di interferire, anche a fin di bene, con le faccende interne dei Paesi in guerra con i vicini o con se stessi.
Accanto all’odiosa ingerenza bellica camuffata da missione di pace (ultima quella in Libia con la scusa delle ragioni umanitarie), vi è una sorta di interventismo disarmato, fatto da ong e altre organizzazioni, che pecca di superbia. La superbia di chi pretende di cambiare il corso della politica, ergo della storia, senza averne il potere se non quello della buona volontà, se non la concretezza del fare, se non l’ostentazione del buon esempio, se non la convinzione che pure contro le armi puntate basti predicare il bene e l’amore. Purtroppo o per fortuna, non è così che funziona.
Purtroppo, perché sarebbe troppo bello che la parola e le buone azioni disarmassero i violenti, i malintenzionati, gli affaristi senza scrupoli.
Per fortuna, perché altrimenti tutto il mondo diventerebbe colonizzabile da chi ha la lingua più lunga e la forza di camuffare interessi commerciali per amore del prossimo. In altre parole, dopo il colonialismo delle baionette e quello delle bombe avremmo il proselitismo della buona novella, non importa se di fonte laica o religiosa.
Certo, portare sulle spalle casse di viveri non è come imbracciare un fucile. Aiutare una persona a sfamarsi non è come ucciderla con un bombardamento poco avveduto per «liberarla» dalla tirannia. Ma bisogna anche guardarsi dalla favola del bambino olandese che fermava il mare tenendo il dito nel buco della diga. E chiederci sempre se stiamo lavorando per loro o per noi, per il nostro ego, per le nostre insoddisfazioni. Domanda che andrebbe estesa a tutti coloro che si sacrificano in nome dello spirito di servizio senza che nessuno, se non una chiamata interiore, li abbia chiamati in servizio.
Se lo scopo di Arrigoni e di migliaia di altri volontari è l’esportazione della nostra generosità, hanno paradossalmente ragione gli assassini salafiti che avrebbero impiccato Arrigoni perché li contaminava con «vizi occidentali». Se questo è lo stato delle cose, che ognuno si tenga i propri, di vizi. Che ognuno se ne stia rinchiuso nel proprio medioevo, nella propria crassa ignoranza, nel proprio modello di vita. Dopo tutto, il nostro way of life non è superiore al loro. Forse è ancora preferibile morire in casa propria (anche da noi si sono parecchi torti da riparare) che con un nodo scorsoio al collo o sgozzati da una lama santa. O forse no. A qualcuno piace la morte esotica e non sarebbe giusto negargliela.
Diceva Voltaire: «È ben difficile, in geografia come in morale, conoscere il mondo senza uscire di casa propria». Verissimo, ma dopo tanto camminare per il mondo ottenendone solo di consumare le suole delle scarpe per non dire di peggio, si può concordare con un pensiero di Blaise Pascal: «Tutta l’infelicità degli uomini deriva da una causa sola: il non sapersene stare tranquilli in una stanza». Cioè a casa propria.
E ora aspettiamo a pie’ fermo che gli stupidi che da sempre preferiscono il dito alla luna si avventino furiosamente contro queste considerazioni ritenendole offensive della memoria di Arrigoni ed egoistiche.
No, niente contro Arrigoni, di fronte al quale ci leviamo il cappello.
Sì, è un inno all’egoismo. Non possiamo continuare a travestire i nostri pensieri di ideologie, pena l’ipocrisia.
Atre foto del volontario italiano di 36 anni rapito e ucciso a Gaza.
Egidia Beretta, madre di Vittorio Arrigoni e sindaco di Bulciago, amministra il paesino nel Lecchese dal 2004. Un anno fa è stata tra i protagonisti di un servizio di Report dedicato ai sindaci virtuosi: rinunciando all’indennità per il ruolo, il primo cittadino ha creato un fondo di solidarietà per i suoi cittadini. Sulla pagina personale della Beretta campeggia, come foto, la bandiera di Gaza.
Chi era Arrigoni, il “Vik” e “Utopia” di Gaza
Gli amici e colleghi: “Era molto più di un attivista. Era gli occhi e le orecchie di Gaza”
In tre anni era diventato un “cittadino” di Gaza, rispettato dalla popolazione che assisteva facendo da scudo umano ai contadini al confine con Israele o ai pescatori che si avventuravano oltre le tre miglia dalla costa, dove scatta il blocco israeliano. Ed è a Gaza che ha trovato la morteVittorio Arrigoni, “Vik” per gli amici, il 36enne attivista lombardo dell’International Solidarity Movement. Il suo gruppo aveva già avuto un morto, la pacifista americana Rachel Corrieschiacciata da una ruspa israeliana nel marzo 2003 mentre tentava di impedire l’abbattimento di alcune case palestinese a Rafah.
“Utopia”, come era soprannominato, originario di Bulciago, paesino di 2700 abitanti in provincia di Lecco, era arrivato a Gaza nell’agosto del 2008 e con il suo impegno pacifista si era guadagnato le minacce tanto dell’estrema destra israeliana che dei salafiti islamici che lo consideravano troppo vicino al governo “nemico” di Hamas. Nel suo blog GuerrillaRadio, titolo di una canzone dei Rage against the machine, raccontava le sofferenze del popolo palestinese e anche in questi giorni aveva documentato i raid israeliani nella Striscia e le morti palestinesi nei tunnel dall’Egitto. Nel dicembre 2008 aveva raccontato l’offensiva israeliana Piombo fuso su Gaza. Le sue corrispondenze per Il Manifesto si concludevano sempre allo stesso modo:“Restiamo umani”, titolo anche del suo libro tradotto in quattro lingue (in Italia per Manifestolibri).
Nell’esperienza di Gaza, Arrigoni aveva più volte rischiato la propria incolumità al fianco di contadini e pescatori palestinesi, come mostrano i due video qua sotto, in cui l’attivista viene sfiorato da un proiettile e in cui si trova a bordo di un peschereccio palestinese. (Il Fatto Quotidiano, 15 aprile 2011)




















Finalmente una provocazione che dovrebbe farci riflettere su chi si crede superiore perchè si schiera dalla parte giusta e magari ci mette una vita ad accorgersi che era sbagliata
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LA MAMMA E’ ORGOGLIOSA DI LUI E DICE CHE HA FATTO BENE A FARE QUEL CHE HA FATTO E CHE BISOGNA SEMPRE AIUTARE QUELLI CHE HANNO BISOGNO. INVECE CHE RIFLETTERE LEGGETE E MEDITATE
“Sono rimasta molto sorpresa, oltre che addolorata che sia successa una cosa del genere per l’attività che lui faceva lì: Vittorio non si metteva mai in situazioni di pericolo”. Lo ha detto Egidia Beretta mamma di Vittorio Arrigoni, l’attivista rapito e ucciso a Gaza, e sindaco di Bulciago.
“NON SI METTEVA MAI IN PERICOLO” – “Mi hanno telefonato dei suoi amici poco fa da Gaza – ha aggiunto – mi hanno detto che Vittorio è ora in un ospedale della zona e che anche molti cittadini di Gaza sono molto scossi per la morte di Vittorio”. Il corpo di Vittorio si trova all’ospedale Shifa, l’ospedale principale di Gaza City. “E’ l’ospedale – ha detto la madre – dove arrivava spesso Vittorio con le ambulanze ai tempi di Piombo Fuso”. “Ora sto aspettando che si faccia viva la Farnesina perché da Gaza un’amica di Vittorio mi ha detto che si possono chiedere alla Farnesina le modalità di rientro di mio figlio – ha aggiunto Egidia Beretta -, io adesso chiamo la Farnesina e dico che vorremmo che Vittorio tornasse attraverso il valico di Rafah, attraverso l’Egitto”.
“ERA TRANQUILLO” – La mamma di Vittorio ha poi confermato che il figlio sarebbe rientrato molto presto. “Mi aveva appena raccontato – ha spiegato – che era stato invitato in Sicilia per l’anniversario della morte di Peppino Impastato”.
I familiari avevano sentito Vittorio per l’ultima volta all’inizio della settimana. “Ci sentivamo regolarmente la domenica – ha detto la madre -. Lui faceva uno squillo e noi lo richiamavamo, era sempre tranquillo”. La mamma di Vittorio ha accettato di uscire a parlare con i giornalisti che attendevano davanti alla villa. E’ stato il vicesindaco Luigi Ripamonti a fare da intermediario con la promessa da parte della stampa che poi sarebbe stato tolto l’assedio.
“MOLTO ORGOGLIOSA DI LUI” – “Io e Vittorio eravamo molto uniti come idee, obiettivi e ideali, sono molto orgogliosa di lui, è sempre stato cosi”, ha affermato la signora Beretta con un triste sorriso. Alla domanda su che cosa si sentirebbe di dire a tutte le persone che come Vittorio dedicano la loro vita agli altri e alla pace, ha risposto: “Direi loro di non perdere mai il coraggio e di avere come obiettivo non la propria realizzazione personale ma lavorare per gli altri, soprattutto per i più sfortunati come faceva Vittorio”. “Lui non ha mai frequentato i potenti, i palazzi di Hamas – ha detto ancora la madre – ma viveva a contatto con la gente in un due localini di un condominio che guardava sul porto”.
LE PAROLE DI VITTORIO – “Ripeteva sempre: restiamo umani anche nei momenti più difficili – ha ricordato ancora Egidia Beretta – e io alle volte gli chiedevo: come si fa a restare umani in certi momenti? E lui rispondeva: “Perchè nonostante tutto l’umanità deve esserci sempre dentro di noi e dobbiamo portarla agli altri”. “E’ sempre stato così, da quando ha finito la maturità ha cominciato ad andare in paesi diversi – ha ricordato ancora la madre -. In Israele e Palestina è arrivato nel 2002 quasi casualmente, mi diceva: ‘Sono entrato dal Damasco Gate, sono arrivato a Gerusalemme Est e sono rimasto quasi folgorato”’. “In quel momento ha capito – ha concluso la madre – che il suo lavoro si sarebbe concentrato nella Palestina”. (Ansa)
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Chi ha scritto questo pezzo? Chapeau
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http://youtu.be/TsFdZr35R5o
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ci starebbe stretta una conferenza per commentare l’articolo. Di base partirei con il dire che Feltri scrisse cose “simili” per commentare il rapimento delle due ragazze in aghanistan… disse una cosa del tipo ” se facevate le maestrine non succedeva” … mentecatto.
Dubito il punto di partenza sia lo stesso ma se sono costretto a scrivere solo 2 righe dico che i limiti e le esasperazioni del proprio ego sono mutevoli e ci si può lavorare. E che le vocazioni che portano verso il prossimo sono il sale di quello che chiamiamo, da sempre “umanità”…
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Puoi scrivere un articolo lungo anche il doppio di questo per controbattere e motivare. Saremmo ben lieti di pubblicarlo. Grazie, Marco.
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Ti sei salvato in calcio d’angolo scrivendo:
“E ora aspettiamo a pie’ fermo che gli stupidi che da sempre preferiscono il dito alla luna si avventino furiosamente contro queste considerazioni ritenendole offensive della memoria di Arrigoni ed egoistiche”
Ma in realtà hai fatto un’autorete
Non sono offensive alla memoria di Arrigoni…
C’è ben altro!
Sono offensive a quella parte che realmente in ogni parte del mondo riceve o vive in condizioni di soprusi, sfruttamenti da parte di classi politiche, militari o quant’altro se ne voglia.
Anche io appena ho appreso la notizia ho pensato ad ingenuità, o all’essersi spinto troppo in là da parte di Arrigoni…
Ma io ho fatto una cosa diversa da te, mi sono informato ho visto filmati, interviste fatte ad Arrigoni, documentari e non mi sono così fermato all’apparenza delle considerazioni.
Ho appreso così che esistano persone che fanno della propria vita un qualcosa di giusto, che stanno dalla parte dei giusti e lottano come se fosse la propria causa, e non per una arroganza personale o per una superbia, ma perché credono nella giustizia e vanno con coraggio dove realmente ce né bisogno, dove realmente l’opinione pubblica e i media hanno distorto la verità di quel posto e l’hanno infangata per propri interessi e scopi. Queste persone realmente si sentono con gli altri tanto da lottare per la verità!
Queste persone mostrano al mondo le verità delle cose, fanno in un certo senso anche giornalismo sano mostrando la realtà dei fatti, realmente fanno qualcosa per l’umanità, e cambieranno l’opinione della gente comune come me, e forse altre persone lotteranno per le cause del mondo, perché come diceva Arrigoni non ci sono confini e razze facciamo tutti parte della stessa famiglia umana.
Arrigoni lancia un messaggio utile per il cambiamento. la sua vita è servita a ciò!
Il tuo messaggio invece crea barriere e distinzioni.
In qualche modo il tuo messaggio arma la gente che come te si ferma all’apparenza delle cose, alle persone che non fanno un passo in più per uscire dal proprio guscio…ed è per questo che nel mondo ci sono barriere e confini, e restrizioni e differenze, ed è per questo che ci sono guerre perché manca la solidarietà ed esiste solo la voglia di salvaguardare il proprio spazio e la consapevolezza che siamo tutti sulla stessa barca!
Chi non approfondisce questi temi scrive un messaggio dove da di stupidi a chi
analizza realmente i fatti e le considerazioni, quando ancora una volta come nel tuo ben noto modo di fare, dovresti guardare ancora in casa tua…
mentre noi preferiamo guardare fuori!…sempre Fuori!
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Mi preoccupa un po’ apprendere che ci sono «persone (che) mostrano al mondo le verità delle cose» e che esistono «le cause del mondo». Mi auguro che queste persone si limitino a dare un contributo alla conoscenza della realtà più che all’affermazione della verità. È sempre pericoloso, oltre che opinabile, battersi per la verità, prerogativa degli uomini di fede e degli ubriachi. Nella tua impetuosa difesa della «famiglia umana» mi sarebbe piaciuto che tu avessi speso qualche parola anche per i figli degeneri e i nonni rimbambiti che si sono battuti per diverse cause (per esempio quella dell’Iran contro lo scià, alla fine dei Settanta) e fatto esperienze diverse traendone conclusioni non proprio soddisfacenti. Facciamo che abbiamo avuto percorsi diversi, facciamo che tu hai un’età e io un’altra. Facciamo che io ho detto la mia e tu la tua. Facciamo che al mondo c’è posto anche per gli scettici e gli ex combattenti. Anche i pensieri non conformi alle morali vigenti meritano rispetto. Facciamo che esistono gli uomini di fede e gli infedeli, i pessimisti e gli ottimisti. Io naturalmente parteggio per i secondi, come te, ma so di appartenere alla prima categoria. Scrivici di nuovo, magari dopo aver contato fino a dieci. E non farti governare più di tanto dai media. Quelli più che dare informazioni spacciano emozioni. Se non vuoi credere a me, credi a quelli che tornano dal fronte, da entrambe le parti del fronte. A differenza di noi chiacchieroni da tavolino, Vittorio Arrigoni aveva la superiorità morale di chi vedeva le cose dal fronte. Peccato non poterne parlare più con lui. Peccato che dobbiamo vedercela con i suoi interpreti ed esegeti. Ultima osservazione: mi pare che tu stia affrontando la questione con un approccio un po’ da stadio, con il tifo per un campione e gli insulti per tutti gli altri che non sono come lui. Lascia perdere le battute su corner e autorete, la partita che si sta giocando è troppo seria per usare questo linguaggio e spirito da curva.
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Girala come vuoi, mi sembra che cerchi di sminuire il mio commento ma non vai al nucleo della questione…io non patteggio per nessuno dico solo che chi vuole la verità la trova e la afferma con forza come faceva Arrigoni, invece tu vedi chi afferma con forza la verità come un arrogante?? Inoltre le parole “stessa famiglia umana” non sono mie parole ma di Arrigoni…e poi cosa centrano i media, queste sono mie conclusioni date dalla forza della parole di quest’uomo! Vedo che non hai ben capito il mio pensiero. Infatti mi sembra di capire che per te chi afferma delle cose è un arrogante o mi sbaglio? oppure è viziato dai media? mi sembra un’altro calcio d’angolo per salvare la tua idea dicendomi tipo da stadio…e pensare che non seguo il calcio….hai cercato ancora la superficie delle cose, come ho detto nel primo commento!
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”Il grande malanno del nostro tempo si chiama ideologia e i portatori del suo contagio sono gli intellettuali stupidi”.
Oriana Fallaci
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Beh, sa caro Franco Francuti, questa massima detta dalla Fallaci che ha fatto della sua vita tutta un’ideologia…mi sembra francamente eccessiva…
Se non è stata un’intellettuale stupida la Fallaci…
Partita provietnamiti, contro i colonelli Greci e prontamente divenuta la donna di Panagulis, il giorno dopo la sua liberazione, la donna del simbolo della lotta contro i colonelli greci……solo per scrivere il suo ennesimo libro.
Per finire, prima di morire, in una reprimenda contro le torri delle moschee musulmane che gli offuscavano la vista dalla sua bella casetta fiorentina.
So benissimo di attirarmi le ira di tutti ma tant’è : l’ho sempre considerata un’opportunista, una falsa fideista fin dai tempi in cui si fingeva falsamente di sinistra, poi falsamente di destra..poi……
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Visto il popolo di merda che siamo diventati , Arrigoni meriterebbe un posto nel Pantheon per l’esempio che ha dato.
Almeno un italiano con le palle che non le ha usate per il Bunga Bunga.
Onore a Vittorio.
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Si è vero,, esise il diritto all’egoismo ,esiste il diritto a starsene in casa ma esiste anche il diritto di spendersi per gli altri.Certo che di buone intenzioni sono lastricate le vie dell’inferno , che da sole si perdono nella realtà se non sorrette dalla comprensione e dalla coscienza dei fenomeni nei quali si cerca d’intervenire.Francamente dalle notizie che si leggono direi che Arrigoni non appartenesse alla categoria degli ingenui e che il suo pacifismo andasse oltre gli schemi delle ideologie,proprio per il suo continuo richiamo “all’umanesimo come valore di riferimento”.Certo la storia ci ha insegnato che i fanatici non sopportano il pacifismo poichè non puoi manipolarlo,non puoi strumentalizzarlo, mette a nudo ed in evidenza la violenza di chi vuole imporre la propria volontà agli altri.Non necessariamente chi si propone a casa degli altri e soprattutto se disarmato pecca di superbia.Insomma non mi sentirei di definire,in base a quello che conosciamo,il sacrificio di Arrigoni come “inutile” poichè sappiamo che questi fatti aiutano poi le coscienze a vedere più chiaro. In fondo occuparsi degli altri disinterassatamente è vivere una grande avventura per la libertà anche se spesso,come in questo caso, a caro prezzo.
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L’aggettivo inutile è tra virgolette, con tutto quel che ciò comporta nella segnaletica della comunicazione scritta. E già che ci sono, consentimi un’altra precisazione affinché non si degeneri in un facile manicheismo tra altruisti ed egoisti, ossia tra buoni e cattivi. Ricorda, e ricordino tutti, che le cause dei vari popoli, dalle guerre di liberazione alle lotte sociali, sono sempre riuscite, quando sono riuscite, per forza endogena, senza apporti esterni. Per il Vietnam abbiamo marciato, fatto veglie natalizie (e pure per san Silvestro), volantinato, scritto, vociato nei megafoni e molto altro ancora. Dovere generazionale ed epocale, certo, ma forse che tutto questo battagliare ci autorizza a fare come le mosche cocchiere, le quali, per la semplice ragione che se ne stanno sulle teste dei cavalli, si credono di essere loro a tirare la carrozza? I nostri aiuti, doverosi secondo alcuni, superflui o ininfluenti secondo altri, non modificano, ahinoi, il corso della storia. Forse ci modificano dentro e non è poco, ma ce ne vogliono di simili lodevoli scelte per modificare non solo lo stato delle cose nel mondo, ma la nostra stessa società. E qui torniamo a quel legno storto che è l’uomo. Per concludere, quelle di Arrigoni e molti altri sono testimonianze esemplari, atti di eroismo quotidiano, tutto quel che volete, ma ciò non deve impedirci di interrogarci sugli effetti di tali scelte, sulla breve e sulla lunga distanza. Mi inchino a chi soffre e muore per la pace a Gaza o altrove. Sorrido di quelli che se la cavano appendendo una bandiera iridata al balcone e poi magari ci fanno la lezioncina sul blog. Non è elegante fare gli eroi con il coraggio degli altri.
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Sorrido di quelli che se la cavano appendendo una bandiera iridata al balcone e poi magari ci fanno la lezioncina sul blog. Non è elegante fare gli eroi con il coraggio degli altri.
Ecco , questa e’ l’unica cosa saggia che hai scritto, il resto degli “Sgarbi” all’intelligenza umana, delle pseudo-elecubrazioni nichiliste che dimostrano solo il tuo narcisismo, il tuo voler far parte dei dandy “de noantri”, di questi Oscar Wilde da strapazzo alla Ferrara,Sgarbi (appunto su itato),i sqallidi Sallusti, Feltri,Sechi e pennivendoli vari.
Vittorio Arrigoni o “Utopia” era ed e’ quello che noi non siamo e,
autoassolvendoci , rimuoviamo con lapidarie sentenze “intanto non cambiamo il mondo”.
Non possiamo ingerire anche se esportiamo casse di viveri, ma che “chuj” (in polacco , immagina da solo il significato) scrivi?
Tiri in ballo Pascal, ti ricordo che come Leopardi era cagionevole di salute, e nonostante il genio non e’ da escludere che erai invidioso di chi poteva viaggiare , come tu sei invidioso di tale icona che sta diventando VIK.
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Non conoscevo Vittorio Arrigoni, non conoscevo gli altri volontari pacifisti, pure loro morti lontano da casa loro, in casa di altri a cui portare del bene, sostegno, solidarietà…
Il problema posto dall’Editore non è secondario, anzi, cosa spinge un italiano, inglese, americano a far parte di una ONG e recarsi in un territorio “martoriato”?
Generosità? Sicuramente; Voglia di fare del bene? Senz’altro; ovviamente la presenza di un pacifista è diversa da un soldato armato, ma ciò non toglie che l’Editore dice una cosa giusta nessuno può pensare di cambiare il percorso della storia di un popolo nella propria terra, sia in Libia con le bombe da parte della NATO sia nei territori palestinesi con prese di posizione contro Israele… è un discorso non facile ma bisogna farlo ( la neutralità )… ma ora permettetemi un silenzio rabbioso e doloroso per la morte di un ragazzo figlio di un mondo senza confini…
Restiamo Umani
Raffaele Pizzati
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Dopo decenni di difese delle foche monache e delle tribù antropofaghe del Borneo questa sinistra residuale, terminale e terminata inizia il disimpegno proprio dalla Palestina. Strano. Ma poi non tanto quando si pensi all’ Editore strenuo e risoluto accusatore dei monoteismi, (o meglio di due dei tre monoteismi, perchè la laicizzazione neocolonialista del terzo, ovvero il sionismo, è meno oggetto di scherno, materiale da trattare con cura. L’accusa generica di antisemitismo fa sempre paura…), all’Editore che pensa con nostalgia al cosiddetto Scià di Persia e al suo regime criminale e quindi auspica, forse, bombardamenti umanitari anche su Tehran. A conclusione, ricordando Vittorio Arrigoni, da qualunque orizzonte politico provenisse, resterà un eroe italiano. Con le nostre fottutissime tastierine da computer mai saremo in grado di raggiungerlo. Proprio per questo è un eroe.
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Arrigoni è un eroe quanto tu sei un imbroglione. Non avendo mai io preso le parti del trono del Pavone e neppure dei sionisti, le tue sono solo illazioni ed elucubrazioni frutto della tua fantasia.
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Ma è proprio questo (cioè il fattore endogeno) il distinguo tra chi interviene “dall’esterno” in casa degli altri.O riesci a partecipare con la popolazione stimolandone il coinvolgimento (e su questo penso che Arrigoni ci sia riuscito ed è forse per questo che è stato assassinato) o altrimenti è tempo perso.E questo lo dico a chiare lettere anche nel caso d’interventi armati volontari e disinteressati ( per favore non ridere,visto il disinteresse di certi interventi) contro dittatori sanguinari che sparano canonate sulla gente che protesta pacificamente.Ogni riferimento a Gheddafi è puramente casuale.Come è tempo perso ,fin’ora l’intervento in Afghanistan,tanto per fare un esempio dove la popolazione sta li a guardare come se assistesse ad una cosa che non la riguarda.Gl’interventi meglio se pacifici e fatti con la politica, quasi sempre assente ( questa è la vera questione da chiedersi ed alla quale occorre dare una risposta con uno Stato degli Stati democratico), ma in estrema ratio anche con le armi(come specificato sopra), possono solo aiutare i popoli a liberarsi.Nessuno ha il diritto hola posibilità di liberare chi magari non vuole,anche se a volte solo al momento, essere libero.
P.s.
Pare che gli assassini di Arrigoni siano una frangia estrema del movimento Hamas.Il che non stupisce visto che ricordavo come i fanatici cosiderino i pacifisti i loro principali avversari.Quando mi chiedevo “cui prodest” (a chi giova)
l’assassino di Arrigoni e pensavo al Mossad ( il servizio segreto Israeliano e visto la denuncia che faceva Arrigoni contro la politica d’Israele) o ai fanatici islamici evidentemente ero facile indovino,per la serie se “non è zuppa è pan bagnato”.
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O manine contorte e rosse perchè giudicate e non parlate come se il cervello non ci fosse.
bye,bye
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Caro redattore
se hai trovato un modo di fuoriuscire dal proprio “io” svelamelo
i primi dubbi mi sono venuti quando da bambina vedevo tante sfumature di verde che mi mancavano le parole per definirle tutte e mi chiedevo il verde che vedo io è il verde che vede mia mamma?
tu sì che sei presuntuoso
da sapere tutte queste cose su Vittorio
sei sicuramente un fine conoscitore della psiche umana
lo hai letto sui libri o è un talento naturale?
vero le parole anche se feriscono quanto una lama affilata, santa o battezzata che sia, uccidono solo quando entrano nei vortici dei nostri mali interiori
c’è chi li esorcizza fallicamente chi testosteronicamente
insomma ognuno fa quel può
alcuni uccidono altri per il loro benessere
alcuni si lasciano solo uccidere per un’integrità rara
ognuno segua i propri “eroi” o semplicemente i propri modelli
sostate anche sulle isole
tra i grandi fratelli
e i pessimi salotti
c’è un “media” per ogni gusto
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non capisco perchè non pubblichi il mio annuncio lasciato il 16 aprile
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Quale annuncio?
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