Cerri e Pinazzini battibeccano sull’Asp, ma non siamo riusciti a capire se i servizi alla persona sono migliorati o peggiorati. Una cosa è certa: le tariffe delle case protette sono aumentate

Pubblicato da Redazione il 8 aprile 2011 in Fidenza, Politica, Servizi pubblici, Società |

Il direttore dell’Asp Maria Teresa Guarnieri, denigrata da Lega Nord e Pdl.

L’assessore ai Servizi sociali Marilena Pinazzini è troppo restia a parlare dell’Asp di Fidenza, l’Azienda dei servizi alla persona di cui è presidente dell’assemblea. Questa è la critica che le hanno rivolto due consiglieri comunali dell’opposizione.

Il primo a farlo è stato Luigi Toscani che nella seduta del 28 febbraio scorso si è lamentato per aver appreso da un quotidiano locale l’avvenuto aumento delle tariffe messo in atto nei centri diurni. L’assessore, a suo parere, avrebbe dovuto informare il consiglio comunale o  perlomeno la commissione consiliare competente di quello che succede. Non è ammissibile che un consigliere venga a conoscenza dei fatti leggendo il giornale.

La seconda critica è arrivata dall’ex sindaco Giuseppe Cerri che nella seduta del consiglio comunale del 23 marzo ha lamentato la mancanza di informazioni in merito alla gestione dell’Asp. Cerri ha anche stigmatizzato la campagna denigratoria contro il direttore dell’Asp Maria Teresa Guarnieri, messa in atto dal Pdl e dalla Lega Nord. «Non passa giorno – ha detto – che sulla stampa non appaiano interventi che per colpire la dottoressa Guarnieri, nel suo ruolo di consigliere comunale a Parma si getta fango sulla gestione dell’Asp del distretto di Fidenza dove la Guarnieri è direttore». Davanti a polemiche che creano allarmismo e confusione, Cerri ha chiesto alla Pinazzini, quale presidente dell’assemblea dei soci, di  fornire «un chiarimento che smorzi una polemica artificiosa che danneggia l’immagine di un’azienda che opera in un settore nevralgico e delicato creando anche non poco disagio tra i dipendenti». Ha poi continuato usando un linguaggio deciso e insolitamente accalorato. «Siamo di fronte a problemi che non si risolvono con i battibecchi da pollaio», ha dichiarato prima di passare alla richiesta di specifici dati quali le linee di indirizzo date dall’assemblea dei soci al consiglio di amministrazione dell’Asp, i costi dei servizi erogati con la percentuale di copertura ottenuta dalle rette e i metodi di pagamento delle rette e le forme di ristorno a sostegno delle famiglie in difficoltà economica.

La Pinazzini nella sua risposta ha dichiarato subito di non voler affrontare il tema politico e di volersi limitare agli aspetti tecnici. Ha dichiarato di parlare a titolo personale in quanto l’amministrazione dell’Asp è impegnata nella predisposizione del bilancio di previsione 2011 ed è mancato il tempo per avere un pronunciamento dell’assemblea. Nel suo intervento non è stata diplomatica come è di solito, ma ha lanciato alcune critiche alla vecchia amministrazione e alla Regione che fanno meditare.

Ha accusato la precedente giunta di aver agito un po’ troppo in fretta nella costituzione dell’Asp e di aver scelto di creare un’unica azienda invece di due (come deciso in un primo momento). Secondo lei, questi potevano essere piccoli interventi preliminari che avrebbero contribuito a rendere il decollo dell’Asp «meno turbolento».

Alla Regione rimprovera di aver voluto creare queste aziende quando era forse prematuro. La scelta di trasformare le Ipab in Asp secondo gli intendimenti regionali avrebbe dovuto puntare a un assetto più strutturato e funzionale della componente pubblica ma così non è stato. La Regione, senza tener in alcun conto delle difficoltà derivanti da questo accorpamento, impone l’accreditamento dell’Asp obbligando di fatto l’azienda a mettere a norma tutte le strutture (molte delle quali erano veramente in cattivo stato) e a omogeneizzare le tariffe su tutto il territorio distrettuale. «Ogni casa protetta aveva una sua tariffa e per arrivare ad un’unica quota c’è chi ha dovuto aumentare i costi e chi invece se li è visti diminuire».

Le tariffe dei centri diurni sono davvero aumentate soprattutto nei giorni di assenza che sono passati da 4,88 euro al giorno (per la prima fascia di reddito) ai 21 euro di oggi. «Il nostro comune – ha aggiunto la Pinazzini –in questi due anni di adeguamento delle tariffe ha sostenuto le famiglie trasferendo all’Asp il contributo a copertura dell’incremento delle rette».

Spero di aver dimostrato che la gestione dell’Asp è un problema piuttosto complesso  e sarà importante che in futuro circolino le informazioni e non si aspettino tre anni per conoscere la situazione.

Giovanna Galli

Marilena Pinazzini, assessore ai Servizi sociali.

I NUMERI DELL’ASP

L’Asp del distretto di Fidenza  è una delle più grandi della Regione Emilia Romagna. Offre servizi a 13 comuni (Busseto, Fidenza, Fontanellato, Fontevivo, Noceto, Polesine, Roccabianca, Salsomaggiore, San Secondo, Sissa, Soragna, Trecasali e Zibello).

Doveva essere l’Azienda a cui trasferire tutti i servizi sociali (adolescenti, famiglie, disabili, anziani) ma per ora ci si è limitati a gestire questi ultimi continuando a delegare all’Azienda Usl tutto il resto in attesa di riuscire ad andare a regime tra alcuni anni.

Ha inglobato nove case protette (Fidenza, Fontanellato, Noceto, Roccabianca, San Secondo Parmense, Sissa, Zibello, Salsomaggiore e Soragna) e una casa di riposo per un totale di 520 posti (di cui solo 328 convenzionati), sei centri diurni per un totale di 105 posti (di cui 104 convenzionati) e  un servizio di Assistenza domiciliare del Comune di Fidenza.

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4 Commenti

  • avatar Jonas scrive:

    ….Le tariffe dei centri diurni sono davvero aumentate soprattutto nei giorni di assenza che sono passati da 4,88 euro al giorno (per la prima fascia di reddito) ai 21 euro di oggi. «Il nostro comune – ha aggiunto la Pinazzini –in questi due anni di adeguamento delle tariffe ha sostenuto le famiglie trasferendo all’Asp il contributo a copertura dell’incremento delle rette»….

    Se ho capito ben le tariffe sono veramente aumentate, ma fino ad oggi il Comune di Fidenza si è fatto carico di un costo non deciso da esso finanziando la differenza. E’ così?
    Se è così, Toscani e Cerri questo merito alla Pinazzini e alla giunta di Fidenza lo hanno almeno riconosciuto?
    Era un obbligo finanziare questa differenza?
    E negli altri comuni cosa hanno fatto?

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  • avatar Luigi Toscani scrive:

    Non é così.
    -In precedenza le fasce per la determinazione delle rette e della quota in caso di assenza erano 6 in base all’ ISEE (reddito);
    – l’ASP (l’assessore Pinazzini é Presidente dell’ assemblea dei soci) ha comunicato in dicembre 2010 agli utenti il piano tariffario 2011 e l’omogeneizzazzione delle tariffe, rette di degenza e quote in caso di assenza. Queste ultime sono passate per gli utenti di prima fascia (meno abbienti) da 4.88 a 21 euro;
    - nulla é stato comunicato alla Commissione Consiliare competente, pur coinvolgendo la decisione i cittadini fidentini;
    -solo successivamente il Comune di Fidenza (assessore Pinazzini) ha deciso di integrare le rette a favore degli utenti meno abbienti (vengono redatte due fatture, una per l’utente e una per il Comune). L’integrazione comunale riguarda la retta di frequenza ma NON la quota in caso di assenza di 21 euro, a totale carico degli utenti, unica per tutte le 6 fasce. Ciò ha indotto molte famiglie a rinunciare ai centri diurni.
    Saluti, Luigi Toscani

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  • avatar Franco scrive:

    Scusate, ma l’Asp da chi è gestita?
    La Guarnieri chi l’ha voluta?
    La Pinazzini non c’entra nulla con gli aumenti, sarebbe meglio mandare a casa la Guarnieri. Sarebbe così facile facile…

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  • avatar giovanna galli scrive:

    E’ nata dall’accorpamento delle case protette di Fidenza, Fontanellato, Noceto, Roccabianca, San Secondo Parmense, Sissa, Zibello, Salsomaggiore e Soragna e una casa di riposo. Soci dell’ASP sono i comuni di : Busseto; Fidenza; Fontanellato; Fontevivo; Noceto; Polesine Parmense; Roccabianca; Salsomaggiore Teme; San Secondo Parmense; Sissa; Soragna; Trecasali; Zibello. Sono membri dell’Assemblea dei soci i sindaci (o loro delegati). L’assemblea dei soci nomina il consiglio di amministrazione (formato da 5 membri) all’interno del quale si sceglie il Presidente e il Vice. Il CdA sceglie il Direttore che può anche essere esterno all’Asp stessa. Quindi la Guarnieri l’ha voluta il Consiglio di Amministrazione. Nessuno ha accusato la Pinazzini di aver praticato gli aumenti. Le critiche si sono limitate al fatto che non ha mai riferito al Consiglio quello che veniva deciso in Asp di cui lei è il Presidente dei soci. Quali sono secondo lei le responsabilità della Guarnieri per mandarla a casa?

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