Lo schiaffo all’Italia

Pubblicato da Redazione il 29 marzo 2011 in Guerra a pace, Politica estera |

Obama, Cameron, Sarkozy e Angela Merkel in videocollegamento prima del vertice di Londra dove si cercherà una soluzione politica alla questione libica. Mancava l’Italia.

Francia Gran Bretagna Germania e Stati Uniti si riuniscono in video conferenza per decidere il dopo Gheddafi. E l’Italia? L’Italia espulsa dall’aula. E questo poche ore dopo che il Frattini, in una intervista a la Repubblica, aveva strombazzato un’iniziativa diplomatica congiunta del governo con Angela Merkel! Non era bastata al ministro degli Esteri la proposta – vero colpo di genio! –  di dotare di 2mila–2.500 dollari ogni immigrato arrivato in Italia con i barconi provenienti dalla Tunisia che accettasse volontariamente di rientrare nel suo paese! Lampedusa trabocca di emigranti e i nostri governanti corrono da un vertice Ue all’altro a elemosinare un po’ di aiuto per farvi fronte, quando sanno perfettamente che gli aiuti non verranno.

Perchè? Perché paghiamo lo scotto di una politica estera che – Berlusconi e Bossi in sella – da anni snobba e schernisce l’Unione europea. Dobbiamo dirlo chiaro e forte: paghiamo il fio per aver tenuto in sella – come popolo – il capo del governo più squalificato di centocinquant’anni di storia unitaria sia sul piano interno che internazionale; un capo del governo da operetta che ha brillato solo in smargiassate, ma, soprattutto, che continuamente ha insolentito tutti i suoi omologhi europei (e Obama, l’«abbronzato»), come ha rilevato l’ex ambasciatore Usa a Roma, Spogli. E ora ci presentano il conto. Non facciamoci illusioni. Sarkozy e Cameron, Merkel e Obama andranno all’incasso nel dopoguerra libico, mentre all’Italia, che dalla Libia dipende per il 25% del petrolio e il 12% del gas, andrà qualche osso da spolpare.

Sergio Caroli

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1 Commento

  • avatar Feluca1 scrive:

    Più che di vendetta, parlerei di prudenza dei quattro. Considerati i precedenti rapporti tra Berlusconi e Gheddafi, i quattro ritengono inaffidabile il premier italiano. Le cose che si sono dette avrebbero potuto essere comunicate a Tripoli a stretto giro d’orecchio. Oltre all’inaffidabilità di Berlusconi. è tutta la sua rete di collaboratori a suscitare diffidenza. Chi fa politica con ricatti e dossier non merita rispetto a livello internazionale. Ciò che pare normale o sopportabile per gli italiani, è inammissibile per le cancellerie europee e nel resto del mondo. La peggior sciagura che ci potesse capitare è appunto questa di avere al governo persone raccogliticce e impreparate che giocano a fare gli statisti.

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