Sì all’intervento in Libia, purché la democrazia che esportiamo non sia merce avariata

Pubblicato da Redazione il 26 marzo 2011 in Dibattiti e Polemiche, Guerra a pace, Idee e riflessioni |

«Odio la democrazia».

di Carlo Fetonti

Riflessioni su alcune affermazioni del caso LIbia. Gino Strada dice cose giuste ed altre un po’ meno. Ad esempio il paragone con la mafia non è pertinente con la questione in atto, poiché la mafia non è lo Stato almeno in teoria, e l’articolo 11 della Costituzione italiana ammette l’intervento armato in un concerto sovranazionale che andremo a spiegare meglio.

Il problema, che certamente esiste e che può essere strumentalizzato specialmente se ancorato con il principale business in circolazione, cioè il petrolio, può essere sintetizzato così: che fare quando a casa del tuo vicino stanno facendo le coltellate?

a) Cerco  d’intervenire, ma a mio rischio e pericolo con tutte incognite del caso;

b) chiamo i carabinieri, i quali possono intervenire e se non riescono a fermare i coltelli possono arrivare a sparare.

Ovviamente i carabinieri posso chiamarli perché esiste lo Stato. Che cos’è lo Stato? È il «patto» che i cittadini hanno sottoscritto e accettato per cui affino a un ente terzo la regolamentazione delle dispute che avvengono a livello individuale e collettivo. Mi risulta che Hobbes e Locke abbiano scritto libri in proposito nel ‘600.

Ma esiste uno Stato degli Stati? Dovrebbe essere l’Onu, che purtroppo non ha nessuna credibilità democratica poiché, tanto per fare un esempio, in essa votano Stati che al loro interno non ammettono il libero voto e Gheddafi era il presidente della commissione (o qualcosa del genere) per il rispetto dei diritti umani. Senza parlare dei diritti di veto, del principio di rappresentanza per cui l’India (senza scomodare la Cina per evidenti contraddizioni sui diritti umani) ha peso come la Francia che ha un popolazione che è meno di un ventesimo della suddetta.

Quindi non essendo l’Onu un’istituzione democratica non può che partorire decisioni pasticciate, macchinose e ambigue,  strumentalizzabili da interessi economici e militari. Il principio  di non interferenza citato da Massimo Fini in un altro post («fino a qualche decennio fa era acquisito il principio della non ingerenza militare negli affari interni di uno Stato sovrano, tradotto poi, solennemente ad Helsinki, nel 1975, nel diritto dell’Autodeterminazione dei popoli») ha valore relativo, soprattutto se si accetta di partecipare a uno Stato degli Stati con regole democratiche. Uno stato che spara sui suoi cittadini che manifestano, poiché chiedono democrazia, non può essere accettato né difeso in nome della democrazia. Quindi esiste il diritto in nome dei diritti umani, cioè di democrazia, d’intervenire anche nelle questioni interne degli stati poiché i diritti umani non possono essere considerati questioni private, ma questo non vuol dire interventi armati se non dopo un’azione politica coerente cioè non ipocrita.

A parte il fatto che questi dittatori li abbiamo armati noi, come mai di fronte alle decisioni di embargo e di sanzioni economiche da parte Onu, Gheddafi ha minacciato di vendere il petrolio ai cinesi ed agli Indiani? Si sono questi Paesi rifiutati? Quanto resisterebbe il regime della Libia se non potesse più vendere il petrolio? Un intervento armato avrebbe senso contro un dittatore armato di missili e bombe atomiche? Ovvia quindi la necessità dell’Onu di darsi una politica, cioè un sistema di regole democratiche  vincolanti, condivise ed uguali per tutti e questo vuol dire, piaccia o no, definire la democrazia dello Stato degli Stati.

In definitiva, la democrazia si può esportare solo se prima la si è importa e la si rispetta a casa propria, altrimenti si finisce per mettere in circolazione merce avariata e come assistiamo abitualmente anche, voglio essere buono, con le migliori intenzioni. L’incapacità d’imporre un’azione politica efficace perchè metterebbe in gioco gli interessi economici dei singoli Paesi porta prima o poi a questi tipi d’interventi, cioè alla merce avariata di cui parlavo sopra.

Per finire ricordo che le insurrezioni armate interne agli Stati, anche fatte nel nome della libertà, quasi sempre finiscono male di fronte agli eserciti bene armati dei dittatori e queste sono cose che la storia ci ha insegnato e di cui occorre tenere conto.

Il pacefondaio

La vignetta di Giannelli sul Corriere della sera del 26 marzo 2011.

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11 Commenti

  • Oliviero Diliberto
    Diliberto: “La FdS aderisce all’appello di Emergency”
    “IL 2 APRILE IN PIAZZA CONTRO LA GUERRA” “A nome mio personale e della Federazione della sinistra aderisco all’appello lanciato da Emergency per una grande giornata di mobilitazione nazionale contro la guerra per il 2 aprile prossimo…
    .

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  • Ciao Carlo,
    vorrei solo parlare dell’articolo 11 della Nostra Costituzione, proprio per la difesa di essa siamo scesi in piazza pochi giorni fa.
    L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.

    pace e la giustizia fra le Nazioni questo fra le Nazioni come lo intendiamo??? tra le tribù di un unico stato?? ( con un dittatore sanguinario, riverito ed armato dai paladini dei diritti del popolo libico )

    con stima
    Raffaele Pizzati

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  • avatar carlo fetonti scrive:

    Ciao Raffaele
    ti faccio notare che difendere un popolo da un dittatore spietato non può essere considerato come “un’offesa” alla libertà degli altri popoli”( come dice la Cost.).Secondo non siamo di fronte ad una controversia tra stati ma all’interno di uno stato.
    Se di fianco a casa tua si stanno sgozzando non puoi rimanere indifferente,se sei da solo cerchi di fare il possibile,se puoi ovviamente chiami i carabinieri che nella fattispece sarebbe la polizia internazionale tipo ONU.Come si fa ad “assicurare la pace e la giustizia “(art.11) nel caso libico ed in altri casi di genocidi come quelli africani ai quali abbiamo assistito indifferenti perchè non provvisti di petrolio? L’Italia ovviamente può partecipare ad azioni di polizia internazionale gestiti con regole democratiche? Un caccia che spara un missile su un carroarmato può essere considerato come atto di polizia internazionale? Direi di si, solo che l’ONU è un baraccone in cui le regole della democrazia sono optional e non regole vincolanti uguali e rispettati per tutti.Chiaramente il discorso comunque rimane relativo poichè non è applicabile veso paesi dotati di atomiche e missili. Verso i quali dovrebbe valere sanzioni economiche e pressioni di tipo politico fatte ed applicate da tutte le democrazie internazionali,ma qui torniamo al punto di partenza cioè che non esiste una organizzazzione internazionale democratica che si possa considerare come lo Stato degli Stati.La democrazia non la si esporta, ma la si difende e la si promuove.

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  • Ciao Carlo,
    Lo dici tu stesso, la Libia è UNO STATO/NAZIONE e ribadisco che secondo me l’art. 11 della Carta Costituzionale sancisce la possibilità di intervenire militarmente… in condizione di parità con gli altri Stati… ( e qui potremmo discutere anche del ruolo e peso specifico di ogni singolo Stato interventista, ancora senza il cappello della NATO ) ..per assicurare la pace e la giustizia fra le Nazioni; … ( ora se i costituenti han sancito FRA LE NAZIONI un motivo ci sarà… è da intendersi intervenire in caso di conflitto tra 2/ più Nazioni… La Libia è uno (1) Stato composto da tre tribù )
    Possiamo pure circumnavigare la Costituzione ma non lamentiamoci se lo fanno altri, Carlo vedi non sto discutendo se è giusto o sbagliato intervenire, dico solo da cittadino italiano che ( secondo me ) non si poteva!!!
    Raffaele

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  • avatar carlo fetonti scrive:

    Ciao Raffaele
    diaciamo così che l’art. 11 dice che l’Italia individualmente può difendersi ma non offendere con la guerra, può usare la violenza nell’ambito di organizzazzioni internazionali , aimè non specificate,con ordinamento che assicuri la pace e la giustizia (da notare) tra le nazioni.La parte finale contraddice sicuramente in parte con l’affermazione iniziale e la distinzione di pace tra le nazioni e di pace dentro una nazione mi sembra non chiara anche perchè c’è una possibilità reale della scissione della Libia in due stati.Uno stato che vive sotto una dittatura è ovviamente sempre qualcosa d’incerto.
    Ci può essere pace e giustizia tra le nazioni quando non c’è pace e giustizia dentro le nazioni?Gheddafi ha usato o no il terrorismo a livello internazionale?
    Francamente direi che la cosa non mi sembra chiara.
    Per concludere voglio dire che io non credo che la violenza sia il modo migliore per risolvere le questioni internazionali ,condivido il pacifismo in linea di principio ma di Gandhi in giro non ne vedo molti in circolazione .Quello che occorre stabilire sono delle regole per cui dietro l’intervento della violenza legittimo non si nascondano altri interessi che nulla hanno a che fare con i diritti umanitari.Oltre al fatto ,già sopra ricordato, che in certi casi non si può neanche usare legittimamente la violenza perchè troppo pericoloso.Quindi la necessità di riorganizzare la pressione politica e quindi dell’ONU penso sia la cosa prioritaria che abbiamo di fronte. Altre cose ci sarebbero da dire sul modo con cui Sarcosy e Cameron lo stesso Obama hanno utilizzato i loro caccia mandando i piloti a rischiare la vita.Sono piloti che hanno scelto liberamente o comandati?

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  • avatar carlo fetonti scrive:

    P.S.
    Gheddafi ,comunque credo che la sua guerra la stia vincendo nel senso che a lui interessava arrivare ad una trattativa , ad un suo riconoscimento come interlocutore e non essere processato.Vediamo se mi sbaglio…

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  • Ciao Carlo,
    Col dialogo si approfondiscono meglio i concetti, e qualche dubbio sorge tra delle certezze che sembravano granitiche;
    La certezza della possibilità di entrare in guerra, da parte dell’Italia, non è più cosi sicura come ce l’ hanno fatta intendere… ( ribadisco secondo me l’art 11 sancisce il contrario ) e anche se Gheddafi è ( ma lo era pure prima ) un tiranno del popolo libico ed un terrorista internazionale lo si doveva fermare in altri modi…quali?? Col blocco dei beni all’estero, con l’embargo petrolifero ed una commissione ONU in Libia. Ora speriamo che il conflitto cessi il prima possibile, e soprattutto speriamo di non trovarci tra poco a chiederci se sarà giusto/opportuno intervenire in Siria o nel Bahrain.

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  • avatar carlo fetonti scrive:

    Ciao Raffaele
    riflettendo a volte si capisce meglio.
    Se l’art. 11 si fosse fermato alla prima proposizione (L’italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà e (soprattutto) come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali) la cosa era inequivocabile.Ma la seconda parte mi fa rientrare dalla porta quello che era uscito dalla finestra.
    Quello che questione Libica ha messo in evidenza come concetto di riferimento
    della politica di quel baraccone che è l’ONU,è il fatto per cui se uno Stato spara le cannonate sul proprio popolo lì è guerra, e dove c’è la guerra li esistono,di fatto, due stati.E’ pure vero che dove c’è il petrolio li è sicuramente più facile intervenire……

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  • avatar emmecibi scrive:

    [quote] E’ pure vero che dove c’è il petrolio li è sicuramente più facile intervenire…… [/quote]

    e il Darfur ne è la prova provata

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  • Noto con piacere ( o dispiacere) che il Presidente della Repubblica non cita l’articolo 11 della costituzione per giustificare l’intervento armato ( guerra) in Libia…
    Napolitano: “Intervento legittimo”. In giornata (29 marzo 2011) il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha difeso l’intervento internazionale in Libia. “Il mondo non poteva assistere senza reagire alle molte vittime e alle distruzioni massicce inflitte dal leader libico alla sua stessa popolazione – ha detto il capo dello Stato di fronte all’assemblea generale dell’Onu – il capitolo 7 della carta delle Nazioni Unite contempla specificamente l’uso della forza per mantenere la pace e la sicurezza internazionale”.

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  • avatar carlo fetonti scrive:

    Su Napolitano
    Visto che Napolitano è il garante della Costituzione è da presumere che pensi il comportamento dell’Italia come rispettoso dell’art.11.O perchè l’italia non ha sparato direttamente (ma ha concesso le basi a quelli che sparavano) o perchè lui pensa che poteva farlo legittimamente.Non è dato sapere.Comunque dalle sue dichiarazioni mi sembra chiaro il suo atteggiamento favorevole,almeno in linea di principio, per l’intervento armato e se qualora fosse anticostituzionale ,chiaramente pensa che tale articolo andrebbe modificato.Se non mi sono sbagliato direi che questa è la situazione.Approfitto per fare una considerazione sulle affermazioni grottesche di Gheddafi nel paragonare l’intervento armato ad Hitler.Evidentemente basterebbe fargli notare che il dittatore è lui come Hitler e che il libero voto è lo strumento che permette al popolo di scegliersi chi deve governare.Vi risulta che qualche politico “volenteroso” cioè interventista abbia risposto a tali affermazioni?Vi risulta che Tripoli sia stata bombardata di volantini che piegasseo ai libici tali semplici differenze? Se non avverrà sarà il segno(uno dei tanti) che la “democrazia esportata”è merce avariata.

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