Ma quale solidarietà ai ribelli libici, è il petrolio che ci preme
Bengasi. Un’insorta spara agli aerei di Gheddafi.
di Giovanna Galli
Meno di sette mesi fa il rais Gheddafi veniva accolto dal presidente del nostro governo con festeggiamenti da molti ritenuti esagerati. Tutti ricordano la tendopoli a Roma, l’esibizione delle Fiamme tricolore, l’offerta di giovani donne, il baciamano di Berlusconi.
Oggi, 19 marzo l’Italia ha acconsentito all’uso delle nostre basi militari e il ministro Ignazio La Russa ha addirittura dichiarato che i nostri aerei sono pronti a partire in 15 minuti.
Restano molti gli interrogativi di questo mutato atteggiamento.
Gheddafi era un dittatore crudele anche sette mesi fa quando si sapeva bene come trattava i suoi sudditi.
L’Italia appartiene ad una coalizione di cinque stati insieme agli Stati Uniti, al Canada, alla Francia e alla Gran Bretagna.
Ribelli asserragliati a Bengasi pronti allo scontro finale.
È imbarazzante il silenzio del nostro presidente del Consiglio che non si è sentito in dovere di parlare alla nazione, a parte alcune sue battute fatte più per tranquillizzare la gente che per spiegare ciò che si sta facendo. «Gheddafi non ha i mezzi per colpirci», ha dichiarato in modo rassicurante da Parigi e poi ha aggiunto di essere convinto che non ci sarà bisogno dell’intervento diretto dell’Italia.
Preoccupante appare anche la divisione interna al nostro esecutivo: il ministro Bossi non ha condiviso il comportamento dell’Italia e contrariato ha dichiarato: «Io penso che ci porteranno via il petrolio e il gas e con i bombardamenti che stanno facendo verranno qua milioni di immigrati, scappano tutti e vengono qua».
Arrivano i nostri. I raid degli aerei della coalizione hanno ridato speranza ai ribelli.
La situazione in Italia appare alquanto strana: la maggioranza è letteralmente spaccata in due e il governo trova in elementi della minoranza consenso all’attacco alla Libia. L’impressione che si ha è che partecipiamo a questa operazione senza convinzione, come se fossimo in un certo senso obbligati a farlo.
Non abbiamo idea di quanto tempo durerà l’operazione «Odissea all’alba» e nemmeno quali saranno le conseguenze.
La speranza è che la diplomazia faccia la sua parte e convinca Gheddafi a ritirarsi ma sinceramente non ci crediamo molto: le risorse di petrolio libico sono una bella attrazione e l’occidente non ci rinuncerà. Voler far intendere che ci siano solo obiettivi di solidarietà ai ribelli libici e di lotta per la libertà mi sembra un po’ meno credibile.















Cara Giovanna,
contro la guerra in Afghanistan, da studente del Liceo al terzo anno, avevo detto peste e corna, per poi, in parte, correggere il tiro. Contro la guerra l’Iraq, da studente all’ultimo anno del D’Annunzio di Fidenza, avevo manifestato fuori e dentro la scuola, avevo scritto qui e la, mi sentivo in un Occidente post 11 settembre da cui mi sentivo distante.
Oggi fatico di più a capire i contorni di questa situazione. Un giorno i nostri leader dicono una cosa, il giorno dopo tutto il contrario. Un giorno “baciamo le mani” e il giorno dopo facciamo finta di niente e mandiamo qualche caccia.
Diciamo che non vogliamo vedere immigrati sulle nostre coste, diciamo che le risorse energetiche ci interessano molto e che Gheddafi ci sta a tutti molto antipatico. Basta questa frase per spiegare il perchè manca un’indignazione. Perchè a nessuno frega niente e che, il massimo che si può fare, è guardare con distanza (e un po di finta paura) quanto sta succedendo.
Ho letto Gino Strada, Vendola, qualche opinione del movimento pacifista. Ho letto anche Beppe Grillo. Voci sparse e si capisce molto poco.
Io dico che da parte mia odio la guerra e odio Gheddafi. Con meno prese in giro probabilmente avrebbero potuto sbarazzarsi di questo osceno personaggio già molti anni fa. Il problema però è sempre lo stesso: non gliene frega niente a nessuno. Finchè a non essere toccato è il portafoglio. Sempre quello, unico protagonista delle vite di questi “nobili” leader.
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ciao giovanna noi ci conosciamo il tuo intervento su nave corsara e molto efficace ed illustra benissimo la situazione in cui l’italia si e venuta a trovare e o l’impressione che alla fine a rimetterci oltre al popolo libico sia l’italia.
questo è dovuto a parer mio all’tteggiamento del governo italiano il quale anche se non esplicitamente fin dai primi giorni della repressione a sostenuto gheddafi o comunque non a duramente condannato il regime di libico.
se non ricordo male il presidente del consiglio disse di non aver telefonato al lider libico per non disturbarlo ma soprattutto una cosa che è passata molto in silenzio rigurda un fatto che non ricordo su quale rete televisiva o visto ma che può rispecchiare molto l’ambiguita dell’esecutivo.
quando nei primi giorni della rivolta pareva che gheddafi cadesse da un momento o l’altro in fretta e furia una nave cargo italiana veniva fatta rientrare
da barcellona al porto di genova qui caricata di materiale e spedita subito verso tripoli cosa portava laggiù ? di quella nave non sene è mai piu parlato.
con questo non voglio dire che abbia portato armi ma la coincidenza mi pare strana.
contemporaneamente sempre il nostro esecutivo sembrava reticente nel riconscere i ribelli quando invece l’opinione publica mondiale aveva preso un altra strada
e faceva da freno quando si stava pensando da parte dell ‘onu di intervenire.
questo atteggiamento alquanto ambiguo dovuto forse al fatto dei stretti rapporti che personalmente il premier aveva con il lider libico ( il baciamano a fatto il giro del mondo ) a fatto si che agli occhi dei ribelli fossimo dei sostenitori del regime libico .
quando alla fine si è deciso di intervenire trovandosi davanti al fatto compiuto il nostro governo è stato costretto a cambiare politica concedendo le nostre basi in fretta furia e cio a scontentato gheddafi che dall’italia si è sentito tradito .
che l’opzione militare sia giusta o meno lo sapremo in futuro sta di fatto che una soluzione politica oramai mi pareva impossibile gheddafi stava vincendo la guerra e sappiamo bene che tipo di persona è.
purtroppo e dico purtroppo l’onu l’unico mezzo che a per fa rispettare le sue risoluzioni è la nato e la nato sappiamo da chi è retta .
l’unica cosa che si poteva fare forse era coinvolgiere maggiormente la lega araba e l’unione africana anche per non andare a colpire troppo la scuscettibilita del mondo arabo il quale lo vedrebbe solo come la solita guerra contro di loro.
chi in prima persona si è esposta quando tutto sara finito andra ingiustamente all’incasso e ci andra a spese dell’italia troppo schiacciata su gheddafi e poi repentinamente passata dll’altra parte.
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E’ così faticoso rileggere ciò che si ha scritto ed eventualmente correggere gli errori commessi? Costa tanta fatica cominciare un nuovo periodo con la lettera maiuscola?O nessuno mai ti ha spiegato qual’è il tasto,a sinistra della tastiera,che ti consente di eseguirla? No,perchè è probabile che tu intenda esprimere concetti interessanti,ma così risulti illeggibile Ivan…scusa:ivan.
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Giusto richiamo, FF. Però è bene che anche tu sappia che qual è si scrive senza l’apostrofo. Per insegnare, bisogna essere irreprensibili. Scusa l’appunto, ma tanto ti dovevo per farti figurare al meglio.
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Emma,ti assicuro che sono assolutamente intransigente verso ogni tipo di integralismo.Tuttavia ho sempre tollerato gli integralisti lessicali,forse perchè assolve la mia coscienza dal ritenersi integralista a sua volta.
Ma nulla potrà impedire l’irruzione del “qual’è” nello scrivere comune moderno. Nessun insegnante si è mai sognato di correggermelo;penso intuissero che scriverlo con,o senza accento,dipende esclusivamente dall’emotività dello scrittore.E’ meglio che ti ci abitui.Vedrai che ,a breve,anche tu ne coglierai l’intrinseca raffinatezza stilistica.
Il tuo esercizio di retorica con me non attacca ma,stai tranquilla, avrai tanti sodali al tuo fianco:un figurone.
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vedro la prossima volta di essere un po più chiaro con te franco..
mettendo le maiuscole, visto che fai fatica molto leggiere .
scusa franco
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Spiace dirlo ( perche’ poi?) ma Bossi e’ quello che ha fatto l’analisi migliore.Alla fine potrebbe benissimo avere ragione Lui.
NON sono leghista pero’.
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Spiace dirlo, però i Leghisti col loro populismo e il loro qualunquismo interpretano il pensiero “basso” del popolo. Anche quando sopportano il rais di casa perchè gli conviene. A loro (e ai loro elettori) il capire qual è il limite nel farsi trascinare nel dispotismo ignorante del “potere esercitato biecamente”, perchè non dimentichino che se i loro compari vivono politicamente di alterigia, loro vivono di popolo che certe cose ci dan fastidio. Per quanto riguarda l’Italiano corretto sintatticamente non credo che il blogghista sia tenuto a seguirlo. Però quando si tratta di farsi capire meglio usare punti, virgole e maiuscole. Altrimenti la comunicazione è stentorea.
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Per Giovanna Galli il problema è sempre il governo (peraltro vergognoso e senza appello e non solo oggi). Vogliamo anche parlare del Metternich di Bettola capo dell’opposizione (???). Vogliamo parlare di un giornale come l’Unità passato da Antonio Gramsci a Concita De Gregorio? Vogliamo parlare di Kossovo, uranio impoverito e Massimo D’Alema? Vogliamo parlare di una sinistra (assolutamente maggioritaria) pronta a svendere (privatizzare si dice oggi) agli oligarchi angloamericani i gioielli di casa quali Eni e Finmeccanica? Il tifo va bene allo stadio, la politica è un’altra cosa.
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Bhe dai sei entrato in un campo bello minato e sei saltato per aria, documentati , con : Bulgari (ceduta ai francesi), Parmalat ( francesi al 29 % , ormai spacciata ) , Mediobanca /Generali en danger .E oggi come oggi l’odioso baffetto poco c’entra o governa ancora lui e il Mortadella?
Vedi Gotri ( ci conosciamo , ci conosciamo) noi di sinistra sappiamo criticare i nostri penosi leaders , Voi di destra vi bevete di tutto , anca el mes ven!
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Vede Gotri lei mi accusa a priori di fare il tifo ma questa volta sbaglia e alla grande. Non condivido per niente l’intervento in Libia – condiviso dall’opposizione e quindi anche da Bersani – Avrei tentato qualunque altra strategia economica e politica –
Detto questo, però, ritengo inqualificabile il comportamento di Berlusconi e di tutto il suo governo che compatto l’ha sostenuto: indegna l’accoglienza che è stata fatta a Ghedafi, indegno il baciamano e tutto quello che lo accompagnava.
Non capisco, infine, la battuta sul quotidiano l’Unità che non leggo quasi mai.
E alla fine le chiedo perchè non entra nel merito della questione che ho sollevato io invece di tirarmi fuori tutti gli errori del Pd?
Lei ha condiviso l’attacco aereo? E’ convinto che si tratti di solidarietà con gli insorti o piuttosto di puro interesse per i pozzi petroliferi?
In un clima come questo la divisione tra Bossi e Berlusconi la lascia indifferente?
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Caro FF, non spacciarti per rifondatore di uno stil novo, sei solo uno sbruffoncello che ha avuto insegnanti sbagliati, cioè ignoranti come te. Non montare in cattedra, dai prova di essere maschio, ammetti l’errore e non farla tanto lunga ingarbugliandoti in frasi senza senso.
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Onestamente sono molto permaloso,a costo di arrampicarmi sopra un grattacielo di specchi.Ma allo stesso tempo,l’etica non mi permette di risultare offensivo nei confronti di chi mette a dura prova il mio orgoglio personale,del quale sono uno strenuo difensore.Chiedo scusa sia a te,Emma,che a ivan.Viva la libertà d’espressione,in tutte le sue forme,anche in quelle più naif.E chiedo scusa anche a Giovanna Galli,per lo spazio che ho sottratto al dibattito da lei avviato e dal quale mi astengo dal partecipare.Il nostro peso politico nel Mediterraneo si è notevolmente ridotto dai tempi in cui potevamo permetterci di puntare le armi contro gli alleati americani e i nostri Presidenti del Consiglio avvertivano telefonicamente il rais degli eventuali attentati nei suoi confronti.Allora il bene della Nazione era tutelato,nell’interesse di tutti i cittadini,da gente che sapeva fare politica estera(perpetuare il male per il benessere del paese).Oggi siamo ridotti così,come sottolineato da Giovanna. Cmq Emma,io non sono uno sbruffoncello.Ti sia kiaro!Ecco…
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Cara Emma, come innanzi scrissi non ritengo un dovere nella comunicazione informale di rileggere necessariamente le frasi per correggere gli errori. Se analizzi la mia di sopra scrittura troverai una frase senza il verbo, però ti assicuro che se ne sarebbero accorti un lettore su venti. Qui credo che il confronto sia ontologico, non sintattico, ovvio che chi conosce l’oratoria e la grammatica si esprime più compiutamente. Tornando a Giovanna e a Gheddy (per gli amici, e in Italia ne ha avuti tanti nel corso degli anni, da Bettino a baffetto, da mortadella all’ “inarrestabile” macchietta) è ben chiaro che ci abbiamo fatto una magra figura, ma che ormai ci siamo rassegnati. Qualcuno vuol riconoscere che il gobbo non solo porta fortuna, ma è stato un grande statista che rimpiangiamo ancor prima del coccodrillo ?
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Cari scriventi (e parlanti?) un tanto al chilo vi regalo una frase di Nanni Moretti tratta da Palombella rossa: “Chi parla male, pensa male e vive male. Bisogna trovare le parole giuste: le parole sono importanti”.
Cari China e FF, un linguaggio è fatto di segni convenzionali (e qui ci si può mettere d’accordo), ma anche di parole dal significato inequivocabile, per cui a un determinato termine possono corrispondere anche diversi significati, ma decisi prima, non nel momento stesso in cui li usiamo, secondo il nostro arbitrio che qualcuno può chiamare emotività. Se no si fa confusione e si finisce come a Babele. Nel caos linguistico totale.
Esempio stupido, ma basato su fatti accaduti. Se “leggiadro” vuol dire bello, aggraziato, gentile eccetera noi non possiamo usarlo per dire “persona cui piace leggere”, solo perché pensavamo volesse dire pure quello o ci piaceva pensare che si potesse dire e non abbiamo chiesto conferma al dizionario perché ci dispiaceva disturbarlo per così poco dato che è sempre tanto indaffarato a catptare la polvere sul ripiano più alto della libreria del libraio.
Una lingua in perenne movimento, che non si ancora mai a un dato momento storico, a uno strato di società, crea solo confusione e incomunicabilità tra le persone. E mi pare che sia proprio questo quel che sta accadendo. Dentro e fuori dei blog. Quello che sto dicendo è poco “ontologico” (?), caro China? Allora sappi che se ci fossero meno fraintendimenti a livello lessicale, ci sarebbero meno bombe. Detto in altro modo, se ci fosse più diplomazia, cioè più uso della lingua al posto dell’uso delle armi, ci sarebbe anche più pace e meno guerra. La lingua è complicata perché la vita lo è. Ma parlare corretto non è parlare complicato. È parlare chiaro. È rispetto del prossimoo, oltre che di se stesssi. E in questo modo non si danno argomenti a un interlocutore sempre pronto a dire: non mi avete capito, sono stato interpretato male. Prova a parlare come si deve e vedrai che tutti ti capiscono. A parte il fatto che la persona bene educata non dirà mai: “VOI non avete capito” bensì: “FORSE MI SONO SPIEGATO MALE”, che è ben diverso. O anche le buone maniere sono state soggette a qualche sbrigativa riforma, dentro e fuori il blog?
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Credo che con prossimoo tu intenda “prossimo venturo”.Vedi:io le licenze lessicali sostanzialmente le so interpretare e tollerare
E non dire che sei bruttina:in realtà hai delle antenne molto belle.Anch’io avrei voluto avere un avatar fico come quello di Filippo Fritelli o Puke58,ma mi accetto per quello che sono..c stai dentro Sorella,scambiamoci i numeri di cel!
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Il conflitto dopo il baciamano
Dunque siamo in guerra con la Libia perché Berlusconi voleva farsi perdonare dagli alleati il baciamano a Gheddafi e ai suoi giacimenti di petrolio. Siamo in guerra perché Francia e Inghilterra hanno acceso i motori e nessuno (cioè Frattini) ha avvertito Berlusconi che ha dovuto rincorrerli con lo zelo dell’ultimo arrivato. Siamo in guerra perché la signora Merkel che ha tenuto la sua Germania fuori dai guai, non può vedere Berlusconi e meno che mai sedersi con lui in una stanza da soli. Siamo in guerra perché Berlusconi vuole infilarsi nei nuovi contratti energetici da stipulare con il prossimo regime senza farsi fregare troppo da francesi, inglesi e marines. Siamo in guerra perché Berlusconi, che è diventato lo zimbello d’Europa, non ha più niente da perdere tranne le proprie catene.
Non ha una maggioranza in Parlamento. Non ha una opposizione. Non può farsi vedere in pubblico senza essere fischiato. È solo. Sta appeso a quattro processi in corso. È ricattato da due dozzine di deputati che aspettano il rimpasto dal ragionier Spinelli, e da trentadue sgallettate che possono abbatterlo in un minuto con un iPhone. Poi naturalmente siamo in guerra per difendere la democrazia e siccome ne abbiamo in abbondanza, anche un po’ esportarla.
Il Fatto Quotidiano, 22 marzo 2011
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Ke al posto di “che” va bene per gli sms. Stentorea è una voce chiara e forte. Per dire che qualcosa costa sofferenza o che si fa con difficoltà (per esempio leggere i pensieri di chi non sa scrivere), si dice «stentato». La lingua si modifica, è vero. Ma non tutti i giorni, non in peggio. E non si scrive a orecchio. Sempre meglio farsi guardare le spalle da un dizionario. Se no, si cade sotto i colpi delle maestrine dalla penna rossa. Che ci volete fare, essendo bruttina, mi sfogo così. Perciò, caro FF, non cercare di farmi la corte.
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Quando ho scritto Stentorea intendevo esattamente stentorea (cioè ad alta voce con tono fortemente affermativo, senza lasciare spazio al contraddittorio). Quando ho scritto ontologico (?) intendevo lo studio di ciò che è. Quando parlavo di errori del blog intendevo il tuo prossimoo con due o. Quando penso all’argomento del blog (introdotto sapientemente dalla Galli), credo che ci stiamo perdendo. Non solo condanni gli errori, ma li interpreti nelle intenzioni degli scriventi. Comunque penso che quello che hai scritto sia giusto e non in contraddizione con quello che ho scritto io. Non ti faccio la corte per non fare uno sgarbo a Franco. Cercherò di migliorare le mie conoscenze e a starci più attento a quello che ci scrivo così non mi sbaglio mica. Chiedo venia, spero che qualche duno mi capisca lo stesso.
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A Puke
dovresti saperlo, e non è che ce l’abbia con te, ma di quale sinistra parli visto che ce ne sono diverse.Quella di Casini per caso?Ma soprattutto che serve la sinistra o la destra visto che ciascuno nella vita può rispondere solo di se stesso?Con la sinistra e la destra invece qualcuno risponde anche per gli altri e dice agli altri come deve comportarsi.Evidentemente vi piace che qualcuno vi dica come dovete votare.Su questo sinistra e destra sono uguali.Ma se sono uguali perchè chiamarli con un nome diverso? Se avete dei dubbi digitare il tag “differenza tra democrazia e partitocrazia” leggere e poi rispondere sia che vi dichiariate di sinistra o di destra o…di centro.
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hai 1 minuto e 40 secondi per poterlo ascoltare?
Gino Strada: no a questa guerra, ecco cosa si doveva fare – Video – Repubblica Tv – la Repubblica.it
tv.repubblica.it
I bombardamenti sulla Libia, parla il fondatore di Emergency. Intervista di Giuseppe Ferrante
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Condivido l’analisi di PUKE. Bossi ha ragione e la Francia sta cominciando a sgionfare. BNP Paribas da anni concede leasing molto vantaggiosi per l’acquisto di beni industriali e così facendo entra di fatto nelle aziende. Credit Agricole, Lactalis, Bulgari, i miliardi di nostro debito pubblico in mani loro (fonte beppe grillo). Se saltano gli accordi economici con la Libia noi saremo meno autonomi nei confronti della Francia. Gheddafi ha un pregio: al di fuori della sua Libia non rompe le balle più di tanto. I francesi invece, che con tanta prontezza si sono mobilitati appena han visto che Gheddafi forse se la sarebbe cavata, approfitteranno della nostra inconcludenza politica ed economica per riempire di manager LORO le NOSTRE stanze dei bottoni.
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A questo punto vorrei fare una mia considerazione sulle presunte ragioni di Bossi, visto che la Lega Nord ha ora aperto e quindi è a favore dell’intervento in Libia purchè chi fugge dalla guerra non abbia riparo nella nostra penisola, ribadendo poi che andranno però tutelati gli accordi energetici con il paese di Gheddafi. Come fare non si sa?
Oggi no, domani si… posdomani si vedrà. Evvai, altra posizione che muta nel giro di poche ore. Fra l’altro come se nessuno sapesse che l’unico vero obbiettivo erano i migranti.
“Sembra” l’ennesima posizione ambigua e propagandista (incoerente!!!) di chi cerca di accontentare tutti… fra poco si vota, che combinazione.
Premesso che sono contrario alla guerra e a questa ennesima farsa non per le motivazioni espresse dal Senatur ma per principi molto diversi… (alla fine vedo che l’essere d’accordo o meno è esclusivamente legato ad interessi economici, come il Capitale insegna)
A perte che il Ministro La Russa va accontentato, altrimenti tutti quei milioni di euro spesi per i loro bomberdieri a cosa sono serviti?
Praticamente il messaggio dei leghisti sarebbe quello di accettare questa guerra, questo intervento militare: che poi ci siano civili e cittadini che fuggono dalle bombe, che si vada a peggiorare una situazione già difficile, che si partecipi ad una spartizione di risorse di uno stato invaso e non più indipendente, che si aggredisca uno stato sovrano e che a pagare sarà la gente poco importa, l’importante è che non arrivino i clandestini (non sfollati, mi raccomando signor Bossi, usiamo il giusto termine ad effetto) e che stiano a casa loro a respirarsi il nostro uranio impoverito che qui ci sono i nostri privilegi da difendere a tutti i costi, voti quel che voti.
Clandestini, popolo proColonnello o reazionario, la Lega Nord e l’occidente vi chiede e vi ordina di sopravvivere ai bombardamenti, di respirare il meno possibile per salvaguardare la vostra salute, di stare al vostro posto e non venrci a rompere le balle. Fra poco o molto, non sappiamo ancora, arriverà il messia e saranno “dollari” per noi e sempre cazzi per voi!
Forse sono io che sono prevenuto verso la Lega Nord, dico forse, perchè resto obbiettivamente esterrefatto dal banalismo generale e dalla cupidigia di questi Padani Liberi!
Ma io mi chiedo, questi diplomatici, questi esperti di politica estera e di diplomazia internazionale cosa ci stanno sulle loro costose poltrone se al primo problema l’unica e sola soluzione che hanno sono sempre le bombe??
Chi sono questi insorti, qualcuno ce lo vuole spiegare? Chi li ha “finanziati, armati e motivati”?
C’è un programma politico di questi insorti per il dopo Gheddafi?
Hanno già deciso che burattino mettere in Libia al suo posto?
Come mai in Yemen e in Barhain a differenza della Libia si sono appoggiati i governi che sopprimevano i manifestanti?
Franco Francuti, cosa ne pensi? E smettila di perdere tempo con le tue lezioncelle sulla grammatica e sulla punteggiatura… nemico del popolo!
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Bossi ha ragione? Mi sembra che la Lega abbia votato favorevolemtne al senato sull’intervento militare in Libia. Quindi le belle parole di Bossi come al solito rimangono solo parole..
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Personalmente mi riferivo a quanto riportato da Radio 24 qualche giorno fa’ secondo cui Bossi aveva affermato :ad Inglesi e Francesi andra’ il petrolio e il gas, agli Italiani andranno i clandestini.
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Il così poco lungimirante commento di Bossi,all’alba dell’intervento francese su Bengasi,mi ricorda un po’ quello dei bambini quando si restituisce un giocattolo che non gli appartiene,al legittimo proprietario:calci,grida,pianti disperati.Ma la Lega non è più Bossi.Rimane fondamentalmente un partito ideologico:l’unico sopravvissuto all’area destrorsa del parlamento.Ma che per sopravvivere ha dovuto ingoiare questo impianto ideologico e consegnarsi al proprio elettorato,che lo sta riplasmando a propria immagine sul territorio.Un elettorato che ha da tempo archiviato la questione “padania” e che soltanto tollera le uscite folkloristiche dei suoi rappresentanti governativi(vedi la letterale fuoriuscita dal parlamento durante le celebrazioni dell’Unità d’Italia).
Una cosa molto curiosa che ho notato domenica,portando il mio culo borghese sulle piste da sci trentine,è stata il vedere decine e decine di bandiere italiane,più altrettante decorazioni fatte in casa,sventolare da finestre e balconi,di tanti piccoli comuni del bresciano.Una triste e solinga bandiera padana sventolava da una sede del carroccio deserta,stritolata da questo tripudio verde,bianco e rosso.
Ti assicuro che,rispetto a quello che si è visto a Fidenza,c’era da arrossire dalla vergogna.
In realtà è indubbio che il rovesciamento di Gheddafi sia la nostra unica speranza di un futuro di immigrazione più controllata.I paesi della costa mediterranea dell’Africa sono pronti per giocarsi la carta della democrazia:l’avvento dell’Era delle Comunicazioni ha riempito il gap secolare che ci distanziava da queste genti.E’ il cuscinetto che sarà cruciale all’Europa per arginare le popolazioni africane ancora dormienti all’interno dell’immenso continente africano ma che,più prima che poi,erutteranno a caccia di libertà e benessere.
Certo Geddafi ci è stato comodo per decenni,così come Ben Alì e Mubarak lo son stati per la Francia.Ma nemmeno noi possiamo più permetterci di essere soggetti alle bizze del diabolico raìs,che poteva usare a scopo di estorsione l’invio dei profughi africani sulle nostre coste.Bisogna tentare un ricambio.
Nessuno sa chi siano questi “ribelli” della Cirenaica,caro compagno(di mangiate e bevute) Gozzo.
Non hanno lider giovani e rivoluzionari provenienti dalle loro file(alla Camilo Cienfuegos,per capirci),nè esterni (un Che Guevara).Ma nemmeno hanno una linea guida ideologica che non sia il desiderio di sbarazzarsi dell’odiato sovrano.
Li abbiamo armati noi ma il loro destino deve restare solo nelle loro mani.
Nessun fantoccio alla Karzai gli sarà imposto dal mondo occidentale.
Perchè non in Yemen o Barhain?Lasciamo in pace i Sauditi,perlamordiddio!Anche se sono una fucina di fondamentalismo islamico.
Quello che più mi disgusta è l’impreparazione del nostro governo ad accogliere il mare di immigrati che sbarcano a Lampedusa.Sono anni che si parla di un centro di accoglienza senza la capacità necessaria,ed ora tutti sembrano sbigottiti da quel che succede.Un evento imprevedibile!
E ‘sti coglioni per tre anni a parlare di siti per le centrali nucleari,quando la prossima bomba nucleare sarà proprio quella dei flussi migratori.
Facciamo SUBITO questi benedetti centri d’accoglienza!E che siano degni di un paese civile,grazie!Solo così l’Italia ritroverà una dignità internazionale.
Ora torno al mio esilio seguendo le orme del mio padre putativo Franco Bifani,prima di essere fucilato sulla pubblica piazza(fidenza) come nemico del popolo.
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Siria in rivolta: 30 morti, decine d’arresti
Assad vara riforme e aumenta stipendi
ROMA – E’ stata la giornata più lunga, in Siria, per le manifestazioni contro il regime di Bashar al-Assad da quando è iniziata l’ondata di rivolte nel mondo arabo. Una giornata di cortei per le città siriane, una decina in tutto, che si sono unite ai manifestanti di Daraa, nel sud, la cui prima manifestazione di protesta era stata repressa nel sangue tre giorni fa. Il bilancio degli scontri di oggi è invece di almeno 30 vittime, secondo la tv satellitare al-Arabiya. Violenti scontri sono avvenuti a Samnin, dove si contano almeno 20 morti, a Daraa, dove sono morte almeno due persone, e a Damasco dove la polizia ha arrestato una decina di manifestanti.
Impedito l’ingresso ai giornalisti. Dopo la preghiera islamica del venerdì, diverse centinaia di persone sono scese in piazza a Hama, a Homs, ad Aleppo, Qraya, Qamishli, Duma e a Ladhiqiya. La situazione più tesa resta comunque quella a Daraa, dove è stato impedito l’ingresso ai giornalisti siriani e stranieri che chiedevano di verificare la situazione dopo l’intervento dell’esercito nei pressi della moscea di Omari. Chi ha provato comunque ad entrare in città si è visto sequestrare l’attrezzatura di lavoro e gli effetti personali dalle forze di sicurezza. Intanto qui i manifestanti hanno contestato Maher Al-Assad, il fratello del presidente e capo delle guardie presidenziali.
L’uccisione di decine di civili caduti sotto i colpi della repressione delle forze di sicurezza governative nel sud della Siria ha indotto ieri il regime baathista, al potere da quasi mezzo secolo e incarnato nella famiglia presidenziale Al Assad in carica da quarant’anni, ad annunciare la creazione di un comitato per avviare le tanto attese riforme politiche, prima fra tutte l’abrogazione della legge d’emergenza in vigore da 48 anni.
Buthayna Shaaban, consigliere del rais Bashar al Assad, è oggi apparsa in conferenza stampa a Damasco per leggere un elenco di circa dieci punti di «riforme politiche e sociali decise in seno alla direzione del partito Baath» riunitosi in via straordinaria. Poco dopo la Tv di stato ha annunciato la scarcerazione di tutti i militanti arrestati durante i «recenti avvenimenti».
L’opposizione ha però respinto le aperture del governo, giudicate non sufficienti, e oppositori da Parigi hanno anche auspicato la caduta del regime, chiedendo sostegno all’Europa per rovesciarlo.
Fra le riforme annunciate una nuova legge sulla stampa, per «venire incontro alle richieste della gente», che da decenni denuncia l’assenza di libertà di espressione. Promesso inoltre l’innalzamento “immediato” del 30% dei salari ai dipendenti pubblici e la distribuzione di incentivi di varia natura, oltre a un pacchetto per far fronte a disoccupazione e corruzione.
Il presidente francese Nicolas Sarkozy ha chiesto la fine delle violenze contro i manifestanti in Siria. Nessuna democrazia, ha sottolineato Sarkozy può accettare che si spari su chi protesta pacificamente.
Intanto i giornalisti siriani e stranieri che stamani hanno tentato di entrare nella città di Daraa, non sono potuti entrare in città e sono stati respinti da posti di blocco dell’esercito siriano e di agenti di sicurezza in abiti civili. Lo hanno riferito all’Ansa testimoni oculari interpellati telefonicamente. «Ci dicono che non c’è niente da vedere e da fare e ci invitano a fare ritorno a Damasco», ha raccontato un reporter locale, che ha tentato di raggiungere Daraa e che preferisce rimanere anonimo per ragioni di sicurezza.
Venerdì 25 Marzo 2011 – 12:47 Ultimo aggiornamento: 21:19
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Manifestanti ad Amman
Amman, 25-03-2011
Un morto e almeno 60 feriti: e’ il bilancio degli scontri avvenuti oggi nella capitale giordana Amman dopo che la polizia ha caricato i manifestanti, almeno 300, che volevano accamparsi nei pressi di una delle piazze principali. E’ la prima volta, da quando sono iniziate le proteste per il carovita e per chiedere riforme, sempre pacifiche peraltro, che i poliziotti attaccano i dimostranti facendo uso anche, secondo gli attivisti, di ‘teppisti’
Il primo ministro giordano, Maaruf Bakhit, in un discorso alla tv, ha accusato oggi, dopo le manifestazioni ad Amman i “Fratelli Musulmani di ricevere ordini dall’Egitto e dalla Siria per mettere in atto piani contro la Giordania”. “Noi abbiamo invitato piu’ di una volta i Fratelli Musulmani al dialogo e a non manifestare – ha detto Bakhit – ma sembrano determinato a creare il caos in Giordania”. “Le intenzioni dei Fratelli Musulmani – ha aggiunto – sono ora chiare e i giordani le conosceranno presto e li isoleranno”.
La polizia spara contro i civili
Tv siriana: 20 manifestanti uccisi. Bruciata statua del presidente Assad
Le forze di sicurezza siriane hanno aperto il fuoco contro manifestanti a Samnin, località nei pressi di Daraa, nel sud della Siria ed epicentro delle rivolte anti-regime. Lo riferiscono testimoni oculari citati dalla tv panaraba al Arabiya. Venti morti.
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