Portieri di notte e guardiani di giorno
Mentre i curatori di questo sito dormono o se ne stanno con l’orecchio teso a percepire il battito della città e del mondo, tu sei lontano migliaia di chilometri o poche centinaia di metri, davanti a uno schermo acceso. Sei capitato sul nostro sito. Per scelta o per caso? Forse ci conosci, forse no. A noi piacerebbe sapere qualcosa di te. Perché sei ancora sveglio a quest’ora? Lavoro? Insonnia? Solitudine? Stai cercando qualcuno o qualcosa? Oppure dalle tue parti è giorno fatto? Siamo curiosi di sapere. Di comunicare. Raccontaci.
Tag:Inchiesta
SOTTO TIRO

CREDENZE POPOLARI
Nei centri commerciali,
i consumatori credono
di risparmiare.
In democrazia, gli elettori credono di contare.
QUELLO CHE NON HA GIULIANO
«Può darsi che Saviano sia banale e scriva male, ma se non piace
a Giuliano Ferrara qualcosa
di buono ce l’avrà». (Lia Celi)
SIRENE E CENTAURE NELLA GIUNTA BERNAZZOLI
«Giunta con metà donne», titola la Gazzetta di Parma, per significare che Bernazzoli vuole riservare il 50 per cento del suo esecutivo alle assessore. Ma detto così sembra che voglia amministratrici metà carne e metà pesce, metà umane e metà giumente. Strafalcione o lapsus?
MONTI LEI
Vista la situazione, è normale che la rabbia Monti. (Mario Mantovani)
ULTIMA CHIAMATA PER I PARTITITemo che i partiti italiani non abbiano capito il senso e lo scopo della formula adottata dal presidente della Repubblica dopo le dimissioni del governo Berlusconi. Mario Monti e i suoi tecnici avrebbero dovuto restaurare la credibilità finanziaria dell'Italia, riformare il mercato del lavoro, creare le condizioni per una economia più libera e competitiva. I partiti avrebbero dovuto assecondare il governo ma dedicarsi contemporaneamente ad altri compiti che non possono essere, in una democrazia, «tecnici». Avrebbero dovuto modificare la legge elettorale, ridurre il numero dei parlamentari, rompere l'incantesimo del bicameralismo perfetto, dare a se stessi uno statuto giuridico corrispondente alle loro responsabilità, dare al Paese un esempio di rigore finanziario riducendo drasticamente il denaro pubblico di cui si sono spensieratamente serviti dopo un referendum che diceva chiaramente quale fosse, a questo proposito, il pensiero del Paese. Ebbene, nulla di ciò che avevamo il diritto di attenderci in materia di riforme istituzionali è stato fatto. È questa una delle ragioni del malumore del Paese, che soffre la crisi e sopporta il peso delle tasse, e del successo di Grillo. Se i partiti vogliono rimediare, il tempo stringe e la porta attraverso la quale dovranno passare per avviare il cantiere delle riforme non resterà aperta più di tre o quattro settimane. Una riforma costituzionale richiede, infatti, una doppia lettura fra Camera e Senato e mancano dieci mesi alla fine della legislatura. Se non ne approfitteranno, il prossimo voto sarà peggio dell'ultimo. (Sergio Romano, Corriere della Sera, 10 maggio 2012)
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Nave Corsara
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Cosa faccio ? Faccio qualcosa che mi piace e che devo fare a quest’ora perchè forunatamente si parte alle 6.30 alzando i figli, per poi portarli a scuola e quindi via al lavoro; si rientra verso le 20.00, si mangia, si coccolano un pò i figli, si portano a letto, si riordina casa (perchè in fondo sono anche un pò casalingo e quindi aiuto) e oplà sono 23.00. A questo punto inizia la mia ricreazione, leggo qualcosa, riordino le mie carte, riordino le registrazioni dell’HD recorder, controllo i conti di casa e come stassera curioso in rete, cercando di informarmi sulla mia Fidenza (attraverso il vostro sito) e snasuflando qua e là. Oggi più che mai mi verrebbe da dire che le giornate dovrebbero essere di 48 ore perchè tante cose che vorrei fare restano fuori dalla mia vita perchè il giorno finisce, poi rifletto e penso, forse invece dovremmo fermarci perchè a correre si rischia solo di farsi male. Comunque tornando alla notte, ho dovuto cambiare il contratto della connessione passando da un profilo a cansumo a un flat perchè erano più i pisoli durante la navigazione che le esplorazioni, e la cosa stava diventanto onerosa. Buonanotte a tutti
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Grazie per la bellissima testimonianza che ha colto in pieno lo spirito della nostra iniziativa: che cosa fanno quelli che sono ancora in piedi a una certa ora della notte? Naturalmente i vostri racconti si eclisseranno nelle ore diurne. Ma, una volta che ne avremo raccolti un po’ faremo uno speciale da leggersi 24 ore su 24. Vedete voi se firmare con il nome vero o con un nickname. Qualcuno avrà notato che questo post scompare a mattina avanzata, quando la notte per molti è già finita da un pezzo. Sapete com’è: non si può fare i guardiani notturni e saltare giù dal letto alle 7 del mattino. Concedeteci di non essere dei morti di sonno in quel che resta del giorno. Buonanotte e buongiorno.
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Temo che il mio sia un contributo inutile; io alla notte dormo (con qualche difficoltà in estate).
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Siamo rimasti in pochi. Volentieri, tanto per non far morire l’idea, verso il mio contributo. La “colpa“ di queste discese in campo notturne è anche un poco di Navecorsara che, grazie al deus ex machina Ivano Sartori, ha saputo lavorar di idee e bella scrittura. In quel tempo, solo di notte trovavo il tempo per navigar senza vento e nel silenzio, per questo vi posto, ritrovato nell’archivio di Nave Corsara, un mio vecchio p.notturno che voleva essere uno scherzo un minimo surreale.
Naturalmente, gli anni passano anche per i post, l’ho risistemato.
Eccolo:
Oh, si, bisogna che ne parli con qualcuno. La cosa è ragione di biasimi, ora spietati ora beffardi, ma è più forte di me: ho il vizio di leggere Nave Corsara. Di nascosto, quotidianamente, talvolta a più riprese. Peggio. Ne traggo un malato godere, che da tempo preoccupa chi mi vuole bene, perché è evidente che, mentre sembrerebbe ch’io divori Nave Corsara, è lei invece a divorare me, lentamente, inesorabilmente.
Non ho il coraggio di confessarlo ai cari, ma credo di non potere uscire dal tunnel, anche se per tranquillizzarli a volte abbozzo un vigliacco “posso smettere quando voglio”. Il bene che mi vogliono, pare convincerli, talvolta. In verità, so bene che non voglio, perché non posso. A volte mi pare che l’abbiano ormai capito bene anche loro: sempre più fievole il tentativo di dissuasione; sempre più dolente il tacere in impotente complicità.
Qui mi confesso, nella speranza che la mia confessione sia monito per qualche ingenuo sprovveduto o qualche folle ardito. Cosa m’attrasse all’inizio? E chi può mai saperlo. È iniziato quasi per gioco, forse per sfida o per fatale leggerezza, non saprei. Fu orgasmo, ora è dipendenza. Ho pena di me stesso per come ogni volta mi lascia spossato, annichilito, per come mi costringe a fingere con me stesso, a farmi dire “domani no, domani non lo faccio”, ben sapendo che non ci riuscirò. Se solo adesso mi decido a questa esternazione pubblica, è perché oggi ho avuto le prove che non ho speranze, son destinato a perdermi del tutto in questo vizio.
Oggi, erano due giorni che mi astenevo. L’avevo cliccata giovedì e venerdì. Era accaduto che giovedì un I. S. o un M.M. erano stati tagliati male, forse con troppo mannitolo: insomma, con rispetto parlando, una paurosa diarrea. Mi son detto (ahimé, quante altre volte me l’ero già detto) “adesso basta, preferisco vivere”. Ma, come al solito, mentivo a me stesso: già sapevo che quelle paginate di venerdì e sabato me le sarei sparate in una sola botta, rischiando un’overdose, come un fottutissimo pazzo. Stamane, un martedì di gennaio, mi sembrava d’aver avuto la meglio: ho spento il blackberry e sono passato ai giornali: Il Foglio, la Stampa, il Corriere, il Riformista no, ché di domenica non esce, e poi Repubblica, Libero e il Giornale… Ho sentito una fitta alla bocca dello stomaco, come una pugnalata: era la crisi d’astinenza.
Ho fatto un altro tentativo, ridicolo a pensarci bene: nella mazzetta ho messo quello che il mio giornalaio chiama metadone, l’Unità, il Manifesto e Gli Altri. Il Fatto? No, travaglio già di mio, e poi già nel nome è un programma. Comunque, neanche il tempo di sfogliarli, vomito pauroso. Maledicendomi, sono tornato sui miei passi: riacceso il blackbery , cliccato Nave Corsara tra i “preferiti”, mi sono chiuso in bagno e me la sono letta tutta, a rischio di rimanerci secco. Verso gli sgoccioli, c’era un post da Parigi del professorangeloconforti: panico vero, click sul mouse! Ecco, alla fine, ho sentito diffondersi di tra le mie, fin lì squassate, fibre un rivolo di pace e oblio, finalmente. Ma a quale prezzo! Per questo, a quanti hanno raccolto questa mia confessione, lancio un accorato appello: non iniziate, tenetevi alla larga! Si inizia quasi per gioco, per un’atroce leggerezza, e si finisce in un cesso, sudati e ridotti come un cencio, con in mano I. S. e il professor (non so, dica lei).
Commento molto dibattuto. Tu cosa ne pensi?
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Ma bravo cipì, sei riuscito nel finale a raccontarci, con eleganza, come una pisciata sia un “rivolo di pace ed oblio”.
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Sono molto lusingato che mi si riconoscano le virtù lassative del Falqui, al quale basta la parola. Una sola obiezione: «clic» lo scriverei senza il «k». La ridondanza nuoce alla scrittura.
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Al vs confronto sono un dilettante… all’una crollo.
Ma io non sono ancora in pensione.
Notte.
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io invece sono un fantozziano esordiente totale,il mio bunga bunga si limita ad una camomilla corretta miele e scesa in coltre alle 20 e 30,beati voi.
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Mi piace leggere Nave Corsara,
alcune notti, immagino di essere un membro della ciurma di questo vascello che solca mari a volte tumultuosi a volte calmi e come compagni di fatica mi immagino coloro i quali scrivono in questa Nave Corsara…. non possiamo essere tutti simpatici ( il contratto collettivo nazionale dei corsari sembra non richiedere questo requisito ) però leggo sempre i post di tizio o caio o chiunque esso scriva, questa è la comunanza, un sottile filo che ci lega, lo scrivere un qualcosa per gli altri?! ( o forse per noi stessi ) e, non ridete, quando leggo cerco di immaginarmi fisicamente chi scrive; a volte concordo a volte no ecco immaginate me o altri nel vascello che si urlano passami la cima e uno risponde NOOOO vientela a prendere e allora giù parolacce moccoli e quant’altro. Ma alla fine nel bene o nel male siamo tutti su questo Vascello e tutti crediamo in esso e lotteremo perchè attraversi i mari e giunga in tanti porti, perchè sappiamo che se dovesse affondare naufragherebbero le nostre possibilità di comunicare liberamente agli altri… ma soprattutto a noi stessi…
La notte libera la mente
ciao
Raffaele
portiere di notte
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A tutta la ciurma di Nave corsara….
Ma la soluzione, non smetterò mai di esserne convinto, è anche nella bellezza della politica.
E’ la politica che ha cambiato il mondo. E’ la politica che ha segnato gran parte del cammino dell’umanità. Cammino che ha avuto cadute e ha conosciuto orrori, ma che è stato contrassegnato da un continuo progresso e da conquiste gigantesche.
E’ la politica che ha contribuito alla diffusione di libertà e benessere, quando prima libertà e benessere erano privilegio di pochi. E’ la politica che ha dato diritti e dignità ai lavoratori, gli stessi che prima erano costretti a togliersi il cappello di fronte al padrone. E’ la politica che ha abbattuto i muri della discriminazione razziale e dello scontro ideologico che teneva in sospeso il destino del mondo.
E’ la politica che ha fatto vivere meglio e può far vivere meglio le persone.
Ad una condizione: che sia sfida, che sia coraggio di fronte alle novità, che sia non immobilismo, non perenne attracco in porti solo apparentemente sicuri, ma viaggio, capacità di affrontare senza paura il mare aperto.
“Tra vent’anni”, scriveva Mark Twain, “sarete più delusi per le cose che non avete fatto che per quelle che avete fatto. Quindi mollate le cime. Allontanatevi dal porto sicuro. Prendete con le vostre vele i venti. Esplorate. Sognate. Scoprite”.
…… questo è un passaggio del discorso di Walter Veltroni tenuto al Lingotto di Torino sabato 22 gennaio ( ero presente e vi posso garantire ho avuto i brividi) …… lo riporto non solo perchè lo condivido in pieno, ma soprattutto perchè cita la frase di Mark Twain che è il marchio di fabbrica di questa Nostra Nave Corsara…. che dire.. una bella soddisfazione per noi corsari!
Amici corsari potranno prenderci tutto ma non i nostri sogni e la voglia di realizzarli
Raffaele
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Si !!: molto bello Mr. Raffaele ne valeva la pena quando per la prima volta Ivano mi ha accettato nella sua ciurma nel 2007 sono sempre stato curioso molto curioso e concordo che il prossimo abiettivo sarebbe o potrebbe essere quello di migliorare la qualità della nostra vita ( meno lavoro con piu tempo e soldi per vivere la famiglia ). Ne mio caso come tanti per i nostri figli essendo oramai pensionato, ma sempre in pista comunque..
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Appartengo senz’altro alla comunità dei nottambuli. Io molto difficilmente vado a dormire prima dell’una perchè adoro star sveglia di notte, quando tutti vanno a letto e intorno c’è solo silenzio. Laddove il giorno è frenetico, fatto di doveri, di scadenze, di telefonate … la notte è lenta, libera e intima.
Non sono ancora in pensione e al mattino quando si riprende faccio grande fatica e mi tornano in mente le parole che tante volte mi diceva mio nonno quando alla sera non volevo andare a letto “di sera leoni ma di mattina coglioni”. Vorrei davvero tanto che la giornata lavorativa iniziasse a mattina inoltrata. Un saluto a tutti i nottambuli.
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Scrivo quando qua e’ gia’ mezzogiorno e mi accingo ad andare a pranzo.
Però ricordo sempre quando ero a Salsomaggiore e partivo per Brescia per andare a lavorare alle 6 di mattino:
Salsomaggiore Terme è l’unico paese al Mondo dove non si nota la differenza fra le 6 di mattino e le 6 di sera.
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Per ritorsione l’anagrafe ingrata mi ha escluso purtroppo dal popolo degli insonni,saccheggiando Woody Allen in Manhattan”se non dormo le mie sedici ore sono un grande invalido”,mi resta, per consolazione, il fatto di alzarmi molto presto al mattino il che mi ha fatto innamorare dell’aurora e dei suoi colori,per i miei ex amici della notte ho scovato una bellissima poesia di Alda Merini
”la cosa più superba è la notte
quando cadono gli ultimi spaventi
e l’anima si getta all’avventura”.
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Avete letto?
La presidentessa di confindustria (Emma Marcegaglia) nel criticare (secondo me giustamente) Berlusconi dice anche…… L’Italia è fatta da persone che vanno a letto presto e si svegliano presto per andare a lavorare…..
Capisco il senso e lo condivido ma vorrei porre 2 quesiti a noi tutti:
1- Avete notato come il lavoro notturno viene spesso dimenticato????
2- Proviamo a fare un elenco di quanti lavori- mansioni – professioni si svolgono di notte associandoli ad un episodio o ad una persona?
inizio col primo…… magistrato…. La dottoressa Fiorillo è il magistrato per i minori, di turno la sera che venne arrestata RUBY.
Ciao e buon divertimento
Raf
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e il giornalista in turno la notte??
Ogni giornalista che si rispetti nella propria biografia, di solito, scrive …. mi ricordo agli inizi carriera quando di NOTTE stazionavo in questura in attesa di un furto un arresto o un omicidio…… ( mentre, forse, i poliziotti speravano che non accadesse niente di tutto ciò )
Quello che vorrei dire che il turno di notte “esalta” le qualità!!! Puoi essere medico, infermiere, tutore dell’ordine, vigile del fuoco, marinaio o quello che ti pare ma di notte sei “solo” e in questa “solitudine” devi prendere decisioni, a volte importanti, senza avere il “supporto” del maggior numero di colleghi presenti di giorno.
Buona notte a tutti noi con un ringraziamento a chi sta lavorando per rendercela buona davvero.
Raf
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Ringrazio il direttore per aver messo a disposizione questo spazio che chiamerei di riflessione prepolitica.E’ curioso e nello stesso tempo interessante trovare in questo luogo dell’anima” messa a nudo” empatie altrimenti impensabili.
Quando le mie notti erano ancora insonni ed inquiete ho dedicato molte ore alla lettura e rilettura di uno dei più grandi capolavori della letteratura mondiale-insieme all’Iliade,all’Odissea e alla Divina Commedia-il don Chisciotte della Mancia di Cervantes. L e immaginifiche avventure del cavaliere errante”per tanto rimoti e longiqui paesi..”mi distendevano i nervi ,sopivano le mie ossessioni,di questo immenso capolavoro,or che ho,per problemi visivi, ridotto moltissimo le mie letture, mi è rimasta impressa più di tutto una frase di Sancio Panza:”lavar la testa all’asino è inutile e pericoloso”.
Popolo della notte mi chiedo e vi chiedo:è ancora possibile vivere e combattere per un’idea(le) in una società che ha fatto del denaro e del successo l’unica cifra dell’uomo?
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Conosco delle barche
che restano nel porto per paura
che le correnti le trascinino via con troppa violenza.
Conosco delle barche che arrugginiscono in porto
per non aver mai rischiato una vela fuori.
Conosco delle barche che si dimenticano di partire
hanno paura del mare a furia di invecchiare
e le onde non le hanno mai portate altrove,
il loro viaggio è finito ancora prima di iniziare.
Conosco delle barche talmente incatenate
che hanno disimparato come liberarsi.
Conosco delle barche che restano ad ondeggiare
per essere veramente sicure di non capovolgersi.
Conosco delle barche che vanno in gruppo
ad affrontare il vento forte al di là della paura.
Conosco delle barche che si graffiano un po’
sulle rotte dell’oceano ove le porta il loro gioco.
Conosco delle barche
che non hanno mai smesso di uscire una volta ancora,
ogni giorno della loro vita
e che non hanno paura a volte di lanciarsi
fianco a fianco in avanti a rischio di affondare.
Conosco delle barche
che tornano in porto lacerate dappertutto,
ma più coraggiose e più forti.
Conosco delle barche straboccanti di sole
perché hanno condiviso anni meravigliosi.
Conosco delle barche
che tornano sempre quando hanno navigato.
Fino al loro ultimo giorno,
e sono pronte a spiegare le loro ali di giganti
perché hanno un cuore a misura di oceano.
Jaques Brel
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Va bene, lo ammetto, anch’io vivo di notte, qualche lettura, qualche scrittura, qualche riflessione senza disturbi.
Non lo so per quanto sopravviveremo a pensare, finiremo presto come gli altri: lasceremo pensare qualcuno al nostro posto nella speranza che lo faccia anche per noi, illudendoci che quel qualcuno non ci stia insegnando a pensare come fà comodo a lui. Però, però … ci ha tolto un bel pensiero, ci ha tolto anche i brutti pensieri, rilassiamoci, un bel sospiro e …. smettiamo di pensare, che ci pensa lui.
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Buonanotte.Crollo Domani si lavora.
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Vivere e combattere per un idea(le)? è possibile ancor oggi?
penso e credo di si
Difficile.. difficoltoso.. soprattutto quando ti senti “emarginato” pur sapendo che da soli si è nulla ma nello stesso tempo sei convinto che la tua battaglia è giusta!!
Ricordate i film western? nei quali la folla voleva impiccare il colpevole di turno? Spesso un povero cristo veniva impiccato salvo poi scoprire che era completamente innocente!!! Che c’entra direte voi, secondo me c’entra perchè troppe volte la “folla” (che può essere un gruppo sportivo, politico o altro) prende dei dritti contro qualcuno senza esitare, senza chiedere, senza domandarsi ma perchè tizio si comporta così e non si difende? A volte avere un qualcuno che pensa per la folla è molto pericoloso e diseducativo, si tende a togliere la voglia di informarsi di studiare di analizzare i fatti ed i comportamenti.
Allora uno pensa, combattendo una battaglia, ( secondo lui giusta) perchè giustificarmi? E’ inutile e pericoloso lavare la testa all’asino…. e magari ricordandosi di un’altra lettura nella quale vi è scritto “L’unica battaglia che ho perso è stata quella che ho avuto paura di combattere” Che Guevara
Ringrazio anche io l’Editore per questo spazio notturno
Raf
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Bertolt Brecht
Augusta 1898 – Berlino 1956
Lode del dubbio
Sia lode al dubbio! Vi consiglio, salutate
serenamente e con rispetto chi
come moneta infida pesa la vostra parola!
Vorrei che foste accorti, che non deste
con troppa fiducia la vostra parola.
Leggete la storia e guardate
in fuga furiosa invincibili eserciti.
In ogni luogo
fortezze indistruttibili rovinano e
anche se innumerabile era l’armata salpando,
le navi che tornarono
le si poté contare.
Fu così un giorno un uomo sulla inaccessibile vetta
e giunse una nave alla fine
dell’infinito mare.
Oh bello lo scuoter del capo
su verità incontestabili!
Oh il coraggioso medico che cura
l’ammalato senza speranza!
Ma d’ogni dubbio il più bello
è quando coloro che sono
senza fede, senza forza, levano il capo e
alla forza dei loro oppressori
non credono più!
Oh quanta fatica ci volle per conquistare il principio!
Quante vittime costò!
Com’era difficile accorgersi
che fosse così e non diverso!
Con un respiro di sollievo un giorno
un uomo nel libro del sapere lo scrisse.
Forse a lungo là dentro starà e più generazioni
ne vivranno e in quello vedranno un’eterna sapienza
e spezzeranno i sapienti chi non lo conosce.
Ma può avvenire che spunti un sospetto, di nuove esperienze,
che quella tesi scuotano. Il dubbio si desta.
E un altro giorno un uomo dal libro del sapere
gravemente cancella quella tesi.
Intronato dagli ordini, passato alla visita
d’idoneità da barbuti medici, ispezionato
da esseri raggianti di fregi d’oro, edificato
da solennissimi preti, che gli sbattono alle orecchie
un libro redatto da Iddio in persona,
erudito da impazienti pedagoghi, sta il povero e ode
che questo mondo è il migliore dei mondi possibili e che il buco
nel tetto della sua stanza è stato proprio previsto da Dio.
Veramente gli è difficile
dubitare di questo mondo.
Madido di sudore si curva l’uomo
che costruisce la casa dove non lui dovrà abitare.
Ma sgobba madido di sudore anche l’uomo
che la propria casa si costruisce.
Sono coloro che non riflettono, a non
dubitare mai. Splendida è la loro digestione,
infallibile il loro giudizio.
Non credono ai fatti, credono solo a se stessi.
Se occorre, tanto peggio per i fatti.
La pazienza che han con se stessi
è sconfinata. Gli argomenti
li odono con gli orecchi della spia.
Con coloro che non riflettono e mai dubitano
si incontrano coloro che riflettono e mai agiscono.
Non dubitano per giungere alla decisione, bensì
per schivare la decisione. Le teste
le usano solo per scuoterle. Con aria grave
mettono in guardia dall’acqua i passeggeri dl navi che affondano.
Sotto l’ascia dell’assassino
si chiedono se anch’egli non sia un uomo.
Dopo aver rilevato, mormorando,
che la questione non è ancora sviscerata vanno a letto.
La loro attività consiste nell’oscillare.
Il loro motto preferito è: l’istruttoria continua.
Certo, se il dubbio lodate
non lodate però
quel dubbio che è disperazione!
Che giova poter dubitare, a colui
che non riesce a decidersi!
Può sbagliare ad agire
chi di motivi troppo scarsi si contenta!
ma inattivo rimane nel pericolo
chi di troppi ha bisogno.
Tu, tu che sei una guida, non dimenticare
che tale sei, perché hai dubitato
delle guide! E dunque a chi è guidato
permetti il dubbio!
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E’ difficile, editore, resistere dallo scrivere notturno. Per comunicare cosa ? Questo è più difficile. Non vorrei comunicare nulla, solo sentirmi vicino al popolo della notte. Quando avevo qualche anno in meno si era ipotizzata una teoria su quelli delle tre di notte. Complice il silenzio e complici i bicchieri rituali dell’osteria (enoteca nel termine moderno) a quell’ora venivano fuori quelle analisi e quelle considerazioni che alla luce del giorno bisogna tacere. Ed allora, fra gli effluvi di bacco e la trentesima sigaretta, si cominciava a filosofeggiaare. Non dico il sesso degli angeli o il senso della vita, ma certo le discussioni si spostavano su un piano meno pragmatico del quotidiano oprimente. E le persone erano su per giu le stesse, forse quelle che aspettavano insofferenti quei momenti vissuti su un piano liberatorio , come avrebbe detto un noto (Gaber) sul rito catartico liberaatorio (che non era vomitare e non era una cagata). Allora vista l’ora e visto che siamo in pochi ti voglio tediare con discorsi che fatti di giorno sembrerebbero inopportuni. Partiamo con un “io lo so come stanno le cose” ma mi rinchiudo illusoriamente in un “come vorrei che fossero”. Io vorrei che come è successo stasera (e come mi succede per fortuna spesso) il piano delle relazione prescindesse. Dalle età, dalle posizioni sociali, dalla professione, dalla cultura, dalle convinzioni politiche, dagli ideali. Vorrei che l’uomo (e la donna) si incontrassero su un piano di sentimenti e di relazioni a prescindere. Purtroppo è solo un momento, che poi si ritorna alle relazioni di comodo, dove non ci sono imprevisti e confronti. Eppure, eppure … lasciatemi sognare che sia possibile che la persona abbia dei valori da comunicare, e che lo possa fare con altri esseri umani. Alcuni curiosi di crescere, altri tesi a comunicare il proprio vissuto come una cosa preziosa e unica. Sotto il segno di una comparsa temporanea sul pianeta, sull’esistenza che si evolve e muore. E quando si assottiglia il tempo di permanenza (oltre non si sà cosa succede), subentra una saggezza che non ha fretta, che vuole condividere (senza la pretesaa di insegnare) l’esperienza per arricchirsi ancora una volta. Io lo so che non ho ancora capito e che tutto mi arricchisce. Quindi me lo concedano i lettori e gli estensori del vascello: non c’è dogma, non c’è insegnamento, solo il disperato bisogno di comunicare per capire. E allora, dopo una serata persa in discussioni ancestrali, ci stà anche un post, un altro segnale di colui che cresce e non si ferma. Il blog forse sarà utile a qualcuno, come lo è per me leggere interventi illuninanti. E allora buona notte, una notte che dura il tempo di un pensiero. Non è insonnia e non è tempo perso, è un altra dimensione dove forse tutto è più onirico.
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carissimo China,
forse ci conosciamo forse no
ma su questo vascello ci siamo e, credimi quanto hai scritto non solo sentodi condividerlo ma mi hai fatto ricordare le ore con amici a fumare sigarette e bere buon vino ed organizzare la rivoluzione…
Hai ragione non era non è tempo perso….. la notte illumina!!!
Ps
ho riletto 3 volte quanto hai ( ben ) scritto credo che nessuno si annoierà leggedo questo tuo inno alla notte.
con stima ti saluto
Raf
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ho sentito dire che hanno arrestato, in Egitto, Mubarak e che prontamente Berlusconi ha telefonato al questore del Cairo
…da intercettazione telefonica… Liberatelo subito è lo zio di RUBY !!!!
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Caro Raffaele ormai siamo 2 reduci, mi ricordo ancora la manifestazione in cui mi hai trascinato inconsapevole 15 enne , stesso banco e stessa scuola , noi eravamo gli unici 2 che la hanno terminata in tempi giusti, 2 anni fà ho incontrato la nostra ex insegnante di Tecnica Alberghiera, giustamente l’ho salutata dicendo buona sera Signora Professoressa!
Lei gentilmente mi ha risposto mi scusi ho avuto tanti allievi non mi ricordo di lei, risposta io sono XXXX , eravate la mia prima classe !Per colpa tua dopo una settimana avevo pensato seriamente di ritirarmi dall’insegnamento, poi mi sono fatta coraggio
Tu eri l’eminenza grigia il sobillatore tramavi nell’ombra ma non ti esponevi mai, le profersoresse sono sempre catitive!Con la Patrizia che quella sera era ispirata ho passato una bella nottata abbiamo prosciugato un paio di bar alla faccia del mondo.
E quando vorrai- potrai andremo a berci una boccia di vino con torta fritta e spalla cotta calda e tagliata a coltello, basta che mi chiami!
Portiamo anche il Principe e il mio giovanotto!
Insieme facciamo più o meno più di 260 anni in 4 !
indovina chi sono?
Il tuo antico ex compagno di banco tanto eravamo sempre e spero ancora in 2 per banco.
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Anche tu un corsaro!!!!!!!!
Stessa scuola, stesso banco, idee politiche diversissime con un unico comune denominatore, la buona fede ed il rispetto!
Una confidenza? ( di notte si può confidare di tutto ) anni fa mi è stato riferito che a Parma ho evitato un paio di “lezioncine” da parte di giovani “fascistelli” solo per il fatto di essere il nipote del Maestro Orlando Pizzati capo indiscusso del Msi locale.
In quegli anni si faceva di tutto.. la mente grigia, il picchettatore l’organizzatore di manifestazioni, con gli agenti della Digos si era arrivati al punto che bevevamo il caffè in via Farini ogni mattina. ( Raffè stai calmino oggi eh? )
Ma bando ai ricordi, accolgo con piacere questo tuo invito ed il Principe sarà dei nostri.
Che piacere aver letto quanto hai scritto.. a getto mi vien da dire solo se sai da dove vieni puoi decidere dove andare.
A prestissimo amico ritrovato
con affetto Raf
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“Per Gino Strada..
..Scuse doverose. Ovvero, dimissioni di Frattini….
…Un giorno di guerra o un anno di cure? Stupenda lettera di un operatore Emergency in Afghanistan trasmessa da Simone di Tola
Gennaio 2011 – Questo Gruppo nasce per sostenere la candidatura di Gino Strada e Emergency al Premio Nobel per la Pace 2011.
- Questo è un Gruppo di opinione indipendente da Emergency che non lo ha ispirato, né lo sostiene sotto nessuna forma e con nessun mezzo.
Sappiamo bene che il Premio Nobel per la Pace viene assegnato in totale e assoluta autonomia di giudizio dalla Fondazione “Nobel Peace Center”, ma crediamo che questa nostra iniziativa sia comunque dovuta come forma di gratitudine all’impegno lungo 15 anni di Gino Strada e di Emergency.
Ci rivolgiamo a:
- Tutti coloro che in questi anni hanno seguito, apprezzato e sostenuto l’impegno di Gino Strada e le attività di Emergency perchè aderiscano e diffondano questa iniziativa
- Tutti i media nazionali e locali perchè rilancino l’iniziativa
- Tutti i giornalisti e gli operatori dell’informazione perchè scrivano intorno a questa iniziativa contribuendo a diffonderne i contenuti (Radio, Tv, quotidiani, settimanali, mensili, media on-line)
- Tutti i Bloggers e i coordinatori di siti e portali web d’informazione perchè pubblichino e diffondano i contenuti di questo Gruppo.
Gino Strada
Gino Strada è nato a Sesto San Giovanni (Mi) il 21 aprile 1948. Lareato in medicina. Gino Strada diventa chirurgo di guerra per scelta, prima lavorando con il Comitato Internazionale della Croce Rossa (1989-1994) in diverse aree di crisi e di conflitti: Pakistan, Etiopia, Perù, Afghanistan, Somalia e Bosnia-Erzegovina.
Nel 1994 fonda, dandole vita e anima, un’associazione in favore delle vittime delle guerre: “Emergency – Life Support of Civilian War Victims”.
Emergency
Missione di Emergency è quello di fornire assistenza medica a tutte le vittime dei conflitti, ma anche a quanti nelle aree di crisi e di guerra soffrono di malnutrizione e di mancanza di cure per l’assenza di strutture e personale specializzato.
Obiettivo di Emergency è quello di formare personale locale per far fronte alle urgenze chirurgiche e riabilitative più urgenti.
Lo spirito di Emergency è quello di promuovere e diffondere una cultura di solidarietà e di pace. Emergency è un’associazione che si batte contro ogni discriminazione politica, ideologica e religiosa.
Emergency dalla sua fondazione a oggi ha assistito e curato oltre 2milioni e 500mila vittime di conflitti e di guerre. Emergency si dichiara neutrale rispetto alle parti in causa di qualsiasi conflitto: tutti hanno diritto a cure qualificate e gratuite.
Emergency è attualmente presente in Cambogia, Afghanistan, Irak, Sierra Leone attraverso strutture ospedaliere costruite e gestite direttamente per far fronte a emergenze chirurgiche, riabilitazione fisica e sociale delle vittime di mine antiuomo e altri traumi di guerra, maternità, posti di primo soccorso, centri sanitari per l’assistenza medica di base.
Il Centro di cardiochirurgia di Salam, in Sudan, è un centro clinico di altissima qualità scientifica che fornisce assistenza specializzata a pazienti affetti da malformazioni e patologie cardiache del Sudan e di 9 paesi confinanti.
L’impegno di Emergency è reso possibile, anno dopo anno, grazie al contribuito dei volontari e dei sostenitori. Parallelamente agli interventi umanitari all’estero, l’impegno di Gino Strada e di Emergency prosegue e si amplia grazie all’impegno sul territorio italiano di circa duecento gruppi (dato 2008) che agiscono insieme con 4mila volontari. Ciascun gruppo territoriale promuove nella propria zona incontri rivolti a sensibilizzare ed informare l’opinione pubblica sui temi della pace e della solidarietà; interventi nelle scuole di ogni ordine e grado; presenza con banchetti informativi e di raccolta fondi nelle piazze delle principali città italiane.
Le principali campagne di sensibilizzazione promosse da Emergency
- 1994 Emergency partecipa al bando delle mine anti-uomo promosso dal trattato di Ottawa
- 2001 Emergency propone l’iniziativa ‘Uno straccio di pace’, contro la guerra in Afganistan
- 2002 Emergency promuove l’iniziativa ‘Fuori l’Italia dalla guerra’, una raccolta di firme on-line contro la guerra in Iraq
- 2003 Emergency aderisce all’iniziativa ‘Fermiamo la guerra, firmiamo la pace’
- 2008 Emergency presenta il “Manifesto per una medicina basata sui diritti umani”: il documento è stato sottoscritto da alcuni paesi africani (Sierra Leone, Sudan, Repubblica Centrafricana) che riconoscono la necessità di una sanità equa, di qualità e improntata alla responsabilità sociale.
http://www.emergency.it
[Questo testo può essere liberamente (e senza alcuna autorizzazione) tradotto, copiato, letto pubblicamente, inciso, riprodotto sotto ogni forma e su ogni supporto, anche parzialmente, purchè non per fini commerciali o diversi da quello che è lo spirito, il motivo e l'obiettivo per il quale è stato scritto]
(roberto di nunzio)
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” Nessun rimborso a chi candida condannati” – la mia intervista di oggi a il Fatto quotidiano
Da Walter Veltroni
Walter Veltroni 11 febbraio alle ore 10.53
“C’è la sensazione di una farsa, certifichiamo così la nostra sconfitta”. Era stato questo il giudizio di Walter Veltroni, membro della Commissione parlamentare antimafia, sulla relazione presentata mercoledì sera da Giuseppe Pisanu, relativa ai candidati condannati per rapporti con la mafia presentati nelle liste elettorali alle elezioni amministrative 2010.
D. Veltroni, perché ha definito la relazione “una farsa”?
Il mio giudizio è uguale a quello di Pisanu, la mia denuncia è per le omissioni e i ritardi inaccettabili che si sono verificati. Sono passati molti mesi dall’approvazione del codice e sono stati sollecitati più volte i dati alle prefetture. È stato un iter faticosissimo con risposte disordinate.
D. E 22 prefetture non hanno inviato i dati.
Sì, e non quelle di poco conto. Mancano Milano, Torino, Trapani – dove c’è Messina Denaro, per dirne uno – Agrigento e molte altre.
D.Possono rifiutarsi di comunicare questi dati alla Commissione antimafia?
Non potrebbero assolutamente. La Commissione deve far valere i propri poteri, che sono uguali a quelli della magistratura.
D.Come?
Mandando i consiglieri a prelevare questi dati. Come a Milano, dove lo stesso prefetto ha accolto la nostra richiesta con la frase “Qui la mafia non esiste”, smentito dalla denuncia di infiltrazioni da
parte delle autorità inquirenti.
D. Ma 45 nomi su 10 mila candidati non sono pochi?
Certo che sono pochi. Va bene diffondere un primo elenco ma il lavoro non può considerarsi concluso. Sarebbe uno smacco e la Commissione antimafia non può accettare che una parte dello Stato non collabori. Quella cifra non risponde alla realtà, anche se sappiamo che mafia e camorra gestiscono rapporti di potere criminali non solo attraverso persone già condannate.
D. In ogni caso, agli 11 eletti dei 45 candidati, dopo questa relazione non succede nulla, e neanche ai loro partiti.
Io ho proposto nella mia relazione che si prenda una posizione netta prevedendo il decadimento del rimborso elettorale per ogni partito che candida una persona con condanne per mafia. La traduzione in sanzione è l’unico strumento che ritengo efficace. Oltre alla decadenza degli eletti.
D. Nella lista ci sono anche esponenti del Pd. Che provvedimenti prenderete?
È stato violato il codice etico e prenderemo tutti i provvedimenti previsti dallo statuto.
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Stassera non mi illumino di immenso. NON HO VOGLIA di fare speculazioni retoriche perchè ho assistito agli studenti invitati a partecipare a una manifestazione del Ricordo (dove si parla di vittime di assurde stagi) con un delegato di stampo neo-fascista e negazionista. Tutto ciò con l’orgoglio del PDL di poter imporre la cosa. Il sistema è conosciuto: tollera questo, sopporta quello, poi finirai per sopportare tutto. Ma io ci dico una cosa: se quello che succede a Roma è lontaano e mi sento quasi impotente per contrastarlo, quello che succede a Fidenza, con l’orgoglio del Borghigiano, farò di tutto per combatterlo, e credetemi che nulla resterà impunito. Il mio compito è per le strade, sui blog e sui social network: convincerò almeno due persone che una porcheria è stata perpetuata. E se fossero duemila, tanto meglio.
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Berlusconi infuriato: non decideranno i giudici
Il gip di Milano Cristina Di Censo ha disposto il giudizio immediato per Silvio Berlusconi per i reati di concussione e prostituzione minorile nell’ambito del caso Ruby. La data dell’udienza è il 6 aprile.
LA DIRETTA
BOSSI A PREMIER: MOMENTO DIFFICILE MA STO CON TE
Bossi non lascia il premier. Avrebbe detto a palazzo Grazioli: momento difficile ma sto con te.
ANCHE SGARBI A PALAZZO GRAZIOLI
Vittorio Sgarbi, ex deputato di Forza Italia, ha raggiunto Palazzo Grazioli, dove è in corso una riunione tra il presidente del Consiglio e i vertici della Lega, guidati da Bossi.
BOSSI E CALDEROLI A PALAZZO GRAZIOLI
Umberto Bossi è a Palazzo Grazioli, per un incontro con Silvio Berlusconi al quale partecipa anche il ministro per la Semplificazione, Roberto Calderoli. I due esponenti leghisti sono arrivati a via del Plebiscito dopo la cena al Senato insieme allo stato maggiore ‘lumbard’.
BERLUSCONI: DECIDA PARLAMENTO O CITTADINI, NO GIUDICI
Le agenzie riportano quanto Berlusconi ha detto ai suoi nelle riunioni di oggi. Ovvero: deve esprimersi il Parlamento altrimenti si esprimeranno i cittadini. È una montatura infame, solo un voto di sfiducia può farmi cadere, non quattro magistrati politicizzati che vogliono sovvertire il voto popolare. Berlusconi continua a ripetere che l’obiettivo è farlo fuori. Se dovessero impedirgli di difendermi e di poter governare allora – ha detto ai suoi – sarà il popolo a ristabilire la verità. Io vado avanti, ho i numeri per andare avanti.
RIMPASTO. E PDL PRESTERA’ DEPUTATI A RESPONSABILI?
Berlusconi incontrando alcuni dei Responsabili avrebbe dato il via libera ad un rimpasto. Il neo Gruppo dei Responsabili sosterrà la maggioranza nelle commissioni, anche grazie al soccorso del Pdl che dovrebbe “prestare” alcuni deputati.
LA LINEA: CONFLITTO DI ATTRIBUZIONE E LEGITTIMO IMPEDIMENTO
La maggioranza solleverà il conflitto di attribuzione in Parlamento (sembra tramontata la possibilità di un intervento diretto di palazzo Chigi) ricorrerà al legittimo impedimento.
GHEDINI: DA MILANO ATTENDIAMO DI TUTTO
Per Niccolò Ghedini, legale di Berlusconi, «siamo a Milano e, quindi, ci aspettiamo tutto e di più». Lo dice l’avvocato nonché parlamentare del Pdl in un’intervista al Tg5. Vi aspettavate questa conclusione, chiede il telegiornale? «A Milano assolutamente sì, in qualsiasi altro tribunale d’Italia no, anche perché certamente non c’era e non c’è l’evidenza della prova». Secondo Ghedini «c’è esattamente il contrario e cioè la prova dell’innocenza del presidente Berlusconi». Poi aggiunge: «la competenza funzionale è del tribunale dei ministri» e quella «territoriale è comunque eventualmente in quel di Monza».
PDL IN PROCESSIONE A PALAZZO GRAZIOLI
Il capogruppo del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri, ed il suo vice, Gaetano Quagliariello, sono nella residenza romana di Berlusconi, a Palazzo Grazioli. Con loro c’è il deputato del Pdl, Amedeo Laboccetta. Negli uffici del premier sono presenti il sottosegretario all’Interno Alfredo Mantovano e Saverio Romano, del gruppo dei Responsabili. A Palazzo Grazioli, in giornata, sono passati anche il ministro Altero Matteoli, il sottosegretario Gianfranco Miccichè e la vice capogruppo del Pdl alla Camera Iole Santelli. Ha lasciato Palazzo Grazioli, senza rilasciare dichiarazioni, l’avvocato di Berlusconi, Niccolò Ghedini.
DIFESA BERLUSCONI: FINORA NOI SOLO SPETTATORI
«Finora noi siamo stati solo spettatori». Lo dice l’avvocato Piero Longo, che assiste Silvio Berlusconi insieme al collega Niccolò Ghedini anche nella vicenda Ruby. «La procedura è legittima – aggiunge il legale del premier – come la richiesta della Procura e la decisione del gip di rinviare a giudizio, ma il codice non ha consentito e non consente la nostra partecipazione, per cui siamo stati costretti a vedere quello che accade senza poter intervenire».
GIP, ACCUSA È FONDATA
Il materiale probatorio raccolto dalla Procura di Milano è tale da sostenere l’accusa a carico di Silvio Berlusconi in giudizio. Lo sostiene il gip di Milano, Cristina Di Censo nel decreto con cui ha rinviato a giudizio con rito immediato il presidente del Consiglio. Nel suo provvedimento, di circa 30 pagine, il gip precisa di non riferirsi alla «prova della responsabilità», ma alla «fondatezza» dell’accusa. In altre parole, il giudice non anticipando il suo ruolo che non è quello di pronunciare una sentenza in questa fase del procedimento, ritiene che occorra un processo per valutare se questa accusa, al momento fondata, possa trasformarsi in un verdetto di colpevolezza per Berlusconi.
DI PIETRO: SE NON SI DIMETTE, PROVVEDANO ISTITUZIONI E ITALIANI
Per Antonio Di Pietro «è necessario che Berlusconi lasci la carica di presidente del Consiglio, giacché la parte lesa del suo comportamento è il governo stesso, il ministero degli interni che lui, con l’atto di concussione in cui è imputato, avrebbe reso parte lesa». Aggiunge il leader dell’Idv: «Se neanche ora si dimette, il Parlamento, il capo dello Stato, le istituzioni tutte e da ultimo il popolo italiano con il referendum sul legittimo impedimento devono provvedere loro a mandarlo a casa, come fanno altri popoli che vedono la tirannia alle porte».
PROCESSO, PARTI LESE PROBABILI ASSENTI
Con ogni probabilità il processo a Berlusconi, che inizierà il prossimo 6 aprile davanti ai giudici della quarta sezione penale del Tribunale di Milano, vedrà in aula solo due parti, la procura e la difesa. Difficilmente si costituiranno parte civile organismi e persone individuati dalla procura e dal gip come parti lese: il ministero dell’Interno, i tre funzionari di polizia Piero Ostuni, Ivo Morelli e Giorgia Iafrate (rispetto al reato di concussione), la marocchina Ruby minorenne all’epoca dei fatti (rispetto al reato di prostituzione minorile). In teoria potrebbe costituirsi parte civile la presidenza del Consiglio dei ministri, ma è quanto meno improbabile.
FRATTINI: FAMIGLIA CRISTIANA SEMPRE CONTRO BERLUSCONI
Per il ministro degli Esteri Franco Frattini «Famiglia cristiana ha sempre parlato fuori dalle righe, in modo estremamente ingeneroso nei confronti del presidente del Consiglio». Lui non vede, a differenza del settimanale, alcuna nemesi storica nel fatto che Berlusconi sarà giudicato da un collegio di sole donne», non ha nulla da temere»
BERLUSCONI-GHEDINI, INCONTRO QUATTRO ORE
Dopo circa quattro ore si è concluso l’incontro tra Berlusconi, di ritorno dalla Sicilia, e Niccolò Ghedini, deputato Pdl e avvocato del premier, per fare il punto legale. A palazzo Grazioli c’era anche il sottosegretario Gianni Letta.
BRUNETTA INORRIDITO
Il ministro della Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta, si dice «inorridito dalla barbarie del dibattito politico». Definisce l’opposizione come «avvolta da un sudario perbenista, s’incaponisce a prevalere a dispetto dei responsi elettorali». E’ quel ritornello a cui accenna Susanna Camusso nella dichiarazione riportata qui sotto.
CAMUSSO: IN UN PAESE NORMALE SI DIMETTEREBBE
Il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, sul sito del sindacato osserva: «Se fossimo in un paese normale», la decisione del gip milanese porterebbe «alle dimissioni immediate di Berlusconi. Questa scelta compiuta dai magistrati di Milano sulla base della evidenza processuale dimostra che nel nostro Paese si può ancora credere che la giustizia sia uguale per tutti». Commentando le dichiarazioni che si susseguono , Camusso nota che «ricomincia un ritornello antico: la giustizia ad orologeria, la persecuzione del presidente del Consiglio, il conflitto d’interesse, il conflitto istituzionale e, ovviamente, la magistratura ha tutte le colpe. Siccome siamo una organizzazione responsabile dico che questo Paese ha diritto che ci si occupi della straordinaria crisi economica e non delle stanze private del presidente».
GRANATA, FLI: SILVIO, DIMETTITI, SE NON ORA QUANDO?
«Berlusconi dimettiti: se non ora, quando?». Così il finiano Fabio Granata si rivolge al premier. «Il rinvio a giudizio immediato per reati gravissimi e infamanti obbliga il premier a fare subito un passo indietro Per salvaguardare ciò che resta della dignità nazionale».
FEDE: CONDANNA GIA’ DECISA
Emilio Fede all’Ansa: condanna già decisa: «Il processo, e la condanna già scritta dai media, è stato già fatto attraverso la stampa. Con una campagna mediatica che ha distrutto gran parte delle persone che non hanno commesso nulla di male. Oggi essere considerato innocente o colpevole non ha alcun valore». All’agenzia Ansa il direttore del Tg4 aggiunge: «Andrò dai magistrati e dirò loro: ‘signori cari voi sapete come stanno le cose decidete pure quel che vorrete, io mi avvalgo della facoltà di non rispondere’. Poi saluterò i magistrati come faccio con i telespettatori del mio Tg: ‘Vi ringrazio di avermi seguito, buona serata su Retequattro».
BELISARIO, IDV: NON RICONOSCO ALFANO MINISTRO
Per il presidente dell’Idv, Felice Belisario, «è una vergogna, Alfano è inadatto a servire il Paese perché preferisce servire il capo del suo partito. Non lo riconosco come ministro della Giustizia perché non fa gli interessi del popolo ma obbedisce solo agli ordini di Berlusconi».
BALDELLI, PDL, IN AULA: NO DIMISSIONI PREMIER
Il vice presidente del gruppo Pdl, Simone Baldelli, replica in Aula ai capigrppo di Pd e Idv Franceschini e Donati che hanno invocato le dimissioni del premier. la richiesta è «da respingere al mittente. C’è una maggioranza chiara nelle Camere, che lavora nell’interesse del Paese, Dunque andremo avanti, a governare». E se Berlusconi si fosse dovuto dimettere ad ogni inchiesta, la maggioranza di questo Paese non sarebbe stata rappresentata».
LEGALE DI MINETTI: CON BERLUSCONI POSSIBILE CONFLITTO
Nicole Minetti parlerà con i magistrati. Ma sarà Berlusconi a doversi adeguare alla sua difesa. Lo annuncia ad affaritaliani Daria Pesce, avvocato difensore della consigliera regionale della Lombardia indagata nell’ambito del caso Ruby. Secondo l’avvocato Pesce, «il cavaliere dovrebbe andare davanti ai giudici per spiegarsi». In caso contrario «potremmo entrare in conflitto se non si adeguasse alla nostra linea difensiva». Quanto al presunto rapporto tra i due, «confermo che tra loro c’era una relazione affettiva». «La Minetti – aggiunge – si presenterà e si difenderà. Molti fatti e circostanze se chiariti potrebbero portare alla assoluzione».
RUBY: VOGLIO SOLO STARE TRANQUILLA
«Voglio solo stare tranquilla». Karima El Mahroug, in arte Ruby ‘Rubacuori’, commenta così, al telefono del fidanzato Luca Risso, la notizia del giudizio immediato che il gip di Milano ha disposto nei confronti del premier Silvio Berlusconi. «Mi dispiace voglio solo stare tranquilla».
L’IMMANCABILE CAPEZZONE: NON PREVARRANNO
Secondo l’immancabile Daniele Capezzone, portavoce del Pdl, «le dichiarazioni di Bersani rappresentano una fotografia del degrado antigarantista, antiliberale e antiprogressista della sinistra italiana. Ma non gli consentiremo di prevalere: un loro successo sarebbe la certificazione di un avvenire in cui le libertà e le garanzie dei cittadini sarebbero ridotte e forse perfino cancellate».
GELMINI: ATTACCO A SOVRANITA’ POPOLARE
Per Mariastella Gelmini nientemeno «è in corso un vero e proprio attacco alla sovranità popolare e ad un’istituzione dello Stato». Giudicare Berlusconi per accertare se ha commesso reati o meno equivale, per il ministro all’Istruzione, a «un potere dello Stato che tenta di condizionare la volontà degli elettori e di stravolgere uno dei principi cardine di tutte le democrazie: l’equilibrio tra il potere giudiziario, legislativo ed esecutivo. Non è un problema del centrodestra o di Berlusconi, ma dell’Italia». Appunto: un problema suo diventa un problema di tutti noi.
BORRELLI DAVANTI A PALAZZO GRAZIOLI
Berlusconi è in conclave a palazzo Grazioli a Roma con Niccolò Ghedini e Gianni Letta e casualmente davanti alla sua residenza romana passa Francesco Saverio Borrelli, l’ex pm del pool di Milano. «Perché non si può passare da qui?» ha detto ai cronisti. Ma di fronte alle domande dei giornalisti sullo scontro tra politica e magistratura, risponde: «È tutto sbagliato. È sbagliato parlare di scontro frontale con la magistratura».
DELLA VEDOVA, FLI: NON C’E’ UN GOLPE
Il vicepresidente vicario dei deputati di Fli, Benedetto Della Vedova, «I prossimi mesi non possono essere un rodeo pro o contro la magistratura. Il premier ha una difesa a cui non mancheranno i mezzi e non è discussione la sua innocenza fino a prova del processo. Quello in corso non è un attentato, non è golpe». Insomma: Berlusconi vada dai giudici.
IN AULA SOLO UN DEPUTATO PDL
Alla Camera nell’emiciclo mentre parla il capogruppo Pd Franceschini c’è quasi tutto il Pd, al completo sono i banchi dell’Idv; nei banchi del Pdl c’è solo Simone Baldelli.
FRANCESCHINI: NON FUGGA DA GIUSTIZIA
«Berlusconi non fugga dalla giustizia ma vada a dimostrare la propria innocenza. Sta facendo male al Paese. Non trascini l’Italia nella vergogna davanti al mondo».
DONADI, IDV, A PDL: SIETE MAGGIORANZA VIRTUALE
Per Massimo Donadi, capogruppo Idv alla Camera, nell’Aula di Montecitorio, «l’agonia politica di Berlusconi non deve diventare quella del Paese, si dimetta, si difenda davanti ai giudici. Ormai – ha detto rivolto al Pdl – siete maggioranza solo in aula e anche qui è maggioranza virtuale» come dimostrano «i banchi deserti» oggi nell’emiciclo. Il «Parlamento è alla paralisi: in un mese abbiamo approvato un solo testo di legge ed è dal 30 luglio scorso che non si adottano provvedimenti in materia economica per rilancio».
BERSANI, NOI CHIEDIAMO ELEZIONI ANTICIPATE
«Io chiedo le elezioni anticipate». È la richiesta del segretario del Pd Pier Luigi Bersani. Quanto alle affermazioni del premier Silvio Berlusconi che per sciogliere le camere serva un suo parere, Bersani ironizza: «Berlusconi è un fine costituzionalista ed essendo tale ha detto la sua. Un pò di studio in più sulla Costituzione non gli guasterebbe».
BERSANI, BERLUSCONI SI DIMETTA
«Noi chiediamo le dimissioni perchè è una situazione insostenibile». Così il segretario del Pd Pier Luigi Bersani, dopo la richiesta del gip di Milano di giudizio immediato per il premier. «Non ci occupiamo di reati – afferma Bersani- perchè questo è il lavoro della magistratura nè ci occupiamo di peccati perchè se ne occupa la chiesa. Noi ci occupiamo dell’Italia e non vogliamo che l’Italia sia allo sbando».
PECORELLA: TRE GIUDICI DONNE, IL PEGGIO
«Un collegio di tre giudici donne? Sicuramente questo non è un vantaggio per Berlusconi». Lo ha detto, a Cnrmedia Gaetano Pecorella, deputato del Pdl e avvocato: «Vedendo un milione di donne in piazza contro il presidente Berlusconi non credo che possa costituire un vantaggio un collegio di tre donne, anzi forse sarebbe davvero opportuno che il principio della parità possa essere rispettato anche nei tribunali. Ci sono reati, in particolare quelli sessuali su cui le donne sono più attente e sensibili e anche più motivate. Quindi, un collegio di tre donne è il peggio che si poteva pensare». L’avvocato manifesta un timore della sua parte politica. Ma se quel che dice è vero, forse è esattamente il contrario: meglio così perché almeno il giudizio sarà probabilmente più equo. E non darà “vantaggi”.
RUBY: ESCE UN LIBRO CON RACCOLTA INTERCETTAZIONI
Si intitola ‘Onorevole bunga bunga. Berlusconi, Ruby e le notti a luci rosse di Arcorè (BePress Edizioni, 480 pagine, 18 euro) e – secondo il curatore Marco Marsili – è il primo libro sul ‘Rubygatè. Il volume – disponibile nelle librerie dal 24 febbraio – contiene la trascrizione delle intercettazioni originali trasmesse dalla Procura della Repubblica di Milano alla Giunta per le autorizzazioni della Camera.
BERLUSCONI RIENTRA A ROMA, AD ATTENDERLO AVVOCATO GHEDINI
Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, è rientrato a Roma dopo il sopralluogo in Sicilia per l’emergenza immigrati. Al rientro nella sua residenza romana di Palazzo Grazioli, il premier ha trovato ad attenderlo uno dei suoi legali, l’avvocato Niccolò Ghedini, giunto in Via del Plebiscito poco prima.
NAPOLITANO INFORMATO DURANTE CERIMONIA AL QUIRINALE G.LETTA VA VIA SUBITO DOPO
Giorgio Napolitano ha appreso durante una cerimonia pubblica nel Salone dei Corazzieri del Quirinale che il Gip di Milano ha fissato per il 6 aprile l’udienza per Silvio Berlusconi. A Napolitano è stato passato un biglietto contenente la notizia.
STORACE: BARBARIE GIUDIZIARIA
«Ormai siamo alla barbarie giudiziaria. I criminali stanno in libertà, ma Milano indaga sulle lenzuola» afferma Francesco Storace Segretario Nazionale de «La Destra».
FINOCCHIARO: VIA BERLUSCONI SI PUÒ RAGIONARE
«Le stizzite reazioni di autorevoli esponenti del PdL all’intervento di Pierluigi Bersani su ‘La Padanià testimoniano la fragilità che si vive in quel partito. La posizione di Bersani è coerente nel comportamento che il Pd ha tenuto in Parlamento nella discussione sul Federalismo».
CAMUSSO, DIMISSIONI IMMEDIATE
«Se fossimo in un paese normale» la decisione di giudizio immediato per Silvio Berlusconi «corrisponderebbe alle dimissioni immediate del presidente del Consiglio». Lo ha detto la segretaria generale della Cgil, Susanna Camusso parlando a Bari all’assemblea regionale del sindacato. L’annuncio della decisione del gip di Milano data da Camusso dal palco dell’assemblea è stata accolta da un lunghissimo applauso.
FRANCESCHINI: VADA DA GIUDICI E SI DIMETTA
«Berlusconi si proclama perseguitato e innocente. Allora vada a difendersi davanti ai giudici come tutte le persone che non hanno nulla da nascondere». Lo afferma il capogruppo del Pd alla Camera Dario Franceschini, che aggiunge: «e risparmi al suo Paese la figura di un presidente del Consiglio processato per prostituzione minorile».
BRUTI, ORA ANDREMO IN UDIENZA
Poche parole e molti sorrisi in Procura accolgono la decisione del Gip, Cristina Di Censo di mandare a processo col rito immediato Silvio Berlusconi. «Ora andremo in udienza», si limita a dire il capo della Procura Edmondo Bruti Liberati. L’accusa nei confronti del premier è stata sostenuta nel corso delle indagini, e lo sarà durante il processo, dai Pm Ilda Boccassini, Antonio Sangermano e Pietro Forno.
Longo: 3 donne? Le signore sono gradite…
«Benissimo, le signore sono gradite e qualche volta gradevoli». Così Piero Longo, avvocato del premier, ha commentato la notizia che Silvio Berlusconi sarà giudicato da un collegio tutto femminile. «Abbiamo già tre donne nel processo Mills», ha ricordato il senatore rispondendo ai cronisti a Palazzo Madama.
Berlusconi dalla Sicilia annulla conferenza stampa e rientra a Roma
Il Premier Silvio Berlusconi ha lasciato Mineo senza fare dichiarazioni nè commentare il giudizio immediato sulla vicenda Ruby . Il presidente del consiglio è uscito in auto dal residence degli Aranci di Mineo dopo aver tenuto un sopralluogo nella struttura che potrà ospitare migliaia di immigrati sbarcati in Sicilia. Secondo quanto si appreso, il premier non parteciperà alla conferenza stampa alla Prefettura di Catania ma rientrerà immediatamente a Roma per impegni improrogabili.
Udienza il 6 aprile
Il processo a Silvio Berlusconi comincerà il 6 aprile, alle ore 9.30, davanti alla quarta sezione penale del tribunale di Milano in composizione collegiale. «In data odierna – si legge in una nota firmata dal presidente dell’ufficio gip di Milano, Gabriella Manfrin – il giudice per le indagini preliminari Cristina Di Censo, ha depositato il decreto con cui si dispone ai sensi degli articoli 453 e seguenti del codice di procedura penale, giudizio immediato a carico dell’onorevole Silvio Berlusconi» per i reati di concussione e prostituzione minorile.
I reati
A Berlusconi la procura contesta di aver abusato della qualità di presidente del Consiglio per indurre i funzionari della procura di Milano, la notte del 27 e 28 maggio dell’anno scorso, ad affidare Ruby alla consigliera regionale Nicole Minetti e per avere avuto rapporti sessuali con la giovane marocchina ad Arcore.
Il Gip Cristina Di Censo, nel disporre il rinvio a giudizio per il premier, ha valutato tutte le «premesse processuali», come la questione della connessione dei reati di prostituzione minorile e concussione, e quella della competenza della procura di Milano ad indagare. Lo ha spiegato il presidente dell’ufficio Gip, Gabriella Manfrin. Dunque, il Gip ha preso in considerazione anche le memorie difensive dei legali del premier che sostenevano la competenza del tribunale dei ministri, e ha deciso per la competenza della procura di Milano. Saranno i giudici Carmen D’Elia, Orsolina De CRistofaro e Giulia Turri i giudici della quarta sezione del tribunale di Milano che comporranno il collegio che giudicherà il premier Silvio Berlusconi il 6 aprile prossimo nel processo con rito immediato disposto oggi dal gip sul caso Ruby.
Ruby e ministero Interno parte lesa
Il ministero dell’interno è indicato come parte offesa nel decreto con cui il gip di Milano, Cristina Di Censo, ha rinviato a giudizio Silvio Berlusconi col rito immediato, in relazione all’accusa di concussione mossa al premier. L’altra parte offesa è la giovane marocchina Ruby con la quale il premier, secondo l’accusa, avrebbe avuto rapporti sessuali quando lei era minorenne.
I legali del premier
«Non ci aspettavamo nulla di diverso». Lo dice l’avvocato Piero Longo, uno dei difensori di Silvio Berlusconi, commentando la notizia del rinvio a giudizio del premier per concussione e prostituzione minorile.
15 febbraio 2011
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Ciao China,
sono d’accordo con te ieri a Fidenza una porcheria è stata perpetuata, ancor più d’accordo quando dici il mio compito è stare in strada, nei blog……. volevi convincere 2 o 2mila persone???? Non so quante ne convincerai ma una ( me ) l’hai centrata!!!!!
Comunicare- parlare- diffondere- questa è parte della democrazia, e qui nella risposta al tuo scritto (citando anche l’articolo di William Vernazza che parlava di cultura di guerra riferendosi alla giornata del ricordo al Teatro Magnani) sono a sperare anche io che 2 persone condividano l’appello per arrivare alla proposta
di GINO STRADA ED EMERGENCY PREMIO NOBEL PER LA PACE 2011
CHINA 65 MOLLARE MAI !!!!!!
“Per Gino Strada e Emergency Premio Nobel per la Pace 2011″Documento
DA CONDIVIDERE E DIFFONDERE PER TUTTI GLI AMICI ISCRITTI
.COMUNICATO STAMPA
“Per Gino Strada e Emergency Premio Nobel per la Pace 2011″
01 Febbraio 2011 – Parte da Facebook la Campagna Internazionale per sostenere la candidatura di Gino Strada e Emergency al Premio Nobel per la Pace 2011: http://www.facebook.com/home.php?sk=group_194099883934364&ap=1 -
Ci rivolgiamo, purchè citino la fonte dell’iniziativa, a:
- Tutti coloro che in questi anni hanno seguito, apprezzato e sostenuto l’impegno di Gino Strada e le attività di Emergency perchè aderiscano e diffondano questa Campagna
- Tutti i media nazionali e locali perchè rilancino la Campagna
- Tutti i giornalisti e gli operatori dell’informazione perchè scrivano intorno a questa Campagna contribuendo a diffonderne i contenuti (Radio, Tv, quotidiani, settimanali, mensili, media on-line)
- Tutti i politici nazionali e locali perchè con impegno facciano propria la Campagna
- Tutti i Bloggers, i coordinatori e gli admin di siti e portali web d’informazione perchè pubblichino e diffondano i contenuti della Campagna.
NOTA: “Emergency non ha ispirato questa Campagna, né sostiene sotto nessuna forma e con nessun mezzo ogni iniziativa a supporto della Campagna”
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Raffaele Pizzati
Walter Veltroni 16 febbraio alle ore 9.19
“Bossi deve staccare la spina se vuole salvare il federalismo”
Veltroni: “Berlusconi sa solo vivacchiare”. “Se si vota, vincerà la Grande alleanza”di CLAUDIO TITO
ROMA – “Il danno all’immagine dell’Italia è ormai pesantissimo. Il presidente del consiglio, se avesse senso di responsabilità, dovrebbe dimettersi”. Per Walter Veltroni il rinvio a giudizio di Silvio Berlusconi è l’ennesima lesione alla dignità del Paese. Una conferma che il Cavaliere non può più rimanere alla guida del governo. Che ha fatto sprofondare tutto nella palude dell’immobilismo. “Bisogna uscirne al più presto”.
E la decisione presa del Gip milanese può rappresentare davvero un punto di svolta?
“Di certo produrrà dei cambiamenti. Nei prossimi mesi il presidente del consiglio sarà nelle aule dei tribunali per rispondere di reati che non solo il pm ma anche il giudice delle indagini preliminari considera evidenti. Per il Paese sarà l’ennesima occasione di logoramento dell’immagine internazionale e di inasprimento del clima interno. Il nostro prestigio all’estero è in caduta libera. Giornali autorevoli, certo non di sinistra, raccontano il profondo disagio vissuto dall’opinione pubblica internazionale. Cosa penseranno quando vedranno il nostro premier ripreso dalla tv in tribunale?”.
Gli effetti si sentiranno anche nella politica interna.
“L’Italia è a rischio. L’ostinazione con cui Berlusconi mantiene il potere, la violazione di ogni regola costituzionale, ci ha fatto precipitare nella paralisi. La maggioranza c’è perché hanno acquistato qualche deputato, ma il governo non c’è”.
Lei ha in mente una soluzione?
“Se Berlusconi avesse senso di responsabilità e rispetto per gli italiani dovrebbe fare un passo indietro. Lo dico anche guardando al centrodestra: qual è la loro prospettiva politica? Vivacchiano ostaggi di un presidente del consiglio disinteressato anche alla sua parte politica. Vivacchiano – lo dico anche alla Lega – rinunciando persino al federalismo”.
Scusi, ma l’idea del passo indietro non appartiene al novero delle cose possibili per Berlusconi.
“Lo so. Ma la Lega deve sapere che la prospettiva di andare al voto con tre poli per poi pensare di fare un accordo postelettorale con Casini e Fini a favore di Tremonti è ora molto più difficile. L’idea di una Grande Alleanza sta maturando come reazione a questa deriva. Se si vota, loro – i leghisti – vanno all’opposizione. Tutti i sondaggi danno ad un’alleanza grande un vantaggio di dieci punti. Non capisco perché Bossi e la parte del Pdl con la testa sulle spalle non dicano a Berlusconi una cosa semplice: permetti un nuovo governo, allargato alle altre forze del centrodestra, per chiudere dignitosamente la legislatura con un altro premier”.
Se è sicuro di vincere le elezioni perché non le chiede subito?
“Le elezioni sono certo da preferire allo stallo pericoloso di un governo che non governa. Ma considererei un passo in avanti anche la fine definitiva dell’asfissiante dominio dell’estremismo berlusconiano e la nascita di un governo più rispettoso delle regole e di un civile confronto politico. Uscire dalla paralisi imposta all’Italia dall’autunno livido del berlusconismo è il primo obiettivo per rasserenare il Paese e ripristinare un corretto confronto tra maggioranza e opposizione”.
Grande alleanza quindi solo nel caso tutto precipiti subito.
“Se si va a votare, non faremo l’errore del ’94. Il centro e la sinistra non devono essere divisi. In questo, l’alleanza dovrà avere come orizzonte avrà alcune riforme chiare come quella elettorale, la riduzione dei parlamentari, l’informazione. L’obiettivo deve essere quello di dare all’Italia un vero bipolarismo”.
Chi dovrebbe guidarla?
“Ci sono diverse persone che potrebbero farlo ma non è questo il momento di fare nomi. Una persona che può riscuotere la fiducia di tutti. L’Italia ha bisogno di un ciclo riformista che solo il bipolarismo può dare. Io non ho nostalgia della Prima Repubblica. E non penso che fosse normale un governo con Mastella e Ferrero. Sull’Unione anche Nichi Vendola ha espresso giudizi non meno severi dei miei”.
In realtà il Terzo polo, suo potenziale alleato, non ci pensa proprio al bipolarismo.
“Non lo pensano in presenza di Berlusconi. Ma Casini e Fini si considerano giustamente uomini di un centrodestra civile, europeo. Dopo Brown è arrivato Cameron, dopo Bush è arrivato Obama. Ora, quindi, il punto è chiudere questa stagione. Risvegliarci da questo incubo in cui un tappo politico ha costretto tutti nella palude del conflitto berlusconismo-antiberlusconismo. In questo potrà aiutarci la ricchezza della nostra società civile”.
Si riferisce alla manifestazione di domenica scorsa?
“Certo. C’è una ricchezza di competenze, di sensibilità, di autonomia che sfida in modo moderno la politica ad aprirsi, a rinunciare ad arroganza, autosufficienza e approcci vecchi”.
È stato offerto anche un nuovo modello culturale?
“Si comincia a capire che Berlusconi ha vinto in questi anni perché ha egemonizzato la società con la distorsione dei valori. Va condotta con coraggio una battaglia culturale. I riformisti non possono essere solo un programma ma devono essere anche valori forti e una visione della società. Ad esempio contro individualismo e cinismo dobbiamo riscoprire la parola comunità che appartiene e unisce la tradizione della sinistra, dell’azionismo, del cattolicesimo democratico. Quella piazza è già post-berlusconiana e già immagina la ricostruzione dei valori della società”.
In che senso?
“Dobbiamo tornare a essere un partito capace di intercettare il cambiamento e l’innovazione. Se poi a sinistra cresce Sinistra e Libertà, non è un problema. È un’opportunità. A condizione che il Pd torni a essere un partito di centrosinistra coraggioso nell’innovazione e nella sfida ai conservatorismi”.
Progetti spesso condizionati dai litigi interni.
“È una fase in cui le contrapposizioni non ci sono. Dopo il Lingotto i sondaggi ci hanno dato in crescita, ora sono di nuovo in flessione. È la dimostrazione che dobbiamo riprenderci le nostre ambizioni. Essere Democratici è la più bella delle identità possibili. Le rivoluzioni vere le hanno fatte solo i riformisti. Ma è necessario che tutti prendano sulle spalle il destino di questo Paese. Magari organizzando una manifestazione in tutte le piazze di tutti i Comuni italiani. Solo bandiere nazionali in ogni città. Se non ora, quando?”.
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“Dobbiamo tornare a essere un partito capace di intercettare il cambiamento e l’innovazione. Se poi a sinistra cresce Sinistra e Libertà, non è un problema. È un’opportunità. A condizione che il Pd torni a essere un partito di centrosinistra coraggioso nell’innovazione e nella sfida ai conservatorismi”.
Progetti spesso condizionati dai litigi interni.
“È una fase in cui le contrapposizioni non ci sono. Dopo il Lingotto i sondaggi ci hanno dato in crescita, ora sono di nuovo in flessione. È la dimostrazione che dobbiamo riprenderci le nostre ambizioni. Essere Democratici è la più bella delle identità possibili. Le rivoluzioni vere le hanno fatte solo i riformisti. Ma è necessario che tutti prendano sulle spalle il destino di questo Paese. Magari organizzando una manifestazione in tutte le piazze di tutti i Comuni italiani. Solo bandiere nazionali in ogni città. Se non ora, quando?”.
Walter Veltroni
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C’è chi dice, non si sa perché, “quello è un pacifista alla Gino Strada”.
Come se fosse un insulto.
E’ accaduto, accade ancora.
Lo hanno anche detto autorevoli esponenti di centrosinistra quando il fondatore di Emergency diventava, ancora una volta, un problema.
Perché Strada è un problema.
Problema politico, innanzitutto.
Il suo “no alla guerra senza se e senza ma” è molto più di uno slogan, ormai detto, e non si sa perché, con disprezzo anche questo.
Ha il peso e l’autorità morale di chi passa la vita a curare i feriti di guerra in Afghanistan. Di fronte a questo è dura per un politico, che notoriamente non gode di grande popolarità (figurarsi di autorità morale) giustificare l’intervento dell’Italia in Iraq, per esempio.
Ma Strada è un problema anche di coscienza.
Dura girarsi dall’altra parte quando si sa che cosa sta facendo lui dall’altra parte del mondo mentre noi…
Mentre noi ci si arrabatta a cercare coerenza in un quadro caotico, lui no.
Per lui la coerenza è un discorso semplice: la guerra vista dalla parte delle vittime è sempre sbagliata. Punto.
………………………………………………
Mario Lancisi. Gino Strada. Dalla parte delle vittime.
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Il mondo è un posto pericoloso, non a causa di quelli che compiono azioni malvagie ma per quelli che osservano senza dire nulla.
Albert Einstein
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“Per Gino Strada e Emergency Premio Nobel per la Pace 2011″Documento
.LETTERA DA KHARTOUM (SUDAN) di Gino Strada
Tiziano era apparso come in una visione, nei giardini dell’ospedale di Emergency a Kabul: era l’inverno del 2001. Con la sua veste di cotone bianco come la barba, i sandali e una borsa di cuoio a tracolla, noi con giacche a vento e maglioni. Veniva dal Pakistan. Ha voluto girare subito per le corsie: salutava, chiedeva “come stai?” a gente sconosciuta, sorrideva ai bambini, ascoltava. Cenammo insieme quella sera, a “casa mia”. E parlammo a lungo, dell’India – “Dovresti venire a trovarmi nel mio rifugio vicino all’Himalaya”, un’altra promessa che non ho mantenuto – del nostro lavoro e delle sofferenze della gente dell’Afghanistan, che lui amava. E soprattutto parlammo, con molta tristezza, della follia della guerra e dei suoi perché. Ascoltavo i suoi pensieri. Sulla incapacità di molte persone di diventare esseri “umani”, sulla ricchezza talmente ricca da non avere più senso né uso possibile, sul razzismo, anche quello “democratico”, che sembra dilagare ovunque, sulla necessità – per Tiziano un bisogno fisico – di ricominciare a studiare, a pensare, a riconoscere sé stessi per ritrovarci tutti con un qualche sogno, speranza, progetto comune. Quando riuscii a rintracciarlo per telefono, nel settembre 2002, per proporgli di unirsi a noi nel lanciare la campagna “Fuori l’Italia dalla guerra”, Tiziano non esitò un attimo: “Ci sarò, ci vediamo a Roma per la conferenza stampa”. E per mesi fu un appassionato ambasciatore di pace, con la sua unica capacità di affascinare le coscienze e di riempirle di onestà e di verità. So che a Tiziano è costato molto quel periodo, togliendogli tempo alla meditazione che lo ha sempre accompagnato. “Per colpa tua – mi disse scherzando un giorno – sono rimasto prigioniero per troppo tempo in Italia. Parto per l’India la settimana prossima, ma sarò lo stesso con voi”. Ed è stato così. In molti momenti, nei più belli e in quelli più difficili dell’impegno di questi anni, Tiziano era lì, è venuto in mente a me e a tantissimi di noi. Un esempio, una certezza, un uomo che sapeva dare umanità, “curare” altri uomini proprio perché si era sempre curato di tutti, nella sua vita e nel suo lavoro di straordinario uomo di pensiero. Pochi mesi fa ho cercato di contattarlo: avevo bisogno delle sue parole e dei suoi pensieri. Non è stato possibile, e il perché ora lo sappiamo tutti. Stava scrivendo, ancora una volta cose importanti, forse le più importanti. Un giorno mi è arrivato un regalo da Tiziano: il suo ultimo libro. Con una dedica che mi ha fatto piangere allora e non smette di farlo oggi. Finisce così: “…e questo per spiegarti alcune mie assenze. Ma non preoccuparti, io ci sono nella lotta per la pace. Ci sono! E ci sarò sempre!”. (tratto da “Allistante – Newsletter di Emergency”, 29 luglio 2004)
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I media possono contribuire a far conoscere l’attività di Emergency collaborando alla comunicazione dei suoi progetti e alla diffusione gratuita delle sue campagne di solidarietà.
Per informazioni sui progetti umanitari e le attività di Emergency, contatta la sede di Emergency.
Ufficio stampa nazionale:
press@emergency.it, 02 863161;
simonetta@emergency.it, 02 863161, 348 3034282.
Per iniziative locali a Roma e nel Lazio:
stampa.roma@emergency.it, 06 688151.
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A tutti quelli che vogliono cambiare le cose, sia coi movimenti che coi partiti politici, lascio queste parole di Steve Jobs, fondatore della Apple.
“l’unico modo di fare un gran bel lavoro è amare quello che fate. (….) come le grandi storie d’amore, diventerà sempre meglio col passare degli anni. (…) Non accontentatevi. (…) Siate affamati. Siate folli
Io nel mio piccolo in questi anni l’ho fatto, me lo han fatto pagare sto pagando ed il peggio forse verrà ora… ( i forti esistono cavolo se esistono ) ma non mi pento.. potranno toglierci tutto ma non i nostri sogni e la voglia di realizzarli.
Raf
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Per fratturare la simpatica egemonia epistolare del buon Pizzati,provo a proporre al popolo della notte alcune riflessioni che riguardano l’ultimo impegno cinematografico del grande maestro Ermanno Olmi,un affascinante apologo sull’immigrazione e sull’integrazione.Scrive il regista dell’albero degli zoccoli:”…ho capito quanto fossi ignorante,informato magari ma ignorante.Mi chiedo quale futuro mi resti,non un futuro temporale,quello che si misura con l’orologio o il calendario ma quello del cuore,dei sentimenti per cui un istante può valere un’eternità.A questa mia età che mi avvicina al congedo,penso che per guarire da questo nostro presente si debba far ritorno alla terra natale,dove è cominciata la vita:l’Africa.
Sarà l’Africa a salvarcie non il contrario,perchè ci farà riconoscere le origini,abbiamo bisogno di aiuto e loro possono darcelo…..”Olmi parla da poeta e da profeta,non teme la semplificazione perchè conosce il segreto della poesia e della semplicità profetica(come Tonino Guerra).
Alla presentazione del”villaggio di cartone”il nuovo impegno cinematografico del grande maestro, c’era anche Niki Vendola che ha voluto omaggiare il regista con queste,a mio avviso,bellissime parole:”Nessuno è più inattuale di Ermanno Olmi,intendendo ovviamente l’inattualità come valore di resistenza al nulla luccicante”.
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“Per Gino Strada e Emergency Premio Nobel per la Pace 2011″
Contenuto della pagina “Il mondo che vogliamo” è il titolo del documento che Emergency ha discusso durante il suo nono Incontro nazionale
(7-12 settembre 2010, Firenze)
Crediamo nella eguaglianza di tutti gli esseri umani a prescindere dalle opinioni, dal sesso, dalla razza, dalla appartenenza etnica, politica, religiosa, dalla loro condizione sociale ed economica.
Ripudiamo la violenza, il terrorismo e la guerra come strumenti per risolvere le contese tra gli uomini, i popoli e gli stati. Vogliamo un mondo basato sulla giustizia sociale, sulla solidarietà, sul rispetto reciproco, sul dialogo, su un’equa distribuzione delle risorse.
Vogliamo un mondo in cui i governi garantiscano l’eguaglianza di base di tutti i membri della società, il diritto a cure mediche di elevata qualità e gratuite, il diritto a una istruzione pubblica che sviluppi la persona umana e ne arricchisca le conoscenze, il diritto a una libera informazione.
Nel nostro Paese assistiamo invece, da molti anni, alla progressiva e sistematica demolizione di ogni principio di convivenza civile. Una gravissima deriva di barbarie è davanti ai nostri occhi.
In nome delle “alleanze internazionali”, la classe politica italiana ha scelto la guerra e l’aggressione di altri Paesi.
In nome della “libertà”, la classe politica italiana ha scelto la guerra contro i propri cittadini costruendo un sistema di privilegi, basato sull’esclusione e sulla discriminazione, un sistema di arrogante prevaricazione, di ordinaria corruzione.
In nome della “sicurezza”, la classe politica italiana ha scelto la guerra contro chi è venuto in Italia per sopravvivere, incitando all’odio e al razzismo.
È questa una democrazia? Solo perché include tecniche elettorali di rappresentatività? Basta che in un Paese si voti perché lo si possa definire “democratico”?
Noi consideriamo democratico un sistema politico che lavori per il bene comune privilegiando nel proprio agire i bisogni dei meno abbienti e dei gruppi sociali più deboli, per migliorarne le condizioni di vita, perché si possa essere una società di cittadini.
È questo il mondo che vogliamo. Per noi, per tutti noi. Un mondo di eguaglianza.
Grazie per l’ospitalità
Raffaele Pizzati
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Stordito dal frastuono del sig. Pizzati butto un sassolino nello Stirone e mi tuffo nei miei ricordi, così, per solleticare qualcuno a postare testi leggeri e ricchi di fatti e luoghi che coinvolgono Fidenza, come penso fosse negli inteti del Capitano della Nave. Dicevo dello Stirone, be io nello Stirone ho fatto il bagno come ancora oggi si fa in Ceno o in Taro (anche se meglio farlo ad inizio estate), e pensare che oggi per indicare una situazione poco chiara dico con tono ironico “…chiara come l’acqua dello Stirone”. Poi ancora che dire del parcheggio in piazza Garibaldi con le righe bianche fatte sui sanpietrini e il cono alla panna montata se non sbaglio dell’America Bar di via Berenini, e Guerre Stellari al cinema Italia …. Ma basta, sò che molti di voi potrebbero benissimo stendermi con le proprie memorie, diciamo che io partecipo con gli UNDER 40, quelli che hanno fatto le quartieriadi, quelle ricche in cui erano state regalate le borse e le magliette (anche se prudevano tanto erano sintetiche). Allora per chiuderla con una bella frase retorica “..quando si stava meglio anche se si stava peggio”. Oggi, di oggi cosa ricorderò tra 40 anni (urca vado avanti), sicuramente la metamorfosi terribile del territorio, le code sulla via Emilia, il perchè di uno svincolo della tangenziale che c’era già, che poi lo hanno chiuso, e poi lo hanno rifatto spostandolo più in basso; le incazzature per il mancato accogliemento dei figli al nido; il piano traffico, o qualcosa di simile, elaborato dall’Università di Venezia !!! che amo tantissimo ma che se non sbaglio ha canali e calli e tante altre cose per cui mi sono sempre chiesto che c’azzeccava con i nostri ingorghi…. e poi…., e poi mi riprometto di scrivere qualcosa di meglio la prossima volta, magari rispondendo a qualche altro nostalgico. Buonanotte a tutti e navigate al minimo, con un filo di motore… o di vento, o per i più fortunati facendosi trascinare dalla corrente.
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Vero Spettatore per avere fatto il bagno in Stirone bisogna avere qualche anno piu’ dei 40.
Io ce l’ho fatta a bagnarmi a valle della ponzella ( chi se la ricorda?), sotto il ponte della Cremona Fidenza e alle cascatelle dove mi ci portava mio padre.
Sono riuscito anche a ” grottare” e a gustare i pesci del nostro torrente e anche qualche gambero ( robe che oggi ti arrestano).
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Grazie, spettatoreattento, per avere forzato il blocco Pizzati e averci portato al largo, nel mare magno dei liberi ricordi.
Da quel che capisco, però, Raffaele non è uno invadente, credo anzi che sia di animo generoso e cerchi di riempire questo spazio bianco offerto dalla nave. E forse ha pure una notte bianca da riempire, un mestiere che lo tiene sveglio e allora chi propende per la politica e chi propende verso il tramonto mentre camminiamo verso l’alba.
Io sono con lei. Con la differenza che lei è più fortunato, perché è under 40. Ma se ha meno di quarant’anni com’è possibile che si sia bagnato in uno Stirone ancora pulito?
Nello Stirone l’hanno forse battezzata pochi giorni dopo la sua nascita? Se non è così, i conti non mi tornano perché mi dicono gli amici fidentini (io vivo altrove e sento che sono intorno nate le viole) che è dai deep sixties che l’acqua del torrente borghigiano non è più linda.
O forse è tutto relativo, ivi compresa la trasparenza delle fluviali acque nostrane.
Penso anch’io che l’intendimento dei nocchieri della nave sia quello di averci predisposto uno spazio notturno in cui sorseggiare rum osservando le stelle e chiacchierando in libertà, lontani dalla politica e dalle grane diurne.
Se facciamo a chi va più indietro nel tempo, io ricordo quando nella stazione ferroviaria c’era un’edicola dove si potevano acquistare quotidiani e riviste in inglese e francese.
Ricordo il cinema Italia con il pavimento di legno e i muri inzuppati di fumo. E il bar accanto dove una signora con il grembiule nero come un’archivista del Ventennio vendeva i Coccodè, indimenticabili gelati prodotti dall’artigiano fidentino Ramenzoni.
E ricordo un centro che pullulava di negozi dove si vendevano cose utili al posto di mille varietà di mutande. Genere merceologico che ci fa sembrare tra le persone più pulite del mondo mentre si sa che le mutande (mutandine, se parliamo di genere femminile) servono ad attirare il maschio in calore che, quando ha una certa età e si cimenta con pollastrelle non alla sua portata, si chiama vecchio sporcaccione o… accidenti stavo di nuovo per cascare nella politica, anzi no, nei cascami della politica.
Io ho detto la mia, avrei potuto dirne molte altre, ma attendo che qualcuno rilanci. Da Fidenza o da Salso non importa. Posso giocare indifferentemente su due tavoli. Perché vengo da un posto che non esiste più. Vengo da un posto di cui è stato fatto terra bruciata, ma soprattutto vengo dal passato remoto.
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Sono fuori tempo massimo, ma se non sbaglio la nave si è dimenticata di noi qualche sera fa e mi preme molto sottolineare che non sono un contaballe come uso dire. Il bagno l’ho fatto veramente, è stato uno e solo uno forse perchè la mamma dell’amico che mi aveva accompagnato e che era la promotrice dell’ideona forse si era resa conto che non era buona cosa; tant’è che ricordo ancora che non dovevamo bagnarci assolutamente la testa …… Temporalmente non sono molto bravo ad agganciare i ricordi alle date ma con certezza posso collocare il “battesimo” fidentino nell’estate del 76 o del 77. Ma non mi dilungo perchè i pensieri diurni sono troppo ingarbugliati con il resto degli accadimenti e degli impegni della giornata. Saluti e a una delle prossime notti, con qualcosa di più interessante da lasciarvi.
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corsari non era mia intenzione creare blocchi…. frastornare. Se così è parso chiedo venia….quante volte dubitavo scrivo? posto? A volte non lo facevo a volte si e sapete perchè? Per non lasciare dei vuoti per dare un senso a questo incredibile spazio concesso dall’EDITORE avevo il timore che potesse toglielo per la mancanza di un popolo notturno…. e poi anche perchè ho imparato che che ogni cosa prende senso se da un “io” poi passa a un “noi”.
L’ EDITORE si chiedeva … dove siete? A 100 metri o a migliaia di chilometri? I corsari son dappertutto grazie al gruppo di Gino Strada sono in contatto con persone attualmente nelle Antille, in Spagna… e per dare un senso a questa mia sorta di giustificazione informo che l’anno scorso GINO STRADA ed EMERGENCY erano arrivati nella sestina finale dalla quale è scaturito il Premio Nobel per la Pace 2010…. ci rendiamo conto che se si riuscisse a far ottenere quest’anno il Premio Nobel ad Emergency, l’agire a favore dei senza diritti da parte di Gino Strada avrebbe una valenza planetaria??
Mister Chips grazie per le gentili parole, un saluto di pace e fratellanza ti giunga al cuore:-))))
Raffaele
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8 MARZO FESTA DELLA DONNA
.pubblicata da Raffaele Pizzati il giorno martedì 8 marzo 2011 alle ore 1.24.
da Viviane Mell
accadde nel lontano 1908, quando a New York, 129 operaie dell’industria tessile Cotton scioperarono per protestare contro le terribili condizioni in cui erano costrette a lavorare.
Lo sciopero si protrasse per alcuni giorni finché, l’8 marzo… (o il 25 secondo alcuni), il proprietario Mr. Johnson bloccò tutte le porte della fabbrica per impedire alle operaie di uscire dallo stabilimento.
Ci fu un incendio doloso e le 129 operaie prigioniere all’interno dello stabilimento morirono arse dalle fiamme. Da allora, l’8 marzo è stata proposta come giornata di lotta internazionale, a favore delle donne.
La commemorazione, tutta americana, delle vittime è stata poi accolta in tutto il mondo come la giornata simbolo del riscatto femminile.
L’iniziativa di celebrare la giornata internazionale della donna fu presa per la prima volta nel 1910 da Clara Zetkin a Copenaghen durante la Conferenza internazionale delle donne socialiste…
dovremmo far si, che sia sempre l’8 marzo e ricordare a tutti che abbiamo gli stessi diritti degli uomini.
.
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Libia: bombardata Tripoli
Gb, anche aerei Raf hanno lanciato missili
20 marzo, 04:04
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Guarda la foto1 di 1 (ANSA) – ROMA, 20 MAR – Tripoli e’ stata bombardata prima dell’alba oggi. Lo riferisce la tv di stato libica. La contraerea e’ entrata in azione e si sono sentite esplosioni.
Secondo un giornalista dell’Afp, un aereo ha sorvolato la residenza-caserma di Gheddafi, nel sud della capitale. Intanto il ministero della Difesa britannico ha comunicato che anche la Raf (Royal air force) di Londra ha lanciato missili Stormshadow da alcuni Tornado GR4. Ieri erano stati lanciati oltre 110 missili cruise da navi Usa.
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Gino Strada: “Bisognava pensarci prima La guerra? Non si deve fare mai”
L’OPINIONE PUBBLICA TACE E LE COSCIENZE DORMONO
Da “Il Fatto quotidiano” del 20.03.2011, pagina 6.
“La guerra è stupida e violenta. Ed è sempre una scelta, mai una necessità: rischia di diventarlo quando non si fa nulla per anni, anzi per decenni”. Gino Strada, fondatore di Emergency (che tra l’altro proprio in questi giorni sta lanciando il suo mensile E, in edicola dal 6 aprile), mentre arriva il via libera della comunità internazionale all’attacco contro la Libia e cominciano i primi bombardamenti, ribadisce il suo “no” deciso alla guerra come “mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”, citando la Costituzione italiana.
Che cosa pensa dell’intervento militare in Libia?
Questo è quello che succede quando ci si trova davanti a situazioni lasciate incancrenire. L’unica cosa che auspico è che si arrivi in fretta a un cessate il fuoco. La risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu è molto ambigua nella formulazione: vanno adottate “tutte le misure necessarie per proteggere la popolazione civile”. Vuol dire tutto e niente.
Dunque, lei è contrario?
Assolutamente. Il mio punto di vista è sempre contro l’uso della forza, che non porta da nessuna parte.
Ma allora bisogna stare a guardare mentre Gheddafi bombarda la sua popolazione?
Sono un chirurgo. Non faccio il politico, il diplomatico, il capo di Stato. Non so in che modo si è cercato di convincere Gheddafi a cessare il fuoco. E poi le notizie che arrivano sono confuse e contraddittorie.
Però, alcuni punti sembrano chiari: che Gheddafi è un dittatore, contro il quale c’è stata una rivolta popolare e che sta massacrando i civili, per esempio…
Che Gheddafi sia un dittatore è molto chiaro. Che stia massacrando i civili è chiaro, ma impreciso: lo fa da anni, se non da decenni. E noi, come Italia, abbiamo contribuito, per esempio col rifornimento di armi. Se il principio è che bisogna intervenire dovunque non c’è democrazia, mi aspetto che qualcuno cominci i preparativi per bombardare il Bahrein. Che facciamo, potenzialmente bombardiamo tutto il pianeta? Sia chiaro, non ho nessuna simpatia per Gheddafi, ma non credo che l’uso della violenza attenui la violenza. Quanti dittatori ci sono in Africa? Bisogna bombardarli tutti? E poi: con questo ragionamento, la Spagna potrebbe decidere di bombardare la Sicilia perché c’è la mafia.
Questo conflitto però viene percepito come intervento umanitario, più di quanto non sia accaduto, per esempio, con quelli in Afghanistan e in Iraq. Lei non crede che questo caso sia diverso da quelli?
Ogni situazione è diversa dall’altra. I cervelli più alti del pianeta hanno una visione della politica che esclude la guerra. Voglio rifarmi a ciò che scrivono Einstein e Russell, non a ciò che dicono i Borghezio e i Calderoli. Sarkozy non mi sembra un grande genio dell’umanità. E dietro ci sono sempre interessi economici.
Ma qual è la soluzione?
A questo punto è molto difficile capire cosa si può fare. Si affrontano le questioni quando divengono insolubili. A questo punto che si può fare? Niente, trovarsi sotto le bombe. Non è possibile che si ragioni sempre in termini di “quanti aerei, quante truppe, quante bombe”. Invece, magari avremmo potuto smettere di fare affari con Gheddafi.
Che cosa pensa della posizione italiana?
Vorrei conoscerla. Frattini un paio di giorni fa ha detto che “il Colonnello non può essere cacciato”. Cosa vuol dire: che non si deve o non si può? Noi non abbiamo nessuna politica estera, come d’altra parte è stato ai tempi dell’Afghanistan e dell’Iraq.
Salta agli occhi come questa guerra stia scoppiando senza una vera partecipazione emozionale. E senza nessuna mobilitazione pacifista. Per protestare contro l’intervento in Afghanistan ci furono manifestazioni oceaniche in tutto il mondo.
A Roma eravamo tre milioni.
E adesso dove sono quei tre milioni?
Non è un dettaglio il fatto che le forze politiche che allora promuovevano le mobilitazioni, in Parlamento poi hanno votato per la continuazione della guerra. E, infatti, la sinistra radicale ha perso 3 milioni di voti.
Ma al di là della politica, l’opinione pubblica tace.
Questa guerra è arrivata inaspettata: se andrà avanti sicuramente ci sarà una mobilitazione per chiedere che si fermi il massacro.
Inaspettata o no, il silenzio del movimento pacifista colpisce.
Il movimento pacifista esiste e porta avanti le sue battaglie, da quella per la solidarietà, alla lotta contro la privatizzazione dell’acqua, al no agli esperimenti nucleari. E certamente si farà sentire per chiedere la fine del massacro.
Dunque, secondo lei non c’è un addormentamento delle coscienze?
Certo che c’è, e non potrebbe essere il contrario. Abbiamo un governo guidato da uno sporcaccione, e nessuno dice niente. Ha distrutto la giustizia, e nessuno dice niente. Sono anni che facciamo respingimenti e si incita all’odio e al razzismo. Non sono cose che passano come gocce d’acqua.
Dal Fatto Quotidiano del 20 marzo 2011
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hai 1 minuto e 40 secondi per poterlo ascoltare?
Gino Strada: no a questa guerra, ecco cosa si doveva fare – Video – Repubblica Tv – la Repubblica.it
tv.repubblica.it
I bombardamenti sulla Libia, parla il fondatore di Emergency. Intervista di Giuseppe Ferrante
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Emergency promuove un appello ai cittadini e alle associazioni per una giornata di mobilitazione nazionale sabato 2 Aprile 2011.
Ancora una volta i governanti hanno scelto la guerra. Gheddafi ha scelto la guerra contro i propri cittadini e i migranti che attraversano la Libia. E il nostro Paese ha scelto la guerra “contro Gheddafi”: ci viene presentata, ancora una volta, come umanitaria, inevitabile, necessaria.
Nessuna guerra può essere umanitaria. La guerra è sempre stata distruzione di pezzi di umanità, uccisione di nostri simili. Ogni “guerra umanitaria” è in realtà un crimine contro l’umanità.
Nessuna guerra è inevitabile. Le guerre appaiono a un certo punto inevitabili solo quando non si è fatto nulla per prevenirle.
Nessuna guerra è necessaria. La guerra è sempre una scelta, non una necessità. E’ la scelta criminale e assurda di uccidere, che esalta la violenza, la diffonde, la amplifica, che genera “cultura di guerra”.
“Questa é dunque la domanda che vi poniamo, chiara, terribile, alla quale non ci si può sottrarre: dobbiamo porre fine alla razza umana o deve l’umanità rinunciare alla guerra?
Dal Manifesto di Russell-Einstein, 1955
Perché l’utopia diventi progetto, dobbiamo innanzitutto imparare a pensare escludendo la guerra dal nostro orizzonte culturale e politico.
Il nostro “NO” alla pratica e alla cultura della guerra è un ripudio definitivo e irreversibile, è il primo passo per fare uscire la guerra dalla storia degli uomini.
“La guerra non si può umanizzare, si può solo abolire”
Albert Einstein
Primi firmatari:
Gino Strada, Carlo Rubbia, Luigi Ciotti, Renzo Piano, Maurizio Landini, Massimiliano Fuksas.
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EMERGENCY
“La guerra non si può umanizzare, si può solo abolire”: firma l’appello su http://www.dueaprile.it/
Due aprile 2011
http://www.dueaprile.it
Ancora una volta i governanti hanno scelto la guerra. Oggi la guerra è “contro Gheddafi”: ci viene presentata, ancora una volta, come umanitaria, inevitabile, necessaria.
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