Il conflitto in Libia va risolto solo dai libici
Scritto oltre una settimana fa, questo articolo è più che mai attuale nelle ore in cui l’Italia si prepara a entrare in guerra.
di Massimo Fini
Da più parti si chiede un intervento internazionale di peacekeeping in Libia. Naturalmente affidato agli americani e alla Nato che nell’ultimo decennio (Serbia, Afghanistan e, in parte, Iraq) sembra essersi arrogata il ruolo di superpolizia mondiale.
Un intervento della Nato sarebbe del tutto illegittimo dal punto di vista del diritto internazionale. Fino a qualche decennio fa era acquisito il principio della non ingerenza militare negli affari interni di uno Stato sovrano, tradotto poi, solennemente ad Helsinki, nel 1975, nel diritto dell’Autodeterminazione dei popoli. Peraltro gli stessi rivoltosi libici, pur essendo in evidente inferiorità militare, hanno detto chiaramente che non vogliono interferenze straniere e che il conflitto in corso è una questione fra libici che va risolta dai libici. Anche perché sanno benissimo che, si libererebbero di un dittatore per trovarsene sulla testa un altro: «l’Amico americano». Come è già avvenuto in Egitto.
Deve essere il sacrosanto verdetto del campo di battaglia a decidere la crisi libica. E quando un popolo intero, o la stragrande maggioranza di esso, si rivolta non ci sono bombardieri e tank che possano fermarlo. E sarebbe grottesco che paesi che, per interessi economici, hanno civettato con Gheddafi fino a ieri si prendessero la parte virtuosa di coloro che lo hanno scacciato che spetta solo ai rivoltosi libici che la stanno pagando col loro sangue. Inoltre quasi tutti gli interventi armati di «peacekeeping» (contraddizione in termini) si sono risolti nel loro contrario. Prendiamo la vicenda Serbia-Kosovo. Erano di fronte due regioni; quella degli albanesi che, per via di immigrazione, erano diventati la maggioranza e reclamavano l’indipendenza a quella della Serbia a conservare la sovranità su una regione che storicamente e giuridicamente le era sempre appartenuta e che era considerata «la culla della Nazione Serba».
Gli americani decisero che la ragione stava solo dalla parte degli albanesi, bombardando per 72 giorni una grande capitale europea, cristiana, come Belgrado e consegnarono il Kosovo agli albanesi. Il risultato è che oggi in Kosovo c’è la più grande base Usa del mondo e che si è realizzata, dopo quella di Tudjman nelle «Krajine», la più grande «pulizia etnica» dei Balcani: dei 360mila serbi che ci vivevano ne sono rimasti solo 60mila. Inoltre si è posto un precedente insidiosissimo.
Poniamo che fra trent’anni in Piemonte, ci sia una maggioranza musulmana e pretenda l’indipendenza dall’Italia. Come gliela si potrà rifiutare? In realtà gli americani (e i loro paggetti) vogliono intervenire in Libia non per motivi «umanitari», ma per una ragione opposta a quella per cui sono intervenuti in Kosovo. Temono che in Cirenaica si crei uno Stato musulmano integralista. Ma non sono gli americani, non siamo noi ad avere il diritto di decidere se la Cirenaica deve e non essere musulmana. Sono i libici. (Il Gazzettino, 11 marzo 2011)














Prima di intervenire avrei valutato attentamente se ciò che accade in Libia è un eccidio di massa da parte del medioevale Gheddafi. Odio il dittatore come e più degli americani ma pavento sempre l’intervento americano come gendarme del pianeta. Il numero di civili che cadranno sotto i bombardamenti e le incursioni alleate sarà maggiore o minore di quello fatto da Gheddafi? In breve, avrei preferito trattare che guerreggiare!
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Libia, Gino Strada: Sono contro gli attacchi a Gheddafi
Costituzione ripudia la guerra
TM News – 19/03/2011
ROMA – “Io sono contro la guerra. Lo dico da lustri e continuo a essere contro la guerra”. Lo ha detto Gino Strada, leader di Emergency, a Radio Capital. L`intervento dell`Onu avverrà per fermare gli attacchi di Gheddafi contro i civili. “E perché? Chi li fermerà mirerà dritto a Gheddafi?”. L`intento è quello di colpire le basi militari. “Probabilmente anche nell`intento di Gheddafi – ha risposto Strada – non si vogliono colpire i civili. Ma non è questo il problema. Il problema è il ricorso allo strumento guerra. Io sono contrario alla guerra per tante ragioni, una delle quali è che sono italiano e ho una Costituzione che ripudia la guerra”.
Consiglio di ascoltare la registrazione dell’intervista
Raffaele Pizzati
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Strada non è il mio preferito, ma sono d’accordo con lui. Parole sacrosante, come pure quelle di Massimo Fini.
Una guerra inutile, come tutte le guerre, ed in più estremamente vicina, che crea precedenti assai pericolosi.
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ma che devono fare le nazioni unite di fronte ad un dittatore che non vuole trattare per nessuna condizione al mondo e che continua a bombardare e sterminare i ribelli???
fate facile a dire trattare ma se la persona in questione non ne vuole sapere di trattare ???
vi siete gia scordati quando gli americani durante il conflitto della seconda guerra mondiale vennero in soccorso dei partigiani??
in quell’occasione tutti a osannare gli americani, ma allora anche li si sarebbe dovuto trattare con mussolini e hitler che hanno sterminato milioni di innocenti ?
non si puo’ trattare con certi dittatori sanguinari.
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Premetto che non escludo la guerra a priori, nel senso che esistono le guerre di liberazione o di difesa; ma rifletto su 4 aspetti che non mi convincono sull’intervento armato in Libia.
1- Gli Stati paladini dei diritti ( sacrosanti ) dei ribelli libici sono gli stessi Stati che han concluso affari con Gheddafi pure armandolo ben sapendo che è… ed era un feroce dittatore.
2- L’intervenire militarmente ( missili cruise e chi più ne ha più ne metta ) in una questione interna di uno Stato crea un precedente? … Si interverrà in Venezuela? In Cecenia?
3- A livello umanitario … conta meno la vita di un abitante di Tripoli rispetto a quella di un ribelle ? La domanda può sembrare una provocazione ma non la è..purtoppo.
4- L’articolo 11 della Costituzione mi pare che consenta di intervenire militarmente per portare la PACE FRA LE NAZIONI ( FRA ) inteso tra Nazioni in conflitto?? o tribù di una Nazione sovrana?
La guerra in Libia si poteva evitare forse isolando e non incensando Gheddafi, e bloccandogli le risorse finanziarie…. ma ormai speriamo che questo conflitto cessi il piùpresto possibile anche se temo il contrario.
PS
Nel Bahrein c’è petrolio??? dalla risposta deriva la salvezza dei ribelli in quel Paese!
grazie per l’ospitalità
Raffaele Pizzati
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Adesso ci sono i soldi della guerra. Quella che promette aiuti. È diventata buona la guerra, umana, generosa, compassionevole, umanitaria? No, ma deve farlo credere. È fondamentale creare consenso alla guerra, far vedere che belle cose produce. Ci avevano già provato in Kosovo. L’idea della ‘guerra umanitarià si è formata sostanzialmente in quell’occasione: quando si decide di bombardare, di ammazzare, conviene garantire che dopo arriveranno gli aiuti. Certo si tratta di molto danaro, ma in fondo costa quanto un giorno o due di guerra, è un costo aggiuntivo che vale la spesa: è pubblicità, è comunicazione. E il mondo ‘umanitariò, in buona misura, è stato al gioco.
– Gino Strada
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