La strada di Tabiano Castello era bianca

Pubblicato da Redazione il 13 marzo 2011 in Foto, Iniziative editoriali, Salsomaggiore |

Accolgo per primo l’appello che ho appena lanciato offrendo questa cartolina. Gli ippocastani del tratto di strada che va dall’ex osteria all’ex scuola elementare erano allora dei giovincelli. La strada era bianca. Che anni saranno stati? I Trenta o i Quaranta? Nei Sessanta erano dei fusti e ogni lunedì venivano collegati da una fune tesa sulla quale le massaie del paese mettevano ad asciugare il bucato. Che cosa non darei per avere una foto di quello spettacolo. Che cosa non darei per riavere uno di quei giorni.

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4 Commenti

  • avatar Editore scrive:

    Dottore,
    nec ultra crepidas. Né portiere né raccattapalle. Solo giornalista (sportivo) a futura memoria. A proposito, riveda un po’ la sua (nei Cinquanta gli ippocastani non potevano essere così gracili e non si trattava di prè-dla-fera ma di prè long), attraversato da una carraia che conduceva a Tabiano Terme. Si eserciti nella memoria. Per esempio scrivendo un bel pezzo sulla ragnatela di strade interpoderali che ricopriva tutte quelle colline, formidabili scorciatoie che oggi avrebbero un grande richiamo turistico. Naturalmente non dovrebbe omettere i nomi di chi ha fatto scomparire quei percorsi e perché. Non per suscitare nostalgie ma per capire come funziona il mondo dei prepotenti anche nella apparente (idilliaca) campagna.

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    • avatar l.cenci scrive:

      Ammiraglio insisto quello è il ”pré dla fera”il ”prélong”sta più in basso dove abitava l’allegra ciurma degli Ostigliesi,mi dispiace ma su questo invoco un giurì d’onore(intervisti la signora Bruna Dallatomasina),in ballo un secondo pranzo;per i sentieri e tratturi ci ho provato una volta,ma la perdita della mia adorata mamma Camilla,memoria storica delle campagne tabianesi,ha interrotto il mio sogno letterario,a Lei il testimone.
      In sostituzione del mio naufragio letterario provo ad omaggiarla di una poesia giovanile di Pavese che ho pescato nello scrigno disordinato dei miei ricordi.
      ”O colli dove nacqui sempre v’avrò nel cuore
      distesi alla gran luce del meriggio d’estate,
      silenziosi coperti i larghi fianchi di boschi,
      dov’io fanciullo ignaro scorrazzavo e già i primi
      sogni mi tormentavano e struggimenti di gloria,
      colli,oh colli,ove nacqui che svanite lontano
      oh sapessi mai dire ciò che siete per me!
      E vi rivedo ancora profilarvi nel cielo
      infiammato al tramonto e riodo levarsi
      su dalle coste vostre i canti che dai filari
      lieti i vendemmiatori gettavano alla brezza
      della sera,rivedo me stesso ancor fanciullo
      steso nell’erba fresca spaziare lo sguardo
      perdutamente in alto negli incendi di nubi.
      Oh quando mi sovviene di questi rapimenti
      che io chiuso in mezzo a voi m’ebbi ancor fanciullo
      mi ritorna nell’anima la speranza e confido.

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  • avatar L.cenci scrive:

    BELLISSIMA E STRUGGENTE,scusate la digressione intimistica ma questa immagine mi fa tornare indietro agli anni 50 ,credo sia proprio questo il periodo della foto(credo di Orzi e Pedretti),non so se sono nella lunga fila di alunni elementari ma non importa, per i veri e oimhé pochi tabianesi rimasti il piccolo sentiero attraversa quello che veniva chiamato”al pré dla fera”dove ogni anno si esponevano i compagni di lavoro e di sostentamento dei contadini:mucche,buoi,cavalli,asini,pollame ecc.Un rito sociale,uno scambio di amicizie e qualche volta di inimicizie,una festa di allegria e di solidarietà.
    Noi ragazzi del tempo avevamo a disposizione alcune trasgressioni che ora farebbero sorridere,qualche ”vidersa”fumata di nascosto,le fughe in pineta per sfuggire alle ”ire funeste”di don Zoppi,le partite di pallone interminabili per i tempi di recupero della palla che spesso,viste le pendenze,”doveva essere recuperata a volte anche a Tabiano Bagni.Il vostro commodoro non mi ricordo se giocava in porta o se era addetto al recupero del pallone….
    Grazie di cuore per avermi dato l’occasione di questa rimpatriata nostalgica,nell’ infuocata atmosfera preelettorale di Salso,un pò di refrigerio fa anche bene.Se trovate il colpevole della foto-beffa consideratemi prenotato per il pranzo da Oscar.

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  • avatar Leonardo Lupini scrive:

    Avendo nella mia collezione un paio di cartoline molto simili a quella presentata,
    spedite nei primi anni cinquanta, ritengo probabile che la lastra fotogratica dalla quale è stata ricavata risalga alla fine degli anni quaranta!
    Leonardo Lupini

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