Signor sindaco, perché non ha parlato con noi dell’antenna di via Fermi? L’abbiamo eletta noi, non la Telecom
La nuova antenna per la telefonia mobile installata in via Fermi.
Caro Sig. Sindaco Mario Cantini,
colgo l’occasione dello spazio che NC riserva ai suoi concittadini di poter esprimere le proprie esternazioni liberamente per farle pervenire una sorta di feedback. Si ricorda della discussione per la posa dell’antennone wind in via Fermi? Sì, sicuramente. Ma forse non tutti sanno come si è svolta la pratica e come è andata a finire, mi permetta di ricordaglielo e farlo sapere alla maggioranza di persone in modo che certe dinamiche non si dimentichino.
Ad agosto dell’anno scorso avete inviato una lettera agli abitanti limitrofi a via Fermi per avvisare che si stava valutando l’ipotesi di sistemare un’antenna sopra l’Irish Pub. E già qui sentimmo uno strano odore pervenire da quella missiva: come mai ci avvisavano per la semplice installazione di un’antenna? Non pensavo si dovesse avvisare per lettera raccomandata tutti gli abitanti della mia via per sistemare una parabola sul tetto. Bah! Saranno le nuove regole dell’amministrazione, mi sono detto.
Un po’ preoccupato però lo ero, perciò ho chiesto in giro e mi sono informato presso amici e tecnici del settore cosa si nasconde dietro una lettera ricevuta ai primi di agosto. In poche parole mi spiegano che è fatto d’obbligo alle autorità avvisare dell’installazione e che i cittadini hanno un mese di tempo per un eventuale opposizione. E qui sentimmo ancora di più l’odore acro della fregatura. Per quale motivo aspettare proprio il mese d’agosto per inviare la missiva?
A tempo ormai scaduto, i nostri prodi amici-tecnici si sono recati negli uffici tecnici a prendere la relativa documentazione e scopriamo così che si trattava, come già successo per l’antenna Telecom posta 100 mt. a destra della mia casa, di beccarci a 100 mt a sinistra della nostra abitazione un altra antenna UMTS. Può immaginare caro Sindaco come siamo stati contenti.
Nel frattempo la questione venne dibattuta sui vari blog, principalmente su NC: ognuno disse la sua e si formò persino un gruppo su Facebook, ma pare che si sia sciolto come neve al sole dopo un paio di pinte di Guinness.
Tra i tanti messaggi circolati, si scoprì innanzitutto che il problema non riguardava solo i cittadini limitrofi a via Fermi, il ragionamento era del tipo oggi a loro domani a noi. Ci furono parecchi contatti per capire meglio come opporci ma si capì subito che i margini di trattativa erano ristretti.
La legge è chiara, lo stato ha dato in uso le licenze per piazzare le antenne sul territorio italiano, i comuni devono concedere di conseguenza l’autorizzazione. Questo però non vuol dire che le multinazionali della telefonia possano piazzarle dove vogliono, il comune attraverso un piano coordinato può decretare quali siano i punti riservati agli antennoni e stabilire così un equa distribuzione delle antenne, con rispetto della salute dei cittadini e del paesaggio urbano. Si poteva insomma riguardare tutto il discorso coinvolgendo tutto il territorio fidentino, con un tavolo aperto, bloccando temporaneamente l’antenna in oggetto.
Ma così non è stato caro sindaco, negli uffici del comune da lei amministrato non esiste nessuno che si occupa di ciò, e men che meno hanno pensato di realizzarlo, fatto sta che complici o meno non si è potuto far altro che dire alla wind “prego si accomodi pure e la posizioni dove vuole”.
Con le corna spezzate e senza armi a disposizione i nostri amici tecnici hanno dato forfait, capisco quanto può essere duro metterci la faccia per scontrarsi contro i primi cittadini, immagino sia più comodo fare un tavolo di concertazione piuttosto di uno scontro. Qui tutti tengono famiglia e qualcuno anche più di una.
Arriviamo a dicembre e con somma sorpresa un’altra lettera giunse nelle nostre caselle postali, riguardava un incontro faccia faccia con tutti quelli preposti all’affare Wind. C’erano tutti, si ricorda? C’era lei, c’erano vari assessori, c’era il tecnico dell’Arpa e altri che non ricordo, tutti a spiegarci con tanto di grafici che l’antenna non fa male. Ne scaturì naturalmente un vivace battibecco, in più persone provammo a ricordarle che in molti paesi le hanno bloccate, in altri comuni le hanno mimetizzate e diminuite di potenza, ci sarà stato un motivo a tutto ciò? Una domanda su tutte: come mai se non fanno male non si possono mettere vicino agli asili o centri per gli anziani?
A conclusione di quell’incontro avevamo però tutti capito una cosa, vedendo come viene effettuata la cosiddetta democrazia partecipativa dove da una parte i regnanti spiegano i loro intenti e dall’altra parte noi sudditi sentiamo l’ombrello penetrare, di sicuro sappiamo che sono le antenne a provocare meno danni al nostro sistema neuronale.
L’antenna in via Fermi ora è diventata realtà, mi permetta quindi un ultima riflessione, se per caso fosse intenzionato nuovamente a emulare il suo predecessore, il camerlengo di città aperta, che tanto si prodigava a trapanarci i maroni con le sue assemblee cittadine con risultati medesimi ai suoi, le proporrò con vivo piacere un gesto, un gesto dello stesso oggetto che fummo costretti a sentirci penetrare nella sua assemblea partecipativa.
Lettera firmata














Il problema delle antenne è molto dibattuto e non esiste, ad oggi, una posizione univoca tra i tecnici e gli scienziati del settore inquinamento elettromagnetico:proprio per questo non è stata ancora emanata una seria legislazione al riguardo! Sta al buon senso degli amministratori locali saper scegliere i luoghi più appropriati per non causare proteste da parte dei cittadini.I quali debbono farsi sentire dalle autorità comunali e non accettare supinamente le antenne anche al centro delle città, come avviene anche a nord dell’Emilia, soprattutto nelle città del sabaudo Piemonte dove i sindaci leghisti lasciano installare tutto e di più!
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