E alla fine della bella festa, una sigaretta a testa
Pubblicato da Redazione il 12 marzo 2011 in Costume, Musica & Spettacolo, Riceviamo e Pubblichiamo |
Cari tutti
la decisione di «concedere» la festività del 17 marzo scambiandola con una festività soppressa mi ha fatto venire in mente quella bella canzone della festa offerta dal padrone e pagata dagli operai (Santa Caterina dei Pastai).
che potrebbe divenire inno ufficioso della prossima festività. Eccone due versoni, quella «storica» del 1964 e una più recente del Gruppo di Piadena, cantata in un bar.
A presto
PB
Il testo
Per Santa Caterina dei pastai il mio padrone ha fatto una bella festa il mio padrone ha fatto una bella festa insieme a tutti i suoi operai. Una bella festa tutta pagata dalla minestra all'insalata e alla fine della bella festa una sigaretta ... a testa! O come è generoso il mio padrone! (Parlato:) Mia tropp! Disse che siamo bravi a lavorare disse che bisogna collaborare per costruire nuovi capannoni. (Parlato:) Sé, sé ... però i capanon, la fuori serie, el palàs che custa 'na mucia de milion, l'è tuta roba nostra. E la Santa Caterina tutto questo lo sa; però non lo dice, imprisunada coma l'è anca lé in de 'na bela curnis durada. Per Santa Caterina dei pastai il mio padrone ha fatto una bella festa il mio padrone ha fatto una bella festa insieme a tutti i suoi operai. Una bella festa tutta pagata dalla minestra all'insalata e alla fine della bella festa una sigaretta ... a testa! (Parlato:) Coda!. E alla fine della settimana sulla busta-paga abbiam trovato la trattenuta della bella festa una trattenuta ... a testa. Una bella festa tutta pagata Dalla minestra all'insalata E alla fine della bella festa Una sigaretta… a testa!
Fonte: Gruppo Padano di Piadena, Le canzoni Create, presso Biblioteca Popolare di Piadena Informazioni: La canzone si riferisce a un fatto realmente accaduto in un pastificio locale. La testimonianza è stata raccolta da un operaio e trascritta da Mario Lodi. E' stata musicata dal Gruppo Padano di Piadena, utilizzando ed elaborando un motivo popolare di autore ignoto. (maria rollero)












