Era meglio Unameno

Pubblicato da Redazione il 4 marzo 2011 in Fidenza, Pubblica amministrazione |


Fidenza. Queste panchine della Unopiù, che da catalogo costano 575 euro l’una, stanno marcendo lungo via Donatori del sangue. Ma ve ne sono molte altre, nelle stesse miserande condizioni, lungo le principali piste ciclabili e pedonali della città.

E comprarne una in meno, ma tenerle meglio? Chiusa l’era dello sperpero, speravamo cominciasse quella della conservazione. Per la doverosa manutenzione si consigliano carta vetrata, pennello e unto di gomito.



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9 Commenti

  • avatar pluto scrive:

    Ottima osservazione!!
    E pensare che per qualcuno del PD fare mutui o investimenti per le manutenzione dell’esistente sono soldi buttati via…
    Mah….

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  • avatar Puke58 scrive:

    La Unopiu’ e’ una Azienda leeder nell arredo di giardini, quelli che non sono leeder sono i personaggi che ne hanno deciso l’acquisto.
    Pensavano che del legno lasciato alle intemperie sopravvivesse in eterno , in una citta’ dove la manutenzione del pubblico, verde pubblico in primis , e’ quasi assente?.
    A ben guardare poi si vede che non resistono manco le sedute in pietra, basta guardare nel parco del ponte romano.
    Una gelata o un vandalismo ne hanno demolita una , ma dall’amministrazione “manco per le balle” che mandano a ripulire e a mettere un cartello che avvisa la cittadinanza che si procedera’ alla riparazione appena possibile.
    In zona turistica poi.
    AMMINISTRATORI DOVETE ANDARE IN GIRO A VERIFICARE E POI A PRENDERE A CALCI IN CULO CHI NON FA’ IL PROPRIO DOVERE IN COMUNE, E GLI EVENTUALI VANDALI .
    Ma andi a medar va . !!!!!!!!!!!!!

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  • avatar Puke58 scrive:

    Naturalmente il leeder e’ il leader inglese.
    Riminescenze del passato londinese e del cockney.

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  • avatar carlo fetonti scrive:

    Ci vuole una bella fantasia pe spendere tale cifra per panchine in legno ovviamente
    facilmente degradabili,come ci vuole una bella fantasia,pensare alla manutenzione a Fidenza come ad esempio la casa, in legno, per musica dei giovani di fronte al Dico della Coop (via Togliatti).Ma forse la manutenzione in Italia costa di più del nuovo….forse…

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  • avatar frank spada scrive:

    Information overload – sovraccarico di informazioni – tutto sembra uguale a tutto?
    Non sarà che il British style non è più quello di una volta, che il ballo delle debuttanti a Vienna… che il petrolio sale alle stelle, che noi… certo 150 anni sono tanti, ma…
    Vabbé, buona domenica.

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  • avatar Arianna scrive:

    Il legno di teak è un legno duro e molto resistente agli esterni, tanto che viene utilizzato per i pontili delle barche.
    Il legno in questione, come si vede dalle foto, non è marcio, bensì sporco e verdognolo…causa: umidità e intemperie. E’ normale che un qualsiasi prodotto, nel nostro caso il legno, se lasciato all’esterno, per di più con lo smog della nostra città, possa assumere una colorazione diversa da quella bella e perfetta di quando lo si acquista ex novo.

    Tra l’altro l’investimento che è stato fatto suppongo sia stato fatto anche sulla base di considerazioni sul piano: urbanistico, architettonico, estetico e anche d’impatto ambientale.

    Credo che una triste panca in plastica avrebbe avuto una sorte molto simile, ma sarebbe stata di gran lunga più brutta.

    A me così ricorda tanto i parchi londinesi…solo che noi italiani siamo sempre troppo polemici per apprezzare un angolino dal gusto inglese e così piacevolmente caldo, senza lamentele….

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    • avatar Editore scrive:

      Gli inglesi fanno manutenzione.

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      • avatar Puke58 scrive:

        Non solo fanno manutenzione , ma per cio’ che riguarda il verde, descrivono i lavori che si stanno facendo ai contribuenti.
        E c’era uno “sveglione” che li chiamava ” perfida Albione”.
        Ci battono 10 a 0 su tantissime cose tranne che sulla cucina …. pero’ un bel piatto di fish and chips……

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  • avatar cesare scrive:

    Tutti i mobili in teak Unopiù sono creati per rimanere all’aperto senza bisogno di particolare manutenzione. La superficie del legno, infatti, è ricca di una particolare resina oleosa che a contatto con l’aria si ossida, proteggendo la parte più interna e donando al mobile una bella sfumatura grigio-argento. Volendo ripristinare l’originale colore arancio, basta passare sul mobile, dopo averlo lavato ed asciugato e carteggiato, un panno imbevuto di qualche goccia di olio di teak.

    http://www.unopiu.it/olio-e-coperture-per-mobili/confezione-di-olio-di-teak/242/58/249/

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