L’inquietante caso del democratico quartiere Europa, influenzato dal futurismo e dall’autarchia fascista
Mentre nell’albo pretorio, la vetrina degli atti ufficiali del Comune, vengono annunciate nuove costruzioni nel quartiere Europa, non si attenua la spinta ecologista che sta alla base di questo stesso progetto.
Trascuriamo le nostre iniziali perplessità sull’opportunità di edificare nella zona precollinare di Fidenza, percorsa da un sistema di canali e caratterizzata da conformazioni di terreno di particolare pregio ambientale. Canali o rivi che sono poi gli stessi ad avere modellato l’urbanizzazione storica della nostra città e, in alcuni casi, sia pure ridotti a fogna o collettore fognario, continuano ad attraversare Fidenza.
Trascuriamo l’irrisolto problema ambientale provocato dalla presenza della rete elettrica ad alta tensione, i cui effetti perniciosi sono stati ridimensionati non tanto dalla scienza applicata quanto dai media sensibili al mercato immobiliare.
Parliamo invece dei progetti ecologici che hanno riscosso applausi per chi li ha ideati, ma che sono rimasti sulle spalle di chi deve portarli a compimento.
E qui in realtà molto è stato detto. Chi non ha mai sentito parlare della centrale a biomasse in corso di costruzione e che assicurerà il teleriscaldamento e la teleregolazione estiva della temperature ai terreni del quartiere e alle abitazioni?
Alimentata da legno vergine secondo le intenzioni originali dei progettisti, la versatile centrale si è poi convertita al più comodo metano per ritornare ora alla legna. Se si opterà per la soluzione lignea, il trasporto della legna avverrà con autocarri alimentati a ciocchi da caminetto. Probabilmente sarà adatto ai nostri tempi democratici un vecchio progetto fascista escogitato durante gli anni dell’autarchia.
Già realizzati i nuovi orti sociali, anche se su di essi si è abbattuta la scure degli architetti che ne ha distrutta la semplicità naturalmente ecologica. Gli appezzamenti, ora delimitati da cemento colorato, somigliano alle tombe di una sorta di cimitero futurista.
La perla del quartiere, il vanto della bio-architettura, è un edificio «sostenibile» con emissioni zero. A detta del progettista Luca Rigoni, nasce da un lungo travaglio ideologico e cioè «dalla volontà di un gruppo di famiglie che, attraverso un percorso partecipato, in cui le decisioni non sono prese a maggioranza, ma con il metodo del consenso, ha partorito un progetto ad hoc».
Anche in questo caso il modello è di derivazione fascista, sia per quanto riguarda il sottofondo autarchico sia per quel richiamo al «consenso» decisionale contrapposto allo squallore di una scelta maggioritaria su base democratica.
D’inquietante in tutto questo c’è che tutto quanto si ripeterà ancora più a sud della città, dove sappiamo che i costruttori hanno già investito e stanno esercitando forti pressioni per ottenere nei modi più «democratici» possibili una partecipazione alla redazione del fantomatico Psc. Vedremo come il consiglio comunale sosterrà tali istanze in nome e in funzione dell’«interesse generale», del «bene comune», del «bene collettivo» e di altri beni meno immateriali.
Il quartiere Europa visto dalla pista ciclabile che conduce all’ospedale. Delimitati dalla recinzione rossa, i nuovi orti.


















Gli architetti pur di vendere i loro progetti si inventano le emissioni zero. Che come per il kilometro zero non esistono per definizione.
Come al solito si pensa più all’immagine che alle cose reali. Se voleva un condominio ad emissione zero, non lo costruiva. Tutto il resto non sarà mai ad emissione zero, perchè anche se lo farà costruire a mano, durante il lavoro verrà emesso gas serra in surplus. In più la trasformazione di terreno agricolo in cemento comporterà una ridotta fissazione di CO2 pari a qualche tonnellata per ettaro.
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Usate la parola fascista per altre cose per piacere.
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Copio e incollo dal testo:Mentre nell’albo pretorio, la vetrina degli atti ufficiali del Comune, vengono annunciate nuove costruzioni nel quartiere Europae ……….
ANCORA ?????????????? Con tutti gli appartamenti vuoti che ci sono?
Ma chi e’ che si puo’ permettere di costruire senza vendere?
Sarebbe ora che gli amministratori dessero degli “schiarimenti” , come recita il manifesto autarchico.
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Ambrogio Ponzi, da quel che abbiamo capito, ha usato i termini «autarchico» e «fascista» in senso storico e oggettivo, scevri da contenuti ideologici e insultanti. Ha suggerito somiglianze e affinità tra certe soluzioni del Ventennio e altre tornate in auge in regime democratico. Ha fatto ricorso all’ironia. Non ha insolentito nessuno. Non bisogna avere paura delle parole.
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Mi ripeto dicendo che la parola fascista usata per un gruppo di case e famiglie inopportuno.
Non è questione di avere paura delle parole… le parole hanno un peso… sono più violente di un pugno.
Di ironia non ne ho vista. Mi può per piacere indicare il punto dove l’ironia la fa da padrone in questo articolo?
Comunque se volete dare dei fascisti a delle famiglie fate pure. Secondo me è maleducazione.
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Visto che io invece voglio dare peso alle parole, alla provocazione di Ambrogio ,vorrei contraporre proprio una definizione opposta alla parola fascista.Ero presente quando Rigoni ha spiegato all’ex macello il suo “condominio” speciale.Mi era venuta proprio la voglia di lanciargli l’anatema del Cavaliere : sei un comunista!!!!!Ora chi mi conosce sa quanta importanza io dia alla parola democrazia ( al conseguente principio di maggioranza) visto che credo di essere il bloggista che , su Nave, usa di più tale parola.Ora la ricerca del consenso unanime è proprio invece (anche se riconosco i limiti e le difficoltà del caso) un principio comunitario cioè comunista.
Quanto all’autarchia energetica quando questa non sia d’intralcio agli altri credo che vada nel senso della ragione e del futuro.Inoltre, se non ho capito male, l’altra indicazione del progetto è quella di favorire, oltre ad un minimo di privacy, soprattutto la “comunicazione” tra i condomini, cosa che proprio non credo che si possa definire come fascista ne autarchica.Che poi le intenzioni rispondano ai risultati ,questo lo verificheremo più avanti.
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A parte il discorso del consenso o della maggioranza che probabilmente è solo un discorso ad effetto, la parte innovativa di questo progetto è proprio nel tentativo di favorire quella che tu chiami “comunicazione” tra condomini o “ecologia dei rapporti” che tra le utopie è quella più positiva.
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Nelle scorse settimane ho ricevuto Mauro Serventi e Luca Rigoni, che mi avevano richiesto un incontro per presentarmi l’edificio in questione sotto i due profili che lo hanno ispirato: Mauro quello sociale, umano e solidaristico; Luca quello progettuale che, oltre agli aspetti ambientali, ha tenuto conto dei principi ispiratori del progetto.
Tutto mi ha colpito di questa iniziativa, ma, soprattutto la luce negli occhi di Mauro, che trasmetteva la gioia per essere riusciti a costruire la propria cosa ed a farlo in quel modo di forte condivisione.
Mi pare essere una bella esperienza di vita; non credo possa essere un modello unico, ma può essere sicuramente replicabile, specie in momenti difficili come questi.
Per qualcuno potrà forse avere il sapore antico dell’autogestione, ma al Sindaco piace che un gruppo di cittadini abbia avuto la capacità di sfidare l’individualismo sfrenato che domina il nostro vivere.
Mario Cantini.
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Belle parole Mario , ma tornando con i piedi per terra e vista la Tua ( il Tu e’ dovuto al fatto che ci si conosce) nuova anima ecologista, non potresti passare nella zona di via Ariosto dove l’area ex case popolari e’ diventata una discarica a cielo aperto?
Queste cose rendono Fidenza piu’ simile a Napoli che a una cittadina del nord Europa.
Inoltre ” a saris ura” di fare qualcosa per colpire questi ” vigliacchi scaricatori di rudo” una volta per tutte.
Ambrogio, quando servi per un paio di foto non ci sei mai.
P.s.Sindaco, ma nessuno dell’Amministrazione va mai in giro per Fidenza?
Sai perche’ lo chiedo , perche’ la situazione sopra esposta e’ ben visibile a chi transita sul marciapiede.
E’ mai possibile che tocchi sempre ai cittadini denunciare questi disastri e mai una volta che gli Amministratori , e/o i loro sottoposti , si muovano di loro spontanea volonta’ ?
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Case ad emissione “zero” ,s’intende credo, che una volta costruite non necessitano più,per il futuro, energia per riscaldamento o raffreddamento dall’interno.Se paragonate con il parco case di Fidenza ,obsoleto ed vetusto dal punto di vista dell’isolamento e delle tecniche piu recenti( vedi geotermia)di scambio energetico,credo proprio che siano da prendere in considerazione come modello ,come lo sono già di fatto nelle zone più evolute d’Europa.Per quanto rigurda l’occupazione di suolo agricolo sono ovviamente d’accordo che serve un ripensamento ed una programmazione di spazio abitativo per abitante che definisca il limite invalicabile di sviluppo urbanistico della città.Questo penso sia il lavoro,non semplice ma necessario, che dovrà essere fatto in futuro da chi amministra.Il limite è ,ovviamente ,che il suolo è un bene finito (come tanti altri ,acqua,aria,ecct.)
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A proposito di Democrazia e consenso
In una comunità di individui ci sono molti modi per prendere decisioni e sicuramente nessuna di tali modalità è perfetta.
Siamo cresciuti in una cultura che considera la democrazia di stile occidentale un valore supremo, dove il principio di “una testa, un voto” è il solo potere di cui ciascuno ha bisogno. La democrazia sembra ridursi al compito di eleggere un esecutivo che prenda tutte le decisioni, e a rinominarne uno successivo ogni qualvolta il precedente decade. Nel voto democratico maggioritario, di solito, a livelli sia macro che micro, una minoranza significativa è profondamente scontenta del risultato.
In questo modello sono implicite grosse battaglie per il potere; il perdere o il vincere sono della massima importanza.
In un quadro politico dove la demonizzazione dell’altro, la supremazia delle proprie posizioni su quelle altrui, il linguaggio spesso violento, sembrano gli unici strumenti per ottenere consensi, ci si è abituati a dividere il tutto tra vincenti e perdenti senza ricerca di un dialogo costruttivo. Si è perso sempre di più il concetto delle relazioni come patrimonio da salvaguardare e coltivare insieme, mentre posizioni sempre più individualiste ed estremismi sembrano avere la meglio sui tradizionali strumenti di confronto democratico. Si potrebbe riassumere il tutto affermando che il dialogo è stato sostituito da tanti monologhi, l’ascolto dalla diffidenza , i valori dall’immagine. Siamo certi comunque che vi siano ancora tante persone che percepiscono tutto ciò con disagio e che, lontane dal rassegnarsi, ricerchino percorsi di cambiamento sociale che riportino al centro la persona, che incoraggino sempre più la partecipazione costruttiva come alternativa alla sfiducia e all’individualismo.
Il consenso è un processo in cui non può essere raggiunta alcuna decisione a meno che tutti i presenti non abbiano la deliberata volontà di accettarla.
Il consenso pone priorità sulla coesione e la stabilità del gruppo, piuttosto che sull’ansia di arrivare a delle veloci soluzioni e risposte. Il processo consensuale può essere lento e arduo. C’è bisogno di riconoscere che il problema del singolo membro del gruppo è un problema di tutto il gruppo. Comunque sia, se le minoranze vengono ascoltate, non solo la decisione finale è spesso migliore di quella che la maggioranza potrebbe velocemente imporre, ma tale decisione ha più probabilità di ricevere un ampio supporto nel momento della sua attuazione.
La responsabilità è così più equamente distribuita, ed i membri diventano anche reciprocamente più sensibili e coinvolti.
Tremendo e sovversivo attentato alla scelta maggioritaria su base democratica? Autocratico ed Utopico? Metodo fascista? Metodo comunista? Sinceramente lascio ad altri l’apporre etichette, ogni opinione è legittima, a me pare semplicemente più umano.
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A Lucio Arcari
visto che hai esposto argomenti a me molto cari e che da tempo cerco di porre all’attenzione del sito ed alla politica fidentina,ti copio ed incollo un post di qualche giorno fa.
—– Io ho qualche anno più del Sindaco e da oltre 40 anni seguo la politica con i suoi cicli ripetitivi.Sistematicamente ho visto il sistema politico litigare quando le cose sembravano andare bene e poi fare il “tutti zitti e fermi”, perche la democrazia è in pericolo, essendo sottoposto all’ attacco della brigate rosse , nere , verdi, delle stragi, o delle varie mafie di cui è ricco il nostro paese.Per poi riprendere tranquillamente a litigare appena passata l’emergenza più grave,poiche l’emergenza in realtà l’Italia l’ha sempre avuta, bastì pensare ai 61 governi in 60 anni.Che c’entra la “competizione” con tutto quello che ho detto, centra con le “offese ed il fanatismo”( parole del Sindaco) indotto dal sistema partitocratico. Ricordo che il nostro Consiglio Comunale è stato prottagonista di contrapposizioni verbali e personali solo qualche mese fa.La partitocrazia che porta in assemblea i partiti porta con se la competizione.I partiti sono soggetti antagonisti, i partiti vivono sulla differenzazzione,un partito ha senso solo se è diverso dagli altri per cui nella ricerca della diversità fnisce inesorabilmente a ricercare cio che divide e non ciò che unisce.Si può ragionare tra soggetti devono essere, per principio diversi, altrimenti scompaiono? No e ovviamente si finisce sempre per litigare anche e soprattutto, in aggiunta, dove gli esecutivi sono instabili in virtù del cosidetto voto di fiducia,principio che non appartiene certo alla democrazia.Ne appartiene alla democrazia avere assemblee di nominati con maggioranze virtuali costruite con la legge elettorale del “democratico” Mussolini. Se invece si portano in assemblea delle persone elette liberamente ed individualmente (come dice del resto la Costituzione) la competizione finisce poichè i voti che eleggono una persona non sono voti che servono necessariamente alle altre persone.Ad una persona eletta non serve avere più voti di un’altra pure essa eletta..L’assemblea delle persone è fatta tutta di eletti e vincenti.All’assemblea dei partiti invece serve una magioranza di governo ,che diventa “il vincente” e le opposizioni che diventano “i perdenti” con il clima di contrapposizione e di concorrenza che ne consegue per cui le legislature (meglio i Mandati secondo l’Editore) diventano campagne eletorali in progress.Le campagne elettorali devono finire con le elezioni, ma con i partiti così non è così poichè vale costantamente il principio per cui “più ti mando giù e più elettoralmente mi tiro su”.Ovviamente non mi riferisco al caffè.—–
Per capire in modo definitivo la questione digitare il tag “partitocrazia”
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