Ferrara usurpa Radio Londra

Pubblicato da Redazione il 27 febbraio 2011 in Mass media, Televisione |

Il colonnello Harold Stevens ai microfoni di Radio Londra.

Quasi non bastasse l’aver imposto Minzolini a battere a tempo pieno la grancassa berlusconiana al tg 1, quasi non bastassero le trasmissioni di Bruno Vespa e di Vittorio Sgarbi in prima serata tv, adesso a cantare la canzone di Renzo Arbore «Vengo dopo il tg e poi mi piazzo lì!» sarà Giuliano Ferrara.Il consigliori di Berlusconi occuperà lo spazio che già fu di Enzo Biagi (che, come tutti sanno, fu espulso dalla Rai con editto bulgaro). Si chiamerà Radio Londra la trasmissione del noto mutandaro devoto al Cavaliere, per il quale, evidentemente «mala tempora currunt».

Ma – domando – che cosa ha a che fare Giuliano Ferrara con Radio Londra? Quando le armate hitleriane passavano sull’intera Europa come un rullo compressore, la coprivano di  campi di concentramento, diffondevano da tutti gli altoparlanti deliranti menzogne, a Londra la Bbc trasmetteva tutte le notizie, anche le più scomode. Da sempre ente autonomo e geloso della propria indipendenza, applicava alle trasmissioni in lingue estere il principio della rigorosa separazione delle notizie dai commenti. Radio Londra ammetteva le sconfitte e annunciava le vittorie, insomma cercava di dire la verità. E molti italiani, affamati di informazioni, ascoltarono di nascosto, per esempio, la voce del colonnello Stevens, rischiando grosso. Un rapporto redatto a fine giugno 1944 dalla Guardia nazionale repubblicana recitava: «La propaganda nemica fa sempre più presa nell’animo della popolazione. E sarebbe molto opportuno o sequestrare gli apparecchi radio o bloccarli in un’unica stazione italiana».

Da Radio Londra frasi senza senso come «La mia barba è bionda e non bevo latte», «La mucca non dà latte ed il toro gioca a dadi» alludevano a operazioni belliche, al lancio di viveri, armi e uomini, a spostamenti di unità. Quei messaggi – chi non conosce il verso di Verlaine «blessent mon cœur d’une languer monotone» che annunciava lo sbarco in Normandia? – ebbero un ruolo fondamentale nella lotta all’occupazione nazifascista e furono di enorme supporto alle forze della Resistenza in Italia come in Europa.

Questo Ferrara che usurpa il nome di Radio Londra non solo non rischia alcunché, ma intasca addirittura sonanti baiocchi per sostenere la causa della fazione dominante. Il suo antecedente non è Radio Londra. È, semmai, l’Eiar.

Sergio Caroli

La trasmissione di Giuliano Ferrara avrebbe dovuto chiamarsi Radio Balilla.

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1 Commento

  • avatar Pecos Bill scrive:

    Bellissimo articolo. Con ironia il professor Caroli smaschera il pagliaccio di turno al servizio del solito padrone. Mi piacerebbe che Caroli, forte delle sue conoscenze storiche, ci raccontasse qualcosa di più dei trascorsi di questo personaggio nato nella famiglia comunista italiana, che ebbe come padre Maurizio, polemico giornalista corrispondente dell’Unità da Mosca, come madre una segretaria di Togliatti e come cognata l’attrice Adriana Asti, moglie di suo fratello Giorgio. Nei giorni in cui si affaccia di nuovo sul piccolo schermo di Stato, sarebbe istruttivo ripercorrere la sua carriera molto italiana, cioè da voltagabbana.

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