Il più grande crimine
Paolo Barnard (nella foto), una lunga carriera come giornalista indipendente specializzato in politica estera, ha lavorato anche dieci anni per Report (trasmissione di Raitre condotta da Milena Gabanelli) uscendone male, ha effettuato una serie di ricerche e studi sull’economia mondiale (avvalendosi a quanto pare di accreditati studiosi), unendo questi alla sua esperienza sulle dinamiche politiche internazionali, ha elaborato un saggio intitolato Il più grande crimine.
Sono circa una sessantina di pagine, all’inizio un pò ripetitive e monotone, in quanto mirate ad introdurre i concetti base e a confutare la teoria del signoraggio che da alcuni anni è presente con insistenza su alcuni siti in Rete, ma nelle ultime dieci descrive con dovizia di particolari una storia apparentemente plausibile e credibile, che spiega molte delle cose che sono avvenute negli ultimi decenni, che stanno avvenendo ora e che probabilmente avverranno in particolare in Europa e in Italia. A mio avviso merita di essere letto.
Sarei curioso di sapere cose ne pensa il pubblico di Nave Corsara.
Gabriele Frati
SOTTO TIRO

CREDENZE POPOLARI
Nei centri commerciali,
i consumatori credono
di risparmiare.
In democrazia, gli elettori credono di contare.
QUELLO CHE NON HA GIULIANO
«Può darsi che Saviano sia banale e scriva male, ma se non piace
a Giuliano Ferrara qualcosa
di buono ce l’avrà». (Lia Celi)
SIRENE E CENTAURE NELLA GIUNTA BERNAZZOLI
«Giunta con metà donne», titola la Gazzetta di Parma, per significare che Bernazzoli vuole riservare il 50 per cento del suo esecutivo alle assessore. Ma detto così sembra che voglia amministratrici metà carne e metà pesce, metà umane e metà giumente. Strafalcione o lapsus?
MONTI LEI
Vista la situazione, è normale che la rabbia Monti. (Mario Mantovani)
ULTIMA CHIAMATA PER I PARTITITemo che i partiti italiani non abbiano capito il senso e lo scopo della formula adottata dal presidente della Repubblica dopo le dimissioni del governo Berlusconi. Mario Monti e i suoi tecnici avrebbero dovuto restaurare la credibilità finanziaria dell'Italia, riformare il mercato del lavoro, creare le condizioni per una economia più libera e competitiva. I partiti avrebbero dovuto assecondare il governo ma dedicarsi contemporaneamente ad altri compiti che non possono essere, in una democrazia, «tecnici». Avrebbero dovuto modificare la legge elettorale, ridurre il numero dei parlamentari, rompere l'incantesimo del bicameralismo perfetto, dare a se stessi uno statuto giuridico corrispondente alle loro responsabilità, dare al Paese un esempio di rigore finanziario riducendo drasticamente il denaro pubblico di cui si sono spensieratamente serviti dopo un referendum che diceva chiaramente quale fosse, a questo proposito, il pensiero del Paese. Ebbene, nulla di ciò che avevamo il diritto di attenderci in materia di riforme istituzionali è stato fatto. È questa una delle ragioni del malumore del Paese, che soffre la crisi e sopporta il peso delle tasse, e del successo di Grillo. Se i partiti vogliono rimediare, il tempo stringe e la porta attraverso la quale dovranno passare per avviare il cantiere delle riforme non resterà aperta più di tre o quattro settimane. Una riforma costituzionale richiede, infatti, una doppia lettura fra Camera e Senato e mancano dieci mesi alla fine della legislatura. Se non ne approfitteranno, il prossimo voto sarà peggio dell'ultimo. (Sergio Romano, Corriere della Sera, 10 maggio 2012)
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vi dico solo che l’ultimo ad aver speso paroloni di fuoco contro il signoraggio è stato alfonso luigi marra… ecco… io dico che con tutti i problemi che abbiamo forse è il caso di stabilire un elenco di priorità. nel caso credtemi che il signoraggio non sarebbe mica in pole position..
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il tuo commento dimostra solo che o hai letto male il saggio o proprio non hai capito nulla, grazie comunque.
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Ho dato una letta veloce e parziale al documento di Barnard che non mi convince per niente, poichè l’espansione del debito pubblico a “volontà” secondo i bisogni può avere senso in un mondo comunista.Ora siccome noi siamo in un mondo competitivo la domanda che ci si deve porre è questa: è più affidabile un paese indebitato od un paese non indebitatato? Ora la risposta è scontata come è scontata la variabile che occorre mettere sotto controllo con la via insostituibile della politica e che risponde al nome di “competitività”.Tanto per capirci produrre in modo competitivo è un “male” necessario in un mondo diviso,ma non è ovviamente il modo più intelligente per produrre.
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Mah devo dire che anche io ho delle riserve su questo saggio … infatti l’ho pubblicato proprio per avere dai feedback a riguardo ma possibilmente non da letture veloci e parziali.
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mi spiace per Barnard che riconosco si è impegnato tantissimo nella ricerca dei mali della ns società, ma se dice che il signoraggio è un falso problema allora non ha davvero capito granchè… che poi ci possano essere ulteriori soggetti in posizione dominante che operano da “parassiti” nel sistema, posso anche essere d’accordo; ma tutto inizia da lì, dalla enorme truffa che compie colui che si appropria del valore della moneta all’atto dell’emissione. chiunque detenga un potere del genere può poi condizionare parole, pensieri e opinioni di mille economisti e di un milione di opinionisti: basta pagarli bene… saluti
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A me invece la parte del saggio (lunghetta) relativa alla confutazione della teoria del signoraggio mi pare convincente, ben spiegata e ricca di esempi, poi come scrive Barnard non è farina del suo sacco ma si è riservato di chiedere agli economisti che cita, anche se credo che la parte più interessante e “nuova” sia quella relativa alla fregatura che, a quanto pare, tutti gli stati membri dell’UE hanno preso aderendo all’euro.
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Il discorso del debito pubblico che si espande a volontà a seconda dei bisogni è una concetto economicamente preciso e sufficente per dare un giudizio di merito sullo scritto anche se ovviamente non avendolo letto tutto (e non ho l’intenzione di farlo) non posso escludere che contenga anche cose positive.Ma è la proposta economica di fondo che non funziona per la variabile di fondo del mondo in cui viviamo e che risponde al nome di “competitività”.
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Quando mi chiedono un parere su un libro o un film che non ho pututo o voluto terminare, personalmente, per coerenza preferisco stare zitto …
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Se il “signoraggio” è oggi impresentabile perchè troppo legato alle utopie ed ai forni crematori del ’900, lo si riprone in altro modo. Il titolo e la premessa del saggio sono bastevoli per avvicinare “il grande crimine” alla teoria del “signoraggio”.
Questi saggi di Barnard sono utilizzati, anche sul web, dall’estremismo negazionista.
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A me sembra esattamente il contrario … cmq libera interpretazione
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Le affermazioni esposte sono vere a prescindere dal libro in cui le leggi,a meno che vengano smentite nello stesso libro o che sia sbagliata l’interpretazione delle affermazioni stesse cosa che nessuno mi ha contestato.
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per chi vuole approfondire
http://www.signoraggio.com/index_ilproblema.html
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http://scienzamarcia.blogspot.com/search/label/signoraggio
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Visto che siamo in vena di approfondire suggerisco una visione del sito “Sociale” ( http://pocobello.blogspot.com/ ) in cui il Signoraggio entra in una visione complessiva, politica e storica. Nel sito trova spazio il nostro Barnard.
Si può così inquadrare meglio, anche politicamente, quest’aspetto che altrimenti può sembrare una analisi neutrale dei sistemi economici mondiali.
Un approccio diverso, ma che poi ha avuto storicamente punti di contatto, è il concetto di “usura” di Ezra Pound.
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