Meno di un anno fa il dormiglione di Arcore baciava la mano a Gheddafi
Tripoli: l’aviazione bombarda i manifestanti, 250 morti. Condanna di Ue e Onu, massima allerta in basi italiane. L’Europa contro il leader libico, ma Frattini fa resistenza.
SOTTO TIRO

CREDENZE POPOLARI
Nei centri commerciali,
i consumatori credono
di risparmiare.
In democrazia, gli elettori credono di contare.
QUELLO CHE NON HA GIULIANO
«Può darsi che Saviano sia banale e scriva male, ma se non piace
a Giuliano Ferrara qualcosa
di buono ce l’avrà». (Lia Celi)
SIRENE E CENTAURE NELLA GIUNTA BERNAZZOLI
«Giunta con metà donne», titola la Gazzetta di Parma, per significare che Bernazzoli vuole riservare il 50 per cento del suo esecutivo alle assessore. Ma detto così sembra che voglia amministratrici metà carne e metà pesce, metà umane e metà giumente. Strafalcione o lapsus?
MONTI LEI
Vista la situazione, è normale che la rabbia Monti. (Mario Mantovani)
ULTIMA CHIAMATA PER I PARTITITemo che i partiti italiani non abbiano capito il senso e lo scopo della formula adottata dal presidente della Repubblica dopo le dimissioni del governo Berlusconi. Mario Monti e i suoi tecnici avrebbero dovuto restaurare la credibilità finanziaria dell'Italia, riformare il mercato del lavoro, creare le condizioni per una economia più libera e competitiva. I partiti avrebbero dovuto assecondare il governo ma dedicarsi contemporaneamente ad altri compiti che non possono essere, in una democrazia, «tecnici». Avrebbero dovuto modificare la legge elettorale, ridurre il numero dei parlamentari, rompere l'incantesimo del bicameralismo perfetto, dare a se stessi uno statuto giuridico corrispondente alle loro responsabilità, dare al Paese un esempio di rigore finanziario riducendo drasticamente il denaro pubblico di cui si sono spensieratamente serviti dopo un referendum che diceva chiaramente quale fosse, a questo proposito, il pensiero del Paese. Ebbene, nulla di ciò che avevamo il diritto di attenderci in materia di riforme istituzionali è stato fatto. È questa una delle ragioni del malumore del Paese, che soffre la crisi e sopporta il peso delle tasse, e del successo di Grillo. Se i partiti vogliono rimediare, il tempo stringe e la porta attraverso la quale dovranno passare per avviare il cantiere delle riforme non resterà aperta più di tre o quattro settimane. Una riforma costituzionale richiede, infatti, una doppia lettura fra Camera e Senato e mancano dieci mesi alla fine della legislatura. Se non ne approfitteranno, il prossimo voto sarà peggio dell'ultimo. (Sergio Romano, Corriere della Sera, 10 maggio 2012)
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Da Putin a Gheddafi sono parecchie gli amici imbarazzanti di Berlusconi. Qualcosa che va oltre i rapporti diplomatici, che sconfina nella stima personale, nell’ammirazione, nella connivenza. Perché la sinistra non attacca? Per pigrizia? Perché si sente superiore? Sveglia!
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A noi serve quello che loro hanno e quanto possiamo dare loro: materia prima, fonte energetica, tecnologia avanzata ecc.
Il resto passa in secondo piano.
Qualcuno si è meravigliato dell’accoglienza riservata ad un altro non propriamente democratico, chiamato ” Fidel ” che, tra l’altro, non ci fornisce metano e non ci compera una tubo ?
Turiamoci il naso e non dimentichiamo che è lo scotto da pagare per i nostri “week-end bianchi ” ; i-pod ed altre cagate del genere.
La-Bott
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Quando mai Fidel Castro, se è a lui che allude, è stato ricevuto con tutti gli onori in Italia? A chi altri mai sono state date in pasto legioni di sciaquette con la scusa di introdurle al Verbo del Corano, prima che Berlusconi desse vita a questo squallido mercimonio tra vecchi bavosi? Bella figura che ci abbiamo fatto, con il colonnello nella parte del sultano in visita alla sua stalla con le mucche da mungere, mentre il cavaliere caracollava di qua e di là per accontentarlo, prostrandosi e sprizzando ammirazione da tutti i pori per il satrapo circondato dalle amazzoni. Se gli americani hanno accusato Obama di essere stato troppo accondiscendente con il presidente cinese Hu Jintao, che cosa dovrebbero rimproverare gli italiani provvisti di spina dorsale a quel burattino che li rappresenta? Ma Berlusconi in Libia si è fatto gli affari suoi o del Paese?
E poi mi spieghi una cosa, forse che non si possono concludere affari, anche vantaggiosi, con Stati un tantino più democratici? E, per dirla tutta, Gheddafi è stato più una tassa o un affarone per noi? Contro il terrorista di Tripoli le destre hanno tuonato per almeno trent’anni, finché non è diventato amico del Berlusca. E questa è un’altra vergogna della destra italiana, che dimentica i suoi ferrei principi, i luminosi ideali e il coraggio quando Paperone le allunga la mancia. Puah!
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… e il nostro Ministro degli Esteri mette in difficoltà l’Unione Europea sostenendo di “Non interferire per rispetto della sovranità dei popoli”. A parte il fatto che questa frase detta a riguardo della dittatura che c’è in Libia e poi detta in un momento in cui si massacrano i propri cittadini con armi da guerra, sarebbe da spiegare davanti ad uno psicanalista … mi “stupisce” tantissimo la posizione politica italiana. Potevo capire che ci schieravamo dalla parte di Mubarak, pur sapendo che era spacciato, in onore alla forte amicizia che lega il nostro Premier alla sua adorata nipotina. Non si ha idea di quale sarà il risultato finale di queste rivoluzioni di piazza (la rivoluzione iraniana purtroppo lo insegna!) ma non ci vuole mica tanto a capire chi ne uscirà sconfitto o addirittura eliminato! Posso ben capire che il nostro Governo è formato da grandi idealisti e non certo da affaristi di professione (ma davvero!?) però non mi sembra molto intelligente politicamente schierarsi sempre dalla parte dei perdenti!!!
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Ma tutte quelle ” scoreggione” definite amazzoni, in tuta mimetica e occhiali scuri , guardie del corpo del dittatore da operetta libico, a cosa sono servite?
A nulla !
Quello pero’ che viene da chiedersi e’ chi c’e’ dietro alla rivolta del nord Africa.
Non e’ possibile che uno ad uno i popoli siano insorti , mi sa tanto di regia occulta.
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Dittature quarantennali di paesi a contatto con le società occidentali,che ci piaccia o no sono le più libere, fatalmente finiscono con l’infettarsi, per prime con il virus della libertà che è sempre stato,da che mondo è mondo, il miglior regista occulto dei grandi cambiamenti.
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Brent a 105 $, rubinetti del gas già in chiusura, varie imprese italiane già verso casa, quotazioni di borsa in caduta ….. e siamo solo al giorno dopo.
Chi vivrà vedrà.
Parigi val bene una messa e non ho sicuramente simpatia nè per quel “figuro” di Gheddafi, nè per il Berlusca.
Si tratta di fare delle scelte.
La-Bott
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vorre ricordare a La-Botte che moltissimi italiani sono ciecamente interessati ad una fonte energetica che moltissime ragazze cubane offrono a misero prezzo.
E’ la mentalità da predatori a sostenere i vari Gheddafi in giro per il mondo.
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Noi italiani comunque siamo sempre speciali, i più originali… unici direi.
Siamo fatti così, ce l’abbiamo nel sangue. Di fronte a quanto sta accadendo in un grossa porzione di mondo islamico, e che probabilmente si dilaterà ben presto all’intero mondo in questione, continuiamo imperterriti a berluscare, a bungabungare, a destrasinistrare. Fino a meno di un mese fa il novanta per cento di noi era concorde sul fatto che la questione mediorientale, o più precisamente quella islamica (con annessi estremismi e terrorismi), fosse al centro della stabilità politica e della sicurezza mondiale.
Oggi che assistiamo a quella che potrebbe essere una svolta epocale, una metamorfosi sulla quale fino a ieri (e dico ieri) nessuno avrebbe scommesso un centesimo, ci limitiamo a commentare tali accadimenti con le solite battute da botteghino: “perché la destra, perché la sinistra, il baciamano e il baciapiede…”
L’unico soggetto che ha verbalizzato qualcosa di sensato (qui lo dico e qui mi vergogno) è stato il ministro degli esteri Maroni che, per ragioni che non val la pena di tornare a ripetere tanto sono scontate, ha lanciato un fischio ai sonnecchianti fratellastri d’Europa per cercare di svegliarli da torpore azzurrino.
Persino lui ha dovuto mollare il fazzolettino verde “anti-terun” nel doversi occupare del problema vero, che in se, trascende ogni preordinata ideologia.
Sappiamo tutti, nordafricani per primi, che il pericolo di un eventuale “effetto Iran” (solo per citarne uno famoso, non di meno lo sono gli altri) non è poi così remoto, anzi, ma dal limitarsi allo sventolare questa sola e sciagurata ipotesi al fare qualcosa affinché non si concretizzi, di spazio ce n’è per collocarsi, no? Avremmo fra le mani un’occasione tanto unica quanto inaspettata per contribuire a fare un passo avanti nella spinosa vicenda, ma i presupposti sembrano tutti condurre alla solita sassaiola da campagna elettorale, fra i soliti politicanti e, purtroppo, fra i soliti “elettori”.
I nordafricani forse potranno anche cambiare, ma…
Noi, non cambieremo mai.
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A Pecos Bill
Sveglia a chi, alla sinistra? Dov’è la sinistra? Cos’è la sinistra? Definire prego… altrimenti è meglio non parlare di cose che non si è in grado di definire in modo uguale per tutti.Ma non avete sentito Bersani e Fini dibattere sull’argomento finendo per dire,a livello di principi, cose diverse ma complementari per cui non possono essere antagoniste?
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“Per Gino Strada e Emergency Premio Nobel per la Pace 2011″
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C’è chi dice, non si sa perché, “quello è un pacifista alla Gino Strada”.
Come se fosse un insulto.
E’ accaduto, accade ancora.
Lo hanno anche detto autorevoli esponenti di centrosinistra quando il fondatore di Emergency diventava, ancora una volta, un problema.
Perché Strada è un problema.
Problema politico, innanzitutto.
Il suo “no alla guerra senza se e senza ma” è molto più di uno slogan, ormai detto, e non si sa perché, con disprezzo anche questo.
Ha il peso e l’autorità morale di chi passa la vita a curare i feriti di guerra in Afghanistan. Di fronte a questo è dura per un politico, che notoriamente non gode di grande popolarità (figurarsi di autorità morale) giustificare l’intervento dell’Italia in Iraq, per esempio.
Ma Strada è un problema anche di coscienza.
Dura girarsi dall’altra parte quando si sa che cosa sta facendo lui dall’altra parte del mondo mentre noi…
Mentre noi ci si arrabatta a cercare coerenza in un quadro caotico, lui no.
Per lui la coerenza è un discorso semplice: la guerra vista dalla parte delle vittime è sempre sbagliata. Punto.
………………………………………………
Mario Lancisi. Gino Strada. Dalla parte delle vittime.
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Emergency: “L’italia vende armi alla Libia”. L’organizzazione che fa capo a Gino Strada “assiste con viva preoccupazione alla dura repressione che negli ultimi giorni sta insanguinando la Libia. Le notizie che circolano in queste ore – si legge in un comunicato – riferiscono di bombardamenti aerei sui civili e di manifestanti attaccati con proiettili anticarro: si tratterebbe di gravissimi crimini di guerra, davanti ai quali l’Italia deve prendere una posizione di netta condanna. Notiamo anche che il nostro Paese è, ad oggi, il principale esportatore di armi dall’Europa verso la Libia, e questo nonostante la legge 185/90 del Parlamento Italiano vieti di esportare armamenti in Stati che non garantiscono il rispetto dei diritti umani”.
“Per Gino Strada e Emergency Premio Nobel per la Pace 2011″
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