Fiduciato il tecnico bipartisan
Riconosciuto ad Alberto Gilioli lo status di eccellente tecnico al di sopra delle parti e al di sopra del sindaco. Come lo è stato in passato.
L’architetto responsabile assoluto dell’Ufficio tecnico comunale serve egregiamente l’attuale maggioranza dopo essere stato eminenza grigia di quella passata. Arlecchino al servizio di due padroni? Ma non diciamo sciocchezze. Un novello Tayllerand, che prima servì il re, poi la rivoluzione e poi di nuovo la monarchia restaurata? Ma non scherziamo, quello era «merda in calze di seta», come acutamente lo definì Napoleone, mentre il nostro è solo la cartina al tornasole di certa insipienza e pigrizia amministrativa. Come lo fu un tempo un certo segretario comunale. È uno indispensabile. Una risorsa irrinunciabile e, soprattutto, difficile da sostituire. O almeno questo è quanto tentano di farci credere.













Vero,
è l’incapacità di chi governa a far si che certi personaggi possano imperversare ad ogni batter d’ali e, contrariamente a precisi impegni elettorali di “cambiamento totale”, vengano mantenuti al loro posto addirittura con aumentato potere concesso dagli incompetenti politici di turno.
Esattamenet come nella vicina Salsomaggiore.
La-Bott
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In che senso Gilioli è la cartina di tornasole eccetera?
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Nel senso già adombrato da La-Bott. Mi spiego meglio. In senso metaforico, «essere la cartina di tornasole» vuol dire fornire prove decisive e inconfutabili a favore di un determinato argomento o di una certa tesi. La nostra tesi è che la nuova amministrazione, formata perlopiù da dilettanti allo sbaraglio (non è colpa loro: un conto è fare opposizione, un altro governare e va da sé che chi ha governato per 64 anni ne sappia una più del diavolo) si sia trovata all’improvviso senza un apparato tecnico-amministrativo su cui fare affidamento all’indomani della vittoria elettorale. Ecco allora che il numero uno dell’ufficio tecnico diventa non solo prezioso, ma insostituibile. E tale ruolo diventa la condizione della sua inamovibilità, pena la caduta della macchina tecnico-amministrativa nel caos. Da qui la prova provata, secondo noi, dell’insipienza e pigrizia amministrativa che ha dovuto avvalersi obtorto collo dell’esperienza maturata dal Gilioli negli anni fino al punto da renderlo indispensabile alla sopravvivenza della giunta appena formata. Per la prima volta, per quanto a denti stretti, ci leviamo il cappello al cospetto delle indubbie capacità dell’architetto. E queste sono da intendersi sia come competenze professionali, sia come abilità (da campione di rodeo) di mantenersi saldo in sella. Questa è la nostra interpretazione, la più logica e solare, del venir meno della promessa elettorale del neosindaco di decapitare i vertici della macchina burocratica comunale non appena fosse assurto alla carica. Un’interpretazione difficilmente contestabile. E la migliore per tutti, dato che tutto le altre sono frutto di illazioni e pettegolezzi che non vogliamo neppure prendere in considerazione.
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