Forno comunale di Fidenza: esposto di Luigi Giuseppe Villani (Pdl) alla Corte dei conti
Il fatiscente edificio di piazza Pontida che ospitava il Forno comunale. Foto di Ambrogio Ponzi
Luigi Giuseppe Villani, capogruppo in consiglio regionale e coordinatore provinciale del Pdl, ha presentato un esposto alla Procura regionale della Corte dei Conti di Bologna per verificare se nell’annosa vicenda della riqualificazione dell’ex Forno comunale di Fidenza si possano ravvisare gli estremi di un’irregolare gestione di denaro pubblico per cui si possa portare, eventualmente, al risarcimento del danno a parte dei responsabili.
La vicenda - secondo la ricostruzione di Villani contenuta nell’esposto – ha inizio nel 2004 quando l’allora maggioranza di centrosinistra aveva provato a sanare quell’obbrobrio architettonico, che ferisce il centro di Fidenza, indicendo un’asta pubblica per l’alienazione degli immobili e per la conseguente sistemazione dell’intero comparto urbanistico - comprese le due piazzette, Verdi e Pontida, divise dall’edificio dell’ex Forno. La gara venne vinta da un’impresa locale, la quale avrebbe dovuto portare a termine i lavori entro il 2008. Nulla però è stato realizato, almeno fino al 2007, quando la stessa ditta sposta ed interra la cabina Enel situata nel complesso, previo pagamento da parte dell’allora giunta comunale guidata dal sindaco Cerri - centrosinistra - di 263.000 euro. Poi di nuovo nulla fino al gennaio 2010 quando la nuova amministrazione di centrodestra decide di riavviare l’iter per portare finalmente a compimento la riqualificazione di quella significativa porzione del centro città.
Fra quelli che non sono d’accordo anche la minoranza di centrosinistra - invero rappresentata solo dal Pd, a cui appartengono anche alcuni consiglieri che avevano votato, nel 2004, per l’alienazione degli immobili pubblici - che chiede chiarimenti - febbraio – e presenta pareri legali - aprile – dai quali potrebbe risultare illegittima la delibera comunale di ripresa dei lavori. A questo punto, nonostante i continui e ripetuti pareri favorevoli da parte degli uffici comunali preposti - che non avevano fatto mancare il loro assenso neppure agli atti del 2004, asta, e del 2007, lavori per lo spostamento della cabina Enel - la giunta Cantini decide di vederci chiaro e nel luglio dello scorso anno - delibera 155 del 27 luglio 2010 – annulla in «autoutela» la delibera di gennaio.
Una situazione kafkiana che ha attirato, come detto, anche l’attenzione di Luigi Giuseppe Villani. Ma che cosa avrebbe «scoperto» Villani? Utilizzando anche il parere legale presentato dal Pd, che in questo caso avrebbe messo a segno il più clamoroso degli autogol, dalla ricostruzione del capogruppo Pdl si evincerebbe che l’asta per l’alienazione degli immobili del 2004, che prevedeva «come contropartita» a carico soggetto attuatore la realizzazione di opere pubbliche per 2,5 milioni di euro, dissimulando «l’eseguita compravendita (a mezzo asta pubblica)» sarebbe in realtà «un appalto di lavori pubblici che doveva trovare origine non in un’asta pubblica bensì in un bando per un pubblico appalto per la costruzione di opere pubbliche, all’interno del quale la compravendita rappresentava una semplice fase del procedimento» e che quindi sarebbe invalida.
Che qualcosa di poco chiaro ci fosse è testimoniato anche dal fatto che all’indomani dell’asta nessuno si sarebbe presentato dal notaio per il rogito tanto che da una visura catastale dell’agosto 2010 l’immobile, «venduto» dal Comune di Fidenza nel 2004 a un’impresa di costruzioni locale, per 65.000 euro, risulta ancora di proprietà del Comune. Ma allora, se così è - chiede Villani ai giudici della Corte dei Conti - come mai nel 2007 il Comune di Fidenza ha affidato alla stessa impresa edilizia - definendola erroneamente soggetto attuatore - i lavori di spostamento ed interramento della cabina Enel per un totale di 263.000 euro e rotti?
E perché, nella stessa delibera, Cerri e i suoi assessori hanno sentito la necessità di giustificare il tutto sulla base di un presunto interessamento ai locali dell’ex Forno comunale da parte della sede distaccata del Tribunale di Parma, che, poi, si è premurato di smentire qualsiasi interesse?
Villani, comunque, ha anche preannunciato che il medesimo esposto sarà anche presentato alla Procura della Repubblica di modo che si approfondisca se in tutta la vicenda vi siano anche da rilevare responsabilità sotto il profilo penale. (la Repubblica Parma.it, 19 febbraio 2011)













Meno male che qualcosa si muove verso la chiarezza.
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Bene la chiarezza innanzi tutto.Poi il Dott.Villani ci farà chiarezza anche delle risposte non date alla domanda del sottoscritto direttamente alla sua persona in un dibattito politico.Anche questo per chiarezza.
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Ma allora vi è una guerra in corso…. ne vedremo delle belle. Ne sentiremo delle b(a)elle. Io mi siedo a guardare, dopo di questa si muove lo stato maggiore del PD e mi sa che lo scontro non si ferma. Mi gusta la faccenda, forse qualche scomoda verità verrà fuori, a destra e a manca.
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