La sinistra vince con le donne
Il professor Sergio Caroli in un intervento che ho condiviso pubblicato sul nostro sito dichiara che «solo l’opposizione unita può battere Berlusconi».
Quando l’ho letto ero molto d’accordo con lui, anche secondo me siamo in un momento di emergenza democratica e per vincere occorre che la sinistra metta da parte la sua solita abitudine a dividersi e a farsi del male e decida finalmente di riunirsi per perseguire un’idea.
È davvero necessario mettere temporaneamente in stand by le differenze per orientare gli sforzi per sconfiggere la destra.
Dopo la giornata di domenica, però, è nata in me la convinzione che saranno le donne ad avere la meglio su Berlusconi.
Ho trovato, nelle donne che ho incontrato, una voglia di impegnarsi, una voglia di reagire che non vedevo da tempo.
Qualcuno ha voluto vedere nelle donne del movimento analogie con le donne del sessantotto ma non condivido questo parallelismo.
Pur non rinnegando niente del femminismo il movimento delle donne che si sta creando adesso mi sembra decisamente un’altra cosa. Uno slogan come «l’utero è mio e me lo gestisco io» non sarebbe più accettato. Le donne di oggi non vogliono lo scontro con gli uomini ma vogliono essere insieme a loro nella lotta.
Pur consapevoli delle diversità di genere, vogliono poter godere degli stessi diritti. Sanno di essere la maggioranza (le donne sono il 51 per cento della popolazione), sanno di essere più brave (il 60 per cento dei laureati sono donne) ma sanno anche che sono meno pagate degli uomini e che in caso di crisi sono le prime a perdere il lavoro.
Sono donne ben consapevoli dei propri diritti, meno legate ai lacci dei partiti, meno compromesse con chi ha tenuto il potere fino ad oggi e quindi con meno scheletri negli armadi. Hanno il coraggio delle madri, delle mogli e sono soprattutto stanche di questo immobilismo. Non conoscono la diplomazia della politica e pretendono il rispetto della dignità e parlano di responsabilità.
A Berlusconi dicono dimettiti perché lui non rappresenta la società che loro vorrebbero e questo non perché sono bacchettone ma perché ritengono che chi ha responsabilità di governo del paese deve essere una autentica guida. Nessuno vuol andare a vedere cosa fa il premier sotto le sue lenzuola ma non accettano più che per far carriera conti solo una certa prestanza fisica e soprattutto la disponibilità a offrire il proprio corpo.
Il movimento delle donne non è disposto a rinunciare ai valori, è deciso ad andare fino in fondo perché vuole che le sue figlie non debbano prostituirsi per avere un lavoro dignitoso.
Quello che colpisce in queste donne è la determinazione, l’insofferenza per questo status quo e soprattutto la voglia di fare squadra, di unirsi con le altre indipendentemente dalla diversa appartenenza politica. È soprattutto questo spirito di gruppo, questa voglia di aggregazione che fa ben sperare in una riscossa.
Non si riconoscono al cento per cento in nessun partito ma vogliono lottare contro questo sistema di potere e solo se saprà cogliere il nuovo che emerge in questo movimento la sinistra potrà farcela.
Giovanna Galli




















Del resto non era proprio Berlusconi che durante un “dibattito” televisivo (una rarità quindi) per la campagna elettorale del 2008 alla domanda di una studentessa precaria che gli chiedeva “cosa farete per i precari?” rispose pressapoco così: “per non avere dei problemi intanto una bella ragazza come lei dovrebbe cercarsi un figlio come il mio!” Significativo no?!
Questo è il nostro Presidente del Consiglio.
Bel pezzo, complimenti.
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