L’Unione Europea apre un procedimento d’infrazione sugli appalti per l’inceneritore di Parma
Mentre l’Assemblea legislativa dell’Emilia Romagna ha rimandato ancora la discussione della nostra risoluzione relativa alle alternative all’inceneritore che Iren Spa vorrebbe costruire a Parma dall’Unione Europea arriva il colpo da ko.
Infatti è stato aperto un procedimento d’infrazione relativo agli appalti del progetto dell’inceneritore che la multiutility vorrebbe costruire in località Uguzzolo. L’apertura del procedimento d’infrazione contro l’Italia per gli appalti affidati ad Iren Spa su quel progetto conferma che avevamo visto giusto.
Un piccolo promemoria. In data 16 giugno 2010 con una interrogazione a firma di Favia e Defranceschi facevamo presente alla Regione come la convenzione che affidava ad Iren (prima Enia Spa) il progetto non era a norma di legge utilizzando le ragioni portate avanti dagli avvocati che poi hanno presentato l’esposto all’UE. Naturalmente per la Giunta Errani tutto era regolare. Peccato che l’Unione Europea non la pensi così. In seguito avevamo anche denunciato l’anomalia di un appalto per opere civili da 43 milioni di euro con un unico partecipante con Iren Spa che aveva minacciato querela.
A fronte della procedura d’infrazione aperta dall’Unione Europea chiediamo immediatamente il blocco del progetto, dal momento che ora a rischio è lo stesso finanziamento europeo e puntare immediatamente sulle alternative già presentate nella nostra risoluzione. Senza se e senza ma.
Andrea Defranceschi e Giovanni Favia Gruppo Movimento 5 Stelle-Beppegrillo.it Assemblea Legislativa Regione Emilia-RomagnaTag:Andrea Defranceschi, Giovanni Favia, Gruppo Movimento 5 Stelle-Beppegrillo.it, Inceneritore di Uguzzolo, Iren Spa, Regione Emilia Romagna
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SIRENE E CENTAURE NELLA GIUNTA BERNAZZOLI
«Giunta con metà donne», titola la Gazzetta di Parma, per significare che Bernazzoli vuole riservare il 50 per cento del suo esecutivo alle assessore. Ma detto così sembra che voglia amministratrici metà carne e metà pesce, metà umane e metà giumente. Strafalcione o lapsus?
MONTI LEI
Vista la situazione, è normale che la rabbia Monti. (Mario Mantovani)
ULTIMA CHIAMATA PER I PARTITITemo che i partiti italiani non abbiano capito il senso e lo scopo della formula adottata dal presidente della Repubblica dopo le dimissioni del governo Berlusconi. Mario Monti e i suoi tecnici avrebbero dovuto restaurare la credibilità finanziaria dell'Italia, riformare il mercato del lavoro, creare le condizioni per una economia più libera e competitiva. I partiti avrebbero dovuto assecondare il governo ma dedicarsi contemporaneamente ad altri compiti che non possono essere, in una democrazia, «tecnici». Avrebbero dovuto modificare la legge elettorale, ridurre il numero dei parlamentari, rompere l'incantesimo del bicameralismo perfetto, dare a se stessi uno statuto giuridico corrispondente alle loro responsabilità, dare al Paese un esempio di rigore finanziario riducendo drasticamente il denaro pubblico di cui si sono spensieratamente serviti dopo un referendum che diceva chiaramente quale fosse, a questo proposito, il pensiero del Paese. Ebbene, nulla di ciò che avevamo il diritto di attenderci in materia di riforme istituzionali è stato fatto. È questa una delle ragioni del malumore del Paese, che soffre la crisi e sopporta il peso delle tasse, e del successo di Grillo. Se i partiti vogliono rimediare, il tempo stringe e la porta attraverso la quale dovranno passare per avviare il cantiere delle riforme non resterà aperta più di tre o quattro settimane. Una riforma costituzionale richiede, infatti, una doppia lettura fra Camera e Senato e mancano dieci mesi alla fine della legislatura. Se non ne approfitteranno, il prossimo voto sarà peggio dell'ultimo. (Sergio Romano, Corriere della Sera, 10 maggio 2012)
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Mi dovreste spiegare perchè si debba rinunciare a costruire l’inceneritore per un’irregolarità nell’appalto.
Che si rifaccia l’appalto in modo corretto e si costruisca finalmente l’inceneritore.
O pure voi siete compartecipi nella gestione alternativa dei rifiuti ?
Perchè, visto che fate così bene i moralisti, non aggiungete alle vostre alternative anche i costi per i cittadini e i nomi di chi andrà a guadagnare ?
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SI! si deve rinunciare a costruire l’inceneritore per un irregolarità nell’appalto, eccome, visto che da tutta questa storia ne nasce un chiaro esempio di RACKET AMBIENTALE! Non si tratta di fare moralismo, non facciamo le solite accuse del cavolo!! Sai da questa situazione chi ci va a guadagnare?
Chi vuole costruire l’inceneritore a tutti i costi e chi vince forzatamente le gare d’appalto! Non bisogna essere dei Nostradamus per capirlo visto che siamo in Italia!
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Rifiuti illegali, una diffida per l’Ato (da http://www.parmaok.it)
“Vengano annullati i contratti”
PARMA, 15 FEBBRAIO – Dopo l’inceneritore ecco la diffida ad Ato. Gli avvocati Arrigo Allegri e Pietro de Angelis, dopo aver denunciato l’irregolarità nell’affidamento dei lavori per il termovalorizzatore alla Commissione europea hanno inviato un documento di diffida al presidente di Ato e a tutti i sindaci dei comuni parmensi coinvolti in contratti di affidamento e gestione della raccolta dei rifiuti e del loro smaltimento, invitandoli a disdire entro 30 giorni tutte le carte, per non incappare negli strali della legge. Lo annunca Gestione Corretta Rifiuti
“Il bersaglio è ormai a brandelli, riverso a terra, si fatica a riconoscervi quello che era uno splendido caposaldo dell’economia locale. Iren era un gioiello di famiglia, svenduto senza rimorso per fare cassa”.
Iren era Enia, che era Amps, che eravamo noi, cittadini abituati a dare del tu all’azienda che curava il nostro gas, la nostra acqua, la nostra energia, riportando a casa i proventi, da reinvestire in opere e vantaggi per l’intera comunità.
Oggi l’ennesima violenta pugnalata, la diffida ad Ato, coordinatore per i comuni della politica di gestione dei rifiuti, perché ritiri i contratti in essere con Iren.
Gli avvocati Allegri e De Angelis infieriscono su un corpo ormai moribondo, riverso sul polveroso cantiere dell’inceneritore, punto di forza ieri, pietra dello scandalo oggi, di cui Iren volentieri si smarcherebbe.
Iren violato dall’Antitrust, dalla Commissione Europea, dalla Magistratura, dagli stessi comuni suoi soci, che intendono disarcionare il suo direttore Viero, il suo vice Villani.
Una sarabanda di attacchi, accerchiamenti, bordate, verso un fortino che si fa sempre più ridotto e fragile, con truppe che si impoveriscono giorno per giorno.
L’intimazione dei due legali parmigiani è perentoria: carta straccia i contratti che legano il gestore dei rifiuti a tutti i comuni-clienti parmensi.
Manca, ormai possiamo dire “come al solito”, la gara di appalto che dia garanzie ai cittadini contribuenti di pagare il giusto, a fronte del servizio che ricevono.
Viene da domandarsi se in una sorta di soppalco virtuale non ci sia un governo delle cose che di fatto detta legge nella gestione dei rifiuti, ricavandone dalle cospicue entrate quelle energie necessarie per poter proseguire in un modus operandi bacato in partenza, da un peccato originale insanabile e impronunciabile.
La diffida colpisce il presidente di Ato e tutti i sindaci dei comuni parmensi coinvolti in contratti di affidamento e gestione della raccolta dei rifiuti e del loro smaltimento, invitandoli a disdire entro 30 giorni tutte le carte, per non incappare negli strali della legge.
Se c’è stato un giorno in cui il forno inceneritore di Parma ha traballato vistosamente, fin nelle sue fondamenta più profonde, quello è oggi.
Segnatevi questa data, 14 febbraio 2011, San Valentino ha giocato tiri maldestri a legami antichi e fin qui solidi.
Ora il conto alla rovescia può davvero partire”.
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