Manifestazione di Arcore. Maroni vuole condanne esemplari. E perché non le rappresaglie?
Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha condannato gli artefici degli scontri avvenuti ieri davanti alla villa di Silvio Berlusconi ad Arcore. Dovere istituzionale. Atto dovuto. Condanna prevista. Simbolica.
A suonarle più concretamente ai manifestanti, oltre che i poliziotti e i carabinieri, ha provveduto invece il ministro dell’Interno Roberto Maroni. «Sono fatti che vanno colpiti e continueremo a farlo: oggi c’è il processo per direttissima e spero che chi si è reso responsabile dell’aggressione ai poliziotti subisca una condanna esemplare», ha dichiarato l’ex rappresentate Avon, il miracolato del Varesotto, l’ex militante di Democrazia proletaria protagonista di tanti scontri con le forze dell’ordine nei suoi anni giovanili. Condanne esemplari? Vi pare un linguaggio ministeriale? Le condanne sono condanne e basta. L’accenno all’esemplare sa di minaccia, di punizione speciale, di rappresaglia. Di qualcosa che supera lo spirito e la forma della legge.
E poi, per dirla tutta, che un esponente del governo Berlusconi ci venga a parlare di esempio ci pare francamente ridicolo. Gli esempi che vengono dal suo capintesta sono solo cattivi. Ed è per questo che giovani non intenzionati a vendersi gli chiedano di dare le dimissioni, visto che non sanno e non vogliono chiederglielo i suoi cortigiani. Tutti miracolati. Proprio come Maroni.
Caro ministro, per chiedere certe cose e pretendere comportamenti consoni all’ordine pubblico bisogna avere le carte in regola. Cioè quella moralità e quei comportamenti esemplari che voi non avete. Quindi, modera il linguaggio e lascia perdere le minacce da squadrista che ti ricordano i tuoi trascorsi dalla parte opposta della barricata.
A meno che la tua non sia una dichiarazione di guerra.


















Se non mi sbaglio il signor Maroni non è lo stesso personaggio condannato per aggressione (morso ad un polpaccio) ad un povero poliziotto mandato dai suoi superiori a compiere il suo dovere?Ci vuole un gran becco di ferro da parte di un ministro dell’interno(si fa per dire) che,dal basso dei suoi imbarazzanti precedenti, ordina sanzioni esemplari nei confronti di alcuni giovani che hanno osato fermarsi di fronte alle cariche della polizia schierata a protezione della reggia del sultano e lontana tre chilometri dal luogo dell’incidente.
Aleghér,aleghér ch’ al bus dal cul l’é négher.
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se non ricordo male la citazione in dialetto dovrebbe finire con …semper négher
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