Libertà, giustizia e un briciolo di cognizione

Pubblicato da Redazione il 7 febbraio 2011 in Eventi avvenimenti & manifestazioni, Politica |

Le foto si riferiscono alla manifestazione svoltasi domenica 6 febbraio davanti alla residenza di Silvio Berlusconi ad Arcore.

Sabato 5 febbraio al Palasharp di Milano c’è stata la manifestazione di Libertà e Giustizia, che ho seguito con le lacrime agli occhi. Un po’ perché alla mia età ci si commuove facilmente, un po’ perché ho studiato a scuola la Costituzione italiana e le sono affezionato, un po’ perché almeno per qualche ora mi è parso di essere in buona e allargata compagnia.

Come risaputo il tema era «Berlusconi dimettiti».  Sul palco qualcuna ha detto «noi non siamo una élite (come qualcuno ci ha definito), casomai siamo solo gente più informata».

Qualcosa mi è rimasto della manifestazione di sabato, ad esempio la citazione (ahimè non ricordo chi l’ha fatta) di una frase di Rosa Luxemburg che suona così: «Chiamare le cose con il loro nome è un gesto rivoluzionario». Difficile immaginare che Berlusconi abbia un nemico peggiore della «verità».

Umberto Eco ha detto di Berlusconi che è schizofrenico: rivendica la serietà della magistratura italiana che ha giudicato Cesare Battisti ma allo stesso tempo la insulta quando i giudici vorrebbero interrogarlo.  Ha anche spiegato che su Battisti pesa una condanna, mentre per lui si tratta solo di una inchiesta.  Ha detto (Eco) di sé stesso che va a letto presto a leggere Kant, evidentemente faceva il paragone con chi va a letto tardi e le notti le passa sappiamo come.  Ha raccontato che ai tempi del fascismo solo undici docenti universitari si rifiutarono di firmare l’atto di obbedienza al partito fascista e che questi hanno salvato la dignità dell’Università italiana.  Gustavo Zagrebelsky ha spiegato che Berlusconi paga dei servizi, compra corpi e anime; ha detto che dobbiamo guardare al futuro e che pacatamente, pacificamente dobbiamo raccontare a tutti i cittadini quello che davvero accade.  Qui a me viene anche da pensare a quanti soldi Colui che ha investe per comprare persone, forse più di quanto un Bill Gates «investe» in beneficenza.

Susanna Camusso ha detto che per questo governo essere persone povere diventa una sorta di colpa, ed è ingiusto.  Ha spiegato che i lavoratori sono cittadini e quindi hanno a cuore la democrazia.

Roberto Saviano ha raccontato come sia svalutato oggi il voto di scambio: «Ai tempi della Dc un voto in cambio di un lavoro, oggi un voto a Napoli vale 30 euro, 15 alle primarie». Ha spiegato che con la macchina del fango chi è contro il governo viene attaccato e delegittimato come persona, allo scopo di dimostrare che i politici sono tutti uguali.  «Se tutti sono uguali e cinici, la conseguenza è che vince il più furbo».  E ancora, sul palco si è stigmatizzato il fatto che il premier si circonda di indagati, condannati e avvocati.  Cose che in democrazia non dovrebbero esistere ed è stato detto «questa mobilitazione deve continuare fino al raggiungimento del risultato».

Di mio mi chiedo cosa spinge tanta gente a «offrirsi al drago», e parlo di prostituzione in senso molto lato.  Faccio un esempio: Frattini, invece di capitalizzare un po’ di prestigio internazionale (ammesso ne abbia o ne abbia avuto), in cambio di che cosa si è sputtanato davanti all’universo mondo con la «sceriffosa» trovata di portare in parlamento le carte sulla casa di Montecarlo, quando anche i polli (magari non polli nostrani) sanno che quella questione al massimo riguarda cose private?  Poi, parimenti, è sotto gli occhi di tutti quanti politici e giornalisti si stiano sputtanando in mondovisione.

Sull’ultimo numero del Venerdì di Repubblica, Curzio Maltese ha scritto che Berlusconi alla fine salva solo se stesso mentre i «suoi» finiscono comunque nei guai (Marcello Dell’Utri, Cesare Previti, Nicole Minetti, Guido Bertolaso, Denis Verdini, Nicola Cosentino, ecc.).  Dobbiamo pur chiederci per quale motivo questi cortigiani stanno al gioco, al giogo.

Mario Mantovani


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3 Commenti

  • avatar Joe scrive:

    Bravo Mario. Secondo me, tu sei delle nostre parti, dove cognizione vuol dire sia conoscenza sia buon senso e senso della misura, virtù che sembra manchino ai cortigiani di Arcore-Versailles. E hai fatto bene a citare il giogo che hanno sul collo questi bestioni. Fino a oggi erano aggiogati al carro del vincitore. Vuoi vedere che si ritroveranno presto alla stanga del carro del perdente? E le manifestazioni? Sono il pungolo. Do you know, Marius?

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  • avatar Mario scrive:

    JOE, per dirla in termnini federalisti: io sono delle MIE parti, he he. Comunque, nasco a Coltaro di Sissa, sono di umili e umide origini. Grazie…

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  • avatar CHINA65 scrive:

    Scompare il fondo per i non autosufficienti
    Lo Stato non finanzierà più cure e assistenza. Alle Regioni il compito di trovare i soldi necessari
    http://economia.virgilio.it/soldi/fondo-non-autosufficienti.html?shrbox=facebook
    Dunque: soldi dovuti non dati a chi ha bisogno e soldi per comprare i cortigiani (cinque milioni di euro a Ruby ? Quanti per i Scilipoti ?) che compaiono da fondi neri. Tutto è in vendita e il sistema è di usare se possibile soldi pubblici negati ai cittadini, agli artigiani, agli operai (dov’è il piano casa ?) per comprare. Chi glielo fa fare ? Soldi, tanti, subito. Con buona pace delle coscienze sempre più labili.

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