«Moralismo a senso unico», dice Giuliano Saccani

Pubblicato da Redazione il 22 gennaio 2011 in Brutta Italia, Cronaca nera, Rassegna stampa |

Signor direttore, negli Stati Uniti, Paese democratico più avanzato ed imitato al mondo, apparati dello Stato mettono sotto controllo il mondo che circonda chi in quel momento governa lo Stato per proteggerlo e di conseguenza, obiettivo fondamentale, proteggere la Nazione. Al contrario in Italia, senza che vi sia denuncia alcuna, apparati dello Stato schedano, perquisiscono, intercettano per anni dando fondo al magro bilancio della giustizia, non per la salvaguardia di chi guida lo Stato o per tutelare gli interessi e l’immagine dell’Italia nel mondo.

Tutto questo grande impegno di energie e denaro pubblico è speso per verificare se per caso nel comportamento di chi guida lo Stato, nel chiuso della sua casa, vi siano atteggianti tali da riuscire a portarlo finalmente in galera, con la benedizione dei partiti moralisti della sinistra. Moralismo a senso unico come dimostrato in mille occasioni!. Vedi il Presidente Scalfaro che, per difendersi e fermare la magistratura da un’ accusa infamante di distrazione fondi ai servizi segreti , gli bastò dire con fermezza “io non ci sto”. Oppure Andreotti che, pur inseguito per anni da rumors ed accuse di contiguità con la mafia, gli stessi severi moralisti lo hanno incoronato nominandolo senatore a vita!

Nel nostro Paese ognuno di noi ha la libertà di approvare o condannare (anche con il voto) la moralità del comportamento di una personalità pubblica, anche nella sua sfera privata, e la magistratura di incriminare nel caso di accertamento di reati. Però signor direttore mi piacerebbe una sua risposta: anche lei pensa come l’on. Bersani che la nostra Costituzione ”sia la più bella del mondo” anche in riferimento alle regole dell’attuale sistema di funzionamento della nostra giustizia?

Giuliano Saccani
Salsomaggiore Terme
19 gennaio 2010

Giuliano Saccani (a destra), ex dirigente dell’Ufficio turismo di Salsomaggiore con Massimo Cavalli vice sindaco della città termale.

Risponde Giuliano Molossi. No, non lo penso. L’offensiva della Procura di Milano contro i frequentatori della villa di Arcore è indubbiamente impressionante: schedati, intercettati, perquisiti, indagati, messi alla berlina. Ma non è un golpe come scrivono i giornali del premier. Io penso che chi guida un Paese debba avere, anche in privato, un comportamento consono al suo ruolo. Penso che se commette dei reati debba risponderne, come tutti, in un tribunale. Penso che occorra tener ben distinto il giudizio degli elettori da quello dei magistrati e che uno non possa mai sostituirsi all’altro.


Il commento di Nave Corsara. Lei non ci ha scritto, signor Saccani, però ci prendiamo ugualmente la libertà di dire la nostra dopo aver commesso l’imperdonabile leggerezza di avere letto la sua lettera indirizzata al paziente direttore della Gazzetta di Parma che pure le ha concesso l’onore della risposta.

Ci prendiamo la briga di scriverle perché la sua falsificazione della realtà irrita le mucose e fa prudere i polpastrelli delle dita. La sua reazione al presunto «moralismo a senso unico» più che premessa a una ricerca della morale al di sopra delle parti ci pare il terreno di coltura, l’humus fertile, in cui nasce e fiorisce l’immoralismo che va tanto di moda oggi e che ha nel presidente del consiglio il suo massimo interprete e lucido cantore.

Lei signor Saccani, accodandosi a tutti i dipendenti e fan del Cavaliere che accusano i magistrati di indagare, perquisire e intercettare indiscrimintamente a spese del contribuente, si assume un’enorme responsabilità. In perfetta sintonia con i militanti del Partito della Libertà, lei autorizza gli italiani tutti, vecchi, giovani e di mezza età, a commettere reati e delitti della più svariata natura perché così fa il boss che dà l’esempio sfidando le leggi per trasformare un Paese regolato al minimo della convivenza civile in un bordello dove ognuno possa fare quel che più gli piace e conviene. Sempre che abbia i soldi per permetterselo e farla franca in caso di malaparata, beninteso. Già, perché i rapporti sessuali con una minorenne sono lo svago del guerriero affaticato dagli oneri di governo, se consumate nella cornice «elegante» (ipse dixit) di una festa padronale, mentre sono violenza del branco se perpetrati in un angolo mal illuminato di un parco pubblico. I primi comprano il silenzio e il consenso con il denaro. Gli altri pagano con la galera.

A noi moralisti, signor Saccani, questa disparità di trattamento non piace. L’impunità dei potenti che si avvale dell’immunità è un retaggio vergognoso per una repubblica che si dice democratica. La tratta delle bianche, l’evasione fiscale, la concussione e molto altro ancora sono reati chiunque sia a commetterli. Non ci piace che qualcuno li stia sdoganando de facto per depenalizzarli in seguito de jure. Così come non ci piace che la Costituzione scritta sia sostituita da quella detta «reale», termine ignoto alla giurisprudenza e identificabile probabilmente con la libertà del più forte (cioè di chi ha la maggioranza) di fare e disfare a proprio piacimento sulle base di sondaggi e manipolazione di umori popolari.

La ratificazione dello stato di fatto ci porterà diritti all’accettazione dei crimini commessi dal potere come una naturale componente della politica. Ci stiamo già mitridatizzando. I veleni stanno penetrando a poco a poco nel corpo sociale fino a renderci  insensibili alle peggiori nefandezze commesse in nome di ragioni superiori e difese dal diritto alla privacy.

Non siamo tanto ingenui da pretendere che nei corridoi pieni di tentazioni della politica il bene sia distinto dal male come la luce delle tenebre, mettiamo pure in conto le zone grigie, ma «non ci stiamo», come ebbe a dire il da lei vituperato Scalfaro, al ribaltamento secco della morale. Soprattutto se l’immoralità trabocca dalle ville per contaminare le istituzioni con il travaso delle amichette del premier nell’aula parlamentare o in qualche altra carica pubblica. Preferiamo che i nostri soldi siano usati a indagare, intercettare e perquisire i soliti sospetti piuttosto che a mantenere schiere di sciantose mancate al governo e al sottogoverno del Paese. Tra indagati, inquisiti e pregiudicati, le istituzioni della Repubblica sono più lercie delle stalle di Augia. E non sarà facile mondarle fino a che il massimo inquisito continuerà ad avere sostenitori della sua tempra e sfacciataggine, signor Saccani.

Se a questo punto della nostra tirata le venisse mai in mente, signor Saccani, di interromperci opponendoci i comportamenti scandalosi di quei cacciatori di sottane che furono i tre fratelli Kennedy, di Clinton con la stagista Monica Lewinsky, di Marrazzo frequentatore di trans e di Sircana sbirciatore di travestiti, eviti di farlo. Non si renda ridicolo. Nel caso dei due italiani, si trattò veramente di «debolezze» private. E nel caso degli americani, ci dica, se ne è capace, quante e quali donne che i succitati presidenti e senatori si portarono a letto o sotto la scrivania, furono compensate con cariche pubbliche.

Tutto questo, signor Saccani, lo abbiamo scritto non tanto per istruire lei che è al corrente di tutto, ma preferisce ricordare male o esercitare solo un emisfero della sua memoria a senso unico. Lei non è un ingenuo né il primo venuto. A meno che non si tratti di un caso di omonimia, lei è stato militante e dirigente socialista negli anni fulgidi del craxismo, ricoprendo incarichi importanti nella città termale e in provincia. Uno dei tanti craxiani passati sotto le bandiere del Grande Impunito. Peccato, signor Saccani, che non ci abbia ricordato questo non trascurabile dettaglio della sua carriera politica. Non dimentichi di farlo quando invierà la prossima lettera.

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24 Commenti

  • Già, l’ossessione…
    Ma cosa ne sai, Ivano, di quante e quali persone (donne e uomini) furono, sono e saranno ricompensate con cariche pubbliche in cambio quattro salti in un letto?
    Da sempre, potere e sesso vanno a braccetto. Sai che novità. La novità, è quella che ha descritto Giuliano Saccani: in Italia, senza che vi sia denuncia alcuna, apparati dello Stato schedano, perquisiscono, intercettano per anni …
    Ma ti sembra? Già, voi moralisti … l’ossessione, giustifica tutto
    Infine, non so se anche questo fa parte del “kit del moralista”, ma il mettere in cattiva luce chi la pensa diversamente da te, non mi piace e me ne dispiace. Però, tu ci metti la firma; pensa, invece, per anni a Fidenza c’era chi, pur avendo responsabilità pubbliche quali potrebbero essere, ad esempio, quelle di consigliere comunale o segretario di partito, usava l’anonimato per sputtanare, insultare, denigrare, a convenienza …
    Lunga vita a Nave Corsara.

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  • avatar l.cenci scrive:

    In questa vicenda da basso impero la politica c’entra ben poco,la si invoca per fare confusione e distrazione di massa verso altri orizzonti.C’entra quello che Pasolini sessant’anni fa cominciava a chiamare il” genocidio culturale” della tv ,l’omologazione della dittatura televisiva ,il mutamento antropologico indotto.
    In questa triste storia non ci sono più un anziano malato di satiriasi compulsiva,lacché,maitresse,zoccole e leporelli vari,ci sono purtroppo anche i padri.I padri che come scrive Claudio Fava, coordinatore di SEL , ”….amministrano le figlie,le introducono alla corte del drago,le istruiscono ,le accompagnano all’imbocco della notte…”.Sono i padri i veri sconfitti ,non so se il signor Parizzi sia padre,me lo auguro per lui,io lo sono e sono anche nonno,e in questa brutta storia il moralismo falso o vero non c’entra nulla , come non c’entrano politica e provenienze ,la sola cosa che c’entra è la mancanza di DIGNITA’ e di FIEREZZA.

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  • avatar CHINA65 scrive:

    Facciamo quindi un riassunto, cercando di usare solo ciò che il Premier ha ammesso pubblicamente o ciò che è evidente oltre ogni dubbio e di raccontare ciò che non mi piace e perchè.
    - Un attempato Premier vien lasciato dalla moglie dopo trent’anni perchè la moglie dice che è ammalato (me ne frega e mi interessa, se è ammalato non è in grado di governare) e che è circondato da ragazzine. Molte di queste ragazzine vanno in parlamento , nelle provincie e nelle regioni (es. un igienista dentale) a decidere cosa è meglio o peggio per il Paese. Me ne frega e non mi piace, vorrei essere governato da persone minimamente capaci.
    Sua figlia Barbara gli consiglia pubblicamente di smettere perchè non è mica bello, è un brutto vedere che un settantaquattrenne frequenti delle ragazzine di diciassette, poi non si capisce che cosa si raccontino, cosa abbiano in comune.
    - Alcune di queste ragazzine che entrano ed escono senza identificazione e controlli dalla sede del governo di Arcore fanno foto e filmatini. Me ne frega e mi interessa, il governo italiano alla mercè di ragazzine (facciamo che siano delle bravissime ragazzine, ma potrebbero venire a sapere dei segreti di stato e pubblicarli su Internet) che possono ricattare il capo del governo.
    - Dopo le feste notturne il capo del governo si addormenta in parlamento, nei colloqui con i tedeschi e con i cinesi, nel ricevimento ufficiale con Napolitano, il tutto documentato da video internazionali. Me ne frega e mi interessa, se di notte può fare quello che vuole (può ?) di giorno ci rappresenta nel mondo, quindi il fatto che dorma e ci rappresenti bene è in forte dubbio.
    - Una ragazzina minorenne marocchina viene arrestata per furto (ma la lega che attacca la delinquenza degli extra-comunitari non ha niente da dire ?) e la polizia riceve una telefonata dal premier per farla rilasciare spacciandola per la nipote di Mub. La polizia, contro le indicazioni del giudice minorile, senza avere in mano i documenti della ragazza, l’affida (affidamento si fà per le minorenni) sotto consiglio di Silvio alla Minetti, che la porta alla battona brasiliana (se è stata la brasiliana a chiamare Silvio per avvisarlo lo scopriranno o già lo sanno).
    Me ne frega e mi interessa, se il premier deve seguire le vicende di tutte le ragazzine che gli vanno per villa (pare trenta alla volta) probabilmente è molto occupato in questa attività e ha poco tempo per la Nazione.
    - Gli uomini della scorta trasportano le ragazzine in giro per le ville. Me ne frega e mi interessa, mi sembra che non sia nei loro compiti e per loro sia degradante.
    - Lele Mora e Fede sono indagati da tempo per la selezione delle ragazze che vanno ai festini. Me ne frega e mi interessa, questa indagine autorizza le intercettazioni e i controlli.
    Spero di aver evitato qualsiasi moralismo, che ha espresso la chiesa, qualsiasi commento sull’etica, che ha espresso Napolitano, qualsiasi accenno al reato, che indagano i PM, qualsiasi supposizione, che fanno i giornali.
    Ma ce ne è comunque abbastanza per dire che la vicenda è squallida e indifendibile al di là di qualsiasi opinione personale ed ideologia politica, che l’immagine dell’Italia subisce un danno notevole e che la CREDIBILITA’ DEL PREMIER ITALIANO è assolutamente compromessa agli occhi di ogni referente internazionale. Quindi in un economia globalizzata è necessario far rappresentare l’Italia da qualcuno di credibile, per non subire dei danni reali in termini di crescita economica e di prospettive commerciali. E di questo, credetemi, ME NE FREGA E MI INTERESSA MOLTO.

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  • avatar marco del freo scrive:

    Così, tanto per contribuire, mi ripeto, da altro ponte di Nave Corsara.
    Sempre per contibuire, prevengo: si tratta di capire di che cosa si sta parlando, al solito, dell’onnipresente o di noi tutti, ovvero del sistema in cui viviamo? Dovendo scegliere, preferirei che si parlasse del sistema, visto che esso è ciò che ci consente/proibisce di vivere come persone singole. Dovendo scegliere, il tema della libertà personale di ogni cittadino (compresa quella dell’onnipresente e dei suoi conoscenti) mi pare civilmente assai più importante delle attività di uno o più di cotesti cittadini.
    Certo, se poi non devo (come giornalista) o non voglio (come cittadino) interessarmi della libertà personale di ciascuno di noi, be’, allora è facile capire perchè l’onnipresente si ritrovi ad avere spesso riconosciute, specie nelle urne, le sue ragioni, a prescindere dai suoi torti.

    Qui, http://www.uscourts.gov/uscourts/Statistics/WiretapReports/2009/Table2.pdf si trovano i dati relativi alle intercettazioni autorizzate in tutti gli Stati Uniti da tutti i giudici di ogni ordine, dal federale allo statale.
    Il totale di intercettazioni autorizzate nel 2009 è stato di 2.376 (duemilatrecentosettantasei).
    Qui, http://www.law.cornell.edu/uscode/uscode18/usc_sec_18_00002518—-000-.html , invece, si può studiare la legge che riguarda le intercettazioni stesse.

    Il rapporto tra intercettazioni autorizzate e persone condannate nel 2009 negli Stati Uniti dice, vado a memoria, di dodici arrestati e un condannato ogni tre intercettazioni (http://www.uscourts.gov/uscourts/Statistics/WiretapReports/2009/Table6.pdf ). Il che pare significare che il giudice (che in un paese civile niente ha a che fare con l’avvocato dell’accusa) abbia ben ponderato le ragioni in base alle quali erano state fatte le richieste. La legge prevede infatti che il richiedente una intercettazione presenti un quadro accusatorio già stabilizzato ed è severissima nel descrivere i casi in cui l’intercettazione può essere autorizzata, per massimo 30 giorni, con cessazione immediata al momento dell’eventuale apparire di fattori incriminanti, rinnovabile al massimo per altri 30 giorni in casi di particolarissima gravità (si parla del dopo 11 settembre, tanto per chiarire). Nessuno potrebbe essere intercettato nemmeno un minuto per il solo fatto di essere stato a casa di qualcun altro, fosse questo qualcun altro puranche il capo riconosciuto di Cosa Nostra (ci sono differenze applicative tra Stato e stato, ma il succo è questo).
    Le pene per chi nel sistema giudiziario facesse uscire anche solo una riga delle poche intercettazioni effettuate sono poi severissime e applicate senza sconto alcuno. Le sanzioni pecuniarie e penali per chi affermasse, come fai tu (Villi Vernazza, in altro post, ndr), prima di condanna definitiva, che qualcuno ha corrotto giudici, testimoni e minorenni sono altresì pesantissime, ancorchè comminate solo su denuncia della parte lesa giacchè, come in ogni paese civile, non esiste l’obbligatorietà dell’azione penale.
    E in tutto questo, credimi, il noiosissimo onnipresente c’entra nulla. Lui ha i soldi per pagarsi gli avvocati e non solo. Noi comuni cittadini, no, pur essendo esposti agli stessi rischi giudiziari (sai, io sono uno di quelli che raccoglieva soldi per il Soccorso Rosso in favore dell’amico Pietro Valpreda, ricordo bene che cosa si pensava del sistema giudiziario, cambiato per nulla se non negli attori in scena)

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    • avatar villiam vernazza scrive:

      C’è forma e sostanza. La forma è convenzione la sostanza travalica.
      Nella forma sta la legge: se nella sfera privata di un individuo si commettono reati il Codice di procedura penale, una convenzione che la politica può cambiare e la magistratura deve applicare, stabilisce come accertarli. Con regole che valgono per tutti. Esempio: se in casa mia violento mia moglie e la polizia mi scopre con mezzi leciti ha ragione la polizia; se non la violento può fare tutte le intercettazioni che vuole ma non valgono nulla e se ne fa uso illecito la perseguo e ne risponderà.
      Nella sostanza sono comprese regole morali e sociali non scritte: ognuno può applicarle in relazione al ruolo che riveste nella società. Non si è privati della libertà personale se si trasgrediscono queste regole ma si è privati del ruolo sociale che si riveste in rapporto a quanto e come l’individuo le rispetta. Esempio: se faccio il prete non posso bere, fumare e fischiare alle donne per strada (azioni legali) perché il vescovo mi toglierebbe i voti.
      Negli Stati Uniti, come Marco sa, si intercetta tutto (Echelon l’hanno costruito loro…) e, dopo l’11 settembre, di più, e dal Watergate in poi tutto va sui media con dibattimenti pubblici (le famose commissioni) come nel caso Clinton-Lewinsky (la fellatio più cara della storia); dopo l’11 settembre, negli Stati Uniti c’è la vigilanza di vicinato, cioè la tua vicina può denunciarti se da un giorno all’altro ritiri due cartoni di latte anziché l’abituale uno ed è inimmaginabilmente capillare, come può verificare chiunque visiti gli sterminati States.
      Poi nella sostanza, anzi “sostanze”, ci stanno anche gli orfani di un’epoca che li ha visti privilegiati, spudoratamente gli ex craxiani, che odiano a prescindere la legge e chi la rappresenta perché gli ha interrotto i giochini alle spalle degli altri. Hanno la credibilità degli acclamanti il ritorno di Baby Doc ad Haiti.
      L’Italia è lo zimbello del mondo, da quello anglosassone a quello africano, non per l’abuso di intercettazioni ma perché chi lo rappresenta ha vizi che stroncherebbero la carriera di qualunque rappresentante di commercio.
      È comunque defatigante ragionare di pere con chi non sa che parlare di mele.

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  • avatar Costantino V scrive:

    Difendere Berlusconi ora, con la scusa dell’accanimento giudiziario (vero, senza tema di smentita), mi sembra demenziale. Berlusconi è un uomo anziano malato e deve farsi curare. Se non lo capisce lui, deve capirlo chi gli è vicino o chi lo vota. Non può più stare in politica e rappresentare l’Italia in nessun modo.

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  • avatar Carlo Martello scrive:

    Nella loro cupidigia di servilismo i berluscones fisiologici sono ormai capaci di sostenere, con foga, che sul Sole la temperatura è prossima allo zero assoluto se lo dice il loro Supremo Nume.
    Conforta leggere ciò che scrive Times di Londra, giornale conservatore, in data 21 gennaio. In un articolo dal titolo “Opera buffa”, che reca per sottotitolo la dicitura : “Berlusconi ha coperto di ridicolo se stesso e il suo Paese. Deve andarsene”, si legge: “Non sono soltanto i dettagli umilianti ad avere scioccato gli italiani, le feste in topless, le prostitute minorenni, le donne costrette a vestirsi da infermiere per gratificare la lussuria di un anziano seduttore. A scioccare è anche lo spettacolo di un primo ministro che svergogna se stesso e il proprio paese con un comportamento non solo di cattivo gusto e immorale, ma presumibilmente illegale, che ha finalmente iniziato a smuovere l’indifferenza di un’opinione pubblica troppo a lungo indulgente con le ipocrite buffonate di Silvio Berlusconi”. Queste cose si leggono a un dipresso sui quotidiani del mondo intero (Russia di Putin e, suppongo, Libia di Gheddafi a parte).

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  • avatar Mario scrive:

    Che dire; è asempre B. che decide di cosa si parla in Italia, stavolta lo decide “con altri mezzi”. In fondo è lui stesso che si vanta di essere un grande amatore, quel che emerge ora è dovuto ad effetti collaterali, se le va cercando. Fa pena, peccato trascini l’Italia nel baratro, Craxi aveva affossato solo il suo partito. Se, come dice Marchionne, siamo dopo cristo Colui che ha è rimasto al medio evo… Poi: Gasparri, Capezzolone, Scodinzolini ecc. non possono che aggrapparsi a lui (non credo possano sopravvivergli politicamente), ma i suoi elettori che faranno, a che s’aggrappano??

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  • avatar marco del freo scrive:

    Caro Villi,
    consentimi di dissentire (so che lo accetti con piacere, quindi, grazie :_))
    A parte questo, penso sia utile anche a te che io fornisca alcuni dati riguardo affermazioni nel tuo brano che non rispondono affatto al vero.
    La prima è semplice semplice e mi permetto di farla senza andare a controllare quel che scrissi a proposito di Milingo su Gente (quando lo feci era qui, dai miei appunti “vaticani”: http://www.vatican.va/archive/ITA0276/__PZ.HTM): il vescovo non può toglierti i voti, nessuno può, per nessun motivo.
    La seconda riguarda il cossiddetto Echelon: la commissione europea temporanea che se ne occupò all’inizio degli anni ’90 chiarì trattarsi di iniziativa congiunta, non solo statunitense: Australia, Nuova Zelanda, Canada, Inghilterra e Stati Uniti. L’Italia fa parte dello stesso sistema difensivo attraverso la NATO e non mi pare di ricordare di aver letto sui giornali alcun brano di intercettazioni provenienti dal sistema.
    Quella che chiami vigilanza di vicinato, che qui chiamano senso civico, esiste da sempre negli Stati Uniti: è quella per cui chiunque si sente parte della cosa pubblica e se qualcuno passa avanti in una fila non aspetta che arrivi la polizia ma, più o meno cortesemente, fa valere i suoi diritti e tornare al suo posto il maleducato. Dopo l’undici settembre noi in Italia abbiamo cominciato a sentirne parlare, ma, credimi, nella mia prima visita a New York del 1980, ancora buia e malmessa, i cartelli appesi negli androni dei palazzi erano già ben vecchi (e come si vede nei vecchi western, non è che i vicini non si mettessero a sparare sui rapinatori ;-) ).
    Negli Stati Uniti si intercetta solo secondo la legge riporta nel mio post precedente. Ogni intercettazione è segnalata in un sito aperto al pubblico (quello delle corti, cui ho dato il link), ogni costo delle stesse è citato e rapportato all’efficacia dell’azione intrapresa (arresti, condanne e via così). Niente esce di ciò che viene registrato (e se esce il colpevole della fuga di notizie viene quasi sempre arrestato e condannato, non importa se poliziotto, pubblico ministero o giudice) fino a quando l’inchiesta non è conclusa e non si è arrivati al giudizio, nel corso del quale vengono rese pubbliche solo le parti delle registrazioni che il pubblico ministero o la difesa decidano debbano divenire “prove” nel dibattimento con stretto riferimento al solo reato di cui all’imputazione. Il giornalista che pubblicasse prima di questo momento un brano di intercettazione sarebbe immediatamente convocato dal giudice e, nel caso non rivelasse la fonte (come quasi sempre accade) andrebbe in galera senza passare dal via.
    Per finire, una notazione. Tu stesso fai notare che nel caso Clinton-Lewinsky (Il presidente non era accusato di niente che avesse a che fare con il sesso, contrariamente a quanto era avvenuto con Paula Jones, ma di “spergiuro” per aver affermato di non aver avuto rapporti con la Lewinsky: per inciso, fu assolto) c’è stato un’audizione pubblica. Pubblica, ovvero niente a che fare con intercettazioni: le intercettazioni dell’amica della Lewinsky, passate al procuratore Starr erano illegali e servirono a quest’ultimo solo come indizio, non utilizzabile in giudizio, nel caso Jones (cosa che portò poi all’avvio del procedimento per spergiuro) in cui l’avvocato della Jones portò supposte prove di altri comportamenti di Clinton per dimostrare un atteggiamento che avrebbe potuto logicamente sfociare anche nell’aver sessualmente “importunato” la Jones stessa (quando non era ancora presidente ma governatore dell’Arkansas). Nessuna intercettazione mi risulta mai essere stata resa pubblica nel caso se non, eventualmente, durante il processo e nella fase di acquisizione delle prove.
    D’accordissimo infine con quel che dici su pere e mele: io continuo, come spero di aver dimostrato anche qui sopra, a interessarmi delle une e a esse cerco di far riferimento.
    Le altre le trovo stucchevoli, marcescenti e passate, per quanto ubique. Basterebbe un voto in più per smettere di trovarsele in ogni dove.

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    • avatar villiam vernazza scrive:

      A me non interessa ciò che fa Berlusconi del suo pisello e non ne ho mai letto le cronache; mi interessa il suo stato mentale, di debolezza verso una schiera di puttane e chissa chi altri, e i reati che commette. Riguardo le intercettazioni italiane ti riporto ciò che ne pensa un altro americano, Breuer, Sottosegretario al Dipartimento di giustizia: “Roma, 21 mag. (Adnkronos/Ign) – “Le intercettazioni sono strumenti essenziali per le indagini”. Lo ha dichiarato il sottosegretario al Dipartimento di Giustizia degli Usa con delega alla criminalità organizzata internazionale, Lanny A. Breuer, nel corso di un incontro con la stampa presso l’ambasciata degli Stati Uniti a Roma. “La legislazione italiana così come è stata finora è stata molto efficace nella lotta alla criminalità organizzata” ha detto Breuer.” (http://www.adnkronos.com/IGN/News/Esteri/Gli-Usa-intercettazioni-essenziali_424847651.html). Era il maggio scorso mentre si stava dicutendo della cosiddetta Legge bavaglio. Fornisco un link anche ad un pezzo coevo di Marco Travaglio, di solito ben documentato (http://temi.repubblica.it/micromega-online/travaglio-silenzio-si-ruba-passaparola-24-maggio-2010/).
      Berlusconi non è Tortora, Marco: credo, con tutto il rispetto, che il tuo fuoco sacro in difesa dei diritti possa essere riservato a migliori cause

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  • avatar CHINA65 scrive:

    Ma in America solo la moglie ha salvato Clinton dalle dimissioni. E si trattava di un episodio isolato e da accertare
    Stucchevoli, marcescenti e passate ? a Cosa ti riferisci, che certi comportamenti vanno avanti da anni e non sono un episodio ? Che non è provato il reato ? Ma qui si continua a sfuggire il problema. Prova a riavvolgere il nastro e pensa a un opinione degli italiani prima del lavaggio del cervello.
    Ma ti pare che se in tutto il mondo non trovano possibile ciò che succede e non si divertono nemmeno più per noi è tutto normale ?
    E ti garantisco, che come ho già spiegato non sono motivi conflittuali di parte, non si tratta di giudizio morale ma solo di poter guardare le cose per quello che sono.
    E di capire se i comportamenti privati possano incidere negativamente sui destini dell’Italia e sul mio quotidiano. Si, voglio essere solo qualunquista e valutare le negatività che subisco dalla situazione in cui vivo e che è regolata da chi comanda. E almeno cinque motivi oggettivi mi portano a desiderare un cambiamento. Non ci ho messo dentro che il 30 % dei giovani son senza futuro, che l’anno scorso c’è stato il record dei cassa integrati e che l’Italia è il paese dove il PIL cresce di meno. Nemmeno che mancano gli investimenti nella ricerca, nella cultura e nel turismo che son da sempre le nostre ricchezze.
    E con tutto ciò non ci si occupa di quello che succede, ma si torna sul tormentone del Silvio perseguitato. Ma se le cose andassero bene per me si può trombare i babbuini o i panda, che lo troverei normale.

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  • avatar Davide scrive:

    Una volta il moralismo era una prerogativa tipica della destra, quando a sinistra si vantavano di non soffrirne affatto, anzi, di combatterlo, al pari dell’ipocrisia e del perbenismo “dei borghesi”. Oggi invece, pare che il moralismo sia tutto slittato sulla sinistra, un po’ come se ci trovassimo improvvisamente a guidare l’auto a Londra. Mentre quelli a destra suonano romanzine da “lottacontinuini”, sulla libertà individuale, sull’oppressione da parte delle forze dell’ordine che invadono la sfera personale, la sacralità dell’io, oggi evolutasi in Privacy.
    Non sono bastate le colossali figure di merda del “nostro” nutritissimo parlamento, durante le ultime performance da bancarellari rottinculi, nel passare da un’ala all’altra dell’emiciclo, per salvarsi il megastipendio e l’agognata superpensione (per non parlare dei superpoteri)…
    Ci voleva pure ‘a sceneggiaaata del moralismo.
    Sono convinto che non basterà neanche questa per far capire agli italiani che la destra e la sinistra non esistono, sono soltanto una presa per il culo, che, siccome ha funzionato benissimo fino ad ora, continueranno a propinarci anche in futuro.
    Non ha fatto la metà del chiasso di quest’ultima “puttanata”, nemmeno la magica trasformazione in carta straccia delle migliaia di pagine di rogatorie arrivate dalla Svizzera, nel processo che vede il nostro “amatore” imputato per corruzione giudiziaria. Se non ricordo male la difesa le impugnò perché non erano in “originale”, e in alternativa, non riportavano nemmeno un – peraltro inesigibile – timbro di autenticazione. Le banche risposero che l’hard disk proprio non ce lo potevano mandare…
    Comincio a pensare che neanche un esercito di puttane potrà mai farci rinsavire.

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  • avatar Ivano Sartori scrive:

    Frena, Davide. A quale «una volta» ti riferisci? Se parli del post 68, ammetto che il formidabile anno si sia gloriato di avere introdotto una certa deregulation della morale (con il disastroso effetto, tra l’altro, di avere portato al governo il più ex sessantottino di tutti, ma su questo mi intratterrò un giorno che avrò tempo). Però, se andiamo più indietro, e cioè a tutti i Cinquanta e a ben otto anni dei Sessanta, non è assolutamente vero che il moralismo fosse un’esclusiva della destra. Tutta la società, ivi compresi i partiti, erano impregnati di morali e moralismi. Un esempio sopra tutti: il Pci non gradiva la relazione del pur venerato segretario Palmiro Togliatti con Nilde Iotti e fece di tutto per tenerla nascosta prima di accettarla a denti stretti. In ogni caso, lei doveva restare un passo indietro e i due non potevano andare a passeggio a braccetto. Le relazioni adulterine non le ammetteva il Vaticano ma neppure il Pci. La morale della sinistra, e il Pci rappresentava allora praticamente tutta la sinistra, era avversa ma allo stesso tempo speculare a quella cattolica. Niente di più, niente di meno. Giovannino Guareschi fu il primo a capirlo e a raccontarlo come meglio non si sarebbe potuto. Lunga vita a Giovannino.
    Quanto alle presunte trasgressioni propagandate e praticate dagli adepti di Lotta continua, sarebbe meglio lasciar perdere. È tra gli ex di questa formazione politica che si trovano i meglio puntelli del berlusconismo. Il loro carismatico leader Adriano Sofri, non so se sia colpevole di ciò di cui l’accusano. Ma scrive su Panorama che, si badi bene, non è più il glorioso settimanale fondato da Lamberto Sechi, guidato da grandi direttori indipendenti come Carlo Rognoni, Claudio Rinaldi e Andrea Monti, ma è diventato il randello del padrone impugnato di volta in volta da mazzieri tanto obbedienti al padrone quanto furiosi nel colpire. Tenere una rubrica su Panorama, anche per scrivere bene di Madre Teresa e Che Guevara, questo sì che è immorale.
    Il movimento del 68 è un precursore del berlusconismo perché ha contribuito sì a smascherare ipocrisie e ad additare problemi, così come il Cavaliere ha distrutto il teatrino della politica, ma nessun leader del formidabile anno, così come Berlusconi, ha dato una mano per risolverli, per sostituire le vecchie istituzioni con le nuove, per costruire modi di vita alternativi. Il primo si è alimentato di comunismo. Il secondo di anticomunismo. Due carburanti che non li hanno portati lontano e hanno solo fatto perdere tempo. L’ambizioso radicalismo del 68 si è trasformato in un baratro che ha inghiottito ragazzi entusiasti e generosi. L’antiestablishment berlusconiano è diventato la fucina e il ricovero dell’antipolitica, dell’antiStato, della criminalità organizzata.
    Sono d’accordo con te che sinistra e destra ci stiano prendendo per i fondelli e che certi partiti, diciamo così di sinistra, se Carlo Fetonti ce ne concede licenza, cerchino di far cadere in sede extraparlamentare l’anomalia che dovevano bloccare invece con gli strumenti della politica. A Berlusconi non gli si doveva dare l’ossigeno con la Bicamerale, come fece D’Alema, quando era moribondo. Gli si dovevano regolamentare tv e giornali all’epoca del governo Prodi, ma non è stato fatto per dare prova di liberalità. Chi è causa del suo mal, pianga se stesso.
    Ciò detto, non vedo perché ci si debba vergognare a usare le parole etica e morale. Perché non si dovrebbe esigere il rispetto di certi codici di comportamento, soprattutto da parte di chi ci rappresenta in pubblico e all’estero? A meno che qualcuno che la sa molto lunga, molto cinico e smaliziato, non ci venga a dire che questi sono valori buoni fin che dura la fanciullezza, cioè fin che si crede a Santa Lucia e a Babbo Natale. Se così è, fateci votare da bambini e lasciateci in pace da grandi. Mi fa paura pensare che questi vetusti trasgressivi, intransigenti però quando si tratta di puttane, cacche di cane sui marciapiedi e pisciate extra vespasiano, diventano permissivi, arrendevoli, servili e laccaculo quando a farla fuori dal vaso e il loro signore, una sorta di signorotto feudale che chiunque abbia una figlia dovrebbe temere. A meno che il mestiere di questi genitori non sia il prosennetismo. Dunque, viva la morale e i moralisti. E poi, vedi, caro Davide, questi immoralisti, che si credono Celine mentre sono solo spettatori di Ciao Darwin, sono i primi a trasformarsi in belve furiose se gli dici «salutame ‘a soreta». Perché questo lo accettano solo dal Puttaniere Certificato. Anzi ne ridono. È il solito servilismo italiano. Tutti fornitori della Real Casa. Niente di nuovo.

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    • avatar Davide scrive:

      Non arrivavo certamente a Togliatti. Non volevo disturbarlo.
      Ti do atto che bisogna andare piuttosto indietro per trovare radici sane, e non mi riferisco a nessuna corrente in particolare, quanto piuttosto al modo di fare politica in senso lato. Vedi, su questo “piano” siamo ormai arrivati ad un punto che riduce ben oltre ogni anacronismo possibile qualsiasi accostamento alla storia.
      In altre parole: abbiamo superato la riga, ma da un bel po’,,, e di un bel po’.
      La tua riflessione è, oltre che coinvolgente, senz’altro molto interessante, ma soffre di nostalgia. Distoglie dalla realtà.
      Personalmente non inneggerei alla morale, ma piuttosto all’etica, all’onestà, alla lealtà se vuoi.
      E’ agli interessi della gente che dobbiamo guardare, non a quello di una parte politica. E le parti politiche non fanno gli interessi della gente, fanno solo i loro.
      Direi che è giunta l’ora di chiuderlo questo libro di storia, ma non perché non si debba mai più leggerlo, perché se ne deve scrivere un’altro, magari migliore. Altrimenti se non lo archiviamo, finisce che ognuno lo riapre al capitolo che più gli aggrada, si mette a leggere, e nessuno scrive.
      Basta destra e sinistra Ivano, basta! Hanno rotto i coglioni!
      Ti ringrazio per esserti lasciato suscitare e soprattutto per essere ancora al timone.
      Notte a tutti

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  • avatar CHINA65 scrive:

    Dear Ivano, forse anch’io ho un giudizio severo verso i comportamenti evidentemente sconvenienti, ma li ho voluti coscientemente isolare perchè essi sono (anche se con molta fatica e partitura) opinabili. Quindi mi sono occupato solo ed esclusivamente dei fatti che portano un danno tangibile al portafogli degli italiani, perchè sembra che il qualunquismo che ci insegnano da Craxi in poi abbia provocato un anestesia totale alla coscienza dell’individuo, portando nel contempo al primo piano la convenienza personale. Quindi i valori imperanti sui quali fare una comunicazione incontrovertibile sono i danni economici che ogni singolo cittadino riceve dalla situazione attuale e dagli accadimenti del sexy-ruby e dalle tante azioni e non azioni dei protagonisti.
    Essendo questi danni accertabili in tutti i portafogli degli Italiani sarebbe forse il caso anche da parte di chi si occupa di politica di iniziare a battere questo tasto, altrimenti il cambiamento non arriva. Auspico naturalmente che questo cambiamento veda protagonisti nuovi interpreti, non gli scenografi e i registi di questo film che nemmeno Pedro Almodóvar avrebbe immaginato alcuni anni fà.

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  • Ich bin ein Berluscones: “Dicono in coro che ci vuole decoro. Giusto. Ma il decoro è una categoria eti­ca, in parte politica, per nulla giudizia­ria. Non sono i giudici a sanzionarlo. Mi­sura il contegno, non la fedina penale. Se è in gioco la morale si esprimano con­danne morali, non penali né politiche. Perfino Kant diceva «la legge morale dentro di me», mica invocava magistra­ti, gendarmi e parlamento. Il priapismo è un male antico del potere e non è tra i più gravi. E il decoro dei politici non ri­guarda solo i peccati di sesso, ma il ri­spetto dei ruoli e del popolo sovrano, l’uso e l’abuso delle risorse pubbliche, la lealtà. Quando resteranno i decorosi, i decorati, i decoratori, capiremo cosa ci siamo risparmiati in questi anni. Dopo Priapo verranno le mezzeseghe.”

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    • avatar davide scrive:

      Mo brau chéré, almeno sei stato sincero…Adesso funziona così: se non sei un pappone, un mafioso o un ladro allora vuol dire che sei una mezza sega vero?
      Speriamo che arrivino alla svelta ‘ste mezze seghe, perche quelle intere c’hanno già spompato!!

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  • avatar Joe scrive:

    Ci stai raccontando, per caso, la vecchia favola dell’invidia del pene? Se c’era uno di cui non avevamo bisogno era un cazzone che si dà pena di occuparsi del pene pubblico. Che si faccia i cazzi suoi. Che sono già fin troppi.

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  • avatar marco del freo scrive:

    Villi, io di fuoco non ne ho, tanto meno sacro.
    Nello specifico mi sono limitato a riportare fatti e leggi. Alcuni dimostrano che nel tuo post precedente avevi detto cose quanto meno non esatte.
    Tutto qui.
    Non si può essere un po’ incinte, Villi.
    PS. Una nota di servizio: io ho citato fonti prime verificabili o fatti a me noti dei quali posso, a richiesta, fornire riscontro. Tu citi articoli che citano terze persone che citano altre ancora. La mia “testimonianza” sarebbe stata accolta in un tribunale USA. La tua, forse, solo in Italia. :-)

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  • avatar marco del freo scrive:

    Villi, aggiuntina.
    Solo per il bene che ti voglio e il rispetto che ti porto (sai che non scherzo) mi sono appena preso l’onere di andare a leggere le tantissime righe di Travaglio: sono esattamente come quel che dicevo delle tue, cita altri che citano altri. In tutto quel pezzo (almeno fin dove sono arrivato, non sono Giobbe) non viene riportata una sola fonte degna di essere considerata tale. Non solo, si fa continuamente confusione tra pere e mele, come diresti tu, tra pubblici ministeri e giudici, tra chi dispone e chi autorizza, oltre che, ovviamente, tra sistemi giudiziari assolutamente diversi tra loro e via discorrendo.
    Visto che lui non sei tu (credimi, il fortunato sei tu) non mi perdo a riportare le fonti che potrebbero servire al lettore a valutare se quel che scrive è vero o no come ho fatto con le tue righe. Neanche tu e io siamo l’onnipresente, ma potremmo tranquillamente essere Tortora, purtroppo.

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    • avatar villiam vernazza scrive:

      È vero, tutti potremmo essere Tortora ma non Berlusconi. Quindi, Carduccio e Marco, l’accostamento è del tutto improprio. L’uno è vittima, l’altro no. Tortora è un simbolo per una giustizia migliore, Berlusconi anche, ma in senso opposto.

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  • avatar CHINA65 scrive:

    Tutte le volte che sento gli epiteti di chi attacca coscientemente per difendere l’indifendibile mi verrebbe di rispondere a tono. Cercherò, come per convenienza fanno in molti, di tener divisa la coscienza dalle azioni, o come in questo caso dalle parole. Pensare che un anziano botulato prenda pastigliette o faccia iniezioni per poter trovare rinnovato vigore non mi fà pensare al priapismo. Pensare che nella vita di un individuo esista una relazione sentimentale dove la passione non necessita di aiutini mi rasserena notevolmente . Giudico che vivere serenamente investa tutto l’individuo, che difficilmente si possa distaccare il comportamento sessuale dalla natura dello stesso. La mancanza di equilibrio e la ricerca dell’eccesso denota a mio vedere una forma patologica, in particolare la mancata accettazione dei soppravvenuti limiti biologici. Tipico degli anziani dire parolacce e parlare molto del sesso in maniera cruenta. Ma non di tutti gli anziani sono questi discorsi, men che meno i comportamenti. Molti di loro vivono serenamente la stagione della terza età, trovando soddisfazione in altre attività affettive e continuando comunque a vivere un pacato sesso soddisfacente senza dover dimostrare a sè stessi e soprattutto agli altri di essere ancora capaci di grandi prestazioni, evitando così commenti poco piacevoli sul loro patetico tentativo di voler restare giovani. Questo vale circa per tutti, tranne che per quei superuomini che accusano ad esempio chi non tradisce la moglie o la compagna di essere mezze seghe. Nel rispetto di ogni convinzione credo che non abbiano il diritto di dare giudizi sulle altrui certezze, disprezzando la serenità di un rapporto felice per compiere (forse) grandi imprese geriatriche.

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  • avatar roberto braglia scrive:

    Ma vi rendete conto che la rappresentazione all’estero del nostro paese è quella di uno stato delle banane? Capisco che ex craxiani difendano Bugiardoni ma da che pulpito viene la difesa! Si è accorto il Saccani che gli anni del premier Craxi e quelli del premier Bugiardoni ci hanno riportato ai costumi dell’impero romano di Nerone?
    Nel primo caso si sono usate le monetine, nel secondo bisogna usare le pedate nel sedere perchè solo a quelle è sensibile l’abitante di Arcore!

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  • avatar marco del freo scrive:

    Giusto, Villi, perbacco, non ci avevo pensato :-(
    Come dici tu, entrambi sono la dimostrazione di come funziona la giustizia in Italia. :-)

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