Ma non era l’architetto quello da segare?
Vecchio ospedale, via Cornini Malpeli, via Carducci, via Berenini, Nuovi Terragli sono le stazioni di una visita che il sindaco Mario Cantini, il vicesindaco Stefano Tanzi e l’assessore Giovanni Carancini hanno effettuato accompagnati dai dirigenti Caroli e Alberto Gilioli. Gli amministratori hanno così potuto constatare come queste aree necessitino di maggior attenzione e di concreti interventi di manutenzione, anche se di recente costruzione.
Nella lista troviamo infatti i Nuovi Terragli e la cosa non mi sorprende avendolo più volte constatato e segnalato, ciò è anche dovuto alle soluzioni architettoniche adottate e al sottoutilizzo degli edifici. A questo si aggiunge il discorso della sicurezza che, una volta completata la piazza e le strutture previste dal progetto, sottopasso pedonale e deposito biciclette, sarà impossibile da gestire. Non ci vogliono architetti o ingegneri per capirlo.
Comunque fa bene vedere gli assessori ed il sindaco fuori dal palazzo anche se purtroppo la giornata era più adatta ai pinguini che agli assessori. La cronaca completa della giornata è comunque riportata della Gazzetta di Parma di ieri 19 gennaio 2011 con dovizia di particolari e immagini eloquenti. È da ricordare infine che le situazioni riscontrate da sindaco e assessori nascono dall’abbandono di spazi precedentemente destinati al commercio.
Non son passate ventiquattro ore e un laconico comunicato ci riporta alla realtà, riguarda il taglio degli alberi del giardinetto di San Michele. L’effetto visita, apprezzato dai cittadini, va in fumo, tutti a guardare le piante a morire senza motivo apparente sulla base di un referto tecnico-agronomo che è difficile contestare quanto credere. Una storia che si ripete.

















“…tutti a guardare le piante a morire senza motivo apparente sulla base di un referto tecnico-agronomo che è difficile contestare quanto credere.”
Difficile scelta… ma se poi l’alilato vistosamente cariato sul lato strada finisce sulle orecchie a qualche passante o in mezzo all’incrocio che si fa?
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La colonna portante dell’ailanto teneva ancora su per altri 100 anni senza pericoli, ci sarebbe da tagliare allora il 90 % del patrimonio arboreo italiano se guardiamo a quello..
Il tronco della conifera era sanissimo, quindi perche’ tagliare?Perche’ la pianta non era sana?CIRCOSTANZIARE prego.
Perche’ gli alberi piantumati dal Comune negli anni scorsi e seccati ( 20% da rapida statistica) non vengono levati, forse che un astone di 4 metri seccato se ci finisce sulle corna fa poco male?
I prunus del giardino del ponte romano sono tutti piegati dalla vergogna di vivere a Fidenza o hanno dei problemi anche loro?Li caviamo al volo o cerchiamo di capire?Tra l’altro ne e’ e’ seccato uno e non e’ mai stato sostituito ,l’eleganza dei “curatori del verde” mi inquieta, perche’ non ripiantumare?
Il problema vero e’ che le Amministrazioni manco ci provano a dialogare con la Cittadinanza , fanno quel catso che gli pare, verde compreso.
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“La colonna portante dell’ailanto teneva ancora su per altri 100 anni senza pericoli…”
Io non ne sono così sicuro conoscendo un pochettino come lavorano le carie. Comunque se garantivi tu personalmente (responsabilità civile e penale) dovevi farti avanti…
Le valutazioni di stabilità prevedono quello.
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Il vero problema Boscaiolo e’ che se si potessero fare le opportune verifiche , si scoprirebbe che oltre la meta’ del patrimonio arboricolo italiano e’ in quelle condizioni anche grazie a potature malfatte che con il tempo minano i tronchi .
stavo scherzando………..bisogna dirlo altrimenti qualcuno ci crede.
Allora abbattiamo tutto?Mai sentito parlare di dendrochirurgia?Si e’ mai fatta una analisi valutando la possibilita’ di curare anziche’ abbattere?
Propongo di abbattere , allora, il bel ulivo del Parco degli Olmi, lo hai visto come e’ cariato?
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Mi permetto di ricordare che se sei funzionario pubblico ed hai un parere di un esperto che ti dice che c’è la possibilità (anche remota) di caduta della pianta, difficilmente decidi in modo diverso da quello deciso a Fidenza. Sarebbe come un tentato suicidio.
Viceversa bisognerebbe sapere se effettivamente la diagnosi fosse corretta. Sul fatto che molti alberi siano cariati sono pure d’accordo, ma sinchè non c’è parere tecnico, il funzionario ha meno rischi e quindi li può lasciare in piedi.
Sul fatto che le potature dovrebbero essere evitate sono pure d’accordo, ma forse bisognerebbe che le piantumazioni fossero fatte non da architetti o da vivaisti ma da agronomi esperti di verde urbano.
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…alla fine è rimasto l’architetto, che sia il tutore dell’albero per farlo rigar dritto …beh dritto diciamo …a sx?!?!!!
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“Difficile scelta… ma se poi l’alilato vistosamente cariato sul lato strada finisce sulle orecchie a qualche passante o in mezzo all’incrocio che si fa?”
Quello che mi porta molto a dubitare , è che lo stesso ha già spostato molte piante (vedi p.le stazione) e molte altre le ha segate (vicino al Circolo ferroviario oltre alle piante di P.za Matteotti). Vorrei credere che quella era nelle condizioni che dici, ma quale altre analisi ha sullo stato di salute dei nostri viali? perchè proprio quella? Se vai in via Trento o via A. Costa, a forza di incidenti e di vecchiaia, guarda bene i tronchi, sono notevolmente cariati eppure….. sono in piedi. Per questo dubito fortemente , poi con il tempo vedremo il perchè.
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Boh Joseph,
di sicuro chi ha fatto le valutazioni le farà in modo professionale e saprà valtare il pericolo anche sui diversi viali cittadini e prendersene la responsabilità…
Tra l’altro dal momento che sono tutte cartellinate e pluriRESISTOGRAPHate avranno una bella scheda personalizzata.
p.s. la dendrochirurgia ormai in è disuso per evidenze scientifiche soprattutto per la cura delle carie.
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