Lo Scodinzolini risvegliato
Che in Sicilia esistano nella pubblica amministrazione problemi di nepotismo e clientelismo è noto, diciamo che perlomeno il fenomeno è conosciuto sin dall’Unità d’Italia. Quindi l’unica vera notizia su questo tema è che se n’è accorto anche Scodinzolini, e come non bastasse si è accorto (col medesimo tempismo) che anche in Campania ci sono problemi analoghi. Qualcuno deve aver detto al nostro: direttore, sta in Campania! Ma torniamo alla Sicilia; noi salutiamo con rispetto il risveglio del direttorissimo, non staremo a spiegargli cosa è accaduto in Sicilia nelle amministrazioni locali, tipo comune di Catania, nel felice ventennio che stiamo vivendo. Non pretendiamo che si chieda se i «160.000» (numeri dati dal Tg1) dipendenti della regione siano stati assunti tutti da Lombardo. Perché non pretendiamo tanto? Per tre ragioni.
Prima. Comunque una volta tanto le notizie le ha date, e noi che non abbiamo padroni siamo sempre e comunque per darle. In fondo potrebbe, ad ogni nuova indagine in corso, tranquillamente aprire le notizie col solito discorso su «notizie ad orologeria» o «giustizia a orologeria». Il materiale non manca, e ci si vive comodamente di rendita. Vai poi a spiegargli che i reati hanno poco a che fare con l’orologeria (salvo ovviamente il furto di orologi) ma casomai con «l’azione penale obbligatoria», «lo stato di diritto», «la giurisdizione», «gli organi di garanzia».
Seconda. Sarebbe certo terribile per un’anima buona come la sua chiedersi se qualcosa di «siciliano» non accada anche in Rai, o chiedersi come mai lui siede su quella poltrona, grazie a chi.
Terza. Non vorremmo per nessun motivo che la maggior conoscenza di questi fatti provocasse in lui una regressione, ci piace così, che dia le notizie.
Mario Mantovani














A una persona così non bisogna mai dare spazio sui mass media: la vera azione antiminzolini è ignorarlo. Si cancella da solo col tempo.
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