Tranquilli, nessuno se ne andrà
Marchionne ricatta i dipendenti Fiat e l’Italia intera. O si fa come dico io, o me ne vado. Se ne andasse da solo, pazienza. Il fatto grave è che si tira dietro migliaia di posti di lavoro. Li distrugge in Italia per esportarli in Paesi dove la manodopera è più affamata e meno schizzinosa in tema di diritti. Delocalizza, come si dice in gergo per non risultare volgari. È la globalizzazione, bellezza. Dove se ne stanno nascosti quelli che ne decantavano le magnifiche sorti e progressive?
Berlusconi non si lascia scappare l’occasione per plaudire l’amministratore delegato della Fiat. Fa bene ad andarsene, fossi al suo posto me ne andrei anch’io. In realtà, con le braci della Consulta che cominciano a scaldargli il fondo schiena, si sente al posto di Craxi. Ma, se le cose dovessero mettersi male, non prenderebbe il traghetto per Tunisi come l’esiliato di Hammamet benché al presidente tunisino Ben Ali lo leghino diversi business, a cominciare da quelli televisivi. Ai Caraibi Silvio ha abbastanza ville da crearsi un suo personale triangolo delle Bermuda in cui scomparire senza farsi dimenticare, inviando di tanto in tanto messaggi agli italiani come un qualsiasi Umberto di Savoia sofferente per mancanza di gnocca nazionale alle Antille anziché di saudade a Cascais.
Ma sappiamo bene, ahinoi, che la storia non prenderà questa piega.
Vuoi perché i posti in fabbrica sono le forche caudine sotto cui saranno costretti a passare gli operai per conservare quel pane e lavoro che manca ai tanti cittadini della Tunisia dove a Marchionne piacerebbe trasferire la nuova Mirafiori del deserto facendone un’oasi di liberismo sfrenato.
Vuoi perché la Corte costituzionale non avrà la determinazione di andare fino in fondo e forse qualche mediatore sta trescando nell’ombra per consegnare il Capo legato e imbavagliato una volta che sia stato incoronato il nuovo boss e nessuno possa più spremere nulla dal vecchio. Così perlomeno si faceva con i gangster decotti e compromessi negli splendidi film noir scritti da Raymond Chandler e diretti da Howard Hawks.
Vuoi perché lo showman, il barzellettiere ingiustamente sottratto allo staff di Costa Crociere, non accetterebbe mai di fare bunga bunga all’insaputa degli italiani, senza i giornali e le tv che ne raccontino le avventure galanti indipendentemente dal loro esito.
Sì, perché di una cosa siamo sempre più convinti, e cioè che il bauscia di Arcore ci faccia perdere tempo da vent’anni in qua per il solo piacere narcisista di raccontare le sue balle ai boccaloni del bar Italia.
Dunque, tranquilli: non se ne andranno né Marchionne né Berlusconi. In ogni caso, la loro migrazione non sarebbe paragonabile a quella dei cervelli ma alle fuitine in stile Gregoraci, Sandrelli e Valentino.














Dalla caduta del muro di Berlino,ovvero dopo la sconfitta del socialismo reale,in tutti i paesi ad economia capitalistica ed in quelli ex sovietici è avvenuta una straordinaria ridistribuzone della ricchezza,il sistema capitalistico senza freni aumenta il profitto puntando sul contenimento del salario da lavoro al minimo indispensabile per la sopravvivenza.Quindi riduzione dei redditi medio bassi e aumento incontrollato di quelli alti(Marchionne guadagna da solo come tutti insieme gli operai di Mirafiori e Pomigliano).Questo si traduce in una crescita ipertrofica delle diseguaglianze sociali,fino a quando reggerà questa anomalia?
In questa crisi finanziaria, come al solito, sono chiamati a rispondere i soliti noti,salariati e pensionati,la cricca dei banditi,corruttori,evasori potranno continuare a rubare e ad evadere scegliendo il proprio paradiso fiscale.
Per i lavoratori a mille euro al mese arriva il modello Pomigliano-Mirafiori:lavoro forse, in cambio della perdita di dignità certa,la fine del concetto di classe operaia,uno degli obiettivi del piano P2 di Gelli.La logica di tale piano è semplice:i capitali nel senso finanziario e industriale possono spostarsi e così anche la forza lavoro senza però il fardello dei diritti conquistati in secoli di lotte operaie,le condizioni dei lavoratori italiani si avvicineranno a quelle degli altri lavoratori sfruttati e schiavi.
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la mia risposta è che se delocalizza non comprerò mai più una fiat.
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Il nuovo che avanza.
Sigh!!!
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Alla fine,credo che anche Marcello,se avrà i soldi, comprerà una Fiat delocalizzata se questa sarà una buona macchina e di prezzo conveniente,come fa la stragrande maggioranza degli Italiani ,cioè sette su dieci.E’ perfettamente normale…
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