Vittorio Savi se ne è andato lasciando un grande vuoto, da riempire con i vostri ricordi
Vittorio Savi, l’architetto che sta parlando, era di Fidenza. Da diversi anni viveva e insegnava a Firenze, ma ha lasciato una traccia in tutto il Paese. Da pochi giorni è tornato per sempre nella sua Fidenza, dove conserviamo di lui l’immagine del biondino magro e frizzante che alla voglia di vivere univa la passione per gli studi e una certa dose di ideali. Chi lo ha conosciuto allora, come negli ultimi tempi, è invitato a lasciare un ricordo, una foto, un brandello di memoria. Qualcosa di meno accademico di questo intervento che è quel poco che siamo riusciti a mettere insieme attingendo alla Rete.













Ho conosciuto Vittorio Savi, quando, insieme, eravamo matricole alla Facoltà di Architettura dell’Università degli Studi di Firenze. Il mio ricordo va al Vittorio esilissimo, con i capelli lunghi, dalle corpose argomentazioni ed alle citazioni colte (un po’ troppo, per i miei gusti!), ad un periodo pieno di entusiasmo, in cui le nostre vite erano ancora tutte da progettare. Poi, come quasi sempre accade, le nostre strade si sono divise: io ho lavorato come semplice funzionario tecnico in un’Amministrazione Comunale, lui ha avuto una carrierissima, piena di onori. Quest’ultimo aspetto non toglie, però, il dolore per la scomparsa di una persona che, oggi, possiamo definire ancora giovane, che tanto avrebbe potuto dare ancora. Ciao, Vittorio, con te se ne va un pezzo della mia gioventù!
Acculturerai anche gli Angeli in Cielo?
arch. Graziella Sigali
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Dal quotidiano La Nuova Ferrara dell’11 gennaio 2011
Università in lutto, è morto Vittorio Savi
È morto a Firenze il professor Vittorio Savi, docente di storia dell’Architettura contemporanea all’Università di Ferrara dal 1996 al 2008. Aveva 62 anni, da due era andato in pensione ed era da tempo malato. Il decesso risale ad alcuni giorni fa, ma la notizia è stata diffusa solo dopo il funerali. La salma è stata tumulata nel cimitero di Fidenza, dove Savi era nato nel 1948.
Una grande perdita per il mondo accademico e un grave lutto per l’Ateneo ferrarese in cui il professor Savi aveva insegnato per dodici anni. «Alla Facoltà di Architettura – si legge in una nota di Unife – egli ha portato la sua grande esperienza di docente, maturata fin dal 1976 prima a Firenze e quindi a Bologna, e gli esiti delle sue ‘intuizioni critiche’, come lui amava chiamarle». Il professor Savi, si legge ancora nella nota, sarà ricordato soprattutto per «le sue dense riflessioni sull’opera di Aldo Rossi, sull’edificio della stazione di Firenze, sulla casa Malaparte a Capri e su tanti temi non minori».
Inoltre, «ma non meno importante, egli ha portato alla Facoltà la sua instancabile curiosità, alimento di molteplici interessi extradisciplinari».
Oltre alle notevoli capacità professionali, il professor Savi ha lasciato un segno importante anche sul piano umano e nel rapporto di stima e fiducia che sapeva instaurare con gli allievi e con i colleghi dell’università. «È stato amato dagli studenti e li ha generosamente ricambiati. Ha applicato il suo ingegno alla città, impegnandosi tra le altre cose per la conservazione dell’archivio di Carlo Savonuzzi, figura chiave del Novecento ferrarese». Una passione e un entusiasmo interrotti da una malattia che non gli ha lasciato scampo: «Vittorio è prematuramente scomparso – conclude il messaggio commosso – A lui il saluto affettuoso della Facoltà di Architettura e dell’Ateneo».
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Sono addolorata e amareggiata per aver constatato che, al mio ricordo di Vittorio Savi, non ne siano seguiti a centinaia. Il “grande vuoto lasciato da Vittorio, da riempire con i nostri ricordi”, è rimasto, inspiegabilmente vuoto. Vittorio era un illustre cattedrattico, conosciuto a livello europeo; non è, quindi, immaginabile, che almeno alcuni di quelli conosciuti, non abbia sentito la necessità, il dovere morale di spendere una parola per lui! Non fosse altro per quella umana “pietas” che ci dovrebbe contraddistinguere, quali persone civili, se tali ambiamo essere, che ci dovrebbe unire in un umano dolore, soprattutto nei confronti di quella amata famiglia che lui ha lasciato. Anche se sola, io ti ricordo, caro Vittorio, amico del periodo più bello della mia gioventù: un momento pieno di entusiasmo, dove anche gli ostacoli, non riuscivano a spaventarci più di tanto, tanta era la voglia di vivere per “fare”. Con te, Vittorio, saluto e abbraccio i tuoi familiari.
arch. Graziella Sigali
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Penso che diversi ricordi siano scritti in un altro topic. Purtroppo io non l’ho mai conosciuto e quindi non posso scrivere nulla.
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Oggi, è esattamente un anno, da quando Vittorio Savi, ci ha lasciati! Un anno passato senza di lui; un brutto anno! Sarà il caso che, questi ultimi dodici mesi, siano trascorsi in una nebbia oscura (anche quando era estate!), in un vuoto cinismo che non ci permette di intravedere dove, tutti, finiremo per precipitare? La mente lucida e le analisi approfondite di Vittorio, certamente, avrebbero dissipato molti dei problemi che ci attanagliano o, quanto meno, a scorgerne una degna via di uscita; non era un santone, certo che no, ma le menti colte sono linfa vitale per il nostro intelletto. La cultura ci rende liberi ed in grado di ponderare; qualità che l’architetto fidentino, possedeva in abbondanza!
Bisogna essere orgogliosi di averlo conosciuto ed aver tratto un po’ del Suo sapere! Le persone come lui, Vittorio, sempre meno, in verità, meritano rispetto e fiducia per un futuro più consapevole. Se tutti spendessimo un po’ più del nostro tempo per migliorarci, per “essere” e, non come sembra che sia diventato l’imperio attuale dell’”avere”, saremo persone migliori. Un po’ più simili a Lui! Nel ricordarlo, con queste due semplici parole, voglio esprimere tutto l’affetto che merita alla Sua cara famiglia.
arch. Graziella Sigali
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Storia del pensiero architettonico.
Questo era il nome del corso che teneva presso l’università della Svizzera italiana, l’Accademia di architettura di Mendrisio.
Per noi era importante il giovedì. C’era Vittorio. Le sue incredibili lezioni.
Lui, Harald Szeemann e Francesco Dal Co hanno fatto chiarezza su quasi tutto.
Luca Coffari, architetto
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