L’orso marsicano, i cani randagi e i fulmini degli animalisti
Un esemplare di orso marsicano.
Gli orsi del Parco nazionale d’Abruzzo sono un miracolo straordinario. Vederli in libertà procura una suggestione simile a quella che dovevano avere gli uomini primitivi, di stupore e di paura. Mammut, elefanti, leoni che pure popolavano l’Italia e l’Europa sono scomparsi in tempi remoti, lasciando qualche testimonianza fossile. Solo l’orso è sopravvissuto.
Il filmato girato da alcuni giovani che in auto, di notte, hanno inseguito una mamma con tre cuccioli ha fatto il giro del mondo. Ma se loro si sono limitati a stressarli, il pericolo per i piccoli viene ora dai cani randagi. Giorni fa il provvidenziale intervento di alcuni cacciatori li ha salvati. Tutti sanno che l’orso marsicano è vicino all’ estinzione, ne resta solo qualche decina di esemplari. La direzione del Parco ha deciso, pertanto, di abbattere i cani selvatici, un pericolo per gli orsi e per gli uomini, anche se la favolistica demonizza ingiustamente i lupi. La cosa più saggia per salvaguardare l’equilibrio della natura e la catena alimentare garantita dagli animali autoctoni. Ma, apriti cielo. per il presidente nazionale degli animalisti. Minaccia i fulmini della legge, minaccia la galera.
I cani, anche quelli selvatici, sarebbero animali d’affezione e dovrebbero essere restituiti ai proprietari. Mentre è ovvio per tutti, ma non per il nostro pasdaran animalista, che sono tali perché abbandonati dai padroni. Altro che affezione, altro che amore. E poi, fin dove bisogna risalire nell’albero genealogico, ai figli, ai nipoti, ai pronipoti e come riconoscerne il padrone? E la legge che essi agitano come una clava non dà loro ragione. La pena di reclusione da tre a diciotto mesi c’è, ma colpisce chi «per crudeltà o senza necessità, cagiona la morte di un animale». E non è proprio il nostro caso.
Ezio Pelino













Non c’è dubbio che per mantenere un equilibrio naturale bisogna essere equilibrati nel giudizio, non si può quindi difendere una categoria di animali a prescindere, Neppure se l’animale è l’uomo. Ad esempio vedendo in TV le scene della corrida come si fa a non schierarsi decisamente col toro??!!
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