Giù le mani dalla mia capanna
Iglù di terra e paglia rivestito di calce. È la casa di Evelyne, Adam e Kerterre, in Bretagna. Questa foto, e quelle che seguono, sono tratte dal volume «Habitants atypiques» (Images en manœuvres éditions)
Vivono nelle roulotte, in camper, nei camion, in accampamenti e baraccopoli. Sono emarginati, alternativi o semplicemente poveri.Secondo il rapporto 2010 della Fondazione Abbé Pierre sono oltre 41 mila le persone che in Francia abitano in alloggi di fortuna, per scelta o per forza. Un progetto di legge dichiara ora guerra a questo modo di vita. In base a tale legge, la Loppsi 2, saranno dichiarati illegali e dovranno essere demolite «tutte le installazioni che comportano gravi rischi per la salubrità, la sicurezza o la tranquillità pubblica». Il proprietario dei terreni che non rispetterà tale procedura sarà passibile di una multa di 3.750 euro. I sindaci e i prefetti avranno 48 ore di tempo per procedere all’evacuazione e demolizione dell’alloggio dichiarato precario.
Abbiamo visto alcune di queste costruzioni provvisorie, mobili o fisse, e alcune non ci sono apparse niente male.
Laurent e Christelle, nella loro roulotte, nell’Aveyron.
Coppia sul «terrazzo» della propria casa galleggiante.
Questa abitazione degli Alti Pirenei ha come suo fulcro il tronco di un imponente tiglio.
Tepee in terra nella regione della Loira.
Anne e Joseph, artisti circensi, davanti alla loro roulotte, in Piccardia.
Costruzione di una yurta (o gher), tipica abitazione dei nomadi mongoli. Laurette e Boboss l’hanno battezzata «L’isola d’amore».
Casa-laboratorio in cemento, legno, vetro e metallo. È in Alsazia, appartiene a Claude e Véronique.
Come una lumaca, Loup Rottier si sposta portandosi dietro la casa. Una vecchia carovana da circo, qui piazzata in una località dell’Aveyron.
«Il giardino di Alice» a Parigi, nel 18esimo arrondissement.
Un barcone-abitazione attraccato lungo la Loira dalle parti di Angers.












