Speciale Natale 7. Chi chiede, saprà. Ma non è detto che avrà

Pubblicato da Redazione il 25 dicembre 2010 in Racconti |

A due giorni dal Natale, ho incontrato un signore in treno che ha attirato la mia attenzione. Veniva da Milano non è sceso a Fidenza. Il treno era diretto a Livorno. Ma prima faceva tante altre fermate. Può darsi che quel signore sia sceso a Fornovo, Aulla, Sarzana, Pontremoli, Pietrasanta, Forte dei Marmi, Viareggio, Pisa Centrale. Un anziano che andava al mare in uno di queste amene località del Tirreno? Probabile.

Per tutto il tempo che sono stato seduto davanti a lui l’ho visto armeggiare con le agili e nodose dita attorno a pezzetti di legno pressato. Di tanto in tanto si fermava per osservare di sguincio il risultato del suo lavoro e riflettere su come procedere. Stava costruendo una macchinina da corsa. L’ho capito dal foglietto delle istruzioni che aveva posato sul sedile a fianco.

Prima di scendere ho chiesto a quell’uomo di una certa età con la barba quasi bianca, dallo sguardo intento e intenso,  per chi fosse quell’automobilina costruita in treno con tanta passione e abilità. Mi ha risposto che era per un bambino che non fa domande e non chiede regali.

Scendendo sul terzo binario, e anche questa era una stranezza perché i treni che vanno a Livorno sostano di norma sul primo, mi chiedevo se vi fosse una morale o un segno del cambiamento dei tempi ricavabile dal fatto che i bimbi vengono premiati purché non chiedano. Sarà per avere adulti migliori?

Non so, staremo a vedere tra una ventina d’anni. Era evidente che questo nonno o papà del 2010 aveva un concetto tutto suo delle virtù fanciulle. Qualcosa che aveva a che fare con la rivalutazione di quel misto di obbedienza e timidezza che qui da noi si chiamava un tempo sudisiòn, ma che sarebbe sbagliato tradurre sbrigativamente con «soggezione».

Ho chiesto al costruttore se potevo fotografarlo e lui, arrossendo, mi ha fatto un cenno di assenso.

Non capita spesso di incontrare Babbo Natale sul treno che da Milano va a Livorno, in seconda classe, carrozza poco riscaldata, tutto preso a montare macchinine da corsa perché c’è una consegna da esaudire.

C’è una stazione, prima di Pisa centrale, che si chiama Pisa San Rossore. Chissà perché ho pensato che fosse quella la meta del mio babbo Natale. Era troppo tardi per fare domande e ormai sapevo che non sempre le risposte sono un premio.  (np)



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2 Commenti

  • avatar Capitan Puke58 scrive:

    Il mistero di questo bel racconto , secondo me , sta nel ” bambino che non fa domande e non chiede regali “.
    Ma chi sarai mai ?
    Cosa avra’ voluto dire questa persona che , visto il periodo, mi pare un Santa Klaus in “borghese” ?

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  • avatar Fata dai capelli turchini scrive:

    Secondo me il babbo natale del treno, e che lo sia risulta evidente dal testo, è stufo di portare regali a bambini bamboccioni che non devono chiedere mai perché i desideri gli vengono esauditi ancora prima che loro li esprimano e se proprio devono chiedere sono più combattivi dei sindacalisti della Fiom e se non vengono esauditi diventano violenti come blackbloc. Sì, santa claus è stufo marcio di nanerottoli pieni di pretese tutti diritti e zero doveri, viziati dai genitori e drogati dal mercato delle cose futili, frivole e inutili. Io, perlomeno, l’ho intesa così… buon anno a tutti.

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