Speciale Natale 1. Le poesiole della Vigilia
Natale duemila
Tra l’albero ed il vischio
il portafoglio è a rischio.
Ammirando le luminarie
spendon le signore milionarie.
«M’illumino di spesa»,
pensa Maria Teresa.
Prima che il negozio chiuda
spenderà anche il buon Giuda,
investirà in trasporti viari
i suoi sporchi trenta denari
comprando uno sbuffante trenino
al suo connivente nipotino.
Stante lo sconto del fisco
scodellato dall’ineffabile Visco
che ci concede un aumento di diaria
per la spesa proletaria.
Così butteremo in gran fretta
la tredicesima o la paghetta.
Al fin più poveri di prima
grazie al prezzo della benzina.
La morale è poi sempre la stessa
il commercio fa la gente fessa.
Ed affermo, dopo disanima
che il commercio non ha un’anima.
(Il riferimento al non più ministro Visco data il componimento a qualche anno fa, il che non toglie forza al messaggio in esso contenuto)
Albero di Natale
Albero, alberello
che il paese fai più bello
sei piazzato sulla piazza
ed ognuno si sollazza.
Ogni bimbo a Fontevivo
in questo è assai giulivo
hai una stella proprio in cima
che mi serve per far rima
e una luce a intermittenza
che ci rallegra l’esistenza.
Sei un albero fortunato
che il paese hai illuminato
ma scusa tanto, scusa assai
quante palle che tu hai!!
Mario Mantovani













