Fulgor Basket, la leggenda finì quando arrivarono gli sponsor

Pubblicato da Redazione il 21 dicembre 2010 in Fidenza, Rassegna stampa, Sport |

Fidenza, estate 1967 (o 1968). La formazione del Caffè Margherita si aggiudica la coppa del torneo dei bar.

Egregio direttore,

dedico questa lettera a una mia grande «amante»: la Fulgor Basket di Fidenza.

Carissima e amata Fulgor, sono Adriana, per tanti ai nostri tempi «la rossa». Sono certa che ti ricordi ancora di me: abbiamo sofferto e gioito tante volte insieme. I ricordi si affollano nella mia mente… penso al vecchio oratorio, quando d’inverno dirigenti e giocatori spalavano la neve per poter scendere in campo… Non c’erano sponsor allora, c’era solo la gioia di poter giocare.

Li ricordo tutti, uno per uno, dai più vecchi ai più giovani e sono certa che anche tu non hai dimenticato nessuno. Non vogliamo fare nomi, ricordiamone tre per tutti: i «funambolici» Gianni, Nico e Attilio. E non possiamo non ricordare con affetto Pratizzoli, il nostro «amatissimo» professore, la tua vera guida: a te dedicava anima e corpo, incoraggiando i ragazzi fino all’ultimo fischio:

Vogliamo parlare dei mitici tornei dei bar? Indimenticabili per quelli della nostra età. Quanta «arlia» fra i quattro bar: Diana, Nuovo, Cugini, Margherita. Quante «scatolette di vaselina» circolavano da un bar all’altro! Ricordi Jerri? Era la prima persona di colore che si vedeva a Fidenza e tutti accorrevano per applaudirlo.

Poi è arrivato il Palazzotto dello sport e finalmente si giocava al chiuso: niente più neve da spalare e piedi gelati per i tifosi. Ricordi l’inaugurazione? Volevamo i nostri campioni eleganti e noi consiglieri ci prendemmo l’onere di pagare le tute. Come erano belli tutti in giallo e e come eravamo orgogliosi di vedere i nostri campioni così felici!

Poi è cambiato tutto: sono arrivati gli sponsor. Niente più Fulgor, ma «pinco pallino», non più dilettanti che giocavano per divertirsi e gioire quando raggiungevano il risultato, ma veri «professionisti» ben pagati.

Ed ora? Sono spariti gli sponsor e si decide di affossarti. Sai perché? Nessuno ha più pensato di costruire un vivaio come quello di allora da cui scaturivano i «campioni» e soprattutto manca un «professore» e manca anche un presidente come il signor Stecconi.

Mi auguro di leggere ancora il tuo nome, cara Fulgor, sulla Gazzetta di Parma, mi auguro che i «vecchi» che ti hanno seguito continuino a farlo e ancora di più mi auguro che l’Assessore allo Sport di Fidenza faccia qualcosa per salvare la nostra gloriosa società.

Ciao carissima Fulgor, ti ricorderò sempre come la mia grande «amante».

Adriana la Rossa
Fidenza, 24 novembre
(Questa lettera è stata pubblicata dalla Gazzetta di Parma del 26 novembre 2010 con il titolo «Vecchia Fulgor Basket Fidenza»)

Nota redazionale. A parte i commenti, saranno pubblicati tutti i ricordi e le foto che vorrete inviarci.

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