I lastriconi all’opera
Il re dei lastriconi. L’assessore parmigiano ai lavori pubblici Giorgio Aiello durante un sopralluogo in via Bixio.
Duole allo scrivente che l’assessore Giorgio Aiello, rispondendo sulla Gazzetta di Parma a due concittadini che lamentavano la situazione di grave disagio creata dalla cosiddetta «riqualificazione» di via Nino Bixio, ne abbia fatto una questione di «interpretazione» del suo pensiero, ovvero, una questione di opinioni, come dire «al risotto al tartufo preferisco i cappelletti in brodo».
E più ancora duole allo scrivente che all’ingegner Aiello sia sfuggita – sempre sulla Gazzetta di Parma – la lettera sullo stesso argomento redatta da Sergio Caroli. Poiché l’assessore, al termine del suo terribilmente oscuro parto letterario, dichiara: «Vorrei considerare conclusa una vicenda assurda come questa, assicurando che sarà l’ultima volta che intervengo su via Bixio!» (quale considerazione per il cittadino! Ancien regime?), sottopongo i miei quesiti – rimasti senza risposta – alla benevolenza dell’assessore alla viabilità Davide Mora, chiedendo ospitalità anche alla Nave corsara, oltre che alla Gazzetta.
Quanto tempo accorrerà attendere perché ci si risolva ad espellere da via Bixio gli orrendi cassoni di metallo, detti «fioriere» (di metallo e non già di plastica, come erroneamente scrissi), pericolosissimi perché schiaffati in piena carreggiata? Visto poi che numerosissime strade di Parma – a seguito della costruzione dei cosiddetti «marciapiedi larghi», come sono stati ufficialmente battezzati dall’assessore Francesco Manfredi – sono ridotte a budelli gravidi di tragedia per chi li percorre in bicicletta, avrà diritto o no il ciclista investito da automezzo a esercitare, in sede legale, l’azione di responsabilità verso gli amministratori artefici delle summentovate trappole, pagando essi in solido e non già ricorrendo – et voilà – alle tasche di Pantalone?
Postilla. A lettera conclusa, ho «preso visione» dello stato a cui è stata ridotta via della Costituente. È un orrore architettonico degno di far da scenografia a un dramma di Dürrenmatt o di Beckett. In quello che fu un boulevard ora ci passa a mala pena un happybus! Il ciclista è costretto a pedalare sui marciapiedi a ridosso di case dalle cui porte uscendo, chiunque può esserne investito (poi ci si lamenta che i ciclisti salgono sui marciapiedi e si invoca «tolleranza zero» contro di loro da parte dei vigili urbani!). E poi quelle mostruosità di sculture piantate di fronte agli uffici delle Poste e protette da sbarramenti anticarro che, seppur color latte, ricordano quelli eretti dai tedeschi nel vallo Atlantico! Al cospetto di via della Costituente, via Nino Bixio ha l’ariosità de les Champs-Élysées. Ma questi «riqualificatori» dove vivono?
Sergio Caroli
L’assessore parmigiano alla viabilità Davide Mora a un raduno di bersaglieri.












