Su stipendi e vitalizi, i consiglieri regionali non mollano la presa

Pubblicato da Redazione il 10 dicembre 2010 in Attualità politica e sociale, Dibattiti e Polemiche, Riceviamo e Pubblichiamo |

Roberto Garbi da Soragna: oltre che consigliere regionale, è segretario del Partito democratico per la provincia di Parma.

Sono passati nove mesi, ed ecco finalmente la proposta della maggioranza sul taglio ai costi della politica. Una vera e propria gestazione, nove mesi, per un parto piuttosto deludente, a dire la verità. Noi non possiamo che essere contenti, da un punto di vista culturale, di aver dettato l’agenda, costringendoli, con la nostra proposta di legge, ad affrontare il tema. Per noi è una vittoria, però su stipendi e vitalizi Pd, Sel, Idv e Federazione della sinistra hanno preferito non rinunciare a nulla, sia ben chiaro ai cittadini: le mani in tasca non se le sono messe.

Bene invece aver raccolto la nostra proposta dei rimborsi puntuali, a pie’ di lista, e non scandalosamente a forfait com’è stato finora. Per questa Legislatura, ci sarà solo un taglio del 10% degli stipendi d’oro della politica.

Noi avevamo chiesto, in un momento in cui il Paese sta andando economicamente a picco, che fosse del 50%: sarebbero rimasti più di 3000 euro al mese. Chi ha il coraggio di dire che con queste cifre non si viva bene? Sui vitalizi, invece ci chiediamo, forse un po’ ingenuamente, perché non si possano eliminare subito.

Le soluzioni tecnico-amministrative, che stanno diventando la foglia di fico del Pd, ci sono eccome. Tant’è che dalla prossima legislatura saranno aboliti, a meno che il prossimo parlamentino non scelga di attribuirseli di nuovo con una bella retromarcia nel momento in cui il tema dovesse essere meno d’attualità.

In ogni caso, a differenza della nostra proposta, non si vanno ad intaccare i privilegi di chi già li percepisce e nemmeno quelli di chi attualmente siede sui banchi dell’assemblea (guarda un po’). Ci sembra la maniera di rimandare un problema che temiamo però esploderà come un bubbone dal 2014. La maggioranza di oggi si fa bella agli occhi della gente, ma sposta i problemi su chi verrà domani. Questo creerà un grosso buco nel bilancio della Regione visto che i firmatari non spiegano da dove prenderanno i soldi per pagare i quasi cinque milioni di euro di vitalizi che gli ex-consiglieri percepiscono e percepiranno. Chi tapperà la falla, se nessuno verserà più i contributi?

Andrea Defranceschi e Giovanni Favia
consiglieri del Movimento 5 Stelle-Beppegrillo.it nell’assemblea legislativa della regione Emilia-Romagna

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4 Commenti

  • Se ben ricordo, i vitalizi dei consiglieri regionali non scattano automaticamente ma, alla fine del mandato regionale, si può anche scegliere di non accettarli.
    Già al tempo del mio mandato regionale (1990-1995) qualche barcata di miliardi ogni anno veniva , in fase di bilancio, destinata all’integrazione del fondo vitalizi, già allora in sofferenza, anche perché i versamenti obbligatori detratti alla fonte non hanno mai coperto interamente i vitalizi erogati. Avendo sempre votato contro quelle integrazioni, al termine del mio mandato regionale ho agito di conseguenza; infatti non percepisco e non percepirò dalla Regione alcun vitalizio o pensione che dir si voglia. Per questo, e per evitare fastidiosi equivoci, pur capendo le generalizzazioni, non vorrei essere messo nel mazzo degli ex consiglieri regionali che “percepiscono e percepiranno” il vitalizio.

    Commento molto apprezzato. Tu cosa ne pensi? Thumb up 26 Thumb down 0

  • avatar Costantino V scrive:

    Quindi significa che se un consigliere regionale vuole può rinunciare già ora al vitalizio, basta firmare una dichiarazione di rinuncia.
    Vedremo chi lo farà in futuro e sarebbe interessante di sapere chi lo ha fatto in passato

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  • si, si può.
    Io l’ho fatto.
    anch io sarei curioso di sapere chi altri

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  • avatar Costantino V scrive:

    Quindi, in realtà, sarebbe sufficiente che gli eletti fossero persone dabbene, e non mariuoli, che pensano solo al loro gruzzoletto e non all’interesse dei loro elettori.

    Una lista di chi ha rinunciato e di chi si è preso il vitalizio sarebbe un’operazione molto utile per far conoscere ai cittadini gli onesti dai malfattori.

    Perchè dopo aver preso uno stipendio super per 5 anni, prendersi pure il vitalizio, io lo chiamo furto.

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