Ernesto Cocconi è della stessa parrocchia di Massimo
Ernesto Cocconi, che il Pd di Salsomaggiore vorrebbe come primo cittadino nel 2011.
Se Massimo lascia, tocca a Ernesto. Un fidentino via l’altro. È infatti borghigiano come Massimo Tedeschi il suo presunto successore Ernesto Cocconi. Abitavano a un tiro di schioppo l’uno dall’altro nella storica parrocchia di San Michele, anche se Ernesto, a differenza di Massimo, non ha mai fatto il chierichetto e piede in chiesa non deve mai avercelo messo.
Salsese di adozione, però, l’Ernesto lo è da tanti anni per avere convolato a giuste e felici nozze con una delle due Favalesi, la Franchina, figlia del Pepo, mitica figura del Pci salsese, che aveva un bel paio di baffoni alla Stalin, lasciati in eredità al genero che ne fa sfoggio con malinconico orgoglio quasi rimpiangesse la barba sessantottina di cui era adorno il suo mento fino a qualche anno fa. Ma del formidabile anno 1968 il Cocconi aveva solo la barba, essendosi svolta la sua carriera politica tutta nel solco dell’ortodossia comunista intesa come Pci. Non era extraparlamentare come oggi non è il candidato extravergine. Niente gruppuscoli, sempre fedele alla linea: dalla Fgci alla sezione di via XX Settembre per approdare infine alla Camera del Lavoro di largo Cesare Battisti, dove si occuperà di braccianti che consegnerà poi al successore Vincenzo Bernazzoli, già presidente di una cooperativa di disoccupati e oggi presidente della Provincia.
Avendo annusato l’aria e capito che non era più tempo di terreni agricoli ma edificabili, passò alla Cooperativa Di Vittorio, che di quei lotti ex arativi fa commercio, al fianco di Giovanni Mora e Franco Savi suoi maggiori e mentori.
Uomo di poche parole, di camicie a scacchi con le maniche già rimboccate ben prima che le inventasse Bersani, l’Ernesto, dopo una parentesi di assessore comunale nella città termale, è tornato a riempire gli interstizi della pensione imbrancandosi con gli intellettuali dalla senape al naso che qualcuno può scambiare per puzza alle narici, che diventa fastidiosissima e insopportabile se queste sono tre.
A forza di turarsi il naso di fronte alle malefatte dell’ex compagno di parrocchia e di starnutire per l’acre sentore della senape, il taciturno Ernesto è riuscito alfine a portarsi ai blocchi di partenza della nuova avventura. Che gli auguriamo termini ancora prima di cominciare. La leadership del partito conquistata in tarda età, soltanto una decina di mesi or sono, unità a una certa spigolosità tetragona, non è viatico per la sua elezione. Anzi.
Matteo Gennari













Ma io questo lo conosco: è un comunista duro e puro. Non è il nuovo che avanza, è quel che è avanzato… la minestra riscaldata. Fosse pastasciutta, la fai saltare in padella… ma la minestra in brodo riscaldata, no grazie… sa di rancido. Comunque chissenefrega io sono della Bassa Ovest.
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Il capello ed il baffo presumibilmente tinti, vista l’età, alla cinese anche se ammorbiditi da un vezzoso tocco di grigiolino che fa tanto glamour, ad indicare la sua ammirazione per Hu Jintao. President of Popular Repubblic of China dopo essere stato il segretario del Partito Comunista Cinese.
La provenienza dalle fila del PCI.
La camicia, ahilui nera e non rossa, alla russa con probabili bottoncini pure sulla spalla sinistra, nascosti dalla giacchetta d’ordinanza.
Una linea sindacale paro paro copiata da quella della FIOM che pure alla Camusso va stretta.
Una nomina a segretario del PD Saslese all’unanimità (di chi? di Bernazzoli e famiglia?)!
Un apprezzamento per le primarie quali simbolo di democrazia compiuta, peraltro ancor tutto da vedere se saranno applicate per la corsa a candidato sindaco del PD a Salso. Primarie inventate negli USA contro il cui sistema si batteva democraticamente negli anni 70/80. Avrà stigmatizzato (o pure lui menato) quando volevo vedere Berretti Verdi al Teatro Nuovo?)
C’era pure lui a contestare nel 1974 e dintorni la manifestazione di Miss Italia che il suo co-parrocchiano continua a dire di voler mantenere a Salso?
Quando con la prima amministrazione Grolli occupava un assessorato, era in viaggio su Marte quando si ponevano le premesse per le decollinizzazioni, visibili da tutti ma da nessuno autorizzate?
Quando i recentementi dimessisi amministratori di Terme di Salso e Tabiano, intraprendevano un piano industriale che ha dato i risultai che tutti conosciamo, era favorevole o contrario? O non attribuiva tutte le responsabilità alla precedente gestione Chiusa? E se la gestone precedente a quella Chiusa avesse lasciato le Terme in condizione di benessere economico, come Cocconi ha ripetutamente affermato perche il suo sindaco Grolli tentò di privatizzarel? Che si fa, si privatizza quando il comune guadagna?
Ottenedo una risposta Cocco-favorevole a questa serie di quesiti, potrei pure votarlo ” l’usato garantito” o “il vecchio che avanza”, ma temo che sarà dura, molto dura!
Pütost a magn na bisa!
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Un grido compatto scende dalle ubertose convalli di Ghiara e Stirone:
“Bursan,sti a ca’ vostra”Nuetar av vrum mia!Capi’?”
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Ma la vera domanda a questo articolo e ai suoi commenti è: per chi voterà Doctorenry nelle prime elezioni comunali di Salsomaggiore ai tempi dei blog, lui che di questi ne è tra i maggiori interpreti? Annuncia voti che smentisce nella frase successiva.
Parla di suoi candidati, ma non li nomina.
Se leggete l’articolo della Gazzetta di oggi, a parte Cocconi scritto nel titolo (in forma di domanda farei notare), su citano anche Pigazzani, Bersellini, Passera, Granelli, Orlandi. Oltre ai candidati di Fli e Biolzi. Che se li aggiungiamo a quelli citati negli articoli delle scorse settimane sono la sintesi dell’arco consigliare, economico e paraeconomico salsese.
Se poi osservate l’articolo sulla destra s’avanza un certo GianFranco Trentini a me sconosciuto in area “libertà”. Perchè io sarei curioso: chi candida il Centrodestra Pdl + Lega+ chi ci starà? Mecarelli, Carancini, Fecci, Barral o un esterno?
L’unica certezza è che ci sarà tanto materiale su cui lavorare…..
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… Caro Filippo, da lavorare lo avrà chiunque vince le elezioni, perché finito il brindisi, si DEVE affrontare il problema di Salso: STA’ MORENDO… STA’ FALLENDO..
Quindi inutile ora chiedersi di chi è la colpa, ma utile è adottare un piano SERIO che porti serenità alla popolazione…
Chiunque esso sia, di qualunque colore sia. Certo che se aspettiamo che i problemi li risolvano gli altri, la nostra fine è segnata.
Enzo
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Caro Doctor,
nel tuo intervento, come al solito molto appassionato e ironico, rievochi due fatti del passato: il volantinaggio davanti al Cinema Teatro Nuovo la sera del 7 ottobre 1968 per la proiezione del film I berretti verdi, di e con John Wayne, e la contestazione di Miss Italia avvenuta domenica 29 agosto 1971. Una rievocazione fatta però un tanto al chilo. So quel che dico in quanto persona informata dei fatti. In altre parole, in entrambe le occasioni io c’ero. Come siano andate effettivamente le cose puoi leggerlo in un volume intitolato «Il grande gioco», storia di Fidenza dal 1958 al 1988 e che puoi trovare in vendita nella libreria di via Romagnosi a Salsomaggiore. In attesa che tu approfondisca, ci tengo a precisare che la sera dei Berretti verdi non volò neanche un buffetto: furono distribuiti volantini e si cercò di mettere in guardia gli spettatori dal film propagandistico cui stavano per assistere. La sporca guerra del Vietnam, allora come oggi e indifendibile e, come sai bene, proprio quell’anno, nel Vietnam del Sud, un battaglione di marines compì un’esecuzione di massa a My Ly uccidendo 102 civili tra donne, vecchi e bambini. Chi poteva stare con gli americani? Nonostante il libro riguardi Fidenza, si allarga alla contestazione avvenuta a Salso perché è dal Borgo che arrivarono il grosso dei contestatori, perlopiù iscritti al Pci, e il pulmino dei carabinieri con il maresciallo che li identificò e li denunciò. Ci fu un processo. Non ti rivelerò come andò a finire. Così leggi il libro, dove troverai nomi e cognomi.
Quanto a Miss Italia, si può solo dire che eravamo in anticipo sui tempi e che la nostra repulsione aveva istinti morali e sociali più che economici. Oggi si vuole dare l’ostracismo al concorso perché non rende, allora perché era sponsorizzato da Faini, un produttore di costumi da bagno le cui operaie, nello stabilimento di Fiorenzuola, lavoravano in condizioni degne di una fabbrica dell’Ottocento. Per questo gli scontri con la polizia furono anticipati sabato 28 agosto da un corteo di operaie cui aderironotutti i partiti, Dc compresa. L’esuberanza giovanile si scatenò il giorno dopo nel parco Corazza, a ridosso della staccionata che proteggeva la sfilata delle reginette davanti al Teatro Nuovo. Ancora lì, come ai tempi dei Berretti verdi. Viale Romagnosi era al tempo stesso Via Veneto e Quartier Latin, lustrini e candelotti fumogeni. Quella sera però non volò neanche una molotov mentre la celere lanciava i suoi bussolotti lacrimogeni. Per saperne di più ti consiglio, anche in questo caso, la lettura del succitato zibaldone, dove troverai i particolari della «guerriglia» e i nomi dei tre salsesi arrestati che penso tu conosca bene.
Sarebbero passati anni prima che Miss Italia rientrasse alla base. Di certo non fu la sua assenza a generare la crisi della cittadina in cui sono nato e nel cui territorio ho abitato per venticinque anni. Così come le ragazze in costume non sono la sua cura. Tra le tante ciance a proposito e sproposito del controverso concorso, l’unica cosa sensata l’ha detta il consigliere Francesco Zanaga: a far funzionare la propria testa, invece che mettere in moto polverose macchine del passato, piene di ruggine e parassiti, si figura meglio e si guadagna di più. E ha fatto l’esempio del festival dei Beatles che con un quinto dei soldi che Patrizia Mirigliani non ha pagato a un noto locale ha dato lavoro a bar, pizzerie, ristoranti e alberghi, oltre che far divertire migliaia di persone. Basterebbero una decina di iniziative come questa per far rifiorire l’ospitalità salsese. Questione termale a parte, ovviamente. Dunque, caro Doctor, il passato va riesumato e maneggiato con cura e, possibilmente non va utilizzato a fini polemici odierni. La storia non è l’ancella della politica, oggi più che mai sporca. Sai bene infatti che nella contestazione di Miss Italia da destra c’è una grossa componente di ipocrisia. La manifestazione è criticata in quanto improduttiva e sta bene. Ma credi che se ci fosse la destra al governo della città questa non difenderebbe Miss Italia mentre la sinistra l’attaccherebbe? Nessuna posizione di principio, come furono le nostre quarant’anni fa, solo randelli polemici. Ma è una battaglia combattuta con bastoni da pollaio che tu sai bene di quale materiale organico siano imbrattati.
Grazie, caro Doctor, per avermi dato l’opportunità di fare pubblicità al mio libro.
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Caro Ivano,anch’io io c’ero.Forse piu’ informato dei fatti di te. Perche’ mi beccai uno scappellotto sulla nuca da parte di un militante ,poco piu’ veccchio di me, del PCI.
Essendo purtroppo prematuramente defunto,non ne farei mai il nome .Posso solo dire che proveniva dalla zona del “Kremlino”,ossia quel bar di via Milano ove questi ragazzi avevano la sede.
L’episodio che io riferisco non avvenne sicuramente la sera del 7 ottobre 1968,in quanto si trattava di un lunedi’ ed io studente 17enne non avevo certo il permesso di uscire.C’ero pero’ presumibilmente (scusami l’eventuale imprecisione sulla data dovuta all’eta’ avanzata)la domenica 6 ottobre nel pomeriggio,quamdo noi salsesi di periferia si usava andare al cinema.
Ai tempi la mia militanza politica era rivolta ai primi passi del nascente Partito Radicale di Pannella,per cui si puo’ tranquillamente escludere che io volessi entrare al Teatro Nuovo per difendere acriticamente la “sporca guerra americana nel Vietnam”.Semmai per valutare l’atteggiamento dell’ala oltranzista americana.E mi beccai il sarucco.
Miss Italia:e’ possibile che io abbia sbagliato la data posticipandola al 1974.Ed infatti avevo nel mio intervento aggiunto un “e dintorni”.
Pero’ per tua sfortuna io c’ero anche quella volta.E nel luogo che tu stesso indichi.Solo che io passeggiavo con la morosa ed una coppia di amici sul viale Berenini,lato Parco Corazza allora pavimentato coi famigerati sanpietrini,ovvero i cubetti di porfido ciascuno del peso di alcuni ettogrammi.
So bene che si trattava di un periodo sindacalmente caldo,forse addirittuta l’espressione “autunno caldo” che avrebbe fatto successo in quegli anni nacque anche di li,e conosco bene il susseguirsi degli avvenimenti,anche perche’ ai tempi prestavo servizio come bagnino alla Piscina Leoni che alla domenica pomeriggio ospitava la sfilata delle miss,prima dell’incoronazione finale.Bene,
La tranquilla passeggiata sul viale Berenini,si tramuto’ in una veloce fuga su per viale Milite Ignoto,in quanto il sottoscritto e c.vennero a trovarsi nel bel mezzo delle fazioni contrapposte:la Polizia che lanciava candelotti ed i ragazzi sbucati dal non ancora riqualificato ed illuminato parco(tra i quali pure tu???) che lanciavano gli altrettanto pericolosi cubetti di porfido.
La nostra fuga termino’ laddove via Loschi si continua con via Pascoli.Chi conosce Salso puo’ capirmi.
Come vedi anch’io sono stato protagonista di quegli episodi al par tuo e magar, avendo qualche anno in piu’ ricordo pure meglio.
Detto questo,nel confermarti la mia stima e l’acquisto del tuo libro,voglio assicuratari che tutto quanto scrivo non ha alcun intento polemico per assicurare indebilti vantaggi ad uno dei due schieramenti oin campo oggi.AIn nessuno dei quali io mi riconosco ,ma che onestamente debbo considerare alla pari nel raccontare balle.
Devotamente come sempre.
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Direi che se Doctorenry non mentisce sull’età la differenza tra i due è di un solo anno. Quindi quasi coetanei. Certo che confondere 74 con 71 depone chiaramente a favore di Ivano. Per inciso io ero compagno di scuola di alcuni degli arrestati ma non ero presente.
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In effetti hai quasi ragione.Anche se gli anni sono almeno 2.Probabilmente sara’ stato il sarucco a farmi confondere 1974 con 1971.
Il che ovviamente cambia RADICALMENTE il significato del mio commento e la mia attendibilita’.
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sabato 28 agosto 1971 pomeriggio, ricordo perfettamente il corteo ( come scordare il primo corteo di protesta? avevo 10 anni ) Faini boia era uno degli slogan, ricorderò per sempre un cartello che denunciava le carenze dello stabilimento dove si producevano i costumi da bagno Faini ( sponsor della manifestazione Miss Italia ) riportava un avvertimento appeso realmente all’interno della fabbrica
IN CASO DI CROLLO SCAPPARE!
La sera successiva in casa furono portati 2 (due) bossoli lacrimogeni sparati dalla celere.
Perchè scrivo questo? Per ricordarmi di persone che ora non sono più tra noi e che io ho amato. Personaggi che hanno caratterizzato il mio modo di vedere e vivere la politica;
come possiamo dimenticare Anna Mainardi che a gran voce diceva no alla manifestazione di Miss Italia in quanto questa rappresentava una
mercificazione del corpo femminile?
Al ritorno della manifestazione a Salsomaggiore ricordo l’impegno profuso dalla parlamentare affinchè venisse legata una lotteria nazionale all’evento,( quasi epico lo scontro con il patron Mirigliani ) in quanto una percentuale dei ricavi dei biglietti venduti andavano al comune ospitante la manifestazione! Dalla serie… almeno la collettività ci guadagni qualcosa.
Ieri ero a Roma a Montecitorio, ho visto reparti di carabinieri in tenuta antisommossa ho visto studenti medi che manifestavano molto compostamente il loro disappunto per la riforma Gelmini, (30 minuti prima c’era stato lo scellerato ed ingiustificabile assalto al portone del Senato) ho avuto un flash-back di quando ero io a capeggiare manifestazioni studentesche allora mi son detto ….. per fortuna non cambierà mai, la gioventù non cambierà mai….
Grazie per l’ospitalità
Raffaele
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A parte i giudizi sulla figura di cocconi il quesito è questo:non si può continuare su questa strada chiaramente a Salsomaggiore.
Lo vediamo dai fatti:turisti che vengano sempre meno,strade dissestate,aree della città che sembrano incontrollate,infatti basta andare ad esempio in qualche via per credere di essere ormai in una nazione straniera.
Salso dovrebbe essere a mio modo di vedere città elegante elitaria.
Le terme ridotte al collasso da anni di gestione nn propio brillante.
E’ difficile nessuno ha la bacchetta magica,però occorre un nome per chi voglia proporre il cambiamento forte e deciso.
Magari un candidato sindaco che ha fatto molto bene a noceto quale fabio fecci.
Il quale sta operando a dire di tutti a Parma molto bene in tema di sicurezza.
Se fossi nel coordinatore provinciale punterei su di lui per eventualmente operare la svolta a Salsomaggiore.
Tuttavia anche da noi per l’area moderata non mancano nomi forti.
Comunque sia la partita sarà durissima.
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Sarebbe ora si di cambiare a Salso, dopo 60 anni o quasi di compagni che si sono insediati dappertutto solo per meriti di partito, grazie anche a concorsi pilotati e ricoprono cariche dirigenziali in comune con titoli di studio che nulla hanno a che vedere con le loro mansioni.
Stesso discorso vale anche per i non compagni, ma sono molti meno i poltronati PDL o di altri partiti per meriti politici.
Basta con candidati che siano architetti, ingegneri, imprenditori edili troppo interessati a cementare tutto per il proprio tornaconto.
Basta con gli sprechi di denaro pubblico, per auto, viaggi inutili, consulenze ( una volta si chiamavano bustarelle).
Il sindaco ideale basterebbe che facesse l’esatto contrario di Tedeschi e Salso ritornerebbe a vivere.
Sta nevicando immagino che il piano neve come al solito non funzionerà, buona Domenica.
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Pizzati
di quei tempi oltre ad inveire contro Faini ricorderai anche che i giovani di Salso (di vari colori oggi e ben pensanti) quindi solo teste calde pilotate ed un po plagiate (da partiti e assieme ad alcuni dipendenti che si vivevano il problema della dissocupazione , essendo Faini in difficoltà pur sponsorizzando) lanciavano pofidi all’interno della manifestazione che era con transenne sul viale . Il mio ricordo era di alcune teste rotte solo perchè passavan di li…e x fortuna dico io…qualche randellata dalla celere l’hanno avuta! Oggi son dei tranquilli che si godon la vita anche mangiando nel piatto dove contestavano… !!!
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— sarebbe ora che Salso esprimesse qualcuno che avesse a cuore il Suo bene e possibilmente fuori dalle parti…
di borsani non ne abbiam mai avuto bisogno e nemmeno quelli son profeti fuori patria… quindi x il porssimo….uno del sasso, possibilmente sano, da lasciar lavorare e poi renderà conto!!!
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Hugo,
avevo 10 anni;
quindi la sera degli scontri ero in casa, personalmente sono contrario al lancio di sanpietrini ed ancor più contrario alle manganellate da parte dei tutori dell’ordine pubblico.
Per quanto riguarda chi da giovine contestava ed oggi è alle tavole imbandite….confermi ciò che ho apprezzato in conclusione del mio scritto…..per fortuna che la gioventù non è cambiata…, infatti solo le nuove generazioni sono portatrici di rinnovamento come lo potevamo essere noi anni fa!!!!
Per quanto riguarda poi la provenienza geografica del futuro sindaco, beh secondo me è ininfluente, a me “basterebbe” avere un Sindaco autorevole che ben amministri la nostra cittadina.
Amministrare è meno facile di quel che si possa credere, di conseguenza spero che il candidato sindaco che andrò a votare abbia alcuni requisiti (alcuni fin ovvi)
se interessa ne elenco 3
Capacità; (tenendo conto della specificità di una città turistico termale)
Autorevolezza; (non autoritarismo)
Onestà;
Grazie per l’ospitalità
Raffaele Pizzati
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