A Piacenza, il feroce Saladino si è fatto furbo

Pubblicato da Redazione il 27 novembre 2010 in islam |

Piacenza. Nel capannone-moschea sulla Caorsana, da sinistra: l’architetto Luigi Baggi, il responsabile del centro islamico Arian Kajashi e il sindaco Roberto Reggi.

Domenica scorsa ho letto per caso un giornale straniero, cioè il quotidiano Libertà di Piacenza. Vi ho trovato un articolo con tanto di fotografie che mi ha lasciato stupefatto. Raccontava, quell’articolo, che il sabato pomeriggio, nella vicina Piacenza, il presidente dell’associazione culturale islamica aveva consegnato al sindaco Roberto Reggi la somma di denaro che era stata raccolta per Telethon.

Rileggendo con un po’ di attenzione quella mezza pagina di giornale ho capito, infine, quello che non mi tornava. Ho capito cioè che, con la scusa di consegnare il contributo per Telethon, il feroce Saladino, che nel frattempo, dopo qualche anno trascorso qui in Italia, si è fatto furbo, aveva di fatto attirato il sindaco di Piacenza e qualche altra autorità (per esempio un responsabile di una banca e uno di Telethon) alla presentazione ufficiale del progetto di quella che diventerà la nuova moschea di Piacenza.

In altre parole, il furbo Saladino, assicurandosi la presenza del sindaco alla presentazione di quel progetto, si era assicurato la legittimazione del progetto stesso.

E pensare che meno di due anni fa, lo stesso sindaco aveva diffidato la stessa associazione islamica all’uso di un capannone industriale che non poteva essere utilizzato come punto di incontro, come centro culturale, cioè come moschea.

Ma non è finita qui: l’architetto Luigi Baggi, un piacentino-piacentino di oltre cinquant’anni, nella presentazione del suo progetto della nuova sede dell’associazione islamica, mostrava il disegno del capannone industriale, così come diventerà, affiancato da una torre, cioè da un campanile, cioè da un minareto. Sapete come l’architetto Baggi ha inteso nascondere, mimetizzare,  il minareto? Lo ha fatto affermando, senza scoppiare a ridere, che guai a chiamarlo minareto. Che si tratterà, invece, di «una torre tecnica, all’interno della quale c’è un ascensore: la torre tecnica é necessaria per la manutenzione della copertura (del capannone, ndr), che è molto estesa».

Applausi finali al furbo Saladino, che ha preso per il naso tutti i piacentini e all’architetto Baggi, che è riuscito a non ridere mentre definiva quel minareto «una torre tecnica necessaria per la manutenzione della copertura».

Al sindaco di Piacenza, invece, non so proprio che dire.

Celestino Stella

Minareto camuffato. Il progetto della «torre di servizio» della moschea.


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9 Commenti

  • avatar Sergio Frizzi scrive:

    A orecchio direi che quella della torre di manutenzione è una solenne baggianata, tanto valeva che dicesse che era una torre di avvistamento per vedere arrivare i leghisti, sì il contrario delle torri saracene… Ma è vero che Raggi andrà in Parlamento al prossimo turno elettorale? Certo non sarà un Raggio di Sole nell’aula grigia, anche se viene da Fiorenzuola patria del famosi mangimi

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  • avatar Giancarlo Levi scrive:

    Ho letto anch’io su un altro giornale straniero che gli islamici hanno comprato i due capannoni a un’asta giudiziaria pagandoli 330.000 euro. Dove li hanno trovati i soldi ? Dove troveranno quelli per pagare lo scaltro architetto e tutti i lavori da fare per renderli agibili ? E si può sapere a quanto ammonta il contributo che questi furbacchioni hanno versato a Telethon ? È questo che mi piacerebbe sapere non le solite balle buoniste del sindaco sul ponte tra le due culture quando sappiamo tutti che loro, i musulmani, si costituiscono stato nello stato.

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  • avatar Eros A. scrive:

    Ma è vero che questo Arian Kajashi lo hanno fatto presidente dell’associazione, anche se è albanese, perché ha delle aderenze alla banca nazionale del lavoro? Io non sono mai riuscito a farmi dare un calendario per natale da questa banca… penso proprio che estinguerò il conto per metterlo in una banca muslim free…

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  • avatar robertosgobbo scrive:

    O Signore, ma vuoi vedere che se si inizia a fare una moschea forse si arriverà addirittura all’impensabile! Qui rischiamo che ci sia qualche pazzo che potrebbe pensare è affermare che la libertà religiosa è un DIRITTO FONDAMENTALE DELL’UOMO? Ma veramente???

    p.s. Ma, qualcuno sa veramente chi era il feroce Saladino?
    p.p.s. Campanili e minareti, hanno nella pratica la stessa funzione, scandire il tempo e richiamare alla preghiera. Se disturba così tanto il nome minareto, si può anche chiamarlo campanile? Oppure anche i campanili sono da abbattere e proibire?

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  • avatar Capitano Achab scrive:

    …PENSO CHE, CON QUESTO FATTO, L’IPOCRISIA BENPENSANTE OCCIDENTALE SIA ARRIVATA AL MASSIMO: COME HA AFFERMATO SGOBBO, PIUTTOSTO CHE AFFERMARE LA LIBERTA’ RELIGIOSA COSTITUZIONALMENTE GARANTITA, SI E’ FATTO TUTTO UN PERCORSO TORTUOSO, IPOCRITA E MESCHINO, PER ARRIVARE A QUELLO CHE SI POTEVA E SI DOVEVA FARE SIN DALL’INIZIO: VUOI COSTRUIRE UN EDIFICIO PER IL TUO CULTO RELIGIOSO? QUALSIASI ESSO SIA? HAI I SOLDI? SI ? BENE CHIEDI TUTTI I PERMESSI, IN REGOLA CON LE LEGGI DELLO STATO ITALIANO, E TE LO COSTRUISCI SENZA SE E SENZA MA E SENZA TANTE BALLE…

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  • avatar Capitan Puke58 scrive:

    Se vogliamo fare un po’ di revisione ( ma neanche tanto revisione poi) il Feroce Saladino e’ stato uno dei piu’ illuminati leader del mondo islamico antico, tant’è che sotto il suo dominio in medio oriente si stava meglio che sotto i cristiani , sanguinari , corrotti e aizzati dai Papisti.
    Bastava non farlo incazzare e altrimenti si che diventava feroce.
    Chiamare Saladino questo personaggio e’ abberrante , non ne ha nemmeno la nobilta’,forse solo avanguardia di un Islamismo poco limpido e inquietante.

    Salam U aleikum.

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  • avatar echedobali scrive:

    Puke, acab, abacuc, alien o come diavolo vi chiamate, professori da unitre che scrivete dall’ufficio o non appena smontate dal lavoro, sappiate che non siete gli unici ad avere notizie del cosiddetto feroce saladino. Lo sanno anche i bambini delle elementari allevati da maestrine con la penna non più rossa ma intinta nell’inchiostro simpatico della correttezza politica che il cosiddetto feroce saladino era in realtà una pasta d’uomo e di sovrano, tollerante quanti altri mai, mentre i crociati hanno fatto scorrere il sangue a fiumi, ma sono trascorsi ottocento anni o giù di lì da quei dì, non venitemi a dire che erano settecento e rotti solo perché non ho voglia di controllare e oggi con wikipedia sono tutti dei saputoni. Però si tratti di 800 anni o di 799 vogliamo schiodarci dalla sindrome del peccatore occidentale che deve espiare i peccati dei suoi avi, vogliamo toglierci dalle spalle e dalle palle il fardello dell’uomo bianco, vogliamo discutere qui e ora del problema della presenza per molti versi incompatibile degli usi e costumi musulmani con le costituzioni nate in occidente a seguito della rivoluzione francese? Vogliamo essere realisti, oltre che idealisti, di un idealismo peraltro fatto con le prediche del prete cui fa comodo andare d’accordo con l’imam perché religione, non importa di che tipo, è sempre meglio di ragione e liberazione? E allora liberali e libertari com’è che in nome della tolleranza, bruttissima parola, regredite automaticamente all’accettazione di barbarie come la legge del taglione della sharia e altre intolleranze islamiche…? quando vi svegflierete sarà troppo tardi e su una sinistra come quella da voi rappresentata avranno costruito le loro fortune sia la lega che la destra neofascista… complimenti vivissimi… oltre a studiare la storia, cercate di impratichirvi anche con la geografia. Andate a trovare marocchini, tunisini e mediorientali a casa loro anziché dire che i musulmani che conoscete voi, lavorano con voi e abitano vicino a voi sono bravissime persone. Certo che lo sono, ci mancherebbe altro, ma l’islam sono più di un miliardo di persone e la cosa è un po’ più complicata. Leggetevi Naipaul, avete presente?
    Infine abacuc, china, india, puke, poker e tutti voi supereroi del sarcasmo, possibile non abbiate colto l’ironia, l’allusione a quel feroce saladino con il colapasta in testa che fu una famosa figurina degli anni trenta… non la conoscete? Cercate su wikipedia, anzi dite all’editore di pubblicarla… vi credevo frequentatori di un’onesta bettola e scopro invece che siete solo la forma più aggiornata di bigottismo di sinistra… Sarete i benvenuti nelle sagrestie della moschea… E adesso non venitemi a dire che le moschee non hanno sagrestie

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  • avatar Capitan Puke58 scrive:

    Ma e’ arrivato l’ennesimo leghista?
    Guerda nanu’ che t’e’ capi nienta ad cul che ho scritt!
    Se frequentassi di piu’ e da piu’ tempo NC avresti ormai capito che Io , per gli altri chiamati in causa rispondano Loro, sono un sinistroide anomalo in quanto xenofobo, anche se non razzista , quindi ” infiat mia tant”.

    Con rispetto……..

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  • avatar Capitano Achab scrive:

    X echedobali scrive:
    25 novembre 2010 alle 18:59
    “professori da unitre che scrivete dall’ufficio o non appena smontate dal lavoro”.
    Gia’ questa tua affermazione denota il Q.I. che natura ti ha dotato ( max 20).
    1) COME TI PERMETTI DI AFFERMARE CHE SCRIVO DALL’UFFICIO?
    2) COME TI PERMETTI DI REDARDUIRMI AFFERMANDO CHE QUANDO ARRIVO A CASA, MI METTO A SCRIVERE SU NC?
    LA MIA UTENZA PRIVATA TELEFONICA LA PAGHI TU? SONO MAI VENUTO A FARTI RAMPOGNE A CASA TUA PER COME USI LA TUA UTENZA TELEFONICA? TI HO MAI ACCUSATO DI USARE STRUMENTI DEL LAVORO PER AFFARI TUOI?
    QUESTO PER INIZIARE, CARO IL MIO ” CHE DUE BALLE”.
    PER CONTINUARE : C’E’ LEBERTA’ DI RELIGIONE COSTITUZIONALMENTE GARANTITA? SI? SE SI, COME RECITA LA COSTITUZIONE ALL’ART.19
    La libertà di religione
    La Costituzione italiana, all’art. 19, riconosce in modo ampio la libertà di religione. Essa viene intesa come libertà di fede religiosa per evidenziare il diritto di ogni individuo di professare la propria fede e di farne propaganda. La libertà di religione viene intesa inoltre come libertà di pratica religiosa, perchè comporta il diritto di esercitarne in privato o in pubblico il culto, cioè di svolgere e di prendere parte a preghiere e riti religiosi. Questa seconda libertà trova un unico limite: non deve trattarsi di riti religiosi contrari al buon costume.
    La disciplina della libertà religiosa è collegata a diversi altri principi costituzionali: innanzitutto il principio di eguaglianza che vieta qualunque discriminazione tra gli individui a causa della religione professata.
    Nel primo comma dell’art.8 della Costituzione si afferma infatti che “tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge”.
    L’articolo 7 inoltre detta una particolare disciplina dei rapporti tra lo Stato e la Chiesa cattolica. Pertanto gli articoli 7 e 8 vanno considerati nel loro insieme come la regola fondamentale del sistema di relazioni tra lo Stato e le confessioni religiose.
    Lo Stato, per regolare le relazioni con le varie confessioni religiose, legifera non direttamente e unilateralmente, ma attraverso patti e convenzioni .
    I rapporti con la Chiesa cattolica, sono basati sul sistema dei Patti Lateranensi stipulati nel 1929, mentre i rapporti con le confessioni diverse da quella cattolica, sono regolati da leggi dello Stato emanate sulla base di una previa intesa con le rappresentanze delle varie confessioni ormai presenti nel nostro paese, come è stabilito nell’articolo 8.
    L’Accordo di revisione del Concordato, concluso dall’Italia e dalla Santa Sede nel 1984, ha eliminato il principio della religione cattolica come religione di Stato, rafforzando così nel nostro ordinamento il principio di laicità: questo principio deve essere inteso non con indifferenza verso il fenomeno religioso ma come eguale distanza nei confronti di tutte le confessioni religiose.
    L’importanza che lo Stato, rimanendo laico, riconosce al fenomeno religioso è dimostrata anche da varie leggi, come quelle che assicurano agevolazioni fiscali agli enti religiosi e consentono ai contribuenti di versare a tali enti una parte delle proprie imposte sui redditi.
    Stato e Chiesa Cattolica devono essere indipendenti e autonomi infatti sono posti sullo stesso piano.
    Viene, così, sancito l’importante principio della separazione dei rispettivi ordinamenti e della rispet¬tiva indipendenza. Viene riconosciuta, inoltre, la piena autonomia delle confessioni diverse dalla religione cattolica e il loro diritto di organiz¬zarsi adottando liberamente propri statuti, che non devono essere in contrasto con i principi fondamentali dell’ordinamento giuridico dello Stato.
    La nostra Costituzione, garantisce anche la libertà di non professare alcuna fede, di non essere oggetto di propa¬ganda religiosa e di non essere obbligato a partecipare a pra¬tiche di culto, e di poter modificare la propria appartenenza a una determinata con¬fessione religiosa.
    A tal proposito va ribadito che i principi di libertà dei diritti della persona non possono essere violati nel nome di alcuna religione.
    L’art. 20, poi, disciplina le associazioni o le istituzioni con finalità religiose o di culto, affermando che la legge non può imporre limitazioni in ragione delle loro finalità, né può disporre imposizioni fiscali per la loro costituzione e il loro funzionamento.
    In definitiva la libertà religiosa non deve essere ostacolata da interventi pubblici indirizzati a rendere difficoltosa la pratica del culto.
    Una evidente rilevanza per la libertà religiosa presentano, infine, anche le disposizioni costituzionali in tema di libertà di riunione articolo 17, di libertà di associazione articolo 18 e di libertà di manifestazione del pensiero articolo 21.
    Il principio stabilito dall’articolo 8 – ossia, quello della eguale libertà di tutte le confessioni religiose – rappresenta uno dei pilastri dell’ordinamento giuridico italiano che si basa sul sistema del pluralismo delle confessioni religiose e sulla libertà religiosa, individuale e collettiva. E come è affermato anche nella carta dei valori della cittadinanza e dell’integrazione dell’aprile 2007 “l’Italia favorisce il dialogo interreligioso e interculturale per far crescere il rispetto della dignità umana e contribuire al superamento di pregiudizi e intolleranza.

    ECHEDOBALI: TI DO’ UN PAIO DI CONSIGLI:
    1) TI LASCIO PASSARE LA TUA “CAZZATA” SUL FATTO CHE SCRIVA DAL MIO POSTO DI LAVORO, PERCHE’ POTREI SFIDARTI A PROVARMELO E SE NON FOSSE VERO……..CI SMENERESTI IL COTTO ED IL CRUDO…..PER QUESTA TUA AFFERMAZIONE ;
    2) TI DISTURBA IL FATTO CHE, DA CASA MIA, CON L’UTENZA TELEFONICA DA ME PAGATA E NON CERTO DA TE, SCRIVA QUELLO CHE PENSO?
    SE TI DISTURBA, NON SO CHE FARCI, E’ UN TUO PROBLEMA E CERCA DI FARTENE UNA RAGIONE.
    OPPURE SE TI DA TANTO FASTIDIO CHE DA CASA MIA, QUANDO SONO SMONTATO DAL LAVORO, SCRIVA SU NC SENZA FARE RIFERIMENTI STORICI ALLE CROCIATE E “BIGOLATE VARIE”….VIENE DA ME CHE NE PROVIAMO A PARLARE…CHE DICI TI VA?

    P.S.
    GUARDA CHE, NOTORIAMENTE MI CONSIDERO UN ATEO ED ERETICO MA, COME NON MI DANNO FASTIDIO GLI EDIFICI CATTOLICI, COS’ NON MI DANNO FASTIDIO I TEMPLI ZEN O BUDDHISTI O LE MOSCHEE MUSULMANE…
    OGNUNO E’ LIBERO DI PROFESSARE LA PROPRIA FEDE POLITICA E RELIGIOSA E DI COSTRUIRE I PROPRI EDIFICI NEL RISPETTO DELLA LEGGE DEL PAESE CHE LI OSPITA.
    SPERO DI ESSERE STATO ABBASTANZA CHIARO….

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