Quei nullafacenti dei soggetti attuatori hanno in cantiere altri attacchi alla città
Fidenza. L’incompiuto piazzale tra la stazione ferroviaria e i Nuovi Terragli.
L’immagine del piazzale della stazione è quanto di meglio si possa produrre per illustrare la «Fidenza che avevamo governato bene». Non sono certo le auto parcheggiate in posti non consentiti ad attirare la nostra attenzione ma lo squallore di questa piazza da anni cantiere. Le dichiarazioni verbali di ripresa dei lavori buttate li in qualche occasione non trovano riscontro nei fatti. Per quanto riguarda invece gli aspetti più propriamente privati, specie se le opere insistono su aree precedentemente pubbliche, il progetto si va completando. E così oggi possiamo ammirare il capolavoro della rampa di uscita (o di ingresso?) delle autorimesse sotterranee con l’elegante curva, con aiuola verde, che immette comodamente nella viabilità cittadina e qui il caos è di rigore. Il resto della piazza è inguardabile e la latitanza dei soggetti «attuatori» (dal verbo attuare, sinonimo di realizzare, effettuare, portare a termine, eseguire, fare, adempiere, concretizzare, concretare, mettere in pratica, condurre a effetto, ndr) non può che essere coperta da solide connivenze tecnico-politiche.
Colpa di chi? Fidentia, Unieco, Cooperativa Di Vittorio, Ufficio Tecnico Comunale, vecchi amministratori e chi altro? I cittadini hanno già pagato e continueranno a pagare visto il livello di indebitamento del bilancio comunale. Credo sia venuto il momento di rivedere i rapporti tra i cosiddetti soggetti «attuatori» (vedi sopra) e la città tenendo presente che gli stessi hanno in corso altri affari con il comune, condomini nell’area dell’istituto professionale di via Malpeli ad esempio, e che si stanno già muovendo per portare altri attacchi alla città, sia a nord verso l’autostrada e sia sui terreni che guardano il nuovo ospedale. Basterà la trasparenza nel percorso del Psc che molte parti chiedono a fermarli?
Ambrogio Ponzi




















Tutta colpa dei “tedeschi”!
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il nome del crucco dovrebbe essere scolpito nel marmo a futura memoria, ma c’è una domanda che più mi attanaglia: ogni società che non adempie al rispetto delle consegne “dovrebbe” pagare una penale. Ergo, sono nei tempi prestabiliti? Se no quanto pagano (se pagano) a noi cittadini/comune questo disagio? Qualcuno sa monetizzarlo?
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Io no darei la colpa al comune ma bensì ai soggetti attuatori. Mi sembra evidente che in debito siano loro e non certo il comune.
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Pensa Siegfried, che il ritardo sarebbe tutto a carico del Comune per l’obbligazione assunta nel 2001 in sede di approvazione dell’intervento . Mica l’avrà fatto apposta per lasciare tranquilli i soggetti attuatori ? Da maestro, sapeva quello che sottoscriveva o non si sarà accorto? Ed ora, sempre dei “derivati” verificano il nuovo intervento? Perchè essendo trascorsi 10 anni non rifanno il Bando??? Sarebbe più corretto.
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