Se lasciano crollare Pompei, figurati che cosa gliene può fregare di palazzo Arzaghi
Pompei. La casa dei gladiatori, crollata sabato scorso.
Tag:Palazzo Arzaghi
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CREDENZE POPOLARI
Nei centri commerciali,
i consumatori credono
di risparmiare.
In democrazia, gli elettori credono di contare.
QUELLO CHE NON HA GIULIANO
«Può darsi che Saviano sia banale e scriva male, ma se non piace
a Giuliano Ferrara qualcosa
di buono ce l’avrà». (Lia Celi)
SIRENE E CENTAURE NELLA GIUNTA BERNAZZOLI
«Giunta con metà donne», titola la Gazzetta di Parma, per significare che Bernazzoli vuole riservare il 50 per cento del suo esecutivo alle assessore. Ma detto così sembra che voglia amministratrici metà carne e metà pesce, metà umane e metà giumente. Strafalcione o lapsus?
MONTI LEI
Vista la situazione, è normale che la rabbia Monti. (Mario Mantovani)
ULTIMA CHIAMATA PER I PARTITITemo che i partiti italiani non abbiano capito il senso e lo scopo della formula adottata dal presidente della Repubblica dopo le dimissioni del governo Berlusconi. Mario Monti e i suoi tecnici avrebbero dovuto restaurare la credibilità finanziaria dell'Italia, riformare il mercato del lavoro, creare le condizioni per una economia più libera e competitiva. I partiti avrebbero dovuto assecondare il governo ma dedicarsi contemporaneamente ad altri compiti che non possono essere, in una democrazia, «tecnici». Avrebbero dovuto modificare la legge elettorale, ridurre il numero dei parlamentari, rompere l'incantesimo del bicameralismo perfetto, dare a se stessi uno statuto giuridico corrispondente alle loro responsabilità, dare al Paese un esempio di rigore finanziario riducendo drasticamente il denaro pubblico di cui si sono spensieratamente serviti dopo un referendum che diceva chiaramente quale fosse, a questo proposito, il pensiero del Paese. Ebbene, nulla di ciò che avevamo il diritto di attenderci in materia di riforme istituzionali è stato fatto. È questa una delle ragioni del malumore del Paese, che soffre la crisi e sopporta il peso delle tasse, e del successo di Grillo. Se i partiti vogliono rimediare, il tempo stringe e la porta attraverso la quale dovranno passare per avviare il cantiere delle riforme non resterà aperta più di tre o quattro settimane. Una riforma costituzionale richiede, infatti, una doppia lettura fra Camera e Senato e mancano dieci mesi alla fine della legislatura. Se non ne approfitteranno, il prossimo voto sarà peggio dell'ultimo. (Sergio Romano, Corriere della Sera, 10 maggio 2012)
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Non mi sembrano paragonabili.
Innanzitutto palazzo Arzaghi è una proprietà privata.
A questo proposito chiedo l’intervento di qualche esperto per capire meglio quali siano gli obblighi del proprietario di un bene tutelato. Quale autorità dovrebbe ingiungere al proprietario di eseguire i lavori? Sono previste sanzioni in caso di inadempienza? Che tipo di lavori sarebbero necessari e chi lo stabilisce? Ipotizzando che la tutela sia talmente forte da impedire qualsiasi modifica o uso di certi materiali e che il proprietario non possa affrontare una ristrutturazione così onerosa, che si fa? Chi ci mette i soldi? Se il palazzo crolla c’è qualche sanzione oppure si arrangia il proprietario? Se il palazzo crolla il proprietario sarebbe autorizzato a costruire del nuovo?
Trovare una risposta a queste domande farebbe chiarezza e permetterebbe di affrontare l’argomento in maniera razionale lasciando perdere per una volta le polemiche.
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Alle domande si può rispondere, lo potrei fare io lo potrebbe fare l’editore,molto meglio lo potrebbero fare gli architetti stipendiati e quelli a parcella, gli ingegnieri, i geometri e tanti altri, compreso il “fidentino” che le pone.
Tuttavia cos’è più banale dell’esercizio razionale?
Affrontiamo le ultime due domande:
“Se il palazzo crolla c’è qualche sanzione oppure si arrangia il proprietario? Se il palazzo crolla il proprietario sarebbe autorizzato a costruire del nuovo?”
Anche “fidentino” sa che sono vere ambedue, e le sanzioni sono insignificanti, una modesta voce di spesa affogata nei costi di costruzione.
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Tengo a precisare che le domande che mi ponevo non erano retoriche, le risposte io non le so infatti ci tenevo a leggere quelli di qualcuno esperto in materia.
Se quello che dice Ambrogio è vero (purtroppo) allora cosa si può fare? Resta solo l’indignazione o possiamo fare di più?
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Occorre contribuire a tenere alto il livello di attenzione scrivendo, fermando gli amministratori per strada, denunciando. Chi è parte di associazioni o comitati ambientalisti, di enti pubblici di tutela ambientale si chieda e chieda perché l’associazione o il comitato o l’ente tace e, se è per paura di perdere benefici, ne tiri le conseguenze. Che dire poi dei partiti politici e di chi ne è parte attiva? I silenzi in questo caso indicano connivenza con gli interessi di chi, come in questo caso, vuole avere mano libera sull’area.
Non è molto, non è detto che risolva, ma se non l’avessi fatto il palazzo oggi probabilmente sarebbe ancora peggio o non ci sarebbe. Gli interventi del 2008 (sindaco Cerri) e l’ultimo intervento del 2010 (sindaco Cantini) non ci sarebbero stati.
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Ciao corsari. Ciao Ambrogio, anch’io sono interessato all’argomento però non sono tanto informato.
Cosa si può fare nel concreto: una petizione, un banchetto informativo?
Dacci qualche indicazione e chi ama Fidenza ti seguirà!
Alberto Bacchini
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Caro Alberto settimana prossima Italia Nostra valuterà la situazione visto anche il rilievo che l’associazione nazionale ha dato al caso.
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Potremmo chiedere di gestire la cosa come hanno fatto con Villa Panini…
In quel modo elimineremo il problema di altri eventuali crolli…
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Convocazione da parte del Comune di Fidenza per domani 12 novembre di un incontro-sopralluogo per verificare lo stato di Palazzo Arzaghi a seguito della denuncia partita da queste pagine e ripresa dalla stampa locale e da Italia Nostra nazionale.
“Al sopralluogo parteciperanno, oltre al personale incaricato dell’amministrazione comunale, i rappresentanti della proprietà e della competente Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il paesaggio delle Provincie di Parma e Piacenza, al fine di valutare la situazione in atto e l’evoluzione della stessa rispetto ai sopralluoghi precedenti e disporre l’esecuzione delle operazioni di messa in sicurezza che si mostrassero effettivamente necessarie”.
Permane una certa ambiguità burocratica nell’ultima parte del comunicato quando si dice “messa in sicurezza che si mostrassero effettivamente necessarie”, ma confidiamo che serietà e competenza facciano la loro parte.
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Dove? A che ora? Italia Nostra parteciperà? Ha titolo per partecipare? Lo ha chiesto?
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Italia Nostra non ha titolo di partecipare e non mi risultano inviti.
Il sopralluogo è domani ore 11 presso Palazzo Arzaghi (ovvio).
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